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Scoppia la bolla immobiliare di Dubai. Ma gli Emirati non rimarranno senza liquidità

Dubai: vista panoramica su Jumeira Palm Island (Credits: LaPresse)

A dispetto di quello che sostiene lo slogan di Dubai World, la holding statale che controlla le ricchezze del paese, il sole su Dubai sembra essere, se non tramontato, quanto meno calato. La bolla immobiliare è scoppiata, e le ricchezze degli emiri sono in pericolo tanto quanto gli investimenti degli occidentali.

La perla del Medio Oriente sperava di essere salvata da un piano coordinato in grado di coinvolgere il governo, gli sponsor commerciali -nazionali e stranieri- della città e i partner finanziari dei paesi vicini. A meno di una settimana dalla crisi, invece, sembra che Dubai dovrà contare soprattutto sulle sue forze.

In tempi in cui lo spettro di una nuova recessione globale può essere percepito dai meno ottimisti come imminente oltre che pericolosissimo, vale la pena ricordare che, fortunatamente, Dubai non è così importante da poter riuscire, da sola, a mettere in ginocchio il sistema finanziario internazionale. A sostenere questa tesi sono gli specialisti dell’Economist.

Forse non dovremmo preoccuparci troppo delle oscillazioni del mercato di Dubai, ma i danni dal punto di vista dell’immagine per l’emirato sono incalcolabili. Ormai sanno tutti che il 70% dell’intero debito statale, quantificabile in 59 miliardi di dollari, fa capo alle passività del Dubai World. Per tamponarli, il governo ha annunciato un vasto programma di emissioni obbligazionali. “Se avesse annunciato una ristrutturazione anche solo due mesi fa gli investitori se la sarebbero aspettata e avrebbero reagito diversamente”, spiegano gli esperti dell’Economist.

Gli analisti del settimanale inglese mettono però in discussione la sostenibilità della scelta degli altri emirati di non aiutare Dubai: Abu Dhabi, ad esempio, ha acquistato tantissimo a Dubai, e una sua insolvenza potrebbe metterla in serie difficoltà. Fortunatamente, la Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti è stata lungimirante, annunciando che garantirà la liquidità necessaria a tutte le banche, nazionali e straniere, che operano nel paese.

Fonte: Panorama.it

http://blog.panorama.it/economia/2009/12/02/scoppia-la-bolla-immobiliare-di-dubai-ma-gli-emirati-non-rimarranno-senza-liquidita/

Dubai World, iniezione di liquidità

Interviene Banca Centrale degli Emirati

La Banca centrale degli Emirati Arabi Uniti è intervenuta a favore delle banche attive sul territorio con un’iniezione di liquidità, per limitare i danni che potrebbero penalizzare lunedì, alla riapertura delle Borse regionali, i titoli degli istituti di credito più esposti all’annuncio della richiesta di ristrutturazione del debito del colosso Dubai World. La liquidità è stata emessa al tasso di 50 punti base su 3 mesi Eibor.

Dubai in grave crisi, tremano le Borse

Dubai World, la holding finanziaria dello stato del Golfo, ha chiesto una moratoria di sei mesi nei pagamenti

Giù tutte le piazze europee, Milano ha perso il 3,41%. Bancari a picco

Grattacieli a Dubai (Ap)
Grattacieli a Dubai (Ap)

MILANO – La grave crisi finanziaria del Dubai fa tremare le Borse che oggi sono prive del riferimento di Wall Street, chiusa per il giorno del ringraziamento. Milano alla fine cede oltre il 3% con il Ftse Mib che arretra del 3,60% e il Ftse All Share del 3,41%. Male in particolare il settore bancario (l’indice europeo del settore perde il 4,5%). Mercoledì infatti Dubai World, la holding finanziaria dello stato del Golfo, appesantita da 59 miliardi di dollari di debiti, ha fatto la richiesta di una moratoria di sei mesi nei pagamenti. Male come Milano anche le altre piazze europee con Londra, Parigi e Francoforte che alla fine hanno ceduto oltre il 3%. Alla fine l’indice Dj stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio Continente, ha perso il 3,27%, che equivale a 152 miliardi di euro di capitalizzazione bruciati in una sola seduta.

ISTITUTI INDEBITATI – Secondo l’agenzia Bloomberg, gli istituti con crediti maggiori nei confronti di Dubai World sono Royal Bank of Scotland, che a Londra ha ceduto il 7,61%, Barclays (-7,07% sempre sul listino inglese), Hsbc (-4,57%) e Lloyds (-4,17%) e Credit Suisse (-4,32%). Nel frattempo Standard & Poor’s ha messo sotto osservazione con implicazioni negative il rating di lungo periodo delle banche locali Emirates Bank International, National Bank of Dubai, Mashreqbank e Dubai Islamic Bank, vista la loro esposizione su Dubai World. Il governo dell’Emirato arabo ha comunicato che Dubai World e la controllata Nakheel intendono chiedere a tutti ai finanziatori una moratoria e di estendere le scadenze almeno fino al 30 maggio 2010. La holding statale sta cercando di rinegoziare un «bond islamico» da 3,52 miliardi di dollari emesso da Nakheel, l’operatore immobiliare famoso per aver realizzato le isole a forma di palma, in scadenza il 14 dicembre prossimo.

Fonte: Corriere.it

http://www.corriere.it/economia/09_novembre_26/dubai-rischio-fallimento-borse-picco_7fc615f8-daa5-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml

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