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Immobiliare, rilanciare il settore con nuove costruzioni

Nel mercato immobiliare di Osaka (Giappone) sta succedendo qualcosa di particolare. Nonostante la crisi che ha colpito l’intero settore, secondo un media americano alcune società si starebbero preparando a costruire nuove unità commerciali e ad uso ufficio, aggiungendo milioni di metri quadri di proprietà immobiliari, in una metropoli dove gli spazi liberi e le unità non affittate non mancano di certo.

Insomma, ad Osaka si continua a costruire, ma le unità commerciali prive di locatari non mancano di certo. Secondo una recentissima ricerca, ad esempio, gli uffici “sfitti” sarebbero pari al 53% del totale durante il mese di maggio, in lieve calo rispetto al precedente mese di aprile, quando la proporzione di uffici non utilizzati sul totale delle proprietà disponibili salì al record storico del 59%.

Gli osservatori del mercato immobiliare locale sostengono che è come se il tempo, ad Osaka, si fosse fermato a 10 o 15 anni fa, quando l’economia era forte e la metropoli si stava rapidamente imponendo come principale alternativa finanziaria alla capitale Tokyo. Oggi l’attrattività di Osaka è tuttavia calata, e la recente crisi sembra aver dato il colpo di grazia alle mire espansionistiche dell’area urbana, almeno nel breve periodo.

A Tokyo intanto le cose vanno meglio, sebbene le proporzioni di uffici non occupati siano comunque piuttosto elevate: l’8,94% a maggio, secondo le più accreditate analisi, mentre nel terzo polo metropolitano dell’arcipelago, Nagoya, la percentuale è salita al 13,26%.

Fonte: Vostrisoldi.it

http://mutui.vostrisoldi.it/articolo/immobiliare-rilanciare-il-settore-con-nuove-costruzioni/5977/

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Vince il trilocale

Il “tre” resta il numero perfetto anche nel comparto immobiliare. Gli italiani alla ricerca della casa, infatti, continuano a richiedere come tipologia il trilocale. A scattare la consueta fotografia sulle preferenze del mattone e’ l’analisi sulla domanda e sulla disponibilita’ di spesa condotta dall’Ufficio Studi Tecnocasa.

Numeri alla mano, l’analisi di aprile 2010 evidenzia che nelle grandi citta’ italiane sono stati il 35,9% dei possibili acquirenti a chiedere alle agenzie immobiliare un taglio composto da 3 camere. Mentre il bilocale e’ stato opzionato dal 29,8% dei clienti. Alta e’, comunque, anche la preferenza per il quattro locali, dal momento che e’ stata domandata dal 21,6% delle persone. Il cinque locali raggiunge invece il 7,9% e i monolocali il 4,8%.
Ma, analizzando i dati dal punto di vista territoriale, emerge che nei capoluoghi di provincia la concentrazione della domanda di trilocali e’ addirittura piu’ elevata: e’, infatti, pari a 50,1%, seguita dal bilocale (26,7%) e dal quattro locali (18%).
Capitolo a parte per Milano, Roma e Napoli. In queste metropoli, infatti, la maggiore richiesta e’ sempre per il bilocale. Tanto che nei primi quattro mesi del 2010, Tecnocasa ha riscontrato un incremento della concentrazione sul taglio delle due camera del +0,8%.
Il Report realizzato dall’Ufficio Studi ci mostra anche i dati sulla disponibilita’ di spesa nelle grandi citta’. E quello che emerge e’ che la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia compresa tra 170.000 euro e i 249.000 euro (24,7%). Segue la forbice tra i 250mila e i 349mila euro (21,7%) e quella tra 120mila e i 169mila euro(21,1%).
In particolare, i clienti nella fascia media di spesa cercano soprattutto trilocali e bilocali. Nel caso in cui salisse un po’il budget, le richieste si concentrano sui tre e sui quattro locali. Ma va anche sottolineato che da luglio 2009 ad oggi si e’ registrato un aumento della concentrazione nelle fasce di spesa fino a 349.000 euro.
Ma, rispetto a queste media fanno eccezione, Roma, Firenze e Napoli dove la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia di spesa compresa tra 250.000 e 349mila euro. Nello specifico, all’ombra del Colosseo si ricercano soprattutto bilocali, mentre a capoluogo fiorentino e in quello partenopeo i quattro locali.
Genova, Verona, Torino e Palermo registrano, invece, una maggiore concentrazione delle richieste di trilocali nella fascia compresa tra 120.000 e 169.000 euro.
Da gennaio a aprile di quest’anno, nei restanti capoluoghi di Regione la concentrazione e’ piu’ elevata nella fascia di spesa compresa tra 120mila e 169mila euro.
Infine, dal momento che il mese preferito dagli italiani per coronare il loro sogno d’amore e convolare a nozze e’ maggio, in una recente indagine di Immobiliare.it e’ emerso che il 34% di questi novelli sposi sceglie il trilocale per mettere su casa. Ma il prezzo risulta sempre il punto determinante nella scelta della casa. Se nel Centro-Nord il costo che le giovani coppie possono permettersi oscilla fra i 130 e i 175mila euro, al Sud si e’ disposti a spendere decisamente meno (95-120mila euro).
Fonte: Leonardo.it

Casa, Scenari Immobiliari: 2009 da cancellare, ripresa in 2010

In Italia fatturato -10,2%, pesa riduzione mercato residenziale

Roma, 11 set (Velino) – La crisi del mercato immobiliare in Europa si avvicina alla fine e cominciano a spuntare i primi deboli segnali di ripresa. Anche se il 2009 potrà essere ribattezzato come ‘l’annus horribilis’ del settore. Lo rivela l’European Outlook 2010 di Scenari Immobiliari, presentato oggi dall’Istituto di ricerca al Forum di Santa Margherita Ligure. Secondo il rapporto, nei cinque Paesi più importanti (Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Spagna) il fatturato dei mercati immobiliari chiuderà il 2009 con un calo del 13,3 per cento sul 2008, per un totale di 596 miliardi di euro. Maglia nera la Francia, che chiuderà l’anno con un -18,9 per cento, tallonata dalla Spagna, che vede il suo fatturato ridursi del 17,2 per cento rispetto al 2008. A livello comunitario (Ue a Ventisette) il mercato cresce invece dell’1 per cento rispetto all’anno precedente. Ma dietro l’angolo si intravede la ripresa: alcuni comparti danno già segnali di recupero in alcuni Paesi. Anche se le quotazioni restano ovunque in discesa.
Per quanto riguarda l’Italia nello specifico, il fatturato del mercato immobiliare si ferma a 109 miliardi di euro, con una contrazione del 10,2 per cento rispetto al 2008. E le compravendite di abitazioni scendono del 15 per cento su base annua. A pesare maggiormente è la riduzione del fatturato residenziale, che rappresenta la maggior quota del fatturato immobiliare totale e che subisce un calo del 10,6 per cento rispetto al 2008. Mentre le compravendite di case a fine anno dovrebbero essere al di sotto delle 600 mila, con una contrazione degli scambi più accentuata nei piccoli centri e nelle aree metropolitane, dove sono colpite in particolare le nuove iniziative. Anche i prezzi delle abitazioni hanno subito una brusca frenata nel corso dell’ultimo anno: -6,5 per cento rispetto al 2008. E i prezzi sono calati meno nelle grandi città che nei loro hinterland (si stima in media rispettivamente -5,3 e -8,2 rispetto al 2008). Le diminuzioni maggiori nella periferia di Taranto (-8,2 per cento), nel semicentro di Lecco (-8 per cento) e nel semicentro di Treviso, Pisa e Ancona (-7,8 per cento rispetto al settembre 2008). Ci sono zone in cui prezzi invece sono saliti, come la periferia di Vibo Valentia (+4,2 per cento) e di Reggio Calabria (+3,4 per cento), e anche la periferia di Ascoli Piceno e il semicentro di Ragusa (+3,2).
Ma nel 2009 non brillano neppure le performance degli altri comparti. Il mercato degli immobili uso ufficio ha subito una contrazione del fatturato del 5,3 per cento rispetto al 2008, ma Milano e Roma se la sono cavata meglio di altri capoluoghi. Il mercato degli immobili turistici subisce una brusca frenata (-28 per cento), così come quello degli immobili a uso industriale (-17,8 per cento nel fatturato rispetto al 2008), ma all’interno del comparto un po’ meglio se la cava il settore della logistica, che, pur in flessione, non ha subito repentine battute d’arresto. Gli immobili commerciali procedono a doppio passo: mentre la piccola distribuzione è fortemente penalizzata dalla congiuntura, va meglio la grande distribuzione, con apertura di nuovi centri commerciali in tutta la penisola. I prezzi medi sono calati per tutti i comparti, salvo che per il commerciale. Ma nel 2010, annuncia Scenari Immobiliari, anche per l’Italia è stimato il ritorno al segno positivo, con una crescita del fatturato prevista all’1,7 per cento. Gli italiani insomma, conclude l’Istituto di ricerca, “continuano a essere convinti sostenitori della proprietà immobiliare” nonostante oggi “la congiuntura difficile renda simile a un percorso di guerra l’accensione di un mutuo fondiario”.
Fonte: Ilvelino.it

http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=940823

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