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Investire sulla seconda casa: uno sguardo ai Lidi Ferraresi

lidi-ferraresi-spiaggiaA causa della crisi, negli anni 2010-2014 , il valore degli immobili è drasticamente calato, con punte al ribasso sul prezzo di vendita pari anche al 40%. La crisi ha colpito dunque il valore assoluto degli immobili ma anche le compravendite hanno risentito di un calo a doppia cifra. Trascorso il quadriennio di forte crisi, finalmente i prezzi hanno iniziato a stabilizzarsi e dal biennio 2014-2015, ogni anno si assiste ad un aumento del numero di compravendite.

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Utilizzare i Listini per capire il Mercato

Il presente editoriale è stato pubblicato da Quotidiano Immobiliare ed è frutto di un confronto con altri operatori di settore maturato proprio attraverso un gruppo presente su Facebook.

Un elemento di accesa discussione sono i report e i borsini pubblicati da associazioni ed enti. Attraverso intervista ad associati ed operatori, si traccia il bilancio di andamento dei prezzi e dei volumi, al fine di creare strumenti utili a chi lavora nel mercato immobiliare. Letture contrastanti e dati non sempre corrispondenti tra loro sono argomento di dibattito e confronto, che aiuta a conoscere meglio il pensiero degli addetti ai lavori.
Il 2011 si spera tutti sia l’anno di una timida ripresa del comparto immobiliare, ma per il momento è tempo di bilanci e report sull’andamento del 2010, più che di previsioni per l’anno in corso.
Il primo report nazionale ad essere pubblicato è quello FIAIP. I dati rilevati a mezzo intervista degl agenti immobiliari aderenti a FIAIP parlano chiaro: calo generalizzato dei prezzi e delle compravendite con rare eccezioni nelle città di maggior pregio e importanza, Venezia su tutte. Fermando l’attenzione sull’analisi del settore residenziale leggiamo di un -2% in termini assoluti per quanto riguarda le compravendite e – 4,5% in riferimento ai prezzi con maglia nera Palermo che tocca il -11%.
Fin qui i numeri e l’analisi statistica, ma andando più a fondo, la realtà potrebbe essere differente. Nella mia particolare esperienza professionale che mi porta a contatto con molteplici realtà immobiliari presenti sul territorio nazionale ed estero, il confronto con colleghi agenti immobiliare e operatori del settore (notai, tecnici, mediatori creditizi) è importante, oltre che utile, per avere conoscenza specifica delle varie realtà. Fino a ieri questa attività era possibile o attraverso il telefono, o meglio ancora con visite e incontri dove analizzare in onestà il trend immobiliare. Con l’avvento dei social network, tutto ciò è reso molto più semplice. Chiaro che una bella chiacchierata vis a vis non può essere sostituita da una conversazione telematica, ma spesso da dietro un monitor si è anche più sinceri. A tal fine Facebook è lo strumento principe per “incontrarsi”, e da qualche giorno è attivo il gruppo Estate Agents & Co fondato dalla valida collega Tina Ferraiuolo, a cui partecipo con molto interesse. Questo spazio virtuale è utile punto di confronto tra operatori e il primo argomento di cui si è deciso di parlare ha preso proprio spunto dal report FIAIP. La domanda è stata: il report FIAIP corrisponde alle vostre opinioni? L’argomento ha dato spunto per varie riflessioni, ma quello che più è apparso in linea con il tema offerto, è la differenza di vedute degli operatori in merito alla valenza stessa delle rilevazioni. Questo a mio avviso è dettato da due fattori: primo, un’assenza di statistiche e report che ciascun professionista dovrebbe redigere a proprio uso e consumo e quindi, in sostituzione, si ricorre giunto il momento di confrontarsi sui dati a percezioni e visioni più che a valori reali; secondo, qualora si abbia davvero il polso della situazione riguardante il territorio in cui si opera, si stenta ad avere una visione più ampia del mercato immobiliare.

La considerazione finale è che i dati sono utili solo se letti nel complessivo, perché indicano le tendenze e gli umori dell’utenza: curare solo la conoscenza del proprio mercato è un grosso limite, anche se è già qualcosa. Su una cosa si converge: il crollo del numero di compravendite pro-capite, che in termini assoluti non è riassumibile in qualche punto percentuale, ma significa decine di migliaia di fatturato in meno; a ciò si somma una visione pessimistica del settore che sente crescere un senso di sfiducia, più che in passato, da parte del mercato. La preoccupazione maggiore è proprio questa: gli utenti stentano a riconoscere la valenza della figura professionale dell’agente immobiliare, e preferiscono “risparmiare” su un servizio che spesso è visto solo come un costo aggiuntivo. In sintesi l’erosione delle quote di mercato è più pesante se letta tra le righe: si vendono meno case, e se ne vendono sempre meno tramite agenzia immobiliare.
In ultima analisi, eccezion fatta per il comparto turistico e per quello del lusso, il mercato langue e non sembra maturo per ripartire con sprint. Se gli agenti immobiliari confidano nel maggior apporto derivante da una crescita presunta delle locazioni, la sfiducia nel comparto residenziale e commerciale appare evidente. Che sia giunto il momento di non lasciare che i dati restino mero esercizio statistico, ma trarne invece motivazione per un rinnovamento?

Andrea Russo

articolo originale su Quotidiano Immobiliare

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Notizie d’Agenzia Febbraio 2011/4

Casa: turismo, prezzi in calo

Secondo la Fiaip calano le transazioni, ma tiene il lusso

(ANSA) – ROMA, 24 FEB – Courmayeur e Madonna di Campiglio, Capri e Porto Cervo. Tiene il mercato immobiliare turistico nelle località vip, con prezzi stabili sopra i 10 mila euro a mq.

Crollano i prezzi delle case vacanze di nuova costruzione (-30% circa) secondo la Fiaip,la federazione degli agenti immobiliari, che ha presentato l’Osservatorio immobiliare turistico. In media si assiste nel 2010 a una contrazione dei prezzi del 5% circa a fronte di un calo delle transazioni del 14% e di un aumento dell’offerta del 10%.

Fonte: Ansa.it

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/02/24/visualizza_new.html_1583163345.html

Immobiliare retail, volano gli investimenti

Un balzo del 57%. A tanto ammonta la crescita degli investimenti immobiliari nel settore retail nell’ultimo trimestre 2010 a livello europeo, pari a 38,6 miliardi di euro. Lo sostiene CB Richard Ellis (CBRE), secondo la quale a spingere il mercato è stata soprattutto la forte crescita del numero di deal di grandi dimensioni. In totale sono state registrate 79 transazioni per singoli asset per un valore di oltre 100 milioni di euro nel corso del trimestre – il totale trimestrale più alto a partire dal primo trimestre del 2008.

Quasi due terzi dei grandi deal realizzati nel corso degli ultimi due anni hanno interessato i mercati di Regno Unito, Francia e Germania. Inoltre, a livello di  singole città, Londra e Parigi sono state in assoluto i mercati con il maggior numero di grandi deal e nessun altra città  ne ha concentrati più di 10 negli ultimi due anni.

Secondo Alessandro Mazzanti, Ad per CBRE Italia «in Italia nel 2010 le  grandi transazioni singole si contano sulle dita di una mano: 3 uffici (Milano e Roma) e due centri commerciali (Cagliari e Roma). Rispetto ai mercati più maturi, la liquidità sul mercato Italiano è rimasta più contenuta nel 2010 e soprattutto sono mancati i capitali cross border, pari al 28% (comunque in crescita sul 2009) che in genere contribuiscono a realizzare grandi transazioni».

Fonte: DistribuzioneModerna.info

http://distribuzionemoderna.info/content.php?id_sezione=24&id=13564&vai=1

Immobiliare: Gabetti, quadro nazionale migliora ma resta disomogeneo

MILANO (MF-DJ)–Il quadro del settore immobiliare italiano e’ in miglioramento, con tempi di compravendita in leggera contrazione e andamento dei prezzi che premia le metropoli rispetto all’hinterland.

E’ quanto emerge da un’indagine condotta da Gabetti sul mercato residenziale della penisola, rilevazione che registra tuttavia un andamento disomogeneo nelle diverse aree del Paese.

Nel Sud Italia, per esempio, le contrazioni delle quotazioni restano marcate (-4,8%), mentre la tenuta nel Centro (-1,1%) e nel Nord (-2,1%) e’ migliore.

I valori nelle metropoli registrano una situazione di sostanziale stabilita’, con le compravendite che sono tornate a crescere del 4,9% nei capoluoghi, a fronte di una contrazione del 2,7% a livello nazionale.

La parte del leone, nell’ordine, la fanno Milano e Roma, dove le vendite sono rispettivamente cresciute del 19,7% e del 13,9%. Dall’altro capo della graduatoria spiccano invece Palermo (-10,6%) e Torino (-2,3%).

Il motivo, conclude la ricerca, e’ che si tratta di due citta’ con numerosi quartieri popolari ed e’ proprio questo segmento d’offerta che, durante la crisi, ha sofferto di piu’, a fronte di una sostanziale tenuta del settore del lusso.

Fonte: BorsaItaliana.it

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=829543&lang=it

 

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