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I giovani (e non) la vogliono piccola!

Ovviamente la casa!

Caro vecchio trilocale, addio! Era il sogno di tutte le coppie, appartamento in condominio con 2 camere da letto, sala, cucina non obbligatoriamente grande, e magari un balconcino. Le richieste che si ricevevano nelle agenzie immobiliari non più di 10 anni fa erano di questo tenore. Del resto era il taglio classico in cui tutti i ragazzi di una media città erano cresciuti: cosa c’è di meglio che comprare una casa che ricalchi quella della famiglia d’origine per creare una famiglia propria?

Da qualche anno la tendenza è radicalmente cambiata. Il boom di giovani (e non) single che cercano il loro spazio, coppie alle prese con problemi di bilancio, o semplicemente voglia di cambiamento, ha spinto il mercato immobiliare nella direzione dei mini appartamenti e dei loft. Oggi la metratura ideale è di circa 70 mq, ma in realtà molti si accontentanto di 45-50 mq: ciò si concretizza in un appartamento con 1 camera, e sala con angolo cottura. Spazi ridotti, costi ridotti, esigenze immutate. O meglio le esigenze si sono piegate alla tendenza e alla situazione economica attuale. Io, ad esempio, attualmente vivo in un loft di 40 mq con soppalco, e posso dirmi soddisfatto e non rimpiango affatto gli 80 mq di prima. In questi giorni ne ho puntato un altro che inizia ad attirare sempre più la mia attenzione, ma lì è tutta un’altra storia.

Il loft, come sintesi del quadro attuale, ha avuto un’ottima penetrazione, come dice anche Immobiliare.it, tra giovani liberi professionisti, e coppie di “creativi”. Vivere in un immobile di recupero, che sia esso un ex-magazzino o ex-opificio o ex-mulino o comunque ex-qualcosa, è la soluzione ponte tra le esigenze di chi non vuole vivere in un condominio con i costi e la condivisione degli spazi relativa, ma ritiene anche uno sproposito pagare cifre folli per un immobile.

E se il Sole24Ore riporta di immobili delle superficie di 12 mq a Milano, che vanno tanto di moda sia per chi vuole avere una casa low cost, sia per chi vuole con un minimo investimento avere un ottimo rendimento nel lungo periodo, c’è da scommettere che il trend verso la micro casa sia solo all’inizio.

Anche perché vivere in un appartamento condividendo gli spazi con altri coinquilini, non è sempre la soluzione desiderata da tutti.

Molto meglio libertà e autonomia!

Andrea Russo

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Immobili/ Transazioni residenziali +4,2% in primo trimestre 2010

Le transazioni di immobili residenziali sono aumentate nel primo trimestre del 2010 del 4,2% in Italia e gli aumenti sono stati più significativi nelle zone metropolitane con il +10,7%. Lo evidenzia in una nota, basandosi su dati dell’Agenzia del Territorio, l’ufficio studi di Gabetti che conferma un interesse crescente, registrato nelle proprie agenzie, per l’investimento immobiliare. Le città sono gli ambiti preferiti dagli investitori, per la capacità di difendere il valore e per la diversificazione dei potenziali conduttori. “La mancanza d’investimenti alternativi – scrive Guido Lodigiani, direttore ufficio studi Gabetti – che possano garantire serenità e sicurezza, ha spinto verso il mattone, che si è dimostrato il più sicuro nel lungo periodo. E’ successo quindi, che a differenza del 2008 e della prima parte del 2009, un numero cospicuo d’investitori, spesso piccoli, abbia deciso di attingere ai propri risparmi e al Tfr per l’acquisto immobiliare”. Questa categoria di clienti cerca l’occasione, a volte in misura anche eccessiva in termini di sconti richiesti, ma è determinata a rimanere in questo settore d’investimento. Il guadagno da canone locativo nelle varie città italiane oscilla fra il 3 e il 4%. A Milano in media dal bilocale si può ottenere il 3,4% e dal trilocale il 3,2%, a Roma per le due camere il rendimento medio è del 3,5% e scende al 3,3% con un vano aggiuntivo. Questi rendimenti possono essere superati con locazioni a studenti a posto letto, che richiedono tuttavia una gestione più articolata. La locazione rimane una soluzione di grande attualità per i piccoli tagli. Nel difficile contesto economico in atto a livello globale, l’affitto consente di accedere all’utilizzo dell’immobile anche a single, famiglie monoreddito e giovani coppie con lavori precari, che non riescono ad ottenere un mutuo. La città più cara, in termini di canoni, si conferma Roma. Palermo ha canoni che sono meno della metà di quelli di Milano. I canoni medi, nel primo semestre dell’anno, sono diminuiti in media del 1,1% per i bilocali e dello 0,8% per i trilocali, la tipologia più richiesta dalla famiglia consolidata. Buona tenuta dei monolocali che hanno fatto registrare un +1,5%, una parte delle giovani coppie senza figli si è spostata per necessita verso questa soluzione.

Fonte: Virgilio.it

http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/2010/8_agosto/05/immobili_transazioni_residenziali_+42percento_in_primo_trimestre_2010,25502767.html

Vince il trilocale

Il “tre” resta il numero perfetto anche nel comparto immobiliare. Gli italiani alla ricerca della casa, infatti, continuano a richiedere come tipologia il trilocale. A scattare la consueta fotografia sulle preferenze del mattone e’ l’analisi sulla domanda e sulla disponibilita’ di spesa condotta dall’Ufficio Studi Tecnocasa.

Numeri alla mano, l’analisi di aprile 2010 evidenzia che nelle grandi citta’ italiane sono stati il 35,9% dei possibili acquirenti a chiedere alle agenzie immobiliare un taglio composto da 3 camere. Mentre il bilocale e’ stato opzionato dal 29,8% dei clienti. Alta e’, comunque, anche la preferenza per il quattro locali, dal momento che e’ stata domandata dal 21,6% delle persone. Il cinque locali raggiunge invece il 7,9% e i monolocali il 4,8%.
Ma, analizzando i dati dal punto di vista territoriale, emerge che nei capoluoghi di provincia la concentrazione della domanda di trilocali e’ addirittura piu’ elevata: e’, infatti, pari a 50,1%, seguita dal bilocale (26,7%) e dal quattro locali (18%).
Capitolo a parte per Milano, Roma e Napoli. In queste metropoli, infatti, la maggiore richiesta e’ sempre per il bilocale. Tanto che nei primi quattro mesi del 2010, Tecnocasa ha riscontrato un incremento della concentrazione sul taglio delle due camera del +0,8%.
Il Report realizzato dall’Ufficio Studi ci mostra anche i dati sulla disponibilita’ di spesa nelle grandi citta’. E quello che emerge e’ che la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia compresa tra 170.000 euro e i 249.000 euro (24,7%). Segue la forbice tra i 250mila e i 349mila euro (21,7%) e quella tra 120mila e i 169mila euro(21,1%).
In particolare, i clienti nella fascia media di spesa cercano soprattutto trilocali e bilocali. Nel caso in cui salisse un po’il budget, le richieste si concentrano sui tre e sui quattro locali. Ma va anche sottolineato che da luglio 2009 ad oggi si e’ registrato un aumento della concentrazione nelle fasce di spesa fino a 349.000 euro.
Ma, rispetto a queste media fanno eccezione, Roma, Firenze e Napoli dove la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia di spesa compresa tra 250.000 e 349mila euro. Nello specifico, all’ombra del Colosseo si ricercano soprattutto bilocali, mentre a capoluogo fiorentino e in quello partenopeo i quattro locali.
Genova, Verona, Torino e Palermo registrano, invece, una maggiore concentrazione delle richieste di trilocali nella fascia compresa tra 120.000 e 169.000 euro.
Da gennaio a aprile di quest’anno, nei restanti capoluoghi di Regione la concentrazione e’ piu’ elevata nella fascia di spesa compresa tra 120mila e 169mila euro.
Infine, dal momento che il mese preferito dagli italiani per coronare il loro sogno d’amore e convolare a nozze e’ maggio, in una recente indagine di Immobiliare.it e’ emerso che il 34% di questi novelli sposi sceglie il trilocale per mettere su casa. Ma il prezzo risulta sempre il punto determinante nella scelta della casa. Se nel Centro-Nord il costo che le giovani coppie possono permettersi oscilla fra i 130 e i 175mila euro, al Sud si e’ disposti a spendere decisamente meno (95-120mila euro).
Fonte: Leonardo.it

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