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TARES: “Tassa Rifiuti E Servizi”, o anche RES, più propriamente “Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi”, è un tributo in tema di gestione dei rifiuti introdotta dal Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 206e convertita con Legge 22 dicembre 2011 n. 214, in sostituzione della Tariffa di igiene ambientale (TIA) e Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU).

Tasso di Interesse: Il tasso (o saggio) di interesse effettivo rappresenta la percentuale dell’interesse su un prestito e l’importo della remunerazione spettante al prestatore.

Testamento: Atto con cui una persona afferma le proprie volontà e dispone dei propri diritti per quando  avrà cessato di vivere. Di norma ha contenuto patrimoniale e produce effetti nell’ordinamento giuridico. può inoltre contenere anche dichiarazioni di tipo morale, filosofico, politico o di altra specie. Il testamento olografo, previsto dall’art. 609 c.c., costituisce la fattispecie più semplice. Si configura infatti come scrittura privata e presenta la caratteristica di dovere essere necessariamente scritto per intero, nonché datato e sottoscritto, di mano del testatore. Il testamento pubblico, previsto dall’art. 603 c.c., rappresenta una delle due tipologie di testamento redatto, con le formalità previste dalla legge, per atto di notaio, ed ha natura di atto pubblico, facendo piena prova delle dichiarazioni del testatore fino a querela di falso. Il testamento segreto, altra fattispecie redatta per atto di notaio, è previsto dall’art. 604 c.c. e consiste nella consegna solenne al notaio, che la riceve e la conserva, di una scheda contenente le disposizioni testamentarie.

Tracciabilità: Insieme di misure legislative volte a sfavorire, a restringere, o a proibire, eventualmente entro limiti determinati dal legislatore stesso, l’utilizzo del contante quale mezzo di adempimento delle transazioni economiche, sostituedolo con mezzi di pagamento diversi.

Trascrizione: Consistente nell’annotazione di determinati atti giuridici in appositi Registri pubblici.

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Via libera alla “Cedolare Secca” sugli Affitti

Federalismo municipale: secondo il progetto di Calderoli l’imposta avrà due aliquote: il 20% sui canoni concordati, il 23% su quelli liberi. Risparmi per i redditi oltre 28mila euro. Fondo da 400 milioni per le famiglie con figli che vivono in locazione. Ai Comuni compartecipazione Irpef del 2%

Roma – Cedolare secca del 20-23% sugli affitti; comparte­cipazione del 2% dell’Irpef a favore dei Comuni, con un in­troito complessivo di circa 4 miliardi di euro; un fondo da 400 milioni a favore delle fa­miglie con figli in affitto; im­posta comunale di soggiorno fino a 5 euro. Sono queste le principali novità del testo fi­nale sul federalismo munici­pale, depositato da Roberto Calderoli alle Camere.

La misura che più interessa i contribuenti è la cedolare secca sui redditi da locazio­ne, che partirà già da que­st’anno. Calderoli prevede una doppia aliquota, del 20% e del 23%, a seconda del tipo di contratto di affitto. Se è a canone «concordato» il pre­lievo è del 20%; mentre nel ca­so di contratto libero di mer­cato, il prelievo sale al 23%. Il risparmio per i proprietari cresce a seconda del reddito. I benefici sono evidenti per tutti i redditi al di sopra dei 28 mila euro l’anno. Oggi l’Irpef si paga sull’85% del canone di affitto, con aliquota margi­nale. Questo significa che per un reddito fino a 55mila euro l’anno,il risparmio su un affit­to da 1.000 euro mensili è pa­ri a 1.116 euro (3.996 attuali contro 2.880). Se il reddito è di oltre 75mila euro, il benefi­cio aumenta a 1.626 euro. Re­sta la possibilità di pagare l’Ir­pef sugli affitti con il vecchio sistema, se più conveniente.

Il 3% di differenza tra le due aliquote, concordata e libe­ra, servirà a finanziare un fon­do da 400 milioni di euro a fa­vore delle famiglie con figli che pagano un affitto per la lo­ro abitazione principale, «con particolare riguardo al numero di figli a carico». Que­sta appare una prima misura di «quoziente familiare», an­che se ancora molto lontana dalla suddivisione del reddi­to per i componenti della fa­miglia. Anche il riordino del­la Tarsu ( la tariffa sui rifiuti ur­bani) terrà conto non soltan­to della rendita catastale di ciascun immobile, ma anche della composizione del nu­cleo e del reddito familiare. La casa rappresenta il «piat­to forte» delle misure. Il testo Calderoli prevede un aumen­to al 9% della tassazione sulle compravendite immobiliari, aliquota che scende al 2% nel caso della prima casa. Ai Co­muni andrà il 30% del gettito.

Per chi regolarizza con ritar­do le «case fantasma», scono­sciute al catasto, è prevista una sanzione del 10%. Nelle casse dei Comuni arriverà an­che una compartecipazione Irpef del 2%,che vale all’incir­ca 4 miliardi di euro, per sosti­tuire parte della futura Imu, che si applicherà sulle secon­de case a partire dal 2014. L’aliquota Imu sarà stabilita ogni anno con la Finanziaria, e sarà dimezzata sugli immo­bi­li affittati. Il riordino del’ad­dizionale Irpef e della Tarsu è affidato a un decreto ad hoc , tarato per mantenere inalte­rato il prelievo complessivo a carico del contribuente. Sale dal 33% al 50% la quota di spettante ai Comuni di quan­to recuperato con la lotta al­l’evasione fiscale. Infine, i Comuni potranno introdurre una tassa di sog­giorno variabile fra i 50 cente­simi e i 5 euro, il cui ricavato andrà a finanziare i servizi al turismo.Oggi si riunisce l’An­ci per esaminare il pacchetto.

Autore: Gian Battista Bozzo

Fonte: IlGiornale.it

http://www.ilgiornale.it/economia/via_libera_cedolare_secca_affitti/tremonti-calderoli-cedolare-affitti-federalismo/20-01-2011/articolo-id=500726-page=0-comments=1

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Vantaggi e svantaggi del Contratto a “canone concordato” detto anche a “canone calmierato” o “secondo canale” della Legge n. 431/98

Accordi territoriali: non decolla il canone agevolato.

Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo – Legge 9 dicembre 1998, n. 431

Disciplina delle locazioni di immobili urbani – Legge 27 luglio 1978, n°392

Sì al piano casa in Sicilia

La commissione Territorio dell’Ars ha approvato il ddl che consente ai proprietari di ampliare gli immobili fino al 20% della cubatura o al 35% se il bene viene demolito e ricostruito. Il disegno è pronto per il voto d’aula. Bernava (Cisl): “Provvedimento anti-crisi utile ma tardivo”

PALERMO – In Sicilia i proprietari di immobili potranno ampliare gli edifici fino al 20% della cubatura, limite che può arrivare al 35% se il bene residenziale viene demolito e ricostruito e al 25% per le strutture destinate ad attività produttive. Unico obbligo è di utilizzare tecniche costruttive di bioedilizia. Via libera anche a parcheggi in aree verdi o agricole nei centri urbani e alla chiusura di verande e terrazze (non oltre i 50 metri quadrati).

È quanto prevede il piano casa approvato ieri dalla commissione Territorio dell’Assemblea regionale siciliana e pronto per essere portato in aula per il voto finale. Il disegno di legge è stato licenziato, dopo varie modifiche e riscritture del testo che ne hanno rallentato l’iter. Il ddl è composto di 12 articoli e il governo è intenzionato a presentare in aula alcuni emendamenti, per esempio la possibilità di demolire un rudere e costruirlo in un’altra area sfruttando l’ampliamento.

Il ddl permette di ampliare (esclusi immobili che hanno beneficiato di sanatorie), fino al 20%, edifici unifamiliari o bifamiliari, ultimati entro il 31 dicembre del 2008, purchè in regola con il catasto e con il pagamento della tassa sui rifiuti (tarsu) e dell’Ici (fino a un limite di 150 metri cubi). La possibilità di demolire e ricostruire l’immobile (anche sanato), ampliandolo fino al 35%, è consentita per gli edifici realizzati entro il 2003. Chi vorrà potrà creare stanze in veranda e nelle terrazze (fino a 50 mq). La legge consente di derogare ai piani regolatori generali e di risparmiare sugli oneri concessori: 20% in meno e 30% se prima casa, 50% per chi demolisce e ricostruisce.

Per tutelare il paesaggio i comuni, entro tre mesi, possono stabilire in quali aree non è possibile demolire e ricostrure immobili, scaduti i termini i proprietari hanno tempo due anni per presentare le richieste. Per esaminare le pratiche, in ordine cronologico, i comuni potranno assumere consulenti con contratti di collaborazione. La legge eslcude gli immobili pubblici, quelli in aree demaniali, in zone a rischio idrogeologico, in zone naturalistiche e forestali.

“Il piano casa è una buona notizia perchè è un vero provvedimento anti-crisi, utile anche se tardivo -secondo il segretario della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava – Al governo della Regione chiediamo ora di mettere all’ordine del giorno la riorganizzazione degli uffici tecnici, nel territorio, per le necessarie attività di vigilanza e controllo”. Il segretario Cisl dà anche atto alle forze politiche di aver “raccolto l’appello ripetutamente lanciato dal sindacato nelle scorse settimane, per dare il via a un provvedimento che facendo leva su capitali privati, è in grado di rimettere in moto economia e occupazione. Quando il dialogo tra politica e forze sociali si sviluppa senza pregiudizi – sostiene Bernava – i risultati arrivano”.

La Cisl chiede ora a governo e Ars di “accelerare al massimo l’iter di approvazione della legge, mantenendo ferma la rotta in direzione di sicurezza del lavoro, diritti sociali e contrattuali ed efficienza energetica di materiali e tecniche di costruzione”.

Fonte: LaSiciliaWeb.it

http://www.lasiciliaweb.it/index.php?id=34189&template=lasiciliaweb

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