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Usa, +9,6% vendita case a luglio

Balzo supera previsioni ed è il più alto dal 2005

(ANSA) – ROMA, 26 AGO -Le vendite di abitazioni nuove negli Stati Uniti, a luglio, hanno segnato un balzo mensile del 9,6% al tasso annuo di 433.000 unita’.Il dato e’ superiore alle previsioni degli analisti che si attendevano un rialzo dell’1,6% a un tasso annuo di 390.000 unita’. L’incremento del 9,6% e’ il piu’ alto da febbraio 2005, riferisce il Dipartimento del commercio Usa, aggiungendo, tuttavia, che il numero delle abitazioni in vendita e’ sceso ai minimi da 16 anni a questa parte.

Fonte: Borsaitaliana.it

http://www.borsaitaliana.it/borsa/area-news/news/ansa/dettaglio.html?newsId=142989

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Gli immobiliari stornano, ombra di Arcandor su Pirelli Re

Dopo la corsa di ieri, Risanamento scende a piazza Affari, insieme a tutto il comparto immobiliare anche perché il prezzo medio delle abitazioni nelle prime venti città degli Stati Uniti è calato in giugno del 15,4% rispetto a un anno fa. La flessione nelle prime 10 città del Paese è stata invece del 15,1% su base annua.

Sebbene ancora fortemente negative, le performance dell’indice sono in miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Ancora più incoraggiante la performance su base mensile: in giugno infatti i prezzi delle case nelle prime venti metropoli del paese sono cresciuti dell’1,4% rispetto a maggio.

Al momento, comunque, Pirelli Re arretra del 2,89% a 0,4195 euro tra scambi sempre elevati: sono passati di mano 10,3 milioni di pezzi (3,7% del capitale), contro una media mensile di 4,5 milioni e i 19 milioni scambiati ieri. In questi giorni Risanamento sta mettendo a punto con le banche creditrici e gli advisor il piano di salvataggio per evitare il fallimento, un piano che dovrebbe venir approvato dal Cda convocato per venerdì prossimo.

Già alla vigilia le banche creditrici hanno incontrato i consulenti Bain e Banca Leonardo per valutare la nuova bozza del piano. Dall’incontro non sono uscite novità di rilievo anche se il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, si è detto fiducioso.

Peraltro, secondo fonti di stampa, all’iniezione di capitale di 500 milioni di euro prospettata dal piano potrebbe essere necessario aggiungere altri 220 milioni per coprire il rischio di rimborso anticipato del prestito convertibile. Saranno dunque cruciali gli incontri dei prossimi giorni e il Cda di Risanamento di venerdi, durante il quale dovrebbe essere approvato il piano che deve essere consegnato entro il primo settembre al giudice civile del Tribunale di Milano.

Come Risanamento anche sugli altri titoli immobiliari quotati, ieri su di giri, hanno la meglio i realizzi. Aedes cede l’1,36%, male anche Bastogi (-1,10%) e Brioschi (-0,45%). In lieve rialzo Gabetti (+0,59%). In rosso pure Pirelli Real Estate (-0,23% a 0,63 euro) che ieri ha registrato un rally in Borsa senza notizie specifiche sulla società.

Pirelli Real Estate, rimasta indietro rispetto ad altri titoli del comparto, secondo alcuni analisti beneficia delle aspettative di un miglioramento delle condizioni del settore immobiliare. Proseguono però le cattive notizie sul retailer tedesco Arcandor (-18,70% alla Borsa di Francoforte a 0,20 euro) che sarebbe ormai vicino al fallimento.

Pirelli Re è esposta attraverso la partecipazione del 12% in Highstreet, svalutata nel primo semestre 2009 e ora iscritta per un valore di circa 30 milioni di euro”, spiega un analista di una sim. “Le ipotesi peggiori sarebbero una totale svalutazione della quota e una fase prolungata di mancati affitti dagli immobili locati alla catena Karstadt posseduta da Arcandor. La raccomandazione su Pirelli Real Estate resta neutrale con un target price a 0,75 euro”.

Autore: Francesca Gerosa

Fonte: Milanofinanza.it

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200908251459508076&chkAgenzie=TMFI&sez=news&testo=&titolo=Gli%20immobiliari%20stornano,%20ombra%20di%20Arcandor%20su%20Pirelli%20Re

Il sorpasso delle seconde case più acquisti all’estero che in Italia

ROMA – La crisi non ha risparmiato il mercato delle seconde case. Le difficoltà economiche delle famiglie italiane penalizzano gli acquisti. Quelli che possono ancora permetterselo, invece, vanno all’estero. Così le compravendite di immobili in territorio straniero mettono la freccia rispetto a quelle nei confini nazionali. Merito del calo dei prezzi delle case in molti Paesi e del rafforzamento dell’euro verso monete come dollaro e sterlina. Ecco quindi materializzarsi un sorpasso impensabile fino a qualche anno fa. Secondo i dati di Scenari immobiliari lo shopping del mattone oltre frontiera dovrebbe attestarsi a quota 35mila unità con un incremento rispetto al 2008 del 19%. Mentre le case al mare o in montagne acquistate in Italia dovrebbero risultare pari a 33.500 con una flessione del 9%.
Una conferma viene dagli Stati Uniti. Nel 2004 gli italiani hanno acquistato 1.160 case, quest’anno dovrebbero concludere 9.100 compravendite. “Le difficoltà economiche – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari – hanno modificato l’atteggiamento dei connazionali che acquistano case all’estero: sono diventati sempre più prudenti e selettivi”.
Il compratore di una seconda casa non punta all’investimento ma cerca, ad esempio, un immobile con giardino o con bella vista sul mare. In un’isola greca, si può acquistare un fabbricato con queste caratteristiche con poco più di 100mila euro. Lo stesso vale per la montagna. Chi vuole una baita o un casolare in pietra nelle migliori località italiane deve sborsare almeno 10mila euro al metro quadrato. In Francia o in Austria, si paga il 30-40% in meno e questi edifici si trovano più facilmente. Non è, quindi, solo il prezzo competitivo a spiegare il sorpasso ma anche l’offerta di prodotti immobiliari adeguati.
Ci sono, infine, altre ragioni. In Italia, a causa della crisi, nell’ultimo biennio le nuove costruzioni sono sensibilmente diminuite così come gli interventi di recupero delle strutture già esistenti. In pratica, si è ridotta l’offerta di immobili di buon livello. Comunque il rallentamento del comparto della seconda casa è risultato meno forte rispetto a quello degli immobili residenziali nelle grandi città. Questo perché si sceglie un taglio medio-piccolo e si sostiene, pertanto, un costo più abbordabile. Nel 2009, le compravendite di case al mare dovrebbero registrare una flessione del 10-12% con i prezzi in calo del 3-5%, mentre gli affari conclusi nelle località montane dovrebbero evidenziare un calo nell’ordine dell’8-10% con prezzi sostanzialmente stabili.
La crisi economica globale ha frenato anche le compravendite in Italia da parte di stranieri. Secondo Scenari immobiliari, si dovrebbe registrare un calo nell’ordine del 6,2% passando dalle 3.200 del 2008 alle 3.000 di quest’anno. Stabile la domanda inglese (diretta in particolare in Umbria e in Puglia) e quella svizzera. In aumento quella proveniente dagli Stati Uniti e dalla Germania. I tedeschi si rivolgono al mercato tradizionale del mare (riviera romagnola) e dei laghi (Garda). Dimezzate, invece, le richieste degli acquirenti russi. Sempre Scenari immobiliari segnala che, mediamente, lo straniero che acquista in Italia ha un budget di 370mila euro, che può arrivare anche a oltre un milione. Spesso, infatti, vengono acquistati casolari o immobili da ristrutturare. L’acquisto, così, è solo la prima parte della spesa che poi può anche raddoppiare.

La crisi frena il mercato immobiliare, ma tira quello oltreconfine. Calo del 9% per edifici al mare e in montagna nel nostro Paese. In aumento del 19% rispetto al 2008 lo shopping del mattone in territorio straniero.

ROMA – La crisi non ha risparmiato il mercato delle seconde case. Le difficoltà economiche delle famiglie italiane penalizzano gli acquisti. Quelli che possono ancora permetterselo, invece, vanno all’estero. Così le compravendite di immobili in territorio straniero mettono la freccia rispetto a quelle nei confini nazionali. Merito del calo dei prezzi delle case in molti Paesi e del rafforzamento dell’euro verso monete come dollaro e sterlina. Ecco quindi materializzarsi un sorpasso impensabile fino a qualche anno fa. Secondo i dati di Scenari immobiliari lo shopping del mattone oltre frontiera dovrebbe attestarsi a quota 35mila unità con un incremento rispetto al 2008 del 19%. Mentre le case al mare o in montagne acquistate in Italia dovrebbero risultare pari a 33.500 con una flessione del 9%.

Una conferma viene dagli Stati Uniti. Nel 2004 gli italiani hanno acquistato 1.160 case, quest’anno dovrebbero concludere 9.100 compravendite. “Le difficoltà economiche – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari – hanno modificato l’atteggiamento dei connazionali che acquistano case all’estero: sono diventati sempre più prudenti e selettivi”.

Il compratore di una seconda casa non punta all’investimento ma cerca, ad esempio, un immobile con giardino o con bella vista sul mare. In un’isola greca, si può acquistare un fabbricato con queste caratteristiche con poco più di 100mila euro. Lo stesso vale per la montagna. Chi vuole una baita o un casolare in pietra nelle migliori località italiane deve sborsare almeno 10mila euro al metro quadrato. In Francia o in Austria, si paga il 30-40% in meno e questi edifici si trovano più facilmente. Non è, quindi, solo il prezzo competitivo a spiegare il sorpasso ma anche l’offerta di prodotti immobiliari adeguati.

Ci sono, infine, altre ragioni. In Italia, a causa della crisi, nell’ultimo biennio le nuove costruzioni sono sensibilmente diminuite così come gli interventi di recupero delle strutture già esistenti. In pratica, si è ridotta l’offerta di immobili di buon livello. Comunque il rallentamento del comparto della seconda casa è risultato meno forte rispetto a quello degli immobili residenziali nelle grandi città. Questo perché si sceglie un taglio medio-piccolo e si sostiene, pertanto, un costo più abbordabile. Nel 2009, le compravendite di case al mare dovrebbero registrare una flessione del 10-12% con i prezzi in calo del 3-5%, mentre gli affari conclusi nelle località montane dovrebbero evidenziare un calo nell’ordine dell’8-10% con prezzi sostanzialmente stabili.

La crisi economica globale ha frenato anche le compravendite in Italia da parte di stranieri. Secondo Scenari immobiliari, si dovrebbe registrare un calo nell’ordine del 6,2% passando dalle 3.200 del 2008 alle 3.000 di quest’anno. Stabile la domanda inglese (diretta in particolare in Umbria e in Puglia) e quella svizzera. In aumento quella proveniente dagli Stati Uniti e dalla Germania. I tedeschi si rivolgono al mercato tradizionale del mare (riviera romagnola) e dei laghi (Garda). Dimezzate, invece, le richieste degli acquirenti russi. Sempre Scenari immobiliari segnala che, mediamente, lo straniero che acquista in Italia ha un budget di 370mila euro, che può arrivare anche a oltre un milione. Spesso, infatti, vengono acquistati casolari o immobili da ristrutturare. L’acquisto, così, è solo la prima parte della spesa che poi può anche raddoppiare.

Fonte: Repubblica.it

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/economia/mercato-immobiliare/mercato-immobiliare/mercato-immobiliare.html

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