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Nomisma, primo semestre 2009 procede la fase negativa del settore immobiliare

(Teleborsa) – Roma, 17 lug – E’ proseguita, nel primo semestre del 2009, la fase negativa del settore immobiliare amplificando i toni rispetto agli ultimi mesi dell’anno precedente. A rilevarlo il Nomisma nel rapporto annuale.

Dopo un 2009 ancora improntato alla flessione del mercato, sia in relazione alle quantità scambiate che ai valori di compravendita, nel 2010 si dovrebbe registrare un certo miglioramento rispetto alla situazione attuale, ma con valori e contratti ancora in tendenziale flessione. Questo in stretta correlazione con la recente ripresa di fiducia da parte delle imprese e delle famiglie che, assieme all’auspicata stabilizzazione del mercato finanziario, potrà costituire il volano per il riavvio, ancorché graduale, del quadro macroeconomico e del mercato immobiliare.

Ancora alla base della fase negativa del mercato immobiliare, che vede una domanda effettiva più che mai rarefatta, contratti in forte calo ed un’offerta in aumento, si pone la stretta del credito, elemento denunciato da tempo e da più voci a livello istituzionale e privato, ma dai dati del credito bancario emerge che le famiglie sono meno interessate dal negativo effetto del credit crunch rispetto alle imprese.

Le famiglie, nel corso dell’ultimo anno, hanno risparmiato più che in passato, sia in Italia che all’estero, un atteggiamento di protezione rispetto al timore del perdurare della crisi economica in atto. Nel 2008/2009, infatti, il saggio di risparmio delle famiglie interrompe la sua progressiva riduzione e riprende, seppur lievemente, a crescere (era al 28% negli anni ’80, si era ridotta all’11,4% nel 2007 ed ora è risalito all’11,9%). La quota di famiglie che sono riuscite a risparmiare è inoltre passata dal 34,2% nell’anno passato al 37,7% attuale (corrispondente a circa 9 milioni).

In un quadro di incertezza del sistema economico e finanziario nazionale ed internazionale, si riaccende però l’interesse potenziale nei confronti dell’investimento nel mattone, da sempre considerato il “bene rifugio” per antonomasia. La percentuale di famiglie che si dichiara interessata ad acquistare un’abitazione nel prossimo biennio si attesta sul 14,6% (si tratta di circa 3,5 milioni di famiglie che salgono a oltre 7 se si aggiungono anche quelle “poco interessate), una cifra assai consistente se si considera che nell’ultimo anno sono state stipulate poco meno di 700 mila compravendite.

La motivazione per l’acquisto dell’abitazione è prevalentemente quella per prima casa (47,5%), seguita da quella per sostituzione (26,9%), seconda casa (8,6%), mentre è in forte ascesa la spinta all’investimento le compravendite effettuate per investimento, erano poco meno del 12% l’anno passato e quello prima, mentre oggi si registra circa il 17%, un balzo in avanti, dunque, di circa il 40%.

Chi acquista una abitazione, negli ultimi mesi, lo fa sempre più attraverso mezzi propri e non attingendo da risorse a debito: il 20% degli acquirenti pagava con mezzi propri ancora uno o due anni fa, mentre oggi la percentuale sale a circa il 30%. Si tratta quindi, di risorse finanziarie che vengono distolte dall’investimento azionario, obbligazionario e del risparmio gestito, per venire ad alimentare il settore immobiliare, complice, oltre che il desiderio di “mettere al sicuro nel mattone i propri risparmi”, anche la politica di restrizione del credito operata dagli istituti.

Le difficoltà del mercato immobiliare degli ultimi mesi sono sintetizzate dalla riduzione del fatturato, ovvero del giro di affari che si sprigiona sul mercato delle compravendite, prodotto del calo degli scambi e dei valori. L’immobiliare nel 2009 genererà in Italia circa 110 miliardi di euro di fatturato in termini di compravendite, un fatturato che a fine 2007, prima che la crisi si manifestasse in tutta la sua virulenza, ammontava a 154 miliardi di euro e che, quindi, alla fine di quest’anno sarà calato oltre il 30% rispetto a due anni fa. La riduzione del fatturato è prevalentemente imputabile alla diminuzione del numero di compravendite (e in minor misura dalla diminuzione dei valori) che, raggiunto il massimo a inizio 2007, iniziano successivamente a calare in modo accelerato.

Fonte: Repubblica.it

http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20090717&fonte=TLB&codnews=695

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Case-vacanza: mercato immobiliare in flessione

Diminuzione delle quotazioni del 3,9% nella seconda parte del 2008 per il mercato immobiliare turistico italiano. Lo afferma  Tecnocasa a seguito di un’analisi per macroarea.  Lo studio delinea la contrazione più sensibile nelle località turistiche del Centro (-5,1%), seguite da quelle del Sud Italia con -3,8% ed infine le località del Nord Italia con un calo del 3,3%.

Analizzando le diverse regioni si rileva che la regione che ha segnalato la diminuzione più sensibile dei prezzi sono state l’Abruzzo e la Toscana con -6%, seguite subito dopo dalla Campania (-5,9%). Stabili le quotazioni della Basilicata (dove però si registrano soltanto le variazioni di Policoro) e della Calabria.

La ricerca della seconda casa si orienta soprattutto sui bilocali e sui piccoli trilocali dotati di vista mare, giardino o terrazzo e possibilmente situati in prossimità di spiagge e servizi. Tra le località turistiche più costose spiccano Capri e Varazze dove si toccano le maggiori quotazioni, rispettivamente di 13 mila € al mq e 12 mila € al mq.

Tornando al centro nord le località balneari dell’Emilia Romagna hanno messo a segno una variazione negativa delle quotazioni immobiliari del 3,1%. I prezzi delle seconde case della provincia di Forlì sono calate dell’1,2% mentre quelle della provincia di Rimini hanno messo a segno una contrazione del 3,7%. In Liguria la diminuzione delle quotazioni degli immobili è stata del 3,4%, con un calo più sensibile per le abitazioni situate a Lerici in provincia di La Spezia, in diminuzione de 9,1%, e di quelle in provincia di Genova con un ribasso del 5,2%.

 

Fonte: Edilone.it

http://www.edilone.it/Case-vacanza-Mercato-immobiliare-in-flessione_attualita__x_2986.html

Immobiliare: ecco dove la seconda casa è un’occasione

Il mercato della seconda casa sta vivendo una fase di rallentamento evidente. Le quotazioni, rileva l’Ufficio studi Gabetti, hanno fatto registrare una flessione del 7,1% in linea con quella del mercato residenziale. Si possono dunque profilare delle opportunità di acquisto anche se la disponibilità di spesa media per l’acquisto di una seconda casa ha subito una contrazione. Nelle regioni marittime del Nord è in media di 150-200mila euro, nel centro Italia si aggira fra i 100 e i 150mila euro, mentre nei piccoli comuni non particolarmente famosi del sud, la disponibilità di spesa è intorno a 60-70mila euro. I tempi di vendita si sono allungati a 6-8 mesi (nel lusso si è intorno all’anno). Di seguito una breve panoramica dell’andamento del mercato su base regionale.

LIGURIA. Quotazioni sostanzialmente stabili nella rinomata Alassio. Anche se i prezzi fuori mercato tendono a essere rivisti al ribasso perché i compratori cercano un corretto rapporto qualità-prezzo e non sono disposti a fare follie. Le zone più richieste sono quelle del Levante (Borgo Coscia) e la zone vicino al mare. Per soluzioni fronte mare la quotazione media è compresa tra i 12 e i 14mila euro al metro quadro. Modesta e lenta ripresa della domanda a Rapallo, dove le seconde case sono sempre meno richieste. I prezzi al top per il ristrutturato sono in media di 5mila euro al metro quadro. Sconti del 15% a Lerici e Portovenere.

ROMAGNA. Quotazioni dei valori in flessione nell’ordine del 7% a Riccione, rispetto allo scorso anno. La domanda è buona, ma a patto che ci siano sconti sui prezzi. I tempi medi di vendita si sono allungati. In media si aggirano sui 6 mesi, ma vi sono punte superiori all’anno, in caso di problematicità legate all’immobile. La disponibilità di spesa dei clienti si concentra nella fascia da 200 a 300mila euro per soluzioni all’interno, anche da ristrutturare, soprattutto due-tre locali. Sale a 500-700mila euro per tre locali vicino al mare. Manca quasi la fascia intermedia di richiesta. Eccesso di offerta di nuovo in Centro, a Paese (3-4mila euro al metro quadro) e Parco (4-5 mila euro al metro quadro). Si tratta di palazzine fino a tre piani. A Cattolica si è registrata una flessione delle quotazioni.

TOSCANA. A Porto Santo Stefano, dove nonostante le quotazioni siano diminuite (-10% nel secondo semestre del 2008) si registra uno stallo del numero di compravendite. Il segmento di clientela che si indirizza verso Ansedonia e Porto Ercole è decisamente elevato. Le quotazioni fronte mare vanno dagli 8 ai 10mila euro al metro quadro. Mentre nell’interno si va dai 5 ai 7mila euro al metro quadro. Ville di 5-6 camere con 12 posti letto si affittano a luglio-agosto a 20mila euro al mese, ma si possono raggiungere i 35mila euro al mese. Flessione delle quotazioni anche all’Elba. Gli sconti sul prezzo iniziale sono di solito nell’ordine del 12 per cento.

SARDEGNA. A Porto Cervo e Porto Rotondo, si assiste ad un rallentamento del trend immobiliare, ma il mercato è comunque discreto. I prezzi sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto allo scorso anno e le trattative si svolgono solo personalmente data l’esclusività degli immobili. Forte la presenza di domanda russa che non evidenzia problemi di budget.

LAZIO. Sul litorale laziale per i bilocali la disponibilità di spesa è di 130-140mila euro, che sale a 180mila euro per i trilocali. Le quotazioni dell’usato sono diminuite del 10% a Nettuno, mentre hanno tenuto meglio gli immobili nuovi che sono rimasti sostanzialmente stabili. Ancora cara Gaeta.

PUGLIA. In Puglia diminuzione dei prezzi del 10% rispetto allo scorso anno a Polignano a Mare. Cali sensibili di prezzi e transazioni segnalati anche a Ostuni, qui la disponibilità di spesa per l’acquisto di una seconda casa è di 160-170mila euro. I tempi medi di vendita sono di 4-5 mesi, ma lo sconto che si effettua per chiudere le trattative e concludere le transazioni è spesso nell’ordine del 20 per cento. Anche a Otranto lo scenario del mercato della seconda casa è negativo, come volumi e valori. C’è molta attesa nei potenziali acquirenti, che in media si dicono disposti a pagare 120mila euro per comprare una proprietà immobiliare.

CALABRIA. A Scalea, sul litorale jonico, la tendenza è verso la diminuzione delle quotazioni, con tempi per vendere una seconda casa di circa 6 mesi e una disponibilità che i potenziali acquirenti sono pronti a impegnare di 60mila euro. La località più cara del litorale cosentino è Diamante, dove per soluzioni fronte mare si possono toccare i 3mila euro al metro quadro.

SICILIA. Nelle Eolie si evidenzia un mercato immobiliare in netto peggioramento rispetto allo scorso anno. Le quotazioni sono rimaste stabili, perché non c’è necessità di vendere, ma è diminuito molto il numero di transazioni. Flessione nel numero di richieste d’acquisto da parte degli italiani, maggiore interesse da parte di stranieri (francesi, belgi e canadesi). La disponibilità di spesa media è fra i 200 e i 300mila euro, oltre tale soglia gli immobili proposti in vendita rimangono invenduti.

Fonte: Il Giornale

autore: Gian Maria De Francesco

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=364413&START=1&2col=

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