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Ambiente: italiani sognano casa “verde”, 63% per eco-mattone

(ANSA) – ROMA, 27 GEN – Gli italiani e il sogno di vivere in una casa ‘verde’: il 63% desidera un’abitazione costruita secondo principi di ecosostenibilita’ e il 57% ha gia’ previsto interventi di ristrutturazione energetica ma nonostante l’affermarsi di questa spiccata sensibilita’ ecologica, in Italia la bioedilizia deve ancora decollare. La maggioranza degli intervistati (58,4%) non vive al momento in edifici ecocompatibili, solo il 32,8% abita in case parzialmente o integralmente costruite secondo principi di ecosostenibilita’. Questa la fotografia scattata da un’indagine del portale Casa.it che ne ha diffuso i risultati. Secondo l’indagine ancora poche le case che hanno gia’ ricevuto la certificazione energetica, obbligatoria da luglio 2009 per gli immobili in vendita: solo il 19,4% (alla maggior parte, 28,8%, e’ stata assegnata la classe A, legata a un consumo inferiore ai 30 chilowatt per metro quadro all’anno e ai 3 litri di gasolio per metro quadro all’anno). Pochissime anche le case che consentono di usufruire degli incentivi del Conto Energia, che permette di rivendere con tariffe favorevoli l’ energia auto-prodotta in eccesso al gestore dei servizi elettrici: il 6,6% e’ dotato di un impianto fotovoltaico, il 5,9% di pannelli solari vetro-vetro e lo 0,8% di un impianto eolico di piccole dimensioni. L’attenzione dedicata all’impatto ambientale e al risparmio energetico si riflette in casa in diversi aspetti, dalle caratteristiche strutturali dell’abitazione, alla tipologia degli impianti, agli elettrodomestici, alle semplici abitudini domestiche. Significativa la percentuale di coloro che dichiarano di effettuare costantemente la raccolta differenziata, ben il 67,3%. Importanti anche le quote di coloro che optano per lampadine alogene o fluoro-compatte oppure led (59,6%), per elettrodomestici di classe ecologica (56,3%), per serramenti ad elevato livello di isolamento termoacustico (47,4%) e per caldaie a basso consumo energetico a condensazione (40,4%).(ANSA).

Fonte: Ansa.it

http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/inquinamento/20100127181435018644.html

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Investire nel mondo immobiliare… in Russia

Il momento è più che favorevole per spostare o per aprire i propri affari in Russia, una nazione che cresce costantemente in un mercato di grande stabilità

Quando un imprenditore decide di investire all’estero, deve scegliere in maniera oculata, la zona in cui creare il nuovo “impero”. Ovviamente la scelta non è sempre facile, per tale ragione devono essere seguiti dei criteri, che conducono alla migliore soluzione.

Innanzitutto è importante conoscere la situazione economico-finanziaria del paese dove si desidera investire, la legislazione ma anche le reali opportunità che il mercato in quel momento sa offrire. Attualmente, il mercato immobiliare russo offre interessanti opportunità per l’investitore, e a sostenere la positività dell’orientamento è anche il facile approccio.

Occorre considerare che la situazione economica attuale rende particolarmente vantaggioso l’investimento, si ha una forte domanda sul mercato immobiliare, e un’alta rimuneratività rispetto al capitale investito. La Russia, negli ultimi dieci anni, ha aumentato notevolmente le sue ricchezze e ha sviluppato un ottimo apparato dell’edilizia residenziale, ha creato spazi adibiti al commercio e spazi industriali.

In funzione anche di questa crescita, il mercato è stato maggiormente aperto agli investitori, sia locali sia esteri. Mosca è sicuramente la città per eccellenza, che ha una forte richiesta immobiliare, ma anche San Pietroburgo, Samara, Kazan, sono città dalla moderna concezione urbanistica.

Lo sviluppo è stato strettamente legato al miglioramento delle condizioni di vita, e la fase di crescita è in continua evoluzione. Il metro quadrato nel giro di pochi anni ha lievitato il suo prezzo, poiché molte zone abbandonate hanno preso l’aspetto di moderni quartieri alla moda. La positiva rimuneratività sul capitale investito permette anche di affrontare spese maggiori poiché l’investimento sostenuto avrà un ritorno molto alto. Il mercato è in pieno fermento, e i tempi di vendita di appartamenti di lusso, sono davvero brevi, si riesce a guadagnare circa il 30-35% del capitale investito.

A causa della crisi economica anche ha comunque coinvolto molte nazioni, il mercato immobiliare russo si presenta come una delle principali zone d’investimento, il mattone russo ha diminuito il costo del 60%, acquistare ora vuol dire pagare un costo al di sotto della media, e se la congiuntura sfavorevole, continuerà a durare per altri dieci mesi, si avrà un risparmio anche sulle spese di ristrutturazione. Quando la situazione tornerà a stabilirsi i prezzi inizieranno di nuovo a salire, e il valore dell’immobile aumenterà.

È solo in questo momento che vale la pena rivendere per guadagnare molto più di quanto si è speso. Sicuramente la crisi crea all’imprenditore serie difficoltà nella gestione del denaro, anche a causa delle restrizioni praticate dalle banche per la concessione di prestiti, ma proporsi ora sul mercato è sicuramente la scelta migliore. La Russia nei prossimi anni continuerà a “evolversi” e raggiungerà uno stile pari a quello dei paesi occidentali. È il momento quindi di scalare la vetta per essere sicuri del proprio investimento.

Fonte: Manageronline.it

http://www.manageronline.it/articoli/vedi/843/investire-nel-mondo-immobiliare-in-russia/

Mercato immobiliare, quanto incide il Regolamento edilizio

A sostenerlo è il presidente di Fiaip Bologna, Libero Calamosca: “Il Regolamento Edilizio va modificato. Era stato lo stesso assessore Merola a riconoscerne la necessità, prima delle elezioni. Altrimenti il mercato immobiliare non verrà stimolato.”
“Era stato lo stesso assessore Merola, nel marzo di quest’anno – ribadisce il presidente provinciale della Fiaip (la federazione degli agenti immobiliari professionali che tra Bologna e provincia rappresenta circa 400 operatori del settore) – a riconoscere la necessità di modificare il Regolamento Edilizio. Aveva opportunamente ammesso la rigidità del testo. E dunque noi restiamo dell’avviso che vada cambiato al più presto nel segno di una maggiore trasparenza e semplicità, che sia attento agli interessi economici della città e che persegua l’interesse pubblico e un uso ragionato del territorio”.
“Voglio sottolineare – ha detto ancora Calamosca – che collegare le cosiddette ‘una tantum’ alla ristrutturazione globale dell’edificio vuol dire nei fatti impedire di migliorare l’immobile per fruirlo meglio ed eventualmente metterlo sul mercato, o comunque migliorarlo sotto il profilo igienico”.
“Pertanto se non si scioglie questo nodo restano intatte le preoccupazioni di chi vede rischi di aumento dei piccoli abusi edilizi. Così come i proprietari di grandi immobili non potranno più frazionarli e metterli sul mercato per locazione o vendita. E anche questa decisione – conclude Calamosca – sempre che non venga modificata, non aiuta il settore immobiliare in un momento di crisi acuta”.

Secondo la Federazione degli Agenti Immobiliari di Bologna (FIAIP) per stimolare il mercato immobiliare occorre apportare delle correzioni al Regolamento edilizio attualmente in vigore

fiaipA sostenerlo è il presidente di Fiaip Bologna, Libero Calamosca: “Il Regolamento Edilizio va modificato. Era stato lo stesso assessore Merola a riconoscerne la necessità, prima delle elezioni. Altrimenti il mercato immobiliare non verrà stimolato.”

“Era stato lo stesso assessore Merola, nel marzo di quest’anno – ribadisce il presidente provinciale della Fiaip (la federazione degli agenti immobiliari professionali che tra Bologna e provincia rappresenta circa 400 operatori del settore) – a riconoscere la necessità di modificare il Regolamento Edilizio. Aveva opportunamente ammesso la rigidità del testo. E dunque noi restiamo dell’avviso che vada cambiato al più presto nel segno di una maggiore trasparenza e semplicità, che sia attento agli interessi economici della città e che persegua l’interesse pubblico e un uso ragionato del territorio”.

“Voglio sottolineare – ha detto ancora Calamosca – che collegare le cosiddette ‘una tantum’ alla ristrutturazione globale dell’edificio vuol dire nei fatti impedire di migliorare l’immobile per fruirlo meglio ed eventualmente metterlo sul mercato, o comunque migliorarlo sotto il profilo igienico”.

“Pertanto se non si scioglie questo nodo restano intatte le preoccupazioni di chi vede rischi di aumento dei piccoli abusi edilizi. Così come i proprietari di grandi immobili non potranno più frazionarli e metterli sul mercato per locazione o vendita. E anche questa decisione – conclude Calamosca – sempre che non venga modificata, non aiuta il settore immobiliare in un momento di crisi acuta”.

Fonte: Quotidianocasa.it

http://www.quotidianocasa.it/2009/09/07/7490/mercato-immobiliare-quanto-incide-il-regolamento-edilizio.html

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