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Risanamento: 250 milioni perdite

Queste le stime per il 2009

Risanamento stima di chiudere il 2009 con 250 mln di perdite, con un risultato netto negativo in peggioramento di 40 mln rispetto al 2008. E’ quanto emerge da una relazione informativa depositata dal consiglio d’amministrazione del gruppo immobiliare fondato da Luigi Zunino. Il gruppo immobiliare ritiene che la posizione finanziaria netta di fine 2009 sia ‘in linea’ con i dati consolidati di fine settembre, ovvero negativa per 2,8 miliardi.

Fonte: Ansa.it

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/01/15/visualizza_new.html_1673920849.html

Gli immobiliari stornano, ombra di Arcandor su Pirelli Re

Dopo la corsa di ieri, Risanamento scende a piazza Affari, insieme a tutto il comparto immobiliare anche perché il prezzo medio delle abitazioni nelle prime venti città degli Stati Uniti è calato in giugno del 15,4% rispetto a un anno fa. La flessione nelle prime 10 città del Paese è stata invece del 15,1% su base annua.

Sebbene ancora fortemente negative, le performance dell’indice sono in miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Ancora più incoraggiante la performance su base mensile: in giugno infatti i prezzi delle case nelle prime venti metropoli del paese sono cresciuti dell’1,4% rispetto a maggio.

Al momento, comunque, Pirelli Re arretra del 2,89% a 0,4195 euro tra scambi sempre elevati: sono passati di mano 10,3 milioni di pezzi (3,7% del capitale), contro una media mensile di 4,5 milioni e i 19 milioni scambiati ieri. In questi giorni Risanamento sta mettendo a punto con le banche creditrici e gli advisor il piano di salvataggio per evitare il fallimento, un piano che dovrebbe venir approvato dal Cda convocato per venerdì prossimo.

Già alla vigilia le banche creditrici hanno incontrato i consulenti Bain e Banca Leonardo per valutare la nuova bozza del piano. Dall’incontro non sono uscite novità di rilievo anche se il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, si è detto fiducioso.

Peraltro, secondo fonti di stampa, all’iniezione di capitale di 500 milioni di euro prospettata dal piano potrebbe essere necessario aggiungere altri 220 milioni per coprire il rischio di rimborso anticipato del prestito convertibile. Saranno dunque cruciali gli incontri dei prossimi giorni e il Cda di Risanamento di venerdi, durante il quale dovrebbe essere approvato il piano che deve essere consegnato entro il primo settembre al giudice civile del Tribunale di Milano.

Come Risanamento anche sugli altri titoli immobiliari quotati, ieri su di giri, hanno la meglio i realizzi. Aedes cede l’1,36%, male anche Bastogi (-1,10%) e Brioschi (-0,45%). In lieve rialzo Gabetti (+0,59%). In rosso pure Pirelli Real Estate (-0,23% a 0,63 euro) che ieri ha registrato un rally in Borsa senza notizie specifiche sulla società.

Pirelli Real Estate, rimasta indietro rispetto ad altri titoli del comparto, secondo alcuni analisti beneficia delle aspettative di un miglioramento delle condizioni del settore immobiliare. Proseguono però le cattive notizie sul retailer tedesco Arcandor (-18,70% alla Borsa di Francoforte a 0,20 euro) che sarebbe ormai vicino al fallimento.

Pirelli Re è esposta attraverso la partecipazione del 12% in Highstreet, svalutata nel primo semestre 2009 e ora iscritta per un valore di circa 30 milioni di euro”, spiega un analista di una sim. “Le ipotesi peggiori sarebbero una totale svalutazione della quota e una fase prolungata di mancati affitti dagli immobili locati alla catena Karstadt posseduta da Arcandor. La raccomandazione su Pirelli Real Estate resta neutrale con un target price a 0,75 euro”.

Autore: Francesca Gerosa

Fonte: Milanofinanza.it

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200908251459508076&chkAgenzie=TMFI&sez=news&testo=&titolo=Gli%20immobiliari%20stornano,%20ombra%20di%20Arcandor%20su%20Pirelli%20Re

Non solo Zunino. Tempi duri per gli immobiliaristi

MILANO – Tempi duri per gli immobiliaristi. Lo sgonfiamento della bolla immobiliare, come uno degli effetti negativi della crisi che da due anni investe tutte le economie mondiali, mette a dura prova un business che vive praticamente di due aspetti: il valore degli immobili e il livello dei debiti a questi correlati. È così che, anche in Italia, il rallentamento delle quotazioni di case e palazzi, unito alle difficoltà a vendere cespiti per onorare i debiti e i loro interessi, porta sempre più gli operatori e le loro banche di riferimento a piani di ristrutturazione del patrimonio.

Il caso sotto i riflettori è quello di Risanamento, dopo l’istanza di fallimento chiesta settimana scorsa dalla magistratura milanese, e che sarà discussa mercoledì. I contorni del piano di riassetto si fanno più nitidi: le banche dovrebbero sottoscrivere un aumento di capitale da 250 milioni, 100 in contanti, il resto convertendo crediti; in tal modo Luigi Zunino si diluirà dal 73% al 20%. Le speranze di mantenere in bonis il gruppo hanno spinto il suo titolo (+4,8%), reduce da sedute da crepacuore.

Ma Zunino non è l’unico immobiliarista a dovere affrontare criticità. Oggi Consob ha rilasciato l’autorizzazione al prospetto della ricapitalizzazione di Aedes da 150 milioni, con diritti negoziabili tra il 27 luglio e il 12 agosto. Operazione di sopravvivenza, e molto travagliata, tanto più che l’azionista Amenduni e gli altri soci forti si sono impegnati a sottoscrivere solo circa metà dei titoli, mentre un composito consorzio bancario si è fatto carico di garantire i restanti 67 milioni. Il nulla osta dell’autorità di mercato ha messo le ali al titolo Aedes (+14,35%).

E oggi è stata una giornata positiva anche per Gabetti property solutions. È infatti passato in giudicato il decreto di omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti sottoscritto tre mesi fa tra la società immobiliare, altre affiliate e le rispettive banche creditrici. L’operazione prevede il riscadenziamento dei debiti, la riduzione dei tassi di interesse, il rinvio del loro pagamento e la conversione in capitale di una parte delle spettanze delle banche. Il titolo, dopo un andamento ondivago, ha chiuso in calo del 2,45%.

Autore: Andrea Greco

Fonte: Repubblica.it

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/caso11/lu24/lu24.html


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