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Laura Vimercati

Laura VimercatiUn altro dei fenomeni che si sta diffondendo sempre più tra gli operatori immobiliari, è l’Home Staging. Questa è un’altra delle attività di consulenza offerte da tantissimi anni prima negli Stati Uniti e da lì in diversi Paesi nel Mondo, che consiste nel “presentare” l’immobile che si intende proporre in vendita nelle migliori condizioni possibili. Ci introduce a questa pratica Laura Vimercati agente immobiliare e Home Stager professionista.

d. Ciao Laura, grazie per aver accettato di parlarci di te e della tua attività. Tra i termini entrati nell’uso comune in ambito immobiliare, di certo Home Staging è tra quelli che più affascina. Cosa ti ha portato ad appassionarti a questa attività tanto innovativa quanto utile?

Provengo da una lunga esperienza professionale nel campo della decorazione di interni, che nel tempo si è trasformata in una profonda passione personale. Significative collaborazioni presso aziende di alto profilo internazionale e successivamente in proprio, mi hanno portato a sviluppare clientela sia in Italia che all’Estero, seguendo progetti di haut decoration e real estate per importanti committenti.

L’amore per tutto ciò che è “casa” mi facilità a scoprire ed appassionarmi alla professioni di home stager, che si lega armoniosamente con le mie attività legate alla decorazione di interni e al real estate.

d. Qual è il connubio tra agente immobiliare e home stager, e quanto una buona presentazione dell’immobile aiuta la vendita ?

Le due figure professionali possono, come nel mio caso, racchiudersi nella stessa persona, quindi gestisco contemporaneamente tutte le fasi di proposta, vendita e realizzazione del servizio.

I rapporti con i colleghi sono ad oggi positivi; infatti molti stanno capendo l’importanza di proporre questo strumento di marketing assolutamente propedeutico alla vendita e all’affitto.

Un immobile sottoposto ad un intervento di home staging si posiziona immediatamente tra i più cliccati sui siti immobiliari, il numero di chiamate aumente, conseguentemente le possibilità di vendita.

Non esiste ancora una statistische del mercato italiano in merito, essendo una novità introdotta ancora di recente.

Si possono riscontrare dati statistici raccolti dalla Associazione Professionisti Home Staging Italia, che  nasce nel 2012 dalla volontà di cinque soci fondatori professionisti provenienti dal mondo dell’immobiliare, dell’interior design e dell’architettura, che hanno deciso, viste le potenzialità offerte dallo stesso, di introdurre l’Home Staging nella loro attività professionale. Io sono tra i soci fondatori.

Siamo attivi su tutto il territorio nazionale con lo scopo di diventare il polo di condivisione stimolante e di riferimento per tutti i professionisti del settore, senza scopo di lucro.

d. Quali sono le diffidenze che riscontri più spesso tra i clienti e tra i colleghi agenti immobiliari?

Come dicevo, l’home staging è una novità per il nostro mercato e le difficoltà non mancano, ma l’interesse che sto riscontrando dal mondo del real estate è decisamente in aumento.

Le diffidenze sono sempre legate alla difficoltà di convincere i proprietari a stanziare una somma di denaro per migliorare l’aspetto dell’immobile che si vuole proporre sul mercato sia in vendita che in affitto: il compito degli agenti immobiliari, ed il mio, è quello di far loro comprendere che stanno facendo un investimento sulla loro proprietà che gli consentirà di venderla al miglior prezzo e nel minor tempo possibile.

Con i colleghi agenti immobiliari le diffidenze sono legate soprattutto ad una non approfondita conoscenza di questa tecnica di marketing che, una volta appresa, consente loro di apprezzarne le reali potenzialità.

Ovviamente le obiezioni, e le critiche non mancano; per aiutare a fugare ogni dubbio e negatività consiglio sempre ai colleghi agenti immobiliari di fissarmi un incontro durante il quale proporre insieme al cliente un intervento di home staging.

d. Ci confideresti uno dei tuoi segreti per allestire al meglio un immobile?

Il segreto numero uno è quello di spersonalizzare l’immobile, per renderlo il  più neutro possibile al fine di renderlo il più gradevole possibile per il maggior numero di potenziali acquirenti. Non dimentichiamo mai di ricordare al cliente che nel momento stesso ini cui decide di immettere nel mercato un immobile, esso sia per la vendita che per l’affitto, lo rende un prodotto che va in competizione con altri già disponibili o che arriveranno dopo. Quindi, grazie all’Home Staging, possiamo fare in modo che l’immobie del nostro cliente diventi più attraente di altri simili e posizionarsi tra quelli più visitati.

Infine, sembrerà banale, ma pulizia, ordine e un’essenza profumata piacevole devono sempre accogliere i potenziali clienti.

Grazie Laura, in attesa di un tuo prossimo intervento ti ringraziamo per questa utile introduzione all’Home Staging, altra importante strategia di marketing da acquisire e proporre dagli operatori immobiliari ai propri clienti.

per maggiori info

Laura Vimercati

lv@allandwhite.com

profilo facebook laura vimercati

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M.L.S. ovvero Molti Limiti Strutturali

mlsL’Italia, tra le altre cose, è quel Paese dove le parole diventano di moda, ma non perché se ne conosca il significato, piuttosto semplicemente perché tutti ne parlano. E di MLS si fa un gran parlare negli ultimi mesi, anche se per molti, o meglio dire per troppi, è ancora una sigla oscura che cela chissà che cosa.

M.L.S. (acronimo di Multiple Listing Service), dice Wikipedia, “è un metodo operativo attivo fra gli operatori immobiliari che prevede la condivisione e la pubblicizzazione delle liste degli immobili, al fine di consentire un’ampia collaborazione fra le parti a favore sia delle agenzie sia dei clienti.” (vedi anche in questo blog)

Come semplice definizione da mandare a memoria, potrebbe anche essere sufficiente e facile, il problema inizia quando si cerca di dare applicazione pratica ad uno degli strumenti di lavoro più utili ma meno noti del settore immobiliare.

Quando in questo blog si iniziò a parlare di MLS era il 2009, ed il blog era per l’appunto appena nato,  anche se io mi interessavo già dal 2007 all’argomento provando a comprenderlo al meglio. La realtà con cui mi sono scontrato a quel tempo è paragonabile ad un muro di gomma dove la maggioranza non sapeva di cosa si parlasse, e pochissimi se ne stavano interessando concretamente, anche se ad onor del vero l’MLS in Italia lo aveva già portato RE/MAX nel 1996 e nel Mondo era già diffuso da diversi decenni. Ma all’epoca la crisi sembrava ancora abbastanza lontana, e al massimo si preannunciava come di breve durata, quindi non era interessante per i più valutare strumenti diversi da quelli in uso.

Oggi, invece, si parla di MLS come se fosse la sigla che identifica una formula magica, e forse per questo motivo è ancora per i più un oggetto misterioso, in quanto soltanto da pochissimo si sta cercando di diffonderlo: quindi, in realtà, siamo ancora agli inizi.

Il Sistema di Moltiplicazione dei Listini, del resto, come ogni strumento ha bisogno di essere compreso nel suo utilizzo e  necessita di diventarne capaci nella sua applicazione pratica, ovvero, non basta approcciarlo come si è fin qui fatto con qualsiasi strumento informatico. La sensazione, però, è che per molti un MLS non sia molto diverso da un portale immobiliare, cosa che in parte potrebbe essere anche vera. Anche se la differenza è talmente sottile quanto importante da capire. Giusto qualche giorno fa ne parlavo con Luigi Sciascia, Responsabile Commerciale di IMLS, con cui ci siamo trovati pienamente d’accordo su come un portale sia uno strumento di promozione passiva, mentre un MLS è un servizio di condivisione attiva, e la differenza tra l’uno e l’altro sta all’uso che ne fa l’operatore. Sappiamo ormai tutti come funzionino i portali, lo sanno anche i privati alle volte meglio degli agenti immobiliari, e quotidianamente gli agenti immobiliari, e i privati, caricano gli annunci immobiliari e il portale provvede a pubblicarli (da qualche tempo in aiuto sono arrivati anche i servizi di multi invio), e dopo non resta che aspettare che arrivino le richieste.

Già, le richieste.

Ma è abbastanza affidarsi ai portali in un momento di mercato in cui si assottiglia sempre più il numero dei compratori solvibili, e confidare abbondantemente nelle potenzialità di un annuncio immobiliare che va a concorrere con altre decine o centinaia di annunci simili (se non uguali, visto che nulla vieta di pubblicare lo stesso immobile a più agenzie magari con prezzi, descrizioni, e caratteristiche differenti)?

L’MLS prevede, perché funzioni, che l’operatore immobiliare proponga, nel miglior modo possibile e con rigore nell’inserimento dei dati, l’immobile, come acquisito, ad una platea di agenti immobiliari che allo stesso modo farà con i propri incarichi.

Semplice, no?

Eppure, è proprio per questo che in Italia l’MLS si traduce in Molti Limiti Strutturali, perché in un colpo solo emergono una serie di limiti e problemi che la categoria professionale degli agenti immobiliari deve ancora affrontare. Perché non si può parlare di Sistema di Moltiplicazione dei Listini prescindendo dal come vengono costruiti questi listini, da come si acquisiscono gli immobili e da come si condividono con incarichi trasparenti e chiari (tabù tra i più difficili da demolire), da quali siano le regole di base per una sana collaborazione. Non esiste strumento che possa utilizzarsi senza averne compreso a pieno l’uso e senza conoscere le modalità per farlo funzionare al meglio, uno strumento di cui non si apprezza totalmente il valore che può generare sia nel breve, ma soprattutto nel lungo periodo.

Ben venga quindi l’innovazione, finalmente aggiungerei anche, ma guai a sottovalutarla e a immaginarla alla stregua di una curiosa diavoleria informatica che come per magia aumenta il numero di contatti riducendo l’impegno, perché, in realtà, è molto di più, è un modo per rendere applicabile una filosofia professionale che dovrebbe essere un mantra per la categoria.

A.R.

twitter @andrearussore

Mutui.it: per Ristrutturare Casa si chiede Mutuo da 142mila euro

(Teleborsa) – Roma, 22 feb – Quando si parla di mutuo si pensa subito all’acquisto della prima casa, ma non sempre è così. Mutui.it, il broker online per la scelta del mutuo, ha reso noti oggi i dati di un’analisi che ha preso in esame i finanziamenti richiesti dagli italiani non per comprare, ma per ristrutturare le loro case.

Il sito ha fatto passare sotto la lente oltre 60.000 richieste di mutuo finalizzate alla ristrutturazione, scoprendo delle cose piuttosto curiose. In primis, chi sottoscrive un mutuo per la ristrutturazione è generalmente prudente: nel 44% dei casi preferisce il tasso fisso, mentre solo il 35% del campione esaminato da Mutui.it opta per il tasso variabile. Chi richiede questo tipo di finanziamento, inoltre, è abbastanza giovane (ha in media 42 anni), si impegna con l’Istituto Creditore per più di 20 anni (22,5 il valore medio) e firma un mutuo di 142.000€, pari a poco meno della metà del valore dell’immobile che intende ristrutturare (49,6%).

L’analisi resa nota da Mutui.it ha evidenziato anche notevoli differenze fra Nord e Sud sia per le cifre richieste sia per la percentuale del valore finanziato. I finanziamenti più cospicui vengono richiesti nelle regioni settentrionali: prima fra tutte il Trentino Alto Adige (dove il mutuo medio per la ristrutturazione è pari a più di 183.000€) seguita da Toscana (168.000€) e Liguria (158.000€).

Se si guarda invece alla percentuale del valore dell’immobile che viene finanziata tramite mutuo per ristrutturazione, escludendo il Friuli Venezia Giulia, dove si arriva a richiedere un mutuo pari al 55% del valore dell’immobile, è il Meridione a farla da padrone. A seguire il Friuli in questa classifica, infatti, troviamo la Puglia (54%) e, tutte al 53%, la Sicilia, la Valle d’Aosta e la Sardegna.

Mutui.it ha anche indagato circa l’età a cui si richiede un mutuo per la ristrutturazione e ha scoperto che i sottoscrittori più giovani sono i veneti, che chiedono questo tipo di finanziamento quando hanno 40 anni, mentre i più maturi sono i siciliani i quali sottoscrivono un mutuo per ristrutturazione dopo i 43 anni.

“Ristrutturare significa effettuare un cambiamento radicale al proprio immobile– afferma Alberto Genovese di Mutui.it – e comporta spese elevate: per questo ricorrere ad un mutuo rappresenta la scelta più ovvia ed efficace, ma da ponderare con attenzione. Confrontando le offerte di più istituti di credito si riesce a trovare la soluzione che meglio si adatta alla propria situazione economico-finanziaria, affrontando il complesso progetto della ristrutturazione di un immobile in tutta tranquillità”.

Fonte: Repubblica.it

http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=667&dt=2011-02-22&src=TLB

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