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Essere agente immobiliare nel 2014. Intervista a Stefano Filastò

Stefano Filastò

Ciao Stefano, grazie di aver accettato questa chiacchierata. Una delle domande più frequenti che riceviamo è legata alle caratteristiche che dovrebbe avere oggi un agente immobiliare. Argomento molto interessante che proveremo ad affrontare ascoltando più voci di operatori del settore, e tu sei la prima persona che mi è venuta in mente per intraprendere questo percorso.

Quindi, dato che io ti conosco ormai da un pò e potrei dire tante cose di te, mi farebbe piacere che ti presentassi con parole tue.

r. Grazie Andrea, proverò ad essere sintetico. Dunque, ho 46 anni, nel mondo delle vendite dal 1989, dal 1991 nel settore immobiliare, con RE/MAX dal 1997. In RE/MAX l’esperienza più significativa, oltre a quella da Broker, è sicuramente stata quella di aver ricoperto il ruolo di Responsabile della Formazione per circa 7 anni. Per farlo ho esplorato molto il mercato americano, studiando le modalità operative dei colleghi americani, partecipando a diverse sessioni di formazione formatori e poi erogando i corsi così acquisiti agli Agenti Immobiliari italiani. Leggi il resto di questa voce

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Spending Review Immobiliare

Spending Review ImmobiliareCome ridurre i costi senza tagliare i servizi

Ogni anno nuove parole entrano di diritto nella nostra quotidianità. Spending review è uno di quegli inglesismi che abbiamo dovuto implementare al nostro vocabolario in questi ultimi anni segnati dalla ricerca di una via d’uscita dalla crisi. Infatti, la spending review è proposta a più ripetizioni come soluzione ai problemi che ci attanagliano e che sono quasi tutti legati all’assenza pressoché totale di sufficienti risorse economiche, e alla mala gestio del passato (e anche presente).

Si parla dunque quotidianamente di tagli alla spesa pubblica, orizzontali verticali lineari poco importa, necessari per trovare copertura economica utile ad affrontare investimenti non differibili (anche se non sempre convidisibili).

La razionalizzazione dei costi come mantra da ripetere all’infinito sperando che basti, ma che in Italia, dove lo Stato va avanti a colpi d’aumento del debito pubblico, è poco credibile.

Nel settore immobiliare il calo dei redditi degli operatori è evidente, e per il principio prima esposto forse è il caso di spendere meno (meglio) per la propria attività. Così buona parte delle agenzie immobiliari e dei singoli operatori hanno in primo luogo sforbiciato gli investimenti pubblicitari, che hanno subito drastici legati soprattutto all’abbandono delle pubblicazioni cartacee a favore del meno dispendioso web, per passare poi alle location (si riscoprono gli uffici a discapito dei negozi su strada) e al personale (sempre meno agenzie possono annoverare nel loro staff una segretaria o assistente d’ufficio). Il risultato è che meno spesa non sempre significa maggior resa, anzi. Nella mediazione immobiliare che è, di fatto più che di diritto, un business legato alla fornitura dei servizi, se abbassi il livello del servizio quasi certamente ti troverai di fronte ad un ribasso anche degli utili, in quanto un mercato come quello attuale vuole e premia la qualità.

La revisione della spesa è un processo virtuoso che genera vantaggi soltanto se consente di mantenere elevati standard.

D’altronde si può sempre scegliere tra aumentare le proprie performance e i propri fatturati che garantiscono così risorse necessarie per gli investimenti in un equilibrio di costi e ricavi, o attivare sinergie ed economie di scala che consentano di continuare ad operare mantenendo i servizi necessari lavorando sulla voce costi per stabilizzare i ricavi. Puntare soltanto su se stessi, o unire le forze, questo è il punto.

Un modello di business che consente il giusto mix tra migliore spesa e maggior resa è quello dato dalla formula dello studio associato, dove per studio non si intende soltanto lo spazio fisico ma tutte quelle attività che sono utili al benessere comune.

La ripartizione dei costi, la possibilità di fare gruppo d’acquisto, l’opportunità di fare investimenti pubblicitari condivisi, consente di destinare agli investimenti una cifra minore da parte del singolo ma che in proporzione cresce esponenzialmente con l’aumentare del numero degli aderenti.

Ciò che amo definire: condividere per moltiplicare.

“Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce la scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo due idee.” Parole pronunciate da George Bernard Shaw più di sessant’anni fa, che a me suonano attualissime.

A.R.

Il futuro dell’immobiliare in Italia – intervista a Giuseppe Pizzuti

Giuseppe Pizzuti

Giuseppe Pizzuti – Responsabile Sviluppo RE/MAX Italia

L’intervista che segue è la prima di alcune interviste ad importanti esponenti del settore che verranno pubblicate e che ci offriranno diverse opinioni e punti di vista sul futuro del mercato immobiliare in Italia.

Oggi parliamo di prospettive del mercato immobiliare con Giuseppe Pizzuti, già Responsabile Sviluppo Centro/Sud per RE/MAX Italia dal 2009 e che in questi giorni ha assunto il nuovo incarico di Responsabile Sviluppo Nazionale per il network immobiliare. Giuseppe ha 43 anni e vanta una lunga carriera, ricca di successi, nel settore immobiliare. Prima di entrare a far parte del Gruppo RE/MAX ha lavorato per il Gruppo Toscano S.p.A dove dal 1991 ha ricoperto diversi ruoli, oltre a diventare Area Manager Sud/Est Italia, nel 2000 è diventato anche membro del consiglio di amministrazione della Toscano Spa.

d. Ciao Giuseppe, e grazie di aver accettato di condividere con noi alcune riflessioni. Rompiamo subito il ghiaccio: il mercato immobiliare offre diverse prospettive e punti di vista, tu che operi da oltre 20 anni nel franchising, come immagini il prossimo futuro?

r. Caro Andrea, vedo un futuro molto interessante per il mercato immobiliare nel nostro paese, noto segnali di decelerazione nella discesa. Nomisma prevede una stabilizzazione delle compravendite, con un cambio di intonazione tra la prima e la seconda parte dell’anno. Molti risparmiatori quindi attratti da prezzi, in alcuni casi molto competitivi, si stanno riaffacciando all’investimento nel mattone. Agli operatori del settore, il compito di intercettare questi flussi, dimostrando  professionalità, cultura specifica ed una competitività spiccata.

d. Alla luce della recente acquisizione della rete di agenzie La Casa Agency da parte di RE/MAX Italia, che ruolo credi avrà il franchising nei prossimi anni?

r. Il Franchising Immobiliare in Italia, sta cambiando volto e significato; prima il volersi fregiare di un Brand noto era il motivo fondamentale che spingeva un agente immobiliare ad affiliarsi ad un network. Oggi il valore del Marchio, da solo non basta più e quindi il singolo  operatore del settore cerca nel franchising la risposta alla sua necessità di essere competitivo nella sua zona rispetto ai concorrenti. L’acquisizione di cui parli tu ne è lo specchio. Il futuro del franchising sarà in mano a quei player che sapranno dare ai singoli imprenditori molti servizi, a prezzi convenienti, oltre al valore, la storia ed alla solidità della Marca.

d. Durante la tua carriera hai vissuto altre “crisi” del mercato, come pensi che verremo fuori da questa?

r. Si ho vissuto altre crisi; la più profonda fu quella del periodo 1992-1997; sicuramente diversa da questa attuale. Come affermavo in alto sono ottimista, timidamente il mercato sta dando dei segnali di positività, se a questo aggiungi delle politiche fiscali interessanti, guarda per esempio l’abbassamento dell’aliquota per l’acquisto di una prima casa, che dal 1/1/2014 passerà dal 3% al 2% (circa il 33% di diminuzione). Ovviamente come tutte le crisi, anche questa ha fatto e farà selezione tra gli addetti, ne uscirà vincitore solo chi saprà dotarsi dei giusti mezzi per essere più performante.

d. Approfittando della tua esperienza, che consigli ti senti di dare agli operatori immobiliari?

r. Oggi molti colleghi sono molto confusi e stanchi, il consiglio è quello di sforzarsi di più ed investire molto in formazione, tecnologia, comunicazione e cura del cliente. Certo le migliaia di piccole agenzie immobiliari in Italia, che vengono fuori con le “ossa rotte” dall’andamento degli ultimi anni, fanno fatica a pianificare investimenti di decine di migliaia di euro per emergere e primeggiare, allora una scelta economica, ma con risultati maggiori è sicuramente quella del Franchising Immobiliare, ma a patto di scegliere con grande attenzione il Franchisor.

Nelle prossime settimane pubblicheremo altre interviste che possano offrirci diverse prospettive sul futuro del mercato immobiliare.

A.R.

twitter @andrearussore

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