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Casa, Scenari Immobiliari: 2009 da cancellare, ripresa in 2010

In Italia fatturato -10,2%, pesa riduzione mercato residenziale

Roma, 11 set (Velino) – La crisi del mercato immobiliare in Europa si avvicina alla fine e cominciano a spuntare i primi deboli segnali di ripresa. Anche se il 2009 potrà essere ribattezzato come ‘l’annus horribilis’ del settore. Lo rivela l’European Outlook 2010 di Scenari Immobiliari, presentato oggi dall’Istituto di ricerca al Forum di Santa Margherita Ligure. Secondo il rapporto, nei cinque Paesi più importanti (Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Spagna) il fatturato dei mercati immobiliari chiuderà il 2009 con un calo del 13,3 per cento sul 2008, per un totale di 596 miliardi di euro. Maglia nera la Francia, che chiuderà l’anno con un -18,9 per cento, tallonata dalla Spagna, che vede il suo fatturato ridursi del 17,2 per cento rispetto al 2008. A livello comunitario (Ue a Ventisette) il mercato cresce invece dell’1 per cento rispetto all’anno precedente. Ma dietro l’angolo si intravede la ripresa: alcuni comparti danno già segnali di recupero in alcuni Paesi. Anche se le quotazioni restano ovunque in discesa.
Per quanto riguarda l’Italia nello specifico, il fatturato del mercato immobiliare si ferma a 109 miliardi di euro, con una contrazione del 10,2 per cento rispetto al 2008. E le compravendite di abitazioni scendono del 15 per cento su base annua. A pesare maggiormente è la riduzione del fatturato residenziale, che rappresenta la maggior quota del fatturato immobiliare totale e che subisce un calo del 10,6 per cento rispetto al 2008. Mentre le compravendite di case a fine anno dovrebbero essere al di sotto delle 600 mila, con una contrazione degli scambi più accentuata nei piccoli centri e nelle aree metropolitane, dove sono colpite in particolare le nuove iniziative. Anche i prezzi delle abitazioni hanno subito una brusca frenata nel corso dell’ultimo anno: -6,5 per cento rispetto al 2008. E i prezzi sono calati meno nelle grandi città che nei loro hinterland (si stima in media rispettivamente -5,3 e -8,2 rispetto al 2008). Le diminuzioni maggiori nella periferia di Taranto (-8,2 per cento), nel semicentro di Lecco (-8 per cento) e nel semicentro di Treviso, Pisa e Ancona (-7,8 per cento rispetto al settembre 2008). Ci sono zone in cui prezzi invece sono saliti, come la periferia di Vibo Valentia (+4,2 per cento) e di Reggio Calabria (+3,4 per cento), e anche la periferia di Ascoli Piceno e il semicentro di Ragusa (+3,2).
Ma nel 2009 non brillano neppure le performance degli altri comparti. Il mercato degli immobili uso ufficio ha subito una contrazione del fatturato del 5,3 per cento rispetto al 2008, ma Milano e Roma se la sono cavata meglio di altri capoluoghi. Il mercato degli immobili turistici subisce una brusca frenata (-28 per cento), così come quello degli immobili a uso industriale (-17,8 per cento nel fatturato rispetto al 2008), ma all’interno del comparto un po’ meglio se la cava il settore della logistica, che, pur in flessione, non ha subito repentine battute d’arresto. Gli immobili commerciali procedono a doppio passo: mentre la piccola distribuzione è fortemente penalizzata dalla congiuntura, va meglio la grande distribuzione, con apertura di nuovi centri commerciali in tutta la penisola. I prezzi medi sono calati per tutti i comparti, salvo che per il commerciale. Ma nel 2010, annuncia Scenari Immobiliari, anche per l’Italia è stimato il ritorno al segno positivo, con una crescita del fatturato prevista all’1,7 per cento. Gli italiani insomma, conclude l’Istituto di ricerca, “continuano a essere convinti sostenitori della proprietà immobiliare” nonostante oggi “la congiuntura difficile renda simile a un percorso di guerra l’accensione di un mutuo fondiario”.
Fonte: Ilvelino.it

http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=940823

Modena, Bologna e Parma nella “top ten” dei Comuni con più proprietà immobiliari

Secondo un’indagine del Sole-24 Ore ben tre Comuni dell’Emilia Romagna rientrano nella classifica dei primi dieci in Italia per consistenza del loro patrimonio immobiliare, ovvero per il valore degli immobili di proprietà comunale messi a bilancio (valore che fra l’altro, di solito, è un terzo delle effettive quotazioni di mercato), ovviamente in rapporto anche alla popolazione.
L’indagine del Sole-24 Ore si riferisce a dati del 2007. Fra i Comuni della “top ten” immobiliare, Modena figura al terzo posto assoluto fra i capoluoghi di provincia (alle spalle di Cosenza e Genova), con un valore degli immobili comunali di 3.680 euro per abitante (rispetto ad una media nazionale di 1700 euro per cittadino). Bologna è al quarto posto (3.680 euro per residente). Parma al settimo posto (con 3149 euro).
Al di fuori della “top ten”, nella classifica complessiva di ben 103 capoluoghi italiani, Reggio Emilia si piazza al 35simo posto con 1.845 euro, subito seguito da Forlì (36sima con 1842 euro); al 38simo posto c’è Ravenna (1834 euro); poi un balzo fino ai Comuni sotto la media nazionale: Rimini (62sima con 1348 euro), Cesena (74sima con 1177 euro), Ferrara quasi in fondo alla classifica: 101sima (su 103) con 603 euro di patrimonio immobiliare per abitante.
Dall’elenco del Sole-24 Ore mancano i dati di Piacenza, perché non disponibili.

Con una lettura diciamo così “populista” di questa classifica, si potrebbe quindi dire che ogni cittadino di Modena, Parma e Bologna è “proprietario” di più di 3000 euro a testa di “mattoni” comunali (diciamo un metro quadrato abbondante di immobile, alle tariffe reali di mercato)… e così via, fino ai “poveri” ferraresi, che invece ne posseggono poco più di 500 euro (occhio e croce 25 centimetri quadrati, alle attuali quotazioni degli immobili nella città estense).

Fonte: Telesanterno.com

http://www.telesanterno.com/modena-bologna-e-parma-nella-“top-ten”-dei-comuni-con-piu-proprieta-immobiliari-0817.html


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