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Record di Case Invendute. Sono oltre 120mila

Per la crisi. La commissione ambiente della Camera definisce “preoccupante” la situazione del mercato immobiliare italiano. Molte le cause.

Mai così tante case invendute. Centoventimila per l’esattezza in tutta Italia. Uno specchio della crisi che si traduce nell’allarme lanciato ieri dalla Commissione ambiente della Camera nel documento conclusivo dell’Indagine conoscitiva sul mercato immobiliare.

Tre anni di flessione

Dal calo delle compravendite alla diminuzione dell’erogazione di mutui immobiliari, dal peggioramento della qualità del credito erogato al “preoccupante fenomeno di mancato accesso all’abitazione”, fino all’aggravarsi del fenomeno degli sfratti sono tanti gli indicatori che, secondo la commissione, fanno pensare che il mercato immobiliare, a differenza di altri settori industriali, non è ancora arrivato al fondo della sua crisi. Tre anni di mercato in flessione hanno prodotto il dato allarmante dello stock di alloggi “giacenti” e il peggio non sembra ancora arrivato

Mercato bloccato

Riguardo al settore delle costruzioni, la Commissione evidenzia inoltre che “l’annosa questione dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione ha assunto in questa fase di crisi economica una ormai inaccettabile caratteristica di sistematicità, che sottrae liquidità alle imprese”. Cosa, quest’ultima, “che mette a repentaglio la stessa sopravvivenza delle aziende”. E c’è poi da fare i conti con la particolare struttura del mercato immobiliare italiano, dove il 72% delle abitazioni sono case di proprietà, cosa che complica la ricerca per chi ha invece bisogno di una casa in affitto, dalle giovani coppie a chi deve spostarsi per lavoro, dagli studenti fuori sede, agli anziani ai single e gli immigrati. Il tutto aggravato da una “inaccettabile” quota di affitti ‘in nero’, che supera le 500 mila abitazioni.

Fonte: City.it

http://city.corriere.it/2011/01/26/milano/documenti/record-case-invendute-sono-oltre-120mila-301040952043.shtml

 

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A Roma e Lodi record di debiti

L’analisi della CGIA di Mestre

Proprio così, a Roma e a Lodi ci sarebbe il record nazionale per quanto riguarda le famiglie più indebitate. Lo dice la Cgia di Mestre. In termini di indebitamento medio per nucleo familiare, parametro usato per l’analisi, Lodi sarebbe in testa con un dato di 20.960 euro. Segue Roma con 20.954 euro e Milano con 20.857 euro. Dall’introduzione dell’euro ad oggi l’indebitamento medio delle famiglie italiane è cresciuto del’81%. Alla base soprattutto ovviamente l’accensione di mutui per l’acquisto della casa, ma anche prestiti per l’acquisto di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili. Una lievitazione che ha toccato nel dicembre del 2008 i 15.000 euro (precisamente 15.067,6 euro). A livello provinciale al quarto posto troviamo Trento (20.750,8 euro), di seguito Reggio Emilia (20.105,4 euro), Prato (19.902,06 euro).

”Questi dati vanno interpretati – dice Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – perche’ le province piu’ indebitate sono quelle che presentano anche i livelli di reddito piu’ elevati. E’ chiaro che tra queste famiglie in difficolta’ vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali piu’ deboli. Tuttavia, appare evidente che la forte esposizione di queste realta’, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa – prosegue Bortolussi – e’ quando analizziamo la variazione di crescita dell’indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2008. Al di sopra del dato medio nazionale troviamo molte realta’ provinciali della Puglia, della Campania e dell’Abruzzo. Cio’ sta a significare che questo aumento e’ probabilmente legato all’aggravarsi della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione”.

Fonte: Tgcom.it

http://www.tgcom.mediaset.it/economia/articoli/articolo457645.shtml

Usa, la crisi immobiliare «proseguirà fino al 2011»

La crisi del settore immobiliare americano potrebbe protrarsi a lungo. In particolare, in almeno il 50% delle città più grandi degli Stati Uniti i prezzi delle case potrebbero continuare a scendere fino al primo trimestre del 2011, in modo inversamente proporzionale alla crescita dei tassi di disoccupazione e dei pignoramenti. A sostenerlo è uno studio della PMI Group Inc. società specializzata nell’erogazione di mutui. Trenta delle cinquanta principali aree metropolitane del Paese hanno, secondo il rapporto, il 75% di possibilità di vedere calare il prezzo del mattone. E si tratta – riferisce l’agenzia Bloomberg – di un declino che attraverserà soprattutto gli Stati più colpiti dalla crisi del settore: California, Florida, Nevada e Arizona. «Il mercato immobiliare è stato colpito soprattutto dalle scarse possibilità di acquisto dei cittadini americani e dalla spinta al ribasso provocata dalla vendite delle case pignorate, cedute a prezzi stracciati», ha spiegato in un’intervista LaVaughn Henry, economista di PMI Group. Il tasso di disoccupazione, infatti, ha raggiunto il livello record del 9,5% a giugno, con un totale di 6,5 milioni di posti di lavoro persi dal dicembre del 2007. Contemporaneamente, i pignoramenti sono cresciuti a 1,8 milioni nella prima metà dell’anno, a causa dell’impossibilità di molti americani di far fronte alle rate dei propri mutui.

Da: http://www.valori.it

http://www.valori.it/italian/finanza-globale.php?idnews=1379

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