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Real estate trend: il mercato immobiliare residenziale

Sentenza negativa da Ubh

Il market report di Ubh sul mercato immobiliare residenziale italiano etichetta il 2009 come un anno orribile. Il calo delle transazioni e delle quotazioni immobiliari duraturo per due anni consecutivi costituiva una rarità difficile da rimembrare. A Torino e Napoli spettano le maglie nere nella contrazione dei valori immobiliari, rispettivamente del 17,4% e del 17,6%, poco meglio Milano e Roma ferme al meno 12,7% ed al 10,1%. I tempi necessari per la  vendita di una abitazione compresi fra i 6,2 ed i 7,5 mesi, confermano il clima di incertezza della domanda e la scarsa disponibilità dell’offerta a contrarre le richieste, in sintesi una assoluta ingessatura del mercato. La forbice fra il prezzo richiesto e l’importo finale a cui si realizza effettivamente la compravendita si amplia fino al 15%, evidenziando la maggior forza negoziale della domanda in grado di spuntare significativi benefici di prezzo.

Per contro la fase di debolezza del mercato e la discesa dei valori hanno influenzato positivamente i rendimenti, tornati interessanti (4/4,5%) anche nel comparto residenziale. Tuttavia la rigida imposizione fiscale rende bassa la quota degli investitori nel comparto, che ad oggi non raggiunge il 10% dell’intero mercato.

Critici alcuni operatori, i quali sottolineano come valori medi di contrazione delle quotazioni così elevati, denotano circostanze in cui il mercato sarebbe dovuto calare anche del 30%, eventualità poco verosimile.

Infine, anche il report Ubh nell’illustrare i predetti dati, lancia un outlook positivo per l’anno in corso, in cui il termine stabilizzazione sembra farla da padrone.

Autore: Alessio Iotti

Fonte: ProfessioneFinanza.com

http://www.professionefinanza.com/Articoli/ViewArticolo.php?idArticolo=1729&idcategoria=51

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Mercato immobiliare: tra moda e ricerca di occasioni

Il mercato immobiliare resta in assoluto uno dei mercati più certi e meno soggetti a variazioni e oscillazioni. Le quotazioni del mercato, però, si stanno raffreddando, sebbene sembra ormai da escludersi il rischio di una e vera e propria bolla speculativa. Tralasciando per un attimo le varie teorie, resta un dato innegabile: i prezzi al metro quadro crescono meno rispetto a quanto facessero negli anni passati, ma questo non li rende un investimento poco profittevole per coloro che sono possessori di immobili. Nonostante le recenti modifiche del mercato, quindi, il mondo immobiliare resta un investimento certo e profittevole.
A cambiare negli ultimi anni è stata la “moda” nelle aree di investimento. Oggi, infatti, si è ribaltata la tendenza, in corso fino a un paio di anni fa, che vedeva gli investitori concentrarsi nelle zone dei centri storici e nelle città rinomate. Oggi, invece, cresce sempre di più l’interesse verso gli immobili che occupano le città del Sud, che sono così interessate da un aumento dei prezzi che ha raggiunto in alcuni casi il 3,62%. Il dato appare fortemente significativo se confrontato con la crescita dell’1.33% che ha invece interessato il centro della penisola o quella dell’1,97% delle città del Nord. Questo raffreddamento dei valori va di pari passo con il decrescere degli investimenti in città indiscusse quali Milano, Firenze e Bologna.
Accade così che la crescita dei prezzi è risultata maggiore nelle periferie (con un incremento del 4,12%) rispetto alla crescita delle grandi città (+3,62%) e delle province (+2,20).
Questo avvenimento può essere spiegato alla luce di una serie di modifiche che hanno interessato la mentalità di molti, orientati verso zone con maggiore spazio, meno traffico e meno inquinamento. Allo stesso modo, la tendenza in corso vede i cittadini rivolgersi agli appartamenti più economici, tralasciando le residenze più signorili ed eleganti.
Le modifiche nei gusti hanno interessato anche le dimensioni degli store scelti. Ecco che i monolocali e i trilocali, di moda fino a poco tempo fa, sono stati sostituiti nei gusti dei clienti dai bilocali o quadrilocali. La tendenza di abitazioni di maggiori dimensioni è connessa alla diffusione di preferenze per le periferie dal momento che, nonostante l’innalzamento dei prezzi, nelle periferie è ancora possibile acquistare metrature maggiori.
Non trascurabile, oggi, nell’analisi dell’andamento di questo mercato, è l’andamento del mercato dei tassi di interesse legati alle sempre maggiori richieste di mutuo.

Fonte: Guidaconsumatore.com

http://finanza.guidaconsumatore.com/investimenti/00521_mercato-immobiliare-tra-moda-e-ricerca-di-occasioni/

I costi a Milano in crescita dell’8%

Secondo l’ultimo rapporto di Idealista.it, portale immobiliare del Sole 24 Ore, nel corso del 2009 i prezzi degli immobili a Milano sono cresciuti dell’8,6%. Il campione del rapporto sono circa 4.800 abitazioni in vendita inserite nel database da privati e professionisti del settore. Il valore medio della case in città ora è di 3.834 euro al metro quadrato, cioè 305 euro in più rispetto a un anno fa quando le quotazioni erano calate del 2,1%. La maggiore performance su base trimestrale, si legge in una nota, è stata registrata nell’ultima parte del 2009 con un +3,2%. I quartieri della città oggetto del monitoraggio hanno registrato incrementi nel 2009 in 11 casi su 16. Crescita a due cifre per Garibaldi-Porta Venezia (+13,3%; 5.323 euro al metro quadrato), la zona più cara della città dopo il centro storico, dove le quotazioni non vanno mai al di sotto dei 6.000 euro al metro quadrato. In rapida ascesa anche Vigentino-Chiaravalle (+8%; 3.320 euro al metro quadrato), Navigli-Bocconi (+7,8%; 4.945 euro al metro quadrato) e Porta Vittoria (+7,7%; 4.403 euro metro quadrato). Città Studi-Lambrate (3.540 euro al metro quadrato) e Forlanini (3.321 euro metro quadrato) a braccetto registrano un incremento del 5,1%.

Fonte: IlGiornale.it

http://www.ilgiornale.it/milano/i_costi_milano_crescita_dell8/08-01-2010/articolo-id=412191-page=0-comments=1

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