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Rom a Milano: “Continueremo a dar loro le case popolari”

Dopo l’annuncio del ministro Maroni, che esclude l’assegnazione di alloggi di edilizia pubblica alle famiglie nomadi sgomberate dai campi, le associazioni di volontariato ribadiscono: il Comune ci ha già dato 25 appartamenti per questo scopo

Il ministro Maroni dice che a Milano nessuna casa popolare verrà assegnata ai rom, neppure a quelli che hanno le carte in regola per restare in città. Il responsabile del Viminale è intervenuto con una dichiarazione netta nella polemica che da qualche giorno agita il centridestra a Palazzo Marino, smentendo i termini di un accordo tra le parti sottoscritto dalla stessa amministrazione Moratti. Le associazioni del terzo settore, che gestiscono la sistemazione delle famiglie che vengono sgomberate dai campi, rispondono che negli alloggi Aler vivono già alcuni nuclei provenienti dagli insediamenti dei nomadi e che altri avranno presto una casa. “Continueremo a rispettare gli impegni presi così come da convenzione firmata lo scorso 5 maggio con Prefettura e Comune – fanno sapere Casa della Carità, Centro ambrosiano di solidarietà, e consorzio Farsi prossimo –. La convenzione prevedeva, così come richiesto dal Comune di Milano, l’assegnazione di case popolari Aler escluse dalla disciplina e.r.p. (le graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica, ndr) al privato sociale: 15 appartamenti alla fondazione Casa della carità, 5 al Centro ambrosiano di solidarietà, 5 al consorzio Farsi prossimo. I tre enti, così come concordato con Prefettura e Comune attraverso il cosiddetto Piano Maroni, destineranno le case a quelle fasce di popolazione connotate da particolari fragilità. Una categoria nella quale rientrano alcuni nuclei famigliari che abitano nei campi regolari di via Triboniano e via Novara”.

Al di là dei proclami politici quindi, le associazioni vanno dritte per la propria strada. Nei giorni scorsi 11 famiglie rom hanno ottenuto la casa e sull’atto di assegnazione c’erano proprio i timbri di Prefettura e Comune. “Qualora dovesse arrivare una comunicazione ufficiale nella quale verrà espressamente indicato di non assegnare le case alle famiglie rom – sottolinea la nota –, prenderemmo atto del mutato stato di cose e metteremmo in discussione la convenzione. Perché vogliamo operare, sia da un punto di vista culturale che sociale, senza mettere in atto forme di discriminazione”. Il “Modello Milano” sui nomadi, che ha messo d’accordo amministrazione e volontariato e per cui sono stati stanziati fondi pubblici, verrebbe cioè stracciato.

Niente case, niente piano di integrazione dopo gli sgomberi. E il Comune si ritroverebbe da solo a risolvere il problema. Anche perché le ruspe sono arrivate puntuali nei campi: negli ultimi tre anni ci sono stati 341 interventi, con 7 mila persone allontanate. Don Virginio Colmegna e gli altri operatori hanno garantito la sottoscrizione e il rispetto delle regole da parte dei nomadi impegnandosi a promuoverne l’integrazione. “È stato proprio il Comune a disporre l’assegnazione delle prime case popolari – ribadisce il direttore della Casa della carità –, non abbiamo ricevuto indicazioni per un cambio di rotta. Sono però preoccupato per il clima di tensione sociale che si sta alimentando. Abbiamo avallato lo sgombero imminente dell’insediamento di via Triboniano, ma in questo contesto sarà difficile trovare una soluzione, sia pure privata se non di residenza pubblica, per le 102 famiglie con oltre 200 bambini che ci abitano”. In totale a Milano e provincia ci sono 3.562 rom, distribuiti tra una decina di campi regolari e altrettanti insediamenti abusivi.

Il lavoro della Casa della carità intanto va avanti. Anche con un accordo con il Conservatorio “Giuseppe Verdi”, che prevede corsi di musica per bambini e adolescenti provenienti dai campi rom. Gli insegnanti e gli ex allievi del Conservatorio insegneranno gratuitamente violino e fisarmonica ai giovani talenti nomadi, che spesso crescono suonando, ma che non hanno la possibilità di studiare musica. “La realizzazione di un modello di scuola davvero libera” per il direttore del Conservatorio, Bruno Zanolini, “un messaggio politico controcorrente” per il presidente Arnoldo Mosca Mondadori, “un sogno che si realizza” per don Colmegna.

Autore: Cristina Bassi

Fonte: Sky.it

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/09/28/case_rom_milano_don_colmegna.html

I certificati catastali negli uffici postali

Servizio negli uffici di Sportello Amico

Da oggi è possibile ottenere i certificati catastali direttamente negli uffici postali grazie al nuovo accordo tra Poste Italiane e Agenzia del Territorio nell’ambito del programma «Reti Amiche» . Il servizio è disponibile presso i 5.740 uffici postali dotati di «Sportello Amico» nei quali il cittadino potrà richiedere ed ottenere immediatamente visure catastali, utilizzando il proprio codice fiscale o gli elementi identificativi degli immobili (foglio, particella, subalterno), sia al fine di ottenere informazioni sulla proprietà immobiliare sia per gli adempimenti fiscali.

L’obiettivo è quello di semplificare e rendere sempre più agevole l’accesso alle informazioni della banca dati catastale. Il nuovo servizio viene esteso a tutto il territorio nazionale dopo il successo della sperimentazione negli uffici postali di Roma, Torino e Palermo. Grazie all’intesa, i cittadini potranno richiedere i certificati catastali complessivamente in circa 7000 sportelli distribuiti sull’intero territorio nazionale tra i 5740 di Poste Italiane e i 1100 dell’Agenzia del Territorio. Le visure catastali si richiedono per conoscere i dati anagrafici del soggetto intestatario dell’immobile (terreno o fabbricato), limitatamente alle persone fisiche, gli identificativi catastali degli immobili intestati al soggetto, i dati relativi alla titolarità ed alla relativa quota di diritto, la rendita catastale e l’ubicazione degli immobili per i beni censiti nel catasto dei fabbricati e i redditi dominicale e agrario per gli immobili censiti nel catasto dei terreni. Si richiedono inoltre per adempiere al pagamento delle imposte.

Secondo i dati dell’Agenzia del Territorio, nel 2009 saranno oltre 92 milioni le certificazioni catastali rilasciate dai 1.100 sportelli dell’Agenzia o tramite consultazione online. Ogni anno l’aumento delle richieste di servizio on line da parte dei cittadini è pari al 7%. L’intesa amplia dunque la gamma di servizi già offerti da Poste Italiane nel quadro del programma «Reti Amiche», avviato a novembre del 2008 su iniziativa del Ministero per l’Innovazione nella Pubblica amministrazione: rilascio e rinnovo dei passaporti, del permesso di soggiorno, il pagamento dei contributi previdenziali e dei bollettini di assicurazione contro gli infortuni domestici e, infine, i servizi Inps Card.

Fonte: LaStampa.it

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200911articoli/49900girata.asp

Piano casa, Berlusconi ha firmato: stanziati i primi 200 milioni per finanziare edilizia pubblica, cooperative e fondi immobiliari

Matteoli: centomila nuovi alloggi in cinque anni e nuovi posti di lavoro nelle imprese edilizie

ROMA – «Con la firma del decreto da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si conclude l’iter procedurale per il concreto avvio del piano casa, che si prefigge l’obiettivo di realizzare centomila alloggi in 5 anni». A comunicarlo il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. La firma al decreto presidenziale fa seguito al parere favorevole sul Piano espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe.

I BENEFICIARI – Il Piano, prosegue la nota, prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate, disponibilità di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle, incentivi e agevolazioni fiscali. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale. Beneficiari del piano casa sono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno 10 anni in Italia o da 5 nella stessa Regione.

«RIPERCUSSIONI SULL’ECONOMIA» – «Parte così la realizzazione di un ambizioso piano di alloggi che avrà positive ripercussioni sociali e che amplierà l’offerta di lavoro nel settore delle imprese edilizie su tutto il territorio del Paese – dichiara ancora il ministro Matteoli – Inizialmente si prevede un intervento di 200 milioni di euro che diventeranno 550 milioni con prossimi stanziamenti. Il Piano – sottolinea Matteoli – consiste in un insieme di interventi di edilizia residenziale pubblica, project financing, agevolazioni alle cooperative edilizie e un sistema integrato di fondi immobiliari, cui è devoluto uno stanziamento di 150 milioni di euro, che a regime si stima attrarrà investimenti per 3 miliardi di euro. Il tutto da attivare con la collaborazione anche finanziaria di Regioni ed Enti locali. Tra l’altro – conclude – è prevista la valorizzazione di aree demaniali con la loro riqualificazione urbana».

Fonte: Corriere della Sera

http://www.corriere.it/politica/09_luglio_21/piano_casa_firmato_decreto_3eaa6626-75cb-11de-95fa-00144f02aabc.shtml

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