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Nel tunnel del mattone c’è un po’ di luce

Se è vero che la Borsa anticipa le tendenze del mercato, allora nel tunnel del comparto immobiliare, forse, si incomincia a intravedere un po’ di luce. L’indice Msci del comparto a livello mondiale nell’ultimo mese (fino al 12 agosto e calcolato in euro) ha guadagnato il 18,5%, portando a +15,5% l’andamento da inizio anno.

“Gli investitori stanno approfittando dello sconto di molti titoli del settore per mettere qualcosa nel cassetto”, spiega una nota di Morningstar in cui si ricorda anche che l’indice Msci del comparto nel 2008 ha perso quasi il 50%. “Si tratta di qualcosa di molto simile a una scommessa. Ma se, come molti dicono, dall’anno prossimo l’economia ripartirà, allora anche il real estate si rimetterà in marcia”.

Sul fronte del “mercato fisico”, intanto, la situazione resta difficile. Negli Stati Uniti, secondo uno studio della società di consulenza immobiliare Zillow quasi un quarto dei titolari di un mutuo casa, deve alle banche molto di più del valore dell’immobile. Per metà del 2010 potrebbe arrivare al 30%. Il valore medio di una casa monofamiliare nel secondo trimestre è sceso del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Si tratta della decima frenata consecutiva. “In questa situazione potrebbe aumentare il numero delle confische”, spiega lo studio.

A far da contorno a questo scenario c’è la difficile situazione macroeconomica in cui si trovano gli Usa anche se, da questo punto di vista, la situazione sta lentamente migliorando. Secondo i dati del Dipartimento del lavoro, il numero di chi ha perso l’occupazione a luglio è sceso a 247mila contro i 443mila del mese precedente.

Notizie più confortanti sul mattone arrivano dal Vecchio continente. Secondo uno studio della Royal Institution of Chartered Surveyors (RICS) in Inghilterra sta diminuendo il numero di agenti immobiliari che registra diminuzioni nei prezzi della case. Il dato è importante, soprattutto considerando da dove arriva. Il Regno Unito, infatti, viene considerato la cartina di tornasole dell’intero settore europeo di cui, storicamente, anticipa di un anno le tendenze.

Nel frattempo è aumentato del 23% il numero dei mutui approvati dalle banche inglesi. “Se i compratori continuano a tornare sul mercato i prezzi dovranno obbligatoriamente salire rispetto all’inizio dell’anno”, dice lo studio RICS. “Questa tendenza, almeno nel breve termine, dovrebbe continuare”.

Fonte: Trend-online.com

http://www.trend-online.com/?stran=izbira&p=prp&id=228479

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Immobiliare: S&P, calo prezzi case in Ue durera’ fino a prossimo anno

Guardando alle singoli variabili in grado di determinare i prezzi delle case, Standard & Poor’s osserva una pluralita’ di situazioni in Europa. Accanto a Paesi come Regno Unito e Spagna caratterizzati da un alto livello di indebitamento delle famiglie, ce ne sono altri (Francia e Italia) dove la situazione appare meno preoccupante. Allo stesso tempo, Paesi come Spagna e Irlanda registrano un eccesso di offerta mentre Regno Unito, Francia e Olanda hanno un deficit strutturale per quanto riguarda la disponibilita’ di nuovi edifici. La conseguenza e’ che nel Regno Unito, i prezzi si stabilizzeranno solo alla fine dell’ultimo trimestre portando la flessione rispetto a fine 2008 al 7% mentre per il 2010 si prevede una sostanziale stabilita’. In Irlanda, invece, i prezzi crolleranno del 13% quest’anno e del 10% il prossimo anno. La Spagna, da parte sua, continuera’ a registrare una contrazione dei valori fino al 2012. Piu’ contenuti i cali in Francia dove, dopo il -10% di quest’anno e’ atteso un -2% nel 2010.

Fonte: Radiocor 24.06.09

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