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L’importanza di stipulare una buona polizza per assicurare i nostri beni

casa-assicurare-beniTutti abbiamo ben presente nella nostra mente quanta fatica e quanti anni di duro lavoro sono spesso necessari per garantire a sé stessi ed alla propria famiglia quel minimo di solidità economica che serve per andare avanti e per poter pensare ad un futuro. Una sicurezza economica che può voler dire “casa di proprietà”, o anche beni mobili ma comunque di valore come l’auto. Sono beni che permettono il funzionamento del “sistema famiglia” e che per questo devono essere il più possibile tutelati da un punto di vista pratico ma anche da un punto di vista economico. Ed il modo migliore per farlo, a prezzi concorrenziali, rimangono le assicurazioni.

Se per quello che riguarda le auto questo tipo di polizze sono obbligatorie da sempre, per la casa non esiste ancora una regolamentazione specifica in materia. Tuttavia anche alla luce di quelli che sono gli altissimi costi richiesti da ogni tipo di intervento di manutenzione e riparazione di un immobile, sono sempre di più gli italiani che hanno pensato di salvaguardare il loro patrimonio più grande con una polizza assicurativa ad hoc, il cui costo peraltro è molto basso. Ma la casa e l’automobile non sono gli unici beni da tutelare. Anche le moto, seppur rappresentino un bene mobile di valore ridotto, hanno la loro importanza nelle dinamiche famigliari, soprattutto nelle grandi città dove spesso il ciclomotore è l’unica possibilità per muoversi agevolmente nel traffico.

Per le due ruote come per le automobili, la legge prevede una polizza obbligatoria ad hoc, l’RC moto. Come quelle per le case anche le polizze per le due ruote hanno un costo tutto sommato accessibile, soprattutto se acquistate su web. Si è stimato infatti che il costo annuo di una assicurazione online per la moto è mediamente inferiore ai  500 euro. In alcuni casi è ulteriormente possibile ridurne i costi optando per formule assicurative auto+moto, che portano ad un risparmio medio del 30%. Attenzione però a non ridurre il discorso relativo alla protezione dei propri beni di valore ai soli valori mobili ed immobili.

Cosa accade se uno dei due coniugi si infortuna e non ha modo di lavorare per un certo periodo di tempo? Cosa accade nella malaugurata ipotesi in cui un membro qualsiasi della famiglia si trova ad avere bisogno di cure mediche, magari anche non afferenti a gravi patologie come possono essere le cure dentistiche? In tutti questi casi quello che accade normalmente è che gli equilibri economici che mandano avanti la famiglia vanno in tilt.

E pensare che basterebbe davvero il poco per mettersi al sicuro anche questo tipo di rischi. Le assicurazioni sulla vita e quelle sanitarie sono polizze ormai consolidate in termini di mercato interno. Se le prime vengono stipulate anche a livello famigliare, per quelle sanitarie sono spesso i datori di lavoro i primi contraenti. Se così non fosse è comunque possibile accedere a formule “Light” di assicurazione sanitaria che sono accessibili dalle principali categorie lavorative come i metalmeccanici o gli impiegati.

Questo tipo di polizze offrono livelli di copertura rispetto a quelle proposte dalle classiche assicurazioni sanitarie, ma hanno costi notevolmente ridotti, alcune volte dell’ordine di poche decine di euro al mese. Tra gli eventi coperti ci sono spesso le spese dentistiche, e tutti gli infortuni o i malesseri che richiedono l’ospedalizzazione. Sia per le assicurazioni sulla vita, sia per quelle sanitarie sostenute in prima persona, è possibile fruire di una certa percentuale di detrazione in fase di dichiarazione dei redditi.

Giacomo Rossini

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Mai più da soli

Il 2011 volge al termine. Un anno che ha visto stravolgimenti finanziari importanti, e la presa di coscienza di come la situazione economica mondiale e nazionale fosse ben più grave di quanto l’opinione pubblica immaginasse. Oggi non si fa gran fatica a individuare nel 2007 la data di inizio di questo percorso recessivo che in realtà ha soltanto riportato a livelli più reali la ricchezza che in questi ultimi anni era stata creata da una finanza ardita, di carta e affatto contro garantita. Gli investimenti immobiliari in tutto ciò hanno sofferto di una crescita dei prezzi legata appunto anche all’enorme disponibilità di liquidità sui mercati. La facilità di accesso al credito ha inondato le tasche dei cittadini di disponibilità di spesa che ha alimentato la crescita dei prezzi legati alla fame di proprietà immobiliare. La casa è un investimento duraturo, per la vita. I valori, invece, sono legati all’andamento dell’economia, per cui se operazioni di speculazioni di breve periodo hanno alimentato la crescita dei prezzi, investimenti di lungo periodo tengono comunque al riparo i capitali impegnati da perdite. Insomma, chi aveva pensato di fare soldi facili con la speculazione immobiliare, non soltanto ha drogato il mercato, ma ne è pure rimasto vittima perché era credenza diffusa che i prezzi potessero sempre soltanto salire.

Qualche anno fa, cinque per l’esattezza, dissi che questo trend non era sostenibile, e lo dissi alla luce di semplici fattori, legati proprio alla capacità di ottenere dall’investimento immobiliare rendite costanti quasi che il crescente costo della vita potesse stimolare un corrispondente aumento dei redditi pro-capite. Ormai è chiaro che ci vorrà ancora qualche anno prima che il mercato riparta con tendenze rialziste, e questo ribaltamento del rapporto domanda offerta ha modificato radicalmente l’approccio all’attività immobiliare sia per gli investitori che per gli operatori. Si investe in maniera più attenta e solo a fronte di liquidità certa da investire in operazioni ponderate, e i professionisti della mediazione e della consulenza approcciano nuovi sistemi di produzione. Di certo il 2011 rimarrà l’anno dello sdoganamento generalizzato della disponibilità a collaborare tra professionisti qualificati e riconoscibili. Studi associati, consorzi, network e gestionali condivisi  sono risposta spesso vincente per chi vuole mantenere gradevoli quote di mercato e reddito dall’attività svolta.

Questo credo sia il messaggio più forte che viene fuori dalla storia del 2011: mai più da soli.

Questo modo di approcciare la professione vedrà un consolidamento negli anni a seguire per cui anche quando il mercato immobiliare dovesse tornare a macinare utili da qui al prossimo triennio, si radicherà sempre più negli operatori, perchè come ci sono i nativi digitali, ci saranno i nativi collaborativi.

Buon 2012

Andrea Russo

twitter @andrearussore

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