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Rassegna Stampa Immobiliare 28 Febbraio / 6 Marzo 2011

I tempi di Vendita degli Immobili

Ricavi e utenti in aumento per Casa.it

Domanda in ripresa con Prezzi stabili

Prelios: ispezione Agenzia Entrate, focus su Sgr e apporto Immobili

La Regione Piemonte approva le Legge Urbanistica, più semplice aumentare le Cubature

Con la «Tassa piatta» sugli Affitti il premio cresce insieme al Reddito

Il Governo Spagnolo blocca i mega progetti Immobiliari di Gheddafi sulla Costa del Sol

Come cambia la Fiscalità Immobiliare dei Comuni (articolo 2, commi da 1 a 9)

E il Social Housing cerca Urbanisti, Avvocati ed esperti di Finanza

Imposta Municipale propria: cos’è e come si applica (articoli 8 e 9)

La Casa «in stile Batman» di Gabriele Moratti nell’obiettivo delle Fiamme Gialle

Qui New York


Immobili: ANCE stima 105 mld nel 2009 per settore non residenziale

(ASCA) – Roma, 9 set – Il mercato immobiliare non residenziale in Italia, nel 2009, ricevera’ un flusso di investimenti di oltre 105 miliardi di euro. La previsione arriva da uno studio presentato oggi sul settore dall’Ance e realizzato insimeme alla Reag (Real estate advisory group).

Tale cifra, si stima ancora, corrispode a una media di 245 milioni per progetto.

Dallo studio emerge inoltre che i fondi immobiliari italiani detengono il maggior portafoglio (34,7 miliardi), davanti ad assicurazioni (22,6 miliardi), fondi previdenziali (15,6 miliardi), banche (14,5 miliardi) e societa’ immobiliari quotate (2 miliardi).

La maggior parte degli investimenti dei fondi si concentra sugli uffici (57% del totale), seguiti da commerciale (21%), sviluppo (14%), logistica e industriale (7%) e residenziale (1%). I fondi dedicati ai risparmiatori sono 28 mentre quelli riservati agli investitori sono 210.

Le nuove tendenze sui progetti di immobili non residenziali sono inoltre orientati allo sviluppo ecocompatibile. Nel 2008 infatti sono stati censiti 423 nuovi progetti di sviluppo immobiliare di dimensione medio-grande ed e’ possibile osservare che i nuovi progetti sono sempre piu’ eco-compatibili e sostenibili. Nel Nord Italia e’ localizzato il 65% degli interventi, il 19% al Centro e solamente il 16% nel Sud e nelle Isole. I progetti e programmi di trasformazione urbana rappresentano il 52,2% del totale.

Tale tendenza e’ ancora piu’ marcata in Europa dove sono stati analizzati quattro paesi: Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Nuovi concept, mix di funzioni, tecnologie avanzate, elevate prestazioni ambientali sono, infatti, le caratteristiche comuni dei progetti stranieri esaminati (circa 40, con un approfondimento su 6 ”casi di studio” ritenuti di particolare interesse in relazione al mercato immobiliare italiano). Si tratta di interventi realizzati negli ultimi 5 anni o ancora in via di realizzazione, su progetti elaborati da professionisti prevalentemente locali, scelti quindi in quanto espressione specifica del paese.

In Germania, dove i ”green building” con tipologia a torre caratterizzano lo skyline delle principali citta’, e’ emersa una particolare attenzione agli aspetti della sostenibilita’ ambientale e del risparmio energetico. In Spagna e’ risultata particolarmente evidente la ricerca di mix funzionali, mirati alla condivisione degli spazi per usi diversi e l’utilizzo di nuovi materiali e sistemi di facciata.

Prevalente, in Francia, e’ risultata la componente tecnologica, con una forte attenzione al miglioramento complessivo della vivibilita’ e fruibilita’ del luogo.

La particolarita’ del Regno Unito, infine, e’ la continuita’ del processo innovativo. I format realizzati hanno inoltre un carattere estremamente distintivo rispetto alle altre realta’ europee esaminate.

Case, prezzi stabili ma vendite in calo

Chi vende casa non vuole svendere e chi vorrebbe comprarla non trova credito nelle banche. Risultato: prezzi stabili, crollo delle transazioni e favorevole mercato delle locazioni. È in questi termini che si spiega l’andamento del settore immobiliare sotto le Madonnina nel primo semestre del 2009 così come appare dalla rilevazione della Borsa immobiliare milanese, l’Agenzia speciale della Camera di commercio di Milano. A fronte del leggero rallentamento dei prezzi che in questi primi sei mesi dell’anno ha coinvolto gli immobili vecchi e recenti, scesi rispettivamente dello 0,7 e dello 0,5%, i progetti edilizi previsti a Milano hanno fatto aumentare dello 0,3% il valore di quelli nuovi, portando il calo generale a un impercettibile 0,2 per cento. Nel dettaglio per zone, sono scesi i prezzi nel centro storico, che ha perso 0,3 punti e dove una casa mediamente si paga 7mila euro al metro quadrato, così come nel decentramento, che ha registrato un calo dello 0,5% assestandosi su valori medi di 2.500 euro al metro quadro. Viceversa un leggero incremento, pari allo 0,5% si può constatare nella cerchia dei Bastioni, con i suoi 5mila euro per metro quadrato. In mezzo, stabile, la Circonvallazione, che guadagna un impercettibile 0,1%. Qui un metro quadrato si paga in media 3.400 euro. Insomma, una stagnazione diffusa dei valori di mercato, che si riflette anche nell’andamento sui dodici mesi, con una flessione dei prezzi che si attesta per l’intera città sullo 0,3 per cento. «Nel primo semestre abbiamo assistito a una sostanziale tenuta dei prezzi – dice Antonio Pastore, presidente di Osmi Borsa immobiliare – trainata soprattutto dagli edifici nuovi, che costituiscono il 20% delle transazioni a Milano. Questo avviene perché per la città sono in corso di realizzazione importanti progetti di riqualificazione edilizia che permettono di mantenere le cifre elevate. Ma anche perché, per contro, l’usato, che abbraccia il rimanente 80% del mercato, è in mano a privati, che hanno prospettive d’incasso elevate e che quindi non sono disponibili a svendere il loro patrimonio, preferendo aspettare tempi più vantaggiosi per le transazioni immobiliari». Le transazioni, dunque, sono il vero nodo doloroso per il settore. Le compravendite di immobili a Milano sono crollate del 20,3% nel primo semestre del 2009 rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso. Ancora peggio in provincia, dove il calo raggiunge quasi il 22 per cento. Una contrazione positiva, almeno per gli inquilini, è invece quella degli affitti, in diminuzione dell’8% su base semestrale e del 13% sui dodici mesi. Il prezzo di locazione a Milano è mediamente di 176 euro al metro quadrato all’anno. «Il panorama complessivo della città dice che viviamo in mezzo a una contraddizione – spiega ancora Pastore – Da una parte cala significativamente il numero delle transazioni, dall’altra il fabbisogno abitativo resta elevato. Ciò significa che il problema è finanziario, ossia che le famiglie non hanno a disposizione la liquidità necessaria per acquistare casa, soprattutto perché le banche sono diventate molto più selettive nell’erogazione dei mutui. Chi compera, dunque, lo fa senza fretta, aspettando l’occasione giusta. E, nell’attesa, ricorre all’affitto, il cui mercato sta conoscendo una buona ripresa».

autore: Barbara Benini

Fonte: Il Giornale

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=366527

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