Archivi Blog

Rassegna Stampa Immobiliare 07 – 13 Marzo 2011

Prelievo incerto sui Fondi Immobiliari

Famiglie, Mutui e Prestiti più cari

Jones Lang LaSalle scommette sul West End di Londra

La nuova stagione dell’Immobiliare italiano: sintesi del focus organizzato dallo Studio Chiomenti

Madrid spaventata dalla «deriva irlandese»

I Mercati Immobiliari delle grandi città secondo Frimm, Remax e Ubh

Si chiude il Mipim: ottimismo per il 2011 sul Mercato Immobiliare, torna la voglia di fare business

70% dell’Italia a rischio sisma, ma solo il 27% delle Case è in regola

Mediatori creditizi alla ricerca di un’identità

News. Attico.it intervista Mauro Danielli, presidente di Medio Fimaa (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari), per approfondire le recenti modifiche alla nor­mativa sui mediatori creditizi

D: Prima di entrare nel merito della normativa sui mediatori creditizi, quali sono le attività e i servizi offerti da MedioFimaa?
MedioFimaa è un canale esclusiva­mente dedicato agli agenti immobil­iari e ai mediatori creditizi iscritti a Fimaa. L’incontro con UniCredit Banca, l’istituto leader nell’erogazione di mutui, ha dato orig­ine ha una partnership che porta la banca e i suoi sistemi presso l’agenzia immobiliare. In pochi mesi, MedioFimaa è cresciuta sull’intero territorio nazionale dando vita, con circa 6.000 aderenti, al più esteso network italiano del settore. Alla fine del 2008, MedioFimaa ha stretto un accordo con la compagnia di assicu­razione Allianz, leader europeo e nota nel nostro mercato per la recente acquisizione di RAS. Gli accordi commerciali tra i partner di MedioFimaa e gli aderenti sono stati estesi a tutte le banche del Gruppo UniCredit, le tipologie di prodotto sono state allargate ai prestiti per­sonali e, dal 2009, alla cessione del quinto dello stipendio, al vitalizio ipotecario e ai mutui di altri istituti di credito. Grazie a un management altamente qualificato e uno staff esperto di settore, MedioFimaa ha ampliato e migliorato il livello di servizio all’associato, attraverso la creazione di un data base per la ges­tione organizzata della clientela, sistemi informatici evoluti, assistenza e supporto continuo. Inoltre, attraverso la Business School, offre gratuitamente concrete possibilità di crescita professionale, oltre a un sito arricchito continuamente con strumenti operativi utili per l’attività quotidiana, newsletter azien­dale, eventi informativi sia on line che in aula in tutte le provincie ital iane. Per gli associati Fimaa, la garanzia di una convenzione che offre prodotti bancari, finanziari e assicurativi esclusivi; per la loro clien­tela la sicurezza di prodotti e con dizioni privilegiate.

D: Cosa è cambiato nella professione con l’uscita ad agosto del decreto legislativo 141, dal 19 set­tembre entrato in vigore?
Il mediatore creditizio è una figura professionale che è stata normata in modo molto lasco nel corso degli anni. Bastavano pochi requisiti: l’onorabilità e la professionalità. Oppure essere iscritti all’Ufficio italiano intermediari finanziari, gestito dalla Banca d’Italia. Nel frattempo il numero degli iscritti è salito moltissimo, ma chi opera professionalmente è solo il 10% del totale. La mancanza di controlli e di pro­fessionalità accertata mette in circolo un’offerta di servizi non adeguata al cliente e non garan tisce nes­suna tutela per il consumatore. Il legislatore ha voluto regolamentare tutto ciò con il decreto legislativo n. 141 che, a sua volta, recepiva la direttiva europea. I tempi di attuazione di questo decreto saranno brevissimi, contrariamente a quanto noi stessi pensavamo. Infatti, mai ci saremmo aspettati già ai primi di agosto la sua uscita. Il 19 novembre gli agenti immobiliari non potranno più svolgere attività di seg­nalazione di una banca per attivare il finanziamento per l’acquisto della casa. Le associazioni di catego­ria facevano convenzioni con le banche in modo che gli agenti potessero agevolare i propri clienti. Con questo decreto la situazione non potrà più essere questa.

D: Ma vediamo cosa cambia in modo più preciso. L’argomento è piuttosto intricato e le posizioni degli operatori sull’argomento sono diverse.
Cominciamo col dire che una regolamentazione era sicuramente necessaria: il set tore della mediazione del credito è stato lasciato per troppi anni in mano a semi professionisti e a tanti “pseudo” franchising, che hanno svolto un ruolo centrale tra banche e clienti. Da oggi, con l’entrata in vigore del decreto, questo settore, che ha una notevole vitalità, verrà disciplinato con norme e regolamenti per tutto e per tutti i 190mila soggetti che esercitano un ruolo cruciale nell’ambito del credito. La prima grande novità introdotta, sarà la nascita dell’Organismo, soggetto di natura privata, il cui operato sarà sottoposto alla vigilanza della Banca d’Italia. L’Organismo verrà guidato da un professionista indicato dal Ministero dell’Economia e sarà com posto da un numero di membri variabile da tre a cinque che saranno scelti da banche, istituzioni finanziarie e da associazioni di categoria. L’Organismo non è ancora attivo ma quando lo sarà, i suoi compiti saranno molteplici, come quello della scelta della formazione profession­ale (obbligatoria), della verifica dei requisiti di professionalità per l’iscrizione all’albo o all’elenco e dell’indizione e l’organizzazione degli esami. Fino a oggi l’iscrizione all’albo dei mediatori del credito avveniva tramite un’autocertificazione, ma da oggi tutto è cambiato e per poter svolgere questa profes­sione si dovrà passare un esame. Mentre coloro che svolgono tale profes sione da almeno tre anni negli ultimi 5 (anche in maniera non continuativa) avranno di diritto l’iscrizione all’albo, ma dopo una verifica delle proprie competenze professionali. Possono iscriversi all’albo le società con forma SPA, SAPA, SRL, cooperative con sede legale in Italia, con i requisiti patrimoniali pre visti nel codice civile (capitale non inferiore a 120.000 euro); oggetto sociale comprendente la mediazione creditizia anche non esclusiva; possesso dei requisiti di onorabilità da parte dei soci di controllo e di coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo; svolgimento dell’attività tramite iscrizione all’albo. Stipula di una polizza di assicurazione della responsabilità civile, per i danni arrecati nell’esercizio dell’attività derivanti da condotte proprie o di terzi. Superamento di un apposito esame.

D: Possiamo quindi definire positivo il cambiamento, o intravede dei punti deboli in queste nuove regole?
Come si è visto il mediatore creditizio prima svolgeva la sua attività come soggetto e ora non è più pos­sibile. Oggi deve lavorare per delle società, ma quello che non è stato definito è il suo ruolo al loro interno. Quale sarà il suo status giuridico? Potrà essere un dipendente o un collaboratore. E in quest’ultimo caso, che sarà certamente il più frequente, come sarà regolamentata la sua attività?
MedioFimaa come pensa di muoversi? Per noi di MedioFimaa il problema è relativo. Noi siamo dal 2006 una SRL nata con lo scopo di erogare servizi finanziari e assicuratori. Quindi siamo già pronti. Il nostro modello potrebbe funzionare in questo modo: alle segnalazioni che dagli agenti arrivano a noi farà seguito l’invio agli agenti dei nostri collaboratori. Il punto dolente è sempre lo stesso però: chiarire che rapporto di lavoro questi avranno.

Fonte: Attico.it

http://news.attico.it/2010/10/21/mediatori-creditizi-nuova-normativa/

Immobiliare Usa: ecco perche’ i prezzi crolleranno di un altro 20%

Parla Gary Shilling, economista inascoltato quando lancio’ molto prima degli altri l’allarme subprime: meglio starlo a sentire, stavolta. Nel suo scenario il 40% dei proprietari di casa in America rischia il pignoramento. Molti si aspettavano un rimbalzo del mercato, ma….

I prezzi crolleranno del 20% e le stime sono persino prudenti. In primavera erano in molti ad aspettarsi, non solo un’uscita dal tunnel del mercato immobiliare, ma addirittura un rimbalzo abbastanza sostenuto. Gli investitori hanno incominciato a mettersi in fila per comprare case pignorate, in particolare in California, la cartina di tornasole dell’andamento del settore. Gli incentivi fiscali, in alcuni casi pari a $8000, per gli acquirenti di una casa nuova, hanno convinto molti americani a comprare e si sperava che riuscissero a rilanciare l’attivita’ in tutta la nazione. Ma una volta scaduti, in aprile, la musica e’ cambiata.

Il piano The Home Affordable Modification e’ stato annunciato con uno squillo di trombe dall’amministrazione, che con essa prometteva di aiutare 3-4 milioni di proprietari immobiliari a pagare il mutuo. Ma poi e’ successa una cosa strana. Un ostacolo dopo l’altro, molti muri si sono eretti sulla via della ripresa.

L’economista Gary Shilling, tra i piu’ rispettati in America, soprattutto dopo aver indovinato i tempi e la gravita’ della crisi subprime del 2007-2008 e degli effetti sul mercato azionario con la sua column su Forbes, esprime oggi un’opinione negativa sul business del mattone (importante se non addirittura fondamentale pur rappresentando solo il 4.7% del PIL risptto al 70% dei consumI) perche si possa intravvedere una vera ripresa dell’economia Usa, mentre sinora e’ stato invece l’anello debole della catena in America.

I prezzi delle case in America sembrano molto bassi, anzi sembrano aver raggiunto un bottom; le vendite hanno registrato un bel balzo (almeno per un breve lasso di tempo); ma il macigno della disoccupazione pesa e anche se il tasso di rifinanziamento mutui e’ in rialzo, la maggior parte dei proprietari di casa non riesce a rifinanziare.

Non bisogna poi dimenticare che i requisiti per i prestiti sono molto piu’ stringenti ora, tanto che le due agenzie governative Fannie Mae e Freddie Mac hanno dovuto svalutare quasi per intero i mutui in portafoglio. Tutti si ricordano il crollo dei prezzi a maggio 2009 e sono consapevoli del fatto che potrebbe risuccedere.

Il numero di pignoramenti (strettamente legato alla disoccupazione) e quello di case ipotecate finite nelle mani delle banche sono ancora eccessivamente alti: questo inevitabilmente esercitera’ pressione sui prezzi. Il numero di case di proprieta’ e’ in continuo calo, con sempre piu’ americani che per risparmare ricorrno alla famiglia e si trasferiscono da parenti e perfino amici, riducendo la domanda immobiliare. Infine il numero di case in vendita e il periodo di permanenza sul mertcato si trovavano ancora su livelli “abnormi”.

Tutti questi fattori – secondo Shilling – implicano che i prezzi potrebbero retrocedere sui livelli piu’ bassi della tendenza di lungo termine e forse persino scendere sotto. Cosi’ come sono saliti iperbolicamente, possono scendere con la stessa rapidita’ di discesa.

Inoltre un’ulteriore discesa dei prezzi finira’ per fare schizzare al rialzo il tasso di insolvenza e quello dei conseguenti pignoramenti (foreclosures). Il deprezzamento del 20% del real estate Usa spingera’ all’insu’ il numero di proprietari immobiliari in difficolta’ dal 23% al 40%. L’effetto domino produrra’ altre bancarotte personali e altri pignoramenti. Non un bel quadro, per gli italiani che hanno comprato casa in America.

Fonte: WallStreetItalia.com

http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1017336

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: