Archivi Blog

Aste giudiziarie alla portata di tutti. – Matteo Rizzo

astaOggi vorrei segnalarvi un’importante novità dal mondo delle aste immobiliari. È infatti di qualche giorno fa la notizia del loro approdo sulla rete (clicca qui per la fonte).

Le aste diventano così virtuali in tutto e per tutto!

Eh già, avete capito bene: da operazioni poco conosciute e riservate ad una ristretta cerchia di persone, le aste immobiliari sono diventate del tutto trasparenti ed accessibili. Non solo dal punto di vista economico – basti pensare che lo sconto medio fra la valutazione iniziale del perito del tribunale e il prezzo finale era del 15% nel 2007 (ultimo anno pre-crisi), del 30% nel 2010 e del 45% nel 2012, a sottolineare come i prezzi di aggiudicazione si siano abbassati nel tempo – ma anche della comunicazione.

Nei giorni scorsi il Consiglio del Notariato ha infatti dichiarato che entro la fine del 2013 saranno battute on line 150 aste immobiliari. Si tratta di una sperimentazione condotta dalla Rete delle Aste Notarili che entrerà a regime dal gennaio 2014 e che sarà di fatto disponibile per tutti quelli che vorranno comprare un immobile all’asta.

Ma che cosa cambia in concreto per il futuro investitore immobiliare? La risposta è semplice: la comodità. Grazie al web sarà infatti sufficiente presentarsi da un notaio periferico, senza dover fisicamente essere presente nel luogo dell’asta per potervi partecipare.

Complice la crisi economica che ha fatto aumentare pignoramenti e fallimenti, quello delle aste è un fenomeno in continua crescita e che corre in aiuto di creditori e acquirenti. Per questi ultimi le aste rappresentano spesso dei veri e propri affari (si raggiungono sconti anche del 40% sul valore dell’immobile) e il guadagno è facile anche per chi non è un esperto.

È bene però sottolineare quanto sia fondamentale conoscere le regole del gioco per parteciparvi senza “farsi del male”. Si deve arrivare al momento del ribasso ben preparati e convinti di quello che si vuole e di quanto si è disposti a spendere, altrimenti si rischia il fallimento!

Ci si deve quindi informare e documentare in maniera approfondita sull’immobile, le sue caratteristiche, quelle della zona di ubicazione, ecc.

Se siete interessati a sviscerare l’argomento prima di affrontare un’asta, sia essa virtuale o reale, vi segnalo che sul portale Viveredimmobili.it è disponibile la “Guida Immobiliare di Successo”, uno strumento valido, efficace e alla portata di tutti,che spiega in maniera pratica ed esaustiva quali sono passi da seguire per comprare bene e in maniera sicura attraverso le aste giudiziarie.

Matteo Rizzo*

viveredimmobili@gmail.com

 

Dello stesso autore può interessarti anche

Scegliere la casa che piace… agli altri!

 

*Nato in terra friulana nel 1979, geometra, Matteo Rizzo approda nel mondo immobiliare a soli 19 anni. Dopo un breve periodo in qualità di dipendente presso un’agenzia immobiliare, decide di aprirne una propria; a distanza di 15 anni è ancora titolare della stessa agenzia, ove lavora con l’aiuto del socio Marco. Dal 2006 si è specializzato in investimenti e acquisti tramite aste giudiziarie e stralci.

Persona ambiziosa e concreta, Matteo Rizzo si è dimostrato capace di effettuare negli ultimi anni operazioni di notevole rilevanza; ha maturato e consolidato un’enorme esperienza sul campo affrontando differenti situazioni di mercato, dalle più floride a quelle più difficili.

I guadagni personali e societari, accompagnati da una costante soddisfazione della clientela, fanno di Matteo Rizzo un ottimo agente, che ha saputo consigliare, investire, vendere e comprare nel modo giusto.

Ha conseguito un’oculata formazione professionale, attraverso la partecipazione a corsi nazionali e internazionali in materia di investimento e compravendite.

Annunci

Notizie d’agenzia Gennaio 2011 / 1

Fisco: SOLO AFFITTI, con cedolare secca Italia paese UE più conveniente

Con l’introduzione della ”cedolare secca” al 20% sui redditi da locazione l’Italia diventa il paese europeo piu’ conveniente per la tassazione in materia.

E’ quanto emerge da uno studio comparativo di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato nelle locazioni.

L’Italia sorpassa cosi’ Ungheria, Finlandia e Olanda, dove si pagano delle imposte con aliquota fissa, rispettivamente pari al 25%, 28% e 30%. Per le altre nazioni il metodo di tassazione e’ uguale a ancora in vigore fino a quest’anno nella Penisola: i redditi da locazione si sommano a quelli personali e a questi si applicano le varie aliquote previste dal fisco di ciascun paese. Nella maggior parte dei casi, fanno notare da Solo Affitti, queste aliquote erano piu’ basse di quelle attuali del sistema fiscale italiano. ”La maggior parte delle altre nazioni europee – spiega Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – prevede la possibilita’ per i proprietari di portare in deduzione al reddito complessivo della locazione dell’immobile, una quota, spesso forfettaria, di rimborso per la gestione dell’immobile, le tasse municipali e/o l’ammortamento”.

In particolare, per un proprietario che guadagna meno di 30 mila euro e che concede in locazione il suo immobile ad un canone di 10 mila euro l’anno, spiegano da Solo Affitti, si passera’ da una tassazione di 3.230 euro a 1.700 euro. Per proprietari con redditi piu’ alti il vantaggio, naturalmente, aumenta: lo stesso proprietario che guadagnasse complessivamente sotto i 60 mila euro, avrebbe pagato 3.485 euro contro i 1.700 euro della cedolare secca.

Fonte: Asca.it

http://www.asca.it/news-FISCO__SOLO_AFFITTI__CON_CEDOLARE_SECCA_ITALIA_PAESE_UE_PIU__CONVENIENTE-979525-ORA-.html

Usa: piu’ di un milione di sequestri immobiliari, record nel 2010

RealtyTrac ha individuato un numero record di quasi 2,9 milioni di procedure di sequestri immobiliari nel 2010, il 2% in piu’ che nel 2009. Tutte queste procedure, che hanno avuto inizio con una semplice lettera di notifica del pagamento tardivo, non portano necessariamente a una privazione degli alloggi a favore dei creditori del mutuatario. La banca centrale americana (Fed) aveva indicato nel mese di novembre di non prevedere alcuna riduzione delle procedure di pignoramenti negli Stati Uniti prima del 2012. I suoi dati, pero’, sono diversi da quelli di RealtyTrac, perche’ la Fed ha detto allora di puntare su 2,25 milioni di procedure eseguite nel 2010 e altrettante per l’anno successivo. La moltiplicazione delle procedure di sequestro immobiliare testimonia le difficolta’ finanziarie incontrate da milioni di famiglie americane colpite dalla disoccupazione o sottoccupazione, nonostante il miglioramento dell’economia e l’uso diffuso degli americani dei prestiti a tasso variabile (che tendono ad aumentare nel tempo). Il calo nel settore immobiliare e’ stato devastante. Uno dei dirigenti della Fed, Dennis Lockhart, ha detto lunedi’ che il 22% delle famiglie che devono ripagare un prestito, devono ai loro creditori piu’ del valore delle loro case, a volte dopo anni di rimborsi.

Fonte: Radiocor.it

http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-889622/usa-piu-milione-sequestri/

Leggi anche

Notizie d’agenzia Dicembre 2010 / 1

Notizie d’agenzia Novembre 2010 / 2

Notizie d’agenzia Novembre 2010 / 1

Notizie d’agenzia Ottobre 2010 / 5

Notizie d’agenzia Ottobre 2010 / 4

Notizie d’agenzia Ottobre 2010 / 3

Notizie d’agenzia Ottobre 2010 / 2

Notizie d’agenzia Ottobre 2010 / 1

La crisi continua e lo Zio Sam resta senza Casa

Ho incontrato Peter per la prima volta una settimana fa. Di mezza età, a New York ormai da anni ma non abbastanza per perdere l’accento un po’ comico che la Russia infligge a chi vuole parlare la lingua del vecchio nemico.

Peter fa il lavoro più difficile nell’America del 2011. Non il netturbino e nemmeno il minatore o il portiere di notte, ma l’agente immobiliare. «I tempi sono duri, anzi durissimi», mi ha detto e la sua faccia rotonda e un po’ rubizza si è contorta in una smorfia di dolore. Quasi a confermare la sua disperazione, Peter ha cominciato a tempestarmi di messaggini ed email per implorarmi di affittare un appartamento che sa benissimo che non prenderò mai (pur essendo un emigrante, io, a Little Italy, con le sue trattorie da film di Scorsese e «prosciut» sul menu, non ci voglio vivere).

Di solito, gli agenti immobiliari non ispirano simpatia, né tantomeno compassione, ma Peter e i suoi colleghi in prima linea nel mercato delle case Usa sono le vittime di uno dei paradossi dell’America del dopo-crisi. A prima vista, l’economia statunitense si sta riprendendo abbastanza bene, anche se lentamente, dalla Grande Recessione del 2007-2009. L’anno passato, la crescita del prodotto interno lordo statunitense è stata di un rispettabile 2,8%, e nel 2011 la Federal reserve pronostica un’accelerazione fino al 3,5 – un’ ottima velocità di crociera per il Paese. I tassi d’interesse sono bassissimi e persino il mercato del lavoro – la mina vagante per le chances di rielezione del presidente Obama nel 2012 – ha incominciato a dare segnali di vita.

I mercati se la stanno godendo – lo Standard & Poor’s 500, l’indice-guida, è aumentato di più di un quarto in solo sei mesi – e anche Wall Street sorride, con migliaia di banchieri pronti a celebrare i loro bonus prima della fine del mese. Putroppo, l’invito a questa bella festa per la ripresa dell’economia più grande del pianeta non è arrivato al settore immobiliare. A più di tre anni dall’inizio di un terremoto economico che ebbe il suo epicentro proprio nel mercato delle case, la ricostruzione deve ancora iniziare. Visitare i sobborghi fantasma delle grandi città americane – pieni di negozi sbarrati, case deserte e desolati cartelli «for sale» (in vendita) – è un viaggio in un’altra America, lontana anni luce da Wall Street e la Borsa di New York. In questo Paese non si parla di bonus milionari dei banchieri e nemmeno dei nuovi record dello S&P 500, ma del fatto che le ultime notizie dicono che i prezzi delle case sono crollati in tutte le 20 più grandi città americane per la prima volta in quasi un anno. Nei dintorni di Los Angeles, Las Vegas e Miami, le statistiche economiche non sono fonte di speranza come alla Casa Bianca. Al contrario, nell’America dei diseredati immobiliari, le cifre fanno male.

Cifre come 9, il numero di mesi che ci vorrebbero per vendere tutti i 4 milioni di case «for sale» negli Stati Uniti – un’eternità nel mercato depresso di oggi. O come il 1966, l’ultimo anno in cui ci furono meno vendite di case che nel 2009. Il vero pericolo per gli Usa, e quindi le sorti dell’economia mondiale, è che la ripresa si fermi sulla soglia di casa dell’americano medio.

Senza la sicurezza finanziaria di un tetto sulla testa e la consapevolezza che, qualsiasi cosa succeda, quei muri e mattoni qualcosa valgono, Joe e Jane Blog (i cugini americani dei nostri Signori Rossi) non vorranno cambiare macchina, comprare un televisore al plasma o prenotare le vacanze in Messico. Su questo punto, una volta tanto, gli economisti hanno poco da contribuire. Nel loro mondo, è difficile affrontare una situazione in cui ci sono problemi sia di domanda che di offerta.

Di offerta, ho parlato – ci sono tante, troppe case sul mercato e i prezzi continuano a scendere – ma la situazione della domanda è forse peggiore: nononstante gli sforzi del governo, milioni di americani non hanno né le risorse né la volontà per pagare il mutuo.

Studi seri stimano che 12 milioni di americani sono molto indietro con le rate del mutuo – una proporzione enorme della popolazione – mentre altri 8 milioni fanno fatica a tenersi in pari. Nouriel Roubini, che è diventato un guru dopo aver predetto l’implosione del mercato immobiliare in tempi non sospetti, parla della possibilità che più di 11 milioni di persone smetteranno di pagare i loro mutui nei prossimi quattro anni. Se ha ragione, l’ondata di inadempienze prolungherà un circolo vizioso di perdite per banche, pignoramenti e vendite forzate di case, aumentando la montagna di immobili vuoti.

Vista la situazione, non è una sorpresa che, a dispetto dei prezzi bassi e dei tassi d’interesse praticamente rasoterra, ci sia pochissima gente pronta a comprare casa. Le domande per mutui a dicembre sono state 60 percento in meno del record raggiunto nel 2005, quando l’America era in preda al sogno che il valore degli immobili immobili non sarebbe sceso mai.

Siamo, come mi ha detto un esperto l’altro giorno, in «terreno inesplorato». In molte delle recessioni del passato, il mercato immobiliare – le vendite delle case ma anche la costruzione e gli affitti commerciali – è stato uno dei primi a risollevarsi, trascinando con se il resto dell’economia. Pensare che l’America spossa risollevare senza la spinta di un settore così importante sia dal punto di vista psicologico che finanziario, è difficile.

Ci sono state «jobless recoveries» – riprese che sono avvenute senza grandi cali nella disoccupazione perché le aziende hanno tagliato costi e aumentato la produttività – ma non abbiamo veramente mai avuto una «homeless recovery», una risalita senza case. Mi piacerebbe essere il primo a pronosticare un miracolo economico di questo tipo, ma purtroppo devo andare, Peter mi ha appena mandato un altro messaggio disperato.

Autore: Francesco Guerrera – caporedattore finanziario del Financial Times a New York.

Fonte: LaStampa.it

Leggi anche

Manhattan fuori dallo stallo immobiliare?

Le ultime dal mercato immobiliare di Milano

Cina, arriva la tassa sulla casa

Notizie immobiliari dagli USA

New York: siamo su col morale, caro Babbo Natale!

Indiana Jones e l’attico da vendere.

Mercato immobiliare: è il momento giusto per comprare negli USA?

Will.i.am lancia un progetto ‘salva-case’

Emirati Arabi, nuove norme sulla proprietà immobiliare

Julia Roberts raddoppia le sue proprietà a Manhattan

Google si regala un palazzo

Il mercato immobiliare punta su Milano: è meglio di New York

La rinascita di Times Square

In vendita la casa del Padrino!

Pronta la mega villa di Michael Jordan

Investimenti immobiliari, Londra si mantiene ai vertici europei

E i ricchi americani preferiscono l’affitto!

La casa più cara al mondo: 1 miliardo di dollari!

Comprare a Parigi? Si, ma solo a prezzi folli!

Ecco la nuova casetta di Di Caprio in Italia

Due regine dello showbiz americano e le loro “problematiche” case

Le case… e le cucine dei Vip di Hollywood

Bankitalia: vende il Bagaglino ed ex filiali

Ecco chi è lo straniero che compra casa in Italia

Di Caprio “colono” d’eccezione. Vuole costruire casa in Israele

Focus sul mercato immobiliare internazionale

Real estate: segnali positivi da Manhattan

Il customer care creativo degli agenti immobiliari made in USA

Dopo lo scudo fiscale tanti bond e poco mattone

La casa di Bel Air di Nicolas Cage venduta per appena 10,5milioni di dollari

Brad Pitt e Angelina Jolie comprano ‘casa’ in Veneto

San Paolo-Rio, rivoluzione immobili

Prezzi case, forti cali nell’immobiliare spagnolo

Case al mare la crisi non c’è. Milano Marittima è la più cara

A New York il primo grattacielo italiano

Curiosando nelle proprietà immobiliari dei magnati dell’informatica

Hotel Armani, a Dubai prezzi giù per la crisi

Hong Kong: boom dell’immobiliare di lusso

Ibra mette in vendita la sua casa di Cernobbio

Una casa all’estero, il nuovo ‘sogno russo’ della classe media

New York: Slim compra bene

Buffon cerca casa… a Manchester

Leonardo Di Caprio cerca villa nel veronese

E se anche Zuckerberg (si, proprio l’ideatore di Facebook!) abita in affitto…

Anche Gibson mette al ribasso il prezzo della propria villa

Traslochi eccellenti a TriBeCa

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: