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Aste immobiliari: da dove iniziare la ricerca.

Aste immobiliari: da dove iniziare la ricerca.Come ormai ben sapete, partecipare alle aste è un validissimo modo per fare degli ottimi investimenti immobiliari, e le informazioni al riguardo possono essere reperite online consultando un portale aste aggiornato e attendibile. Lo sviluppo della rete ha infatti comportato anche in ambito immobiliare una serie di migliorie degne di nota. La maggior parte dei tribunali, delle agenzie, degli agenti, delle pubbliche amministrazioni offrono portali web efficienti, in grado di migliorare il servizio offerto al pubblico, che ha così la possibilità di accedere alle informazioni in maniera semplice e veloce.

Un portale di aste può essere definito come un sito web dove i tribunali, direttamente o dandone delega a società esterne, pubblicano le esecuzioni immobiliari.

È uno strumento di ricerca accessibile a tutti, in cui si possono trovare le informazioni relative ad immobili e terreni pignorati, riferiti ad una precisa regione o provincia.

Ecco alcuni dei portali cui spesso mi rivolgo durante la fase di ricerca:

www.astegiudiziarie.it

www.astagiudiziaria.com

www.portaleaste.com

www.aste.com

È necessario sottolineare come non tutti i soggetti precedentemente accennati siano in grado di offrire portali web e di pubblicizzare in rete le procedure.

Pertanto, a volte, recarsi personalmente presso gli uffici preposti (quali ad esempio l’Ufficio Esecuzioni Immobiliari del Tribunale), al fine di ottenere l’elenco delle aste in programma, è l’unica soluzione.

Buona ricerca a tutti!!

Matteo Rizzo

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La Formazione Immobiliare on line – Intervista a Francesco Beraldo

Francesco Beraldo

Una delle novità più interessanti del 2013 è di certo rappresentata dall’offerta sempre crescente di formazione immobiliare a distanza, e per saperne di più vi proponiamo l’intervista a Francesco Beraldo, uno degli ideatori di due innovativi progetti:

Weninarimmobiliare e Masterimmobiliare.

d. Ciao Francesco, ci racconteresti come è nata l’idea di creare Webinarimmobiliare?

r. L’idea nasce fondamentalmente per soddisfare una esigenza figlia di un particolare momento di mercato, dove c’è una forte attenzione alle spese sostenute dall’agenzia unita ad un bisogno di conoscenza sempre maggiore. Quello che si propone Webinarimmobiliare è infatti offrire una buona formazione professionale, ma con l’attenzione volta a minimizzare i costi.

L’idea nasce anche osservando quanto messo in pratica da altre realtà straniere in merito, tra cui gli Stati Uniti, che in tale approccio alla formazione sono sicuramente più avanti.

E’ chiaro che oggi è sempre più pressante il bisogno di essere preparati e aggiornati per poter offrire al proprio cliente dei vantaggi in più, delle caratteristiche distintive, che lo portino a qualificare l’agente come un consulente completo a 360°. Una formazione di tale tipo, fatta secondo le metodologie tradizionali, presenta però dei costi troppo onerosi; ecco perché l’idea di risparmiare sul contesto, sugli spostamenti, e quant’altro, dando la possibilità all’agente di accedere a pillole di formazione a costi molto contenuti.

d. Dunque parliamo anche di attenzione ai costi e scelta degli investimenti: ma quanto tempo e risorse è giusto investire nella formazione?

r. Andrea, come sai anche tu, girando per agenzie incontri strutture diverse, sia come tipologia organizzativa che come numero di risorse umane che operano nella stessa, quindi la risposta è che la spesa dipende da numerosi aspetti. Sicuramente però, in tutti i casi, il tempo dedicato a formarsi e formare il personale è un valore aggiunto per la struttura e quindi diventa imprescindibile.

Se prendiamo in prestito un indice che viene applicato nelle imprese e lo adattiamo all’immobiliare, possiamo dire che l’investimento da effettuare nella formazione di ogni persona dovrebbe essere pari all’1,5% – 2% del fatturato prodotto annualmente dalla struttura.

Ti faccio un esempio: se la mia agenzia ricava € 100.000 l’anno, dovrei investire in formazione tra i € 1.500 / 2.000 per persona.

 d. Alla luce di ciò, quali sono le aree di miglioramento e le competenze necessarie da sviluppare?

r. Da vari sondaggi, meeting e forum, è risultato evidente che le aree in cui gli agenti sono più carenti e non abbastanza aggiornati riguardano il settore digitale.

Non basta avere un iphone o tenere sotto braccio l’ipad durante gli appuntamenti per essere considerato un agente digitalizzato. L’era della digitalizzazione in questo settore è iniziata poco tempo fa e si può considerare ancora agli esordi; per questo una buona parte della formazione va centrata su tale ramo, per portare l’agente immobiliare a livelli idonei a consentirgli di sfruttare al massimo ciò che il digitale può offrirgli per migliorare il lavoro quotidiano e le sue performance.

Purtroppo, per come la vedo io, negli anni passati grazie anche a delle condizioni di mercato favorevoli, la formazione è stata messa in secondo piano, perché il mercato stesso facilitava il lavoro dell’agente e non richiedeva una preparazione così forte, approfondita e trasversale per giungere a buoni risultati.

Oggi, che l’accesso al mercato si è notevolmente ridotto, questo atteggiamento non è più consentito se si vuole rimanere sulla scena.

d. In tal senso il progetto Master Immobiliare che tipo di risultati propone?

r. Masterimmobiliare rappresenta un approfondimento di numerose tematiche, con un obiettivo importante: portare l’agente immobiliare a fatturare meglio e di più.

Questo è possibile grazie ad un percorso di preparazione strutturato a moduli, per il maggior numero costituiti da una corsi di natura pratica, come si può capire subito visitando il sito Masterimmobiliare.eu nella sezione corsi.

Quello che si propone Master Immobiliare è, infatti, una preparazione costante, distribuita su un paio di mesi, che possa fornire all’agente un kit formativo completo, che sia cioè in grado di offrirgli gli strumenti e insieme dimostrare come metterli in pratica per migliorare il suo business.

Nato in sinergia con Regold, in particolare da una amicizia con Diego Caponigro, Masterimmobiliare vuole rappresentare quel gradino in più, quel plus per un agente immobiliare moderno .

d. Data l’esperienza acquisita in quest’anno, quali sono le caratteristiche di un formatore immobiliare di successo?

r. E’ importante precisare che sono diverse le dinamiche di un Webinar dalla formazione in aul,a e anche le interazioni che si creano; di conseguenza diverse sono le caratteristiche che deve possedere il formatore.

Non per sminuire il valore di un corso in diretta live, ma per la buona riuscita di un corso in streaming è basilare che il relatore sia preparato sulla tematica trattata e che rispetti i tempi pattuiti in precedenza per la diretta (questo fa parte dell’impegnativo lavoro di preparazione che coinvolge sia il formatore che lo staff di supporto, che nei giorni precedenti devono allinearsi per  coordinare in modo attento i tempi di diretta con gli argomenti, le chat e le pause).

Al formatore in aula si richiede qualcosa in più, poiché la sua preparazione viene affiancata alla capacità che ha di generare coinvolgimento con i presenti, all’accortezza nel modificare anche in corso d’opera la sua presentazione per aumentare l’empatia con il pubblico, per capire quali argomenti attirano maggiormente l’interesse, focalizzandosi maggiormente e più a lungo su questi, e riducendo il tempo per altri che capisce non essere così stimolanti.

Concludo ringraziandoti a nome di tutto lo staff di WebinarImmobiliare e MasterImmobiliare per l’opportunità di presentare questo progetto che ritengo di grande aiuto per gli agenti immobiliari, soprattutto in questo momento e auguro Buone Feste a te e a tutti i lettori di Blogimmobiliare.com.

A.R.

La reputazione immobiliare, on-line e off-line

E’ Agosto 2011. Molti di voi pensano alle ferie e a ritrovare energie, qualcun altro sfrutta questo mese per intercettare una massa di clienti che approfitta di questo periodo dell’anno per dedicarsi alla definizione di un’esigenza immobiliare, ma tutti in fondo in questo periodo tracciamo un bilancio. Tra le voci di questo bilancio una risposta si annida: cosa pensa il mercato di me.

Per questo motivo in questo post affronto un argomento che potrebbe diventare un “gioco” da fare in questi giorni dove magari si ha un pò di tempo da dedicare. Conoscere la nostra reputazione.

Nell’immediato ci troveremo ad affrontare il web 3.0, figlio legittimo di quanto fino ad oggi tutti noi abbiamo interagito con Internet attraverso blog, forum, social network, siti, portali eccetera, senza preoccuparci più di tanto del fatto che il web non dimentica, proprio come i clienti.

Arriva il momento in cui dovremmo fare i conti con la nostra brand reputation .

Ognuno di noi è brand, marchio, non pensiamo che ciò sia di interesse solo per le grandi aziende. Questo blog (verifica ricercando con Google notizie in merito all’art. 1755), ad esempio, fa brand con una reputazione che possiamo semplificare nel suo page rank di Google, e di conseguenza nel numero di volte che appare a seguito di una ricerca che effettuiamo con qualsiasi search engine, e, ovviamente nella qualità dei contenuti che offre.

Anche io sono brand (ricerca su Google Andrea Russo immobiliare), e di me ciascuno di voi può sapere quello che vuole, ma soprattutto ciò che io, volontariamente o no, ho reso noto attraverso la mia interazione con il web.

Internet è fatto di informazioni, e più carichiamo di contenuti il nostro brand, meglio etichettiamo il nostro profilo (i famosi tags), migliore sarà la nostra brand reputation.

Questo potrebbe essere il gioco. Avete mai provato a gugolarvi, ovvero a ricercare voi o la vostra attività attraverso Google?

Se la risposta è si, allora avete chiaro cosa il web (inteso come soggetto attivo) pensa di voi. Se invece non lo avete mai fatto, Agosto potrebbe essere il momento ideale per fare questo gioco.

Fin qui ho parlato di quanto accade on-line. La riflessione di oggi, però, non può limitarsi al solo web, perché ciascuno di noi ha una  reputazione off-line, ovvero quella che ci costruiamo ogni giorno vivendo e operando, confrontandoci e incontrando i clienti, prendendo un caffè al bar o fumando una sigaretta fuori dall’ufficio, e via così. Quello che di noi pensa la gente, non può e non deve vederci indifferenti, anche se conosco molti che dicono bellamente di non preoccuparsene. Di norma, chi dice di non prestare attenzione all’opinione del mercato, da risposte del tipo: a me interessa solo che il cliente paghi, io sono sicuro del fatto mio, la gente parla male di tutti, e via con questo tenore. Siamo proprio certi che sia così? Qualcosa di vero c’è in queste considerazioni un pò spocchiose, ma è davvero tanto difficile coniugare il guadagno alla soddisfazione del cliente, o più semplicemente, ad un approccio migliore al prossimo, in modo da lasciare se non proprio un ricordo positivo quanto meno uno non negativo? Io ritengo importante curare la propria immagine, anche perché costa meno fatica che non farlo.

Tutti sanno tutto di tutti, e ognuno conosce dell’altro ciò che ciascuno fa sapere in giro di sé. Non di rado c’è chi preferisce non apparire, ed evita di esporsi, lasciando così agli altri la possibilità di costruirgli un profilo pubblico che difficilmente sarà veritiero, e soprattutto degno di lode.

Reputazione. Politici, uomini d’affari, gente dello spettacolo, tutti soggetti che stanno molto attenti all’opinione pubblica e su questa fondano il loro successo. Perché troppo spesso gli agenti immobiliari non se ne preoccupano? Il web è pieno di commenti e giudizi negativi sulla nostra categoria, spesso dovuti a disservizi e scarsa attenzione ai messaggi che veicoliamo. Troppi clienti si dicono scontenti, e poco si fa per migliorare la percezione reale del valore del nostro servizio. Il massimo che riusciamo a fare è dirci indignati e reclamare rispetto.  A mio parere, non basta.

P.s. Invito voi tutti a fare questa prova, confrontate ciò che pensate di voi (onestamente) con ciò che di voi pensa il web (non mente, e non ha pregiudizi), specchio della società attiva, magari la prossima volta non sottovaluterete l’opinione di un passante.

Andrea Russo

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