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Inchiesta dell’Iacp, Negozi di Lusso Affittati a prezzi stracciati

La verifica scaturita dalle denunce dei residenti

Magazzini occupati abusivamente, trasformati in negozi o addirittura in abitazioni. Canoni d’affitto di 5 euro al mese in provincia e di appena 300 euro nel centro città.

L’Istituto autonomo case popolari di Palermo fa i conti con una gestione a dir poco maldestra, fino a questi ultimi mesi, nell‘uso e nell’assegnazione degli immobili di sua proprietà, che gli costa oltre 4 milioni di euro di debiti.

Con una task force creata ad hoc, lo Iacp sta adesso passando in rassegna 800 magazzini a Palermo e 85 in provincia. 323 quelli controllati fino ad ora e con risultati sorprendenti. Mentre nel comune di Alimena l’affitto è di soli 5 euro al mese, a Palermo in via Castellana l’affitto al sindacato degli Inquilini costa soltanto 13 euro al mese. In via Terrasanta, in pieno centro città, il canone è di appena 329 euro per una salumeria e 438 euro per un panificio.

Nel quartiere di Medaglie d’Oro, invece, prolifera il numero dei magazzini trasformati in abitazione.

Palermo

Lo Iacp passa, dunque, alle maniere forti: pagamento degli arretrati, rimodulazione delle tariffe e in alcuni casi anche la denuncia. “Una scelta obbligata per cercare di rientrare dai debiti e valorizzare l’ingente patrimonio immobiliare dell’istituto – dice Marcello Gualdani, commissario straordinario dell’istituto – Dal momento che l’ente ha debiti ingenti, 67 milioni al 2009, abbiamo iniziato una lunga e complessa verifica di tutte le abitazioni, i magazzini e i terreni , che sono in possesso dello Iacp. Le sorprese non sono mancate”.

I soldi all’ente servirebbero e per rientrare dal debito e per realizzare le manutenzioni per riqualificare gli immobili. “L’indagine nasce da alcune denunce di residenti che hanno segnalato latrasformazione di magazzini in abitazioni, come nel quartiere Medaglie d’Oro – aggiunge Gualdani– E’ stato traumatico vedere le fotografie dei sopralluoghi e avere la conferma che in pochi metri quadrati vivono marito moglie e quattro figli. Credo che questo ponga la necessità di un piano casaormai non più prorogabile. Mi farò carico di continuare il censimento e preparare una dettagliata relazione da inviare al prefetto di Palermo Giuseppe Caruso”.

Quanto sta avvenendo nella sede nel cuore del Borgo Vecchio non è indolore. L’azione di legalità in queste settimane è stata accompagnate da minacce già denunciate alla procura resistenze all’interno degli uffici anche queste segnalate.

“La nostra azione di risanamento non cambierà – conclude Gualdani – in pochi mesi il debito è rientrato di due milioni di euro. Solo per i magazzini in un mese abbiamo recuperato 112 mila euro e 319 mila che entreranno con il sistema della rateizzazione. È assurdo che ci sono posteggi auto che pagano un canone di 14 euro al mese. Sono cifre davvero irrisorie. Come è assurdo che importanti attività commerciali pagano prezzi irrisori per la mole di fatturato che riescono ad ottenere grazie a questa attività. Parlo di importanti supermarket, come di bar pasticcerie anche in centro”.

Fonte: BlogSicilia.it

http://palermo.blogsicilia.it/verifica-di-tutti-gli-immobili-dello-iacp-amare-sorprese/20896/

 

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Tasse sulla casa Assoedilizia: «Cedolare secca anche ai negozi»

La riforma dei tributi che gravano sugli immobili va bene, ma non basta. La cosiddetta cedolare secca sugli affitti «non esaurisce il problema casa in Italia». É questa l’analisi di Assoedilizia, l’associazione che riunisce i proprietari di immobili. È il presidente Achille Colombo Clerici a spiegare cosa manca ancora alla rivoluzione introdotta con la tassazione fissa al 20%: la cedolare secca non dovrebbe essere introdotta solo per gli appartamenti, ma anche per i canoni di locazione di negozi, uffici e botteghe, e per gli usi diversi dall’abitativo.
La logica della cedolare secca, fa notare Colombo Clerici, «è duplice: alleggerire la pressione fiscale sulle persone fisiche che locano abitazioni per favorire l’emersione del sommerso, e mobilitare i comuni nella lotta all’evasione fiscale nel settore. Ma – prosegue – rimane scoperto il grande problema del rilancio dell’investimento nella locazione immobiliare. La cedolare secca infatti, come imposta sostitutiva dell’Irpef, riguarda solo i redditi delle persone fisiche e non anche quelli delle società. Inoltre non si applica se non alle locazioni abitative; escluse cioè le locazioni di negozi, uffici, botteghe artigiane, magazzini, laboratori, garage. Ha una portata limitata e non può essere che il primo passo di una manovra di revisione complessiva della fiscalità immobiliare che porti a un alleggerimento della pressione tributaria sugli immobili in locazione».
«È dunque opportuno – per i proprietari di immobili – che il governo ponga mente a una razionalizzazione della tassazione delle società equiparandole ai fondi di investimento immobiliare e alle Sgr. La cedolare secca sostitutiva dell’Irpef – conclude il presidente di Assoedilizia – va inoltre estesa ai redditi derivanti dalle locazioni a uso diverso dall’abitativo, anche per favorire un calmieramento degli affitti del settore». Secondo Colombo Clerici si pone anche un problema di equità: «É ingiusto ad esempio – dice – che per i redditi delle società immobiliari di gestione sia prevista una doppia tassazione: una in capo alla società e l’altra in capo ai soci».

Autore: Alberto Giannoni

Fonte: IlGiornale.it

http://www.ilgiornale.it/milano/tasse_casa_assoedilizia_cedolare_secca__anche_negozi/07-08-2010/articolo-id=465872-page=0-comments=1

Da sabbia a grattacieli: Abu Dhabi che non c’era

Abu Dhabi – All’inizio dell’estate a Yas Island non c’era nulla, nemmeno le strade. Solo sabbia. E cantieri. Ora è una città ad una trentina di chilometri da Abu Dhabi, con grattacieli, negozi e alberghi dove trovare posto per una notte è impossibile: per il weekend del gran premio è tutto esaurito. Le maggiori attrazioni, per ora, sono il circuito nel quale si corre il gran premio che chiude il mondiale 2009, e il polo della Ferrari, che sarà pronto nel 2010 ma del quale si vede già la copertura rosso fuoco. Per ora. Perchè tra poco più di un anno quest’isola artificiale diventerà il regno dei parchi giochi.

Un progetto faraonico nel deserto Un progetto faraonico prevede che dal nulla nasceranno un parco acquatico, un porto di lusso, campi da golf, un polo museale, oltre alla sala concerti, già finita, nella quale ieri ha cantato Byonce. All’inizio dell’estate invece ’l’isola che non c’erà era solo un cantiere di sabbia, che si poteva raggiungere unicamente a bordo di gipponi. E fino ad una settimana fa per le strade e negli alberghi deserti c’erano soltanto addetti ai lavori. Come Thomas, cuoco di Varese che vive ad Abu Dhabi da giugno ed ha visto i grattacieli “salire su dal nulla da un giorno all’altro”. Lui è il responsabile di un ristorante italiano nell’albergo che ospita tutto il team Ferrari. E racconta che fino ad una settimana fa le cucine non erano ancora finite. Ieri però Thomas ha cucinato per 300 persone. Perchè in pochi giorni gli alberghi si sono riempiti di turisti, tutti arrivati a Yas Island per il gran premio. Stranieri, certo, ma anche “moltissimi italiani”. Ma quello che ha stupito di più Thomas è stato veder nascere dal nulla una città in cinque mesi.

Un impero dal nulla “Quando sono arrivato ho pensato che fosse uno scherzo – dice – dell’albergo nel quale avrei dovuto avviare il ristorante c’erano solo le mura. Dentro era vuoto”. E non c’erano le strade per arrivarci. Il ponte per arrivare da Dubai è stato terminato 10 giorni fa. Ora è pieno di turisti e tra un anno nell’isola senza strade arriverà anche la metropolitana. Uno sviluppo rapidissimo che dimostra come la ricchezza e la crescita si stiano spostando da Dubai, fin’ora regina del turismo di lusso che ha però quasi esaurito le sue riserve di petrolio, ad Abu Dhabi che invece di ’oro nerò ne ha moltissimo. Non a caso la prima cosa che salta agli occhi è il prezzo della benzina: “Con dieci euro – racconta Thomas – ci metti 50 litri di benzina”. E allora si investe, anche inventandosi un’isola e costruendola dal nulla attorno ad un circuito automobilistico. Ma solo per iniziare.

L’inaugurazione di Yas Island Quella di oggi è stata l’inaugurazione di Yas Island, con il gran premio che richiama non solo turisti ma anche diverse personalità: a vederlo c’erano, invitati dal primo ministro, capi di stato e regnanti come Juan Carlos e re Gustavo di Svezia e diversi ministri degli esteri, tra i quali Franco Frattini, che per l’occasione ha donato al suo omologo degli Emirati un libro dedicato alla Ferrari. Poi si andrà avanti con un’isola a misura degli amanti dell’automobilismo ma non solo. Accanto al polo della Ferrari, una sorta di Disneyland dedicato alla rossa di Maranello con piste, simulatori, montagne russe e animazione, ci sarà il parco acquatico per le famiglie, un centro per il golf, il polo museale, con una ’succursalè del Guggheneim, del Louvre e, probabilmente (l’Italia ci sta lavorando) un museo dell’antichità romana. Poi ancora il porto di lusso per gli yacht, “tipo Monaco”, dice Thomas. E la spiaggia, che attualmente è un cantiere, perchè qui si costruisce anche la battigia. E così l’isola che non c’era diventerà una delle maggiori attrazioni turistiche degli Emirati Arabi.

Fonte: IlGiornale.it

http://www.ilgiornale.it/esteri/dalla_sabbia_grattacieli_labu_dhabi_che_non_cera/01-11-2009/articolo-id=395607-page=0-comments=1

Yas Marina - Abu Dhabi

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