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Il lusso a New York è conveniente

the pierre hotel new yorkNon si tratta di uno scherzo. Uno studio della società internazionale di intermediazione e consulenza Knight Frank, che è basata a Londra, indica che New York si trova solamente all’ottavo posto nella classifica delle città più costose al mondo (relativamente alla fascia ultra lusso).
Secondo Knight Frank, a Manhattan $1 milione permette di comprare approssimativamente 474 piedi quadrati nel segmento ultra lusso. (Ricordo che per quanto riguarda la fascia normale $1 milione permette di comprare in media 90-100 metri quadri in ottimi palazzi). Nel Principato di Monaco, al primo posto nella classifica, $1 milione permette l’acquisto di circa 172 piedi quadrati. Al secondo posto troviamo Hong Kong (204 piedi quadrati), al terzo posto Londra (247 piedi quadrati). Dopodiché seguono Ginevra, Parigi, Singapore e Mosca, tutte più costose della nostra beneamata Grande Mela.
L’appartamento più costoso attualmente sul mercato a New York è l’attico (penthouse) al Pierre Hotel, la richiesta è $125 milioni. Questo sembra poco a confronto con la vendita di un appartamento nel condominio Hyde Park a Londra nel 2011 per $219 milioni; o la richiesta di circa $390 milioni per l’attico a Tour Odeon sito nel Principato di Monaco.
Molti esperti condividono l’idea che New York sia ancora sottovalutata rispetto alla sua vera potenzialità a livello globale. Il fatto è che, seppur l’offerta di appartamenti in vendita sia ora limitata per scarsità di prodotto disponibile, in realtà in altri mercati la stessa è ancor più limitata. Anche il costo di costruzione a New York City è competitivo a livello globale.
Se si considera tutto il mercato immobiliare degli Stati Uniti, scopriamo che l’appartamento al Pierre Hotel non è neppure la proprietà più costosa d’America. Copper Beach Farm, una super villa sul mare nel vicino stato del Connecticut, è sul mercato da maggio al prezzo di $190 milioni. Owlwood Estate, a Los Angeles vicino la famosa Sunset Boulevard è sul mercato a $150 milioni. Anche a Dallas (Texas), la proprietà Crespi Hicks ha una richiesta superiore al Pierre: $135 milioni.
Secondo Knight Frank, a Londra il prezzo per un piede quadrato di immobile di lusso è $6.122. In contrasto il prezzo medio a piede quadrato della fascia più alta di mercato (il primo 10%) a Manhattan è stato $1.925 nel primo trimestre 2013 secondo Miller Samuel (società di consulenza e statistica). E anche la media del prezzo a piede quadrato nel condominio più lussuoso di Manhattan (15 Central Park West) è stata $5.009 nei primi sei mesi dell’anno.
Quindi attenzione, se siete in cerca di un appartamento ultra lusso, New York City è la città per voi. Costa poco!

Riccardo Ravasini

www.ravarealty.com

Una casa all’estero, il nuovo ‘sogno russo’ della classe media.

Il 17% pensa alla Spagna. Più facoltosi guardano alla Versilia.

Mosca, 25 ott. (Apcom) – Una proprietà all’estero: è il sogno non solo di Roman Abramovic, proprietario di yatch, ville in Toscana e del club calcistico britannico Chelsea. Piuttosto sta diventando rapidamente uno status symbol per l’intera classe media russa. Una ricerca condotta dal centro sondaggi VTsIOM ha scoperto che l’acquisto della casa dei propri sogni, oltre confine, è la seconda priorità di spesa. E i rubli faticosamente guadagnati dovrebbero andare tutti là, per aggiudicarsi quello che per un russo su tre è un obiettivo di primissimo piano. Dall’Italia alla Turchia, dalla Bulgaria alla Francia e alla Spagna, la scelta del mattone sicuro è diventata negli ultimi anni un lavoro a tempo pieno. I russi pagano spesso cash e talora sfalsano il mercato, trasformando la loro domanda in un’arma impropria contro i normali compratori. Le località baciate dal loro interesse iniziano a vedere lievitare i prezzi sino a cifre folli: 22.000 euro al metro quadro è un prezzo ‘normale’ per Forte de’ Marmi o Majorca. Ma non c’è solo il top. Il 17% dei russi potenziali acquirenti pensa alla Spagna, prima ancora si posiziona la Bulgaria. Al terzo posto la Turchia con il 12% del totale degli investimenti russi. Nel 2009 l’acquisto medio è stato pari a 100.000 euro: meta prediletta le zone marittime dell’Anatolia.

Il casus di Forte dei Marmi. Londra eterno evergreen

L’Italia è al sesto posto lo scorso anno nelle preferenze dei connazionali di Putin e Medvedev per l’estero, con il 5,8% dei potenziali investitori. E ha suscitato reazioni sdegnate a Mosca il piano casa di Forte dei Marmi, per la vendita di nuove abitazioni riservata esclusivamente ai residenti: in realtà secondo il primo cittadino Umberto Buratti, la misura non era rivolta contro i russi, ma tesa a evitare speculazioni da parte degli italiani.

Insomma i russi sono sempre i benvenuti, anche perchè sono ottimi consumatori e veri amanti dell’Italia. “Ci sono stati investimenti su immobili e ville” dice Buratti. Ma non è solo la voglia di mattone dei russi ad averne fatto i villeggianti ideali, contesi dalle compagnie di investimento. la capacità di spesa fa la vera differenza. Nel frattempo la domanda per l’estero di acquirenti russi è aumentata del 30-40% per i beni immobili, secondo gli esperti dell’agenzia immobiliare Gordon Rock. Un altro balzo del 10-15% è previsto per il prossimo anno.

Nel 2009 gli investimenti russi per l’acquisto di beni immobili, in primo luogo abitazioni, nei vari Paesi ha raggiunto la cifra piuttosto significativa di 11,3 miliardi di dollari. Con nuove opportunità per le banche russe: alcune di loro si sono inventate programmi speciali per l’acquisto di proprietà d’oltremare.

Secondo Gordon Rock, il 40% dei russi che comprano all’estero, sono alla ricerca di luogo esotico per le vacanze, mentre il 25% vuole un investimento redditizio. Le destinazioni variano a seconda delle ambizioni del compratore. Benché, se si sale di livello, l’evergreen resta Londra.

Non a caso, un’altra ricerca dimostra che il 50-68% delle vendite delle abitazioni di fascia alta o altissima nella capitale britannica ha come protagonisti stranieri. Tra loro, la quota di russi raggiunge il 14%. Al secondo posto si trovano gli statunitensi (11,2%), gli italiani (8,85%), gli indiani (8%), seguiti dai francesi e da cittadini degli Emirati Arabi.

Fonte: Virgilio.it

http://notizie.virgilio.it/notizie//2010/10_ottobre/25/una_casa_all_estero_il_nuovo_sogno_russo_della_classe_media,26688816.html

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Roma e Milano ko su innovazione, fuori dalle 20 città “del futuro”

Il ‘Global City Report’ boccia l’Italia anche sulla sostenibilità. Ma 10° e 11° posto per l’offerta culturale

Roma, 12 ott (Il Velino) – Roma e Milano non entrano nelle classifiche delle prime venti città del mondo per innovazione e tecnologia e per sostenibilità. Troppo arretrate in ricerca e sviluppo e nel fornire accesso a internet tramite banda larga, troppo indietro sul fronte dell’eco-compatibilità, del risparmio energetico e della riduzione delle emissione di Co2. L’unica graduatoria che vede ‘vincenti’ la capitale d’Italia e il capoluogo lombardo è quella sull’offerta culturale, dove si trovano rispettivamente al 10° e 12° posto. E’ quanto emerge dal “Global city report 2010”, terzo rapporto internazionale sul futuro delle città promosso da Generali immobiliare e Scenari immobiliari. Secondo lo studio, sul podio delle città più tecnologiche ci sono Stoccolma, Seul e Chicago. Seguite da Boston, Singapore, Hong Kong, ma anche Tokio, Tel Aviv, New York, San Francisco e l’indiana Bangalore. Per l’Europa ci sono anche Londra, Vienna, Parigi, Berlino, Copenhagen e Amsterdam. Ma non l’Italia. “Nonostante i progressi compiuti da alcune città” dello Stivale, si legge nel report, per esempio “il tasso di penetrazione della banda larga nel paese è scarsamente competitivo con il resto del mondo”. Eppure “la domanda è destinata ad aumentare” esponenzialmente, basta pensare che “i dati circolanti su Internet nel 2010 sono superiori di due terzi rispetto a quelli dell’anno precedente, mentre si stima che la capacità della rete mondiale di fibre ottiche, che sostiene tale traffico, raddoppi ogni 18 mesi”.

Altro ‘calice amaro’ riguarda la sostenibilità: prime nella classifica stilata da Scenari Immobiliari sono Toronto, Stoccolma e San Francisco. Poi Copenhagen, Chicago, Friburgo, Helsinki, Melbourne e Oslo. Ma anche Barcellona, Parigi, Londra, Berlino e persino Abu Dhabi. Tutte impegnate a ridurre l’uso delle auto e quello dell’emissione di anidride carbonica, a sviluppare progetti eco-sostenibili nell’edilizia ricorrendo per esempio ai pannelli solari ma anche incentivando la raccolta differenziata. Un settore dove l’Italia invece ha ancora tanta strada da percorrere. Diversa la situazione nella classifica sulle città con la migliore offerta culturale: sul podio spiccano Parigi, Berlino e Bilbao. Seguite da Londra, Francoforte, Chicago, Vienna, New York, Dublino. E poi finalmente Roma, Copenhagen e Milano. Fanalino di coda Mosca e Abu Dhabi, dopo Madrid, Oslo, Barcellona, San Francisco. “Un asse forte dello sviluppo di una grande città è la dotazione di infrastrutture a servizio della cultura, nella quale le città europee sono sempre state vincenti – spiega il report –. Parigi e Londra, ma anche Roma e Milano, mostrano una buona offerta di musei, teatri, multisale cinematografiche, sale per concerti, oltre che una forte propensione alla valorizzazione del proprio patrimonio storico e artistico”. Ma “le infrastrutture – avverte Scenari Immobiliari – devono essere sostenute da un’adeguata politica culturale, che prevede il costante ammodernamento e l’adeguamento degli spazi alla progressiva trasformazione della città e delle esigenze dei cittadini” coniugando “l’innovazione con la tradizione”.

Fonte: IlVelino.it

http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1218115&t=Roma_e_Milano_ko_su_innovazione_fuori_dalle_20_citt%E0_del_futuro

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