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Va di nuovo all’asta Serpentara, l’isola sarda inedificabile

Terzo tentativo di vendita, si parte da 600mila € . Ma i vincoli di inedificabilità scoraggiano

Nessuno vuole Serpentara. L’isolotto davanti alle spiagge di Villasimius, nel sud-est della Sardegna, che deve al suo nome alle coste rocciose e alla sua forma, lunga e sinuosa, sarà messa all’asta martedì per la terza volta dal Tribunale civile di Cagliari. Paradiso granitico di 134 ettari, è però assolutamente inedificabile, in quanto fa parte di un’Area marina protetta. La base d’asta è di 600 mila euro. Troppo, evidentemente, perché un privato possa farsi avanti senza intravedere alcuna possibilità di business. Così le due aste precedenti sono andate deserte: nessun acquirente. Nemmeno il Comune di Villasimius, che pure nell’aprile scorso durante un affollato Consiglio comunale aveva affrontato l’argomento deliberando di essere interessato all’acquisizione. «A mio modo di vedere – commenta il sindaco Tore Sanna – la soluzione ideale è che l’isolotto, attualmente di proprietà di una società immobiliare romana dichiarata fallita, sia ceduto anche attraverso una trattativa diretta alla Regione Sardegna e che quest’ultima poi lo faccia gestire dallo stesso ente che gestisce il resto dell’area marina protetta. In questo modo si potrebbe tutelare al massimo il patrimonio avifaunistico, ma anche restaurare l’importante torre spagnola di San Luigi, risalente al 1700 e ormai fatiscente, e ancora il fortino-bunker della seconda guerra mondiale».
TERRA DI CONQUISTA – Intanto, alla vigilia dell’asta, Serpentara è diventata terra di conquista. L’indipendentista Doddore Meloni, dopo aver occupato un’altra isola della Sardegna messa recentemente in vendita, Mal di Ventre, ed essersi autoproclamato presidente della repubblica dell’isola, sabato, assieme a un gruppo di militanti, ha occupato anche Serpentara, annunciando che ci sarebbe una cordata di imprenditori locali pronta ad acquistarla con l’aiuto delle banche sarde o attraverso la creazione di una Spa ad azionariato diffuso. «A quel prezzo – sottolinea l’ambientalista Stefano Deliperi, del Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra – è difficile che acquisti un privato, visto che non si può mettere nemmeno un mattone. Ad acquisirla dovrebbe essere la Regione attraverso quell’Agenzia della Conservatoria delle coste sarde avviata dalla Giunta guidata da Renato Soru e oggi piuttosto sotto traccia con l’attuale Amministrazione regionale di Ugo Cappellacci»

Fonte: Corriere.it

http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_18/isola-serpentara-asta_fb6e4d7e-0462-11df-9eeb-00144f02aabe.shtml

Casa, 2010 al ribasso 250 mila appartamenti nuovi e invenduti

La stretta delle banche sui mutui blocca gli acquisti

E’ sempre più complesso formulare previsioni sugli andamenti di prezzi e compravendite del mercato immobiliare italiano residenziale. D’altra parte, seppur come minima consolazione, possiamo considerare che in nessun campo dell’economia e soprattutto della finanza, negli ultimi due anni, sono state fatte previsioni per il medio-lungo periodo quantomeno vicine alla realtà dei fatti. Molto dipenderà dalla congiuntura macroeconomica e soprattutto dall’andamento del mercato del lavoro. Se quest’ultimo dovesse peggiorare, con un aumento della disoccupazione, si potrebbe determinare una maggiore incertezza nelle decisioni di acquisto, soprattutto per coloro che devono ricorrere a un finanziamento. Inoltre se si confermerà l’atteggiamento prudenziale degli istituti di credito nell’erogazione dei mutui anche nel 2010 ci potranno essere delle categorie di potenziali acquirenti che avranno difficoltà nell’acquisto dell’abitazione.

«Il 2009 si chiude con un calo delle compravendite a livello nazionale di oltre il 16% rispetto all’anno precedente, con circa 590 mila scambi. Rispetto alle punte massime del 2005 e 2006 il mercato si è ridotto di circa un terzo», dice Mario Breglia, presidente dell’Istituto di ricerche indipendente Scenari Immobiliari. E non va meglio sul fronte dei prezzi: «Sempre a livello nazionale – continua Breglia – nel 2009 c’è stato un calo medio del 5,7%. Anche qui rispetto al 2007 le quotazioni medie sono calate del 12,5%. Con forti oscillazioni tra le città (dove i cali si sono fermati intorno al 10%) e i piccoli centri, dove le riduzioni sono arrivate almeno al 25%».

A soffrire di più i comuni situati negli hinterland delle grandi città, dove si sono concentrate anche le nuove edificazioni negli ultimi anni. A livello nazionale ci sono circa 250 mila case nuove o in corso di costruzione non ancora vendute. E qui si concentrano le maggiori difficoltà anche per il nuovo anno.

Infatti ad essere assente sul mercato immobiliare è la domanda di medio e basso reddito, che può comprare case sino a 200 mila euro di valore. Ma che possono comprare se hanno un mutuo che arriva almeno all’80% di tale cifra. Purtroppo gli istituti di credito hanno fortemente ridimensionato le erogazioni e raramente si supera il 50% del valore del bene.

Così un’ampia fetta di potenziali acquirenti è in “stand by” sul mercato. Basti pensare, come già accennato, ai lavoratori stranieri immigrati che sono passati dai circa 129 mila acquisti l’anno ai 70 mila del 2009 – e la tendenza è verso un calo ulteriore.

Che cosa accadrà nel 2010? Secondo Scenari Immobiliari è ipotizzabile una lieve risalita degli scambi, di circa il 5% a livello nazionale. Sul fronte dei prezzi il 2010 dovrebbe portare stabilità, anche se sono attesi lievi cali nella prima parte dell’anno e poi una stabilizzazione o lievi incrementi. Nella tabella allegata si vedono le quotazioni medie residenziali nelle principali città italiane alla data attuale, con la variazione riscontrata (sia per valori minimi che massimi) negli ultimi 12 mesi.

La geografia delle zone è molto articolata. Si trovano città che hanno retto piuttosto bene (come Firenze e Venezia) e altre dove la crisi ha colpito di più. A Torino le quotazioni sono calate tra il 4 e il 7%, mentre per il 2010 Scenari Immobiliari si attende una sostanziale stabilità, salvo le zone periferiche dove dovrebbe determinarsi un effetto rimbalzo e quindi un leggero aumento dei valori.

Autrice: Agnese Vigna

Fonte: LaStampa.it

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/economia/grubrica.asp?ID_blog=67&ID_articolo=734&ID_sezione=244&sezione=News

In Sicilia cala la richiesta di mutui, -19% nel 2009

PALERMO – Il mercato dei prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazione in Sicilia presenta nel secondo trimestre 2009 una diminuzione (-19%) rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, i volumi erogati sono influenzati dal mercato dei mutui di sostituzione. Lo dice l’ ufficio studi gruppo Tecnocasa. Nel secondo trimestre 2009 sono stati erogati 579 milioni di Euro (il 4,4% dei volumi in Italia), un ammontare che colloca la regione all’8° posto per volumi erogati. L’importo del mutuo medio della regione è circa 105 mila euro, dato inferiore al mutuo medio nazionale di 117 mila euro.
Quasi tutte le province presentano una variazione negativa in particolare Catania e Trapani (entrambe -21%), Siracusa (-22%) e Messina (-30%). L’unica provincia con segno positivo è Agrigento (5%). Palermo, la prima tra le province siciliane, presenta nel trimestre una variazione negativa del -19%, con un erogato pari a 165 milioni di euro (1,3% dei volumi erogati in Italia), ammontare che colloca la provincia alla 19/sima posizione.

Fonte: LaSiciliaweb.it

http://www.lasiciliaweb.it/index.php?id=29830&template=lasiciliaweb

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