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FRIMM si evolve in un vero e proprio Network di Servizi per il Settore del Mattone

Frimm si evolve naturalmente in un network di servizi per agenzie immobiliari e creditizie che permette agli operatori di scegliere come posizionarsi e diversificare la propria attività all’interno di un settore immobiliare sempre più competitivo

L’azienda di Roberto Barbato propone 3 diversi pacchetti: Basic (gratuito), Advanced e Professional e il network è già pronto per lavorare con l’energia, in linea col Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 30 novembre per l’attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili Servizi per agenzie immobiliari e creditizie: è questo il chiaro intento che Frimm perseguirà nel 2011. Il mero franchising, infatti, non è più sufficiente: il mercato del real estate vuole oggi una proposta variegata e diversificata che non sia per forza legata a un brand. Per questo Frimm si evolve in un vero e proprio network di servizi per il settore del mattone, tramite il quale agenti immobiliari e mediatori creditizi potranno coglierne tutte le opportunità, sia che si tratti della vendita o dell’acquisto di una casa sia che si tratti, ad esempio, di una richiesta per la certificazione energetica degli edifici. “Il 2010 è stato per Frimm un anno di fondamentale importanza perché è servito a riunire tutte le attività del Gruppo sotto il marchio unico e a dare all’azienda l’assetto di cui aveva bisogno per rispondere nel modo più giusto al mercato attuale”, spiega il presidente di Frimm Holding Roberto Barbato che da sempre crede fermamente nella forza dei network, delle reti che collaborano per conseguire obiettivi comuni, come il Multiple Listing Service (MLS), piattaforma che permette la collaborazione tutelata nella compravendita tra agenti immobiliari. “Il mercato del mattone è profondamente cambiato nel corso degli ultimi anni e il peso del franchising immobiliare in Italia è sceso dal 14,1% del 2008 al 6,3% del 2010 (Fonte: elaborazioni FIF su dati BRD Consulting; ndr). Per questi motivi, e per il fatto che la nostra Holding è già operativa su tutti i principali fronti del real estate (comprevendita, finanziamenti, imprese, trading, cantieri e frazionamenti, MLS, energie rinnovabili) abbiamo deciso di seguire il flusso di questo percorso. Il merito, non c’è dubbio, è tutto delle nostre agenzie sul territorio e dei loro clienti. Sono loro, infatti, che si sono rivolti a noi con fiducia per tante diverse esigenze facendoci crescere in ambiti differenti”. A partire da febbraio 2011, Frimm offre agli operatori 3 diversi pacchetti di servizi e strumenti: Basic, Advanced e Professional. Chi sceglie i primi 2 pacchetti rimarrà completamente indipendente (il brand Frimm fa parte esclusivamente del pacchetto Pro). Il Basic è gratuito e principalmente permette agli agenti immobiliari di collaborare nella vendita di cantieri e frazionamenti acquisiti da Frimm attraverso una versione base del MLS. L’Advanced, invece, offre il Multiple Listing Service completo con tanto di software gestionale, formazione, supporto tecnico e la possibilità di interagire con tutti i settori della Holding, compreso quello energetico. “Il nostro network è già pronto per lavorare nell’ambito delle energie rinnovabili in linea col Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 30 novembre per l’attuazione della Direttiva 2009/28/CE”, continua Barbato. Il Professional è invece la proposta completa che permette agli agenti immobiliari di aderire in tutto e per tutto al network Frimm. I 3 pacchetti per i mediatori creditizi sono in via di definizione: si attende la definizione dell’iter del decreto legislativo attuante la Direttiva 2008/48/CE.

Fonte: ZeroVentiQuattro.it

http://www.zeroventiquattro.it/turismo/frimm-si-evolve-in-un-vero-e-proprio-network-di-servizi-per-il-settore-del-mattone/

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Notizie d’Agenzia Febbraio 2011/2

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Balla il Mattone, ma è una danza della morte

Le compravendite di abitazioni, uffici e spazi commerciali calano eppure si continua a costruire. Il caso di Bologna visto dalla società di studi Nomisma: “Fra un paio d’anni inizierà una stagnazione del mercato lunga un quinquennio”

BOLOGNA, 9 FEB. 2011 Nel settore immobiliare le leggi dell’economia sono un’opinione. Da anni il mercato del mattone non tira, eppure si continua a costruire a rotta di collo. Prendiamo il caso di Bologna: le compravendite di case e di spazi commerciali sono fermi da un po’ di tempo a questa parte, ma la città è un pullulare di cantieri aperti. In corso c’è la costruzione di 320 mila metri quadri di abitazioni e quasi altrettanti destinati a uffici e commercio. Chi comprerà tutti questi spazi?

Un dilemma di non poco conto, perché la probabilità di trovarsi di fronte, fra un paio d’anni, a una montagna di invenduto è molto alta. Ad esserne convinti sono gli analisti della società di studi Nomisma. “Ci sarà una stagnazione del mercato per almeno un quinquennio”, spiega intervistato dal Tg3 dell’Emilia Romagna Luca Dondi, esperto Nomisma per il settore immobiliare.

La ragione della contraddizione tra il numero di compravendite di immobili che calano e le costruzioni che invece aumentano ha un nome. Si chiamano Oneri di urbanizzazione, ovvero gli introiti ricevuti dal Comune per ogni metro quadro di costruito. Un flusso di denaro che in questi anni è stato utilizzato per far fronte alla mancanza di trasferimenti da parte dello Stato. Così che per ragioni di cassa la pianificazione urbanistica è andata a farsi benedire.

Ora, visto che il settore immobiliare e quello edile non si parlano, a intervenire dev’essere la politica. Secondo Dondi politici e costruttori devono sedersi attorno a un tavolo con un obiettivo comune: evitare che fra qualche mese il settore entri in stagnazione e che resti in stallo per un periodo piuttosto lungo. Sarà dunque questo uno dei grattacapi più grossi per il prossimo sindaco.

Uno dei fronti dove può avere uno sbocco sicuro l’edilizia è quello della riqualificazione degli edifici già esistenti. Un ambito dove i margini di guadagno sono inferiori e dove i livelli di competenze richiesti sono più alti. Ma a beneficiarne sarebbero il colpo d’occhio sulla città e soprattutto l’ambiente, con uno stop al consumo inutile di territorio.

Autore: A. B.

Fonte: ViaEmiliaNet.it

http://www.viaemilianet.it/notizia.php?id=5700

 

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