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I protagonisti del real estate in Italia – intervista a Raffaele Racioppi

Dopo il ciclo di interviste dello scorso anno, in cui abbiamo chiesto a diversi esponenti del mercato immobiliare quali fossero lo loro previsioni per il futuro del settore, quest’anno abbiamo deciso di intraprendere dei dialoghi che spazino dalla vita professionale a quella privata, per capire come e perché nascono certi progetti e si sviluppano nuovi temi nel real estate italiano.

La prima intervista che abbiamo confezionato è quella a Raffaele Racioppi, da sempre amico di questo blog e persona che di certo più di tante altre incarna eclettismo e competenza nel panorama immobiliare italiano.

Raffaele RacioppiCiao Raffaele, anno nuovo progetto nuovo?

Ciao Andrea, chi si ferma è perduto!

Mai come in questo periodo vale questa massima.

Il 2014 sarà, per me un altro anno di grandi evoluzioni, partirà ad aprile una start up che ho ceduto e per la quale sto curando alcune aree dell’avviamento.

Sarà un anno di formazione sia on line con i webinar, a fine febbraio il primo “gratuito” con WebinarImmobiliare e a seguire partirà sempre on line il Master Immobiliare 2014.

Sarà anche un anno di aule dedicate quasi esclusivamente alla Condivisione in MLS e alla diffusione della sua Etica in collaborazione con il collega Salvatore Coddetta, con il quale sto anche portando avanti un progetto editoriale, e non chiedermi di più perché sarà una sorpresa.

Per ultimo ma non ultimo, anzi forse primo per importanza, sto progettando un vero e proprio Fab Lab (laboratorio di idee ndr) dedicato al panorama immobiliare/creditizio ove sviluppare idee e progetti che diventeranno, una volta trovati i finanziatori, nuove Start Up.

d. Come hai detto bene in tuo post non è tempo di inventare ma di innovare. Qual è l’innovazione più importante che può offrirci il 2014?

r. Ti do una doppia risposta molto sintetica perché oramai il mio pensiero è conosciuto:

  • Far decollare l’MLS, supportando piccole e grandi iniziative locali e nazionali.
  • Rinnovare e riadattare il modello della professione verso un panorama più consulenziale che non si limiti alla sola trattativa del bene ma che contempli anche la fornitura di servizi e prodotti collaterali.

d. In Italia si fa presto a rendere un termine vuoto dei suoi contenuti originali. Quando si parla di start up non è sempre chiaro a cosa ci si riferisca. Qual è la tua definizione di start up e come questa può adattarsi al mercato immobiliare italiano?

r. Andrea non c’è molto da interpretare e per non sbagliare utilizziamo la definizione commerciale che cito: con il termine start-up si identifica l’operazione e il periodo durante il quale si avvia un’impresa.

È vero che oggi c’è un abuso dei termini anglosassoni, a volte fa fico, ma lo start up è da sempre la fase magica della partenza verso una nuova avventura di carattere commerciale.

È proprio a questo concetto di inizio che mi sono ispirato quando ho aperto la serie degli articoli Pensa da Start Up dedicati agli Agenti Immobiliari. Mi è piaciuto trovare un punto di visione che permettesse al lettore di sentirsi libero dagli ancoraggi di quanto fatto sino ad oggi.

L’obiettivo è quello di liberare la creatività e trovare la motivazione immaginando una ripartenza. Sono convinto che liberi dal bagaglio a volte ingombrante del passato, gli agenti immobiliari possano essere in grado di innovare la loro professione.

In linea generale ti dico che quando personalmente parlo di progetti in start up, mi riferisco anche a progettazioni che faccio per conto terzi su richieste di rinnovamento di business già esistenti.

d. Oltre la stima che ci lega, posso dire che sei un rifermento per il settore e animi discussioni molto vivaci su argomenti prima poco esplorati come hai fatto ad esempio quando hai parlato di condivisione collaborazione e Mls. Cosa ne pensi del livello di dibattito che viene espresso oggi su un numero sempre crescente di blog e forum?

r. Indubbiamente trovo positivo la discussione come forma di confronto. E’ vero che a volte si è costretti a leggere post che non hanno nessun senso o valore, ma il web è questo con tutta la sua libertà di espressione, vedrai che nel tempo il valori e l’originalità dei contenuti verrà messo in risalto, anche, dai nuovi e più adeguati criteri di indicizzazione dei motori. Sto notando che blogger e scrittori senza contenuto si girano sempre più spesso nel loro sangue. Vuoi valutare quanti seguono un blogger? Prendi 10/20 suoi post e guarda i like che riceve, non stupirti se nel 90% dei casi sono sempre degli stessi.

d. Cambiamo pagina e parliamo di te! Sappiamo un po’ di cose sul tuo conto: oltre ad avere l’immobiliare nel sangue, sei anche un biker, e un’amante dei viaggi estremi e della fotografia. Come coniughi le tue passioni con i diversi impegni che ti portano a girare per l’Italia?

r. Mi piace questa domanda, e ti rispondo con vero piacere. In un’altra vita o nella prossima, devo essere stato o sarò un vagabondo, questa è invece una vita di mediazione. Forse mi ha rovinato Verne , o forse la curiosità che era propria degli anni 70/80 che mi hanno visto adolescente, o forse quell’officina del mio amico sotto casa. A 11 anni ho ricevuto in regalo il primo motorino da mia madre di nascosto da mio padre, a 14 anni la prima fuga da casa con il Ciao, a 16 anni il primo grande incidente, dopo il quale ho trascorso quasi un anno tra ospedale e centri riabilitativi. Un incidente che, sembrerà strano, ma che è uno passaggi più importanti della mia vita, dove ho imparato ad avere volontà, determinazione, dove ho imparato a godere del bello della vita e dove devo aver contratto il virus delle sfide dure. Un incidente benedetto, dal quale sono uscito benissimo e determinato a volermi godere tutto il possibile con naturalezza, e naturalmente sempre in moto. Con la moto ho percorso più di un milione di chilometri, ho fatto gare in pista per qualche anno, e ho guidato in 4 continenti, e continuo ancora a farlo. Ci conosciamo da un po’ di tempo oramai, e so che hai seguito i miei viaggi in Africa e Asia. Spero di arrivare ad un giorno non lontano da oggi, che ho segnato che avvenga tra 3 o 4 anni al massimo, per completare un progetto iniziato qualche decennio fa. Infine la fotografia, un naturale complemento del viaggiatore che ama documentare e condividere quanto di bello e originale scopre.

Forse il mio vero io è quello sulla moto in giro per il mondo.

Grazie Andrea, ora posso dire che c’è un pezzo di me in più nel web, e ti confesso che trovo carina questa tua iniziativa di voler mostrare qualcosa di più di ciò che viviamo quotidianamente in ambito lavorativo.

A presto Raffaele, è sempre un piacere chiacchierare con te! Avremo di certo modo di riparlare presto dei risultati dei tuoi di quest’anno.

A.R.

twitter @andrearussore

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La Formazione Immobiliare on line – Intervista a Francesco Beraldo

Francesco Beraldo

Una delle novità più interessanti del 2013 è di certo rappresentata dall’offerta sempre crescente di formazione immobiliare a distanza, e per saperne di più vi proponiamo l’intervista a Francesco Beraldo, uno degli ideatori di due innovativi progetti:

Weninarimmobiliare e Masterimmobiliare.

d. Ciao Francesco, ci racconteresti come è nata l’idea di creare Webinarimmobiliare?

r. L’idea nasce fondamentalmente per soddisfare una esigenza figlia di un particolare momento di mercato, dove c’è una forte attenzione alle spese sostenute dall’agenzia unita ad un bisogno di conoscenza sempre maggiore. Quello che si propone Webinarimmobiliare è infatti offrire una buona formazione professionale, ma con l’attenzione volta a minimizzare i costi.

L’idea nasce anche osservando quanto messo in pratica da altre realtà straniere in merito, tra cui gli Stati Uniti, che in tale approccio alla formazione sono sicuramente più avanti.

E’ chiaro che oggi è sempre più pressante il bisogno di essere preparati e aggiornati per poter offrire al proprio cliente dei vantaggi in più, delle caratteristiche distintive, che lo portino a qualificare l’agente come un consulente completo a 360°. Una formazione di tale tipo, fatta secondo le metodologie tradizionali, presenta però dei costi troppo onerosi; ecco perché l’idea di risparmiare sul contesto, sugli spostamenti, e quant’altro, dando la possibilità all’agente di accedere a pillole di formazione a costi molto contenuti.

d. Dunque parliamo anche di attenzione ai costi e scelta degli investimenti: ma quanto tempo e risorse è giusto investire nella formazione?

r. Andrea, come sai anche tu, girando per agenzie incontri strutture diverse, sia come tipologia organizzativa che come numero di risorse umane che operano nella stessa, quindi la risposta è che la spesa dipende da numerosi aspetti. Sicuramente però, in tutti i casi, il tempo dedicato a formarsi e formare il personale è un valore aggiunto per la struttura e quindi diventa imprescindibile.

Se prendiamo in prestito un indice che viene applicato nelle imprese e lo adattiamo all’immobiliare, possiamo dire che l’investimento da effettuare nella formazione di ogni persona dovrebbe essere pari all’1,5% – 2% del fatturato prodotto annualmente dalla struttura.

Ti faccio un esempio: se la mia agenzia ricava € 100.000 l’anno, dovrei investire in formazione tra i € 1.500 / 2.000 per persona.

 d. Alla luce di ciò, quali sono le aree di miglioramento e le competenze necessarie da sviluppare?

r. Da vari sondaggi, meeting e forum, è risultato evidente che le aree in cui gli agenti sono più carenti e non abbastanza aggiornati riguardano il settore digitale.

Non basta avere un iphone o tenere sotto braccio l’ipad durante gli appuntamenti per essere considerato un agente digitalizzato. L’era della digitalizzazione in questo settore è iniziata poco tempo fa e si può considerare ancora agli esordi; per questo una buona parte della formazione va centrata su tale ramo, per portare l’agente immobiliare a livelli idonei a consentirgli di sfruttare al massimo ciò che il digitale può offrirgli per migliorare il lavoro quotidiano e le sue performance.

Purtroppo, per come la vedo io, negli anni passati grazie anche a delle condizioni di mercato favorevoli, la formazione è stata messa in secondo piano, perché il mercato stesso facilitava il lavoro dell’agente e non richiedeva una preparazione così forte, approfondita e trasversale per giungere a buoni risultati.

Oggi, che l’accesso al mercato si è notevolmente ridotto, questo atteggiamento non è più consentito se si vuole rimanere sulla scena.

d. In tal senso il progetto Master Immobiliare che tipo di risultati propone?

r. Masterimmobiliare rappresenta un approfondimento di numerose tematiche, con un obiettivo importante: portare l’agente immobiliare a fatturare meglio e di più.

Questo è possibile grazie ad un percorso di preparazione strutturato a moduli, per il maggior numero costituiti da una corsi di natura pratica, come si può capire subito visitando il sito Masterimmobiliare.eu nella sezione corsi.

Quello che si propone Master Immobiliare è, infatti, una preparazione costante, distribuita su un paio di mesi, che possa fornire all’agente un kit formativo completo, che sia cioè in grado di offrirgli gli strumenti e insieme dimostrare come metterli in pratica per migliorare il suo business.

Nato in sinergia con Regold, in particolare da una amicizia con Diego Caponigro, Masterimmobiliare vuole rappresentare quel gradino in più, quel plus per un agente immobiliare moderno .

d. Data l’esperienza acquisita in quest’anno, quali sono le caratteristiche di un formatore immobiliare di successo?

r. E’ importante precisare che sono diverse le dinamiche di un Webinar dalla formazione in aul,a e anche le interazioni che si creano; di conseguenza diverse sono le caratteristiche che deve possedere il formatore.

Non per sminuire il valore di un corso in diretta live, ma per la buona riuscita di un corso in streaming è basilare che il relatore sia preparato sulla tematica trattata e che rispetti i tempi pattuiti in precedenza per la diretta (questo fa parte dell’impegnativo lavoro di preparazione che coinvolge sia il formatore che lo staff di supporto, che nei giorni precedenti devono allinearsi per  coordinare in modo attento i tempi di diretta con gli argomenti, le chat e le pause).

Al formatore in aula si richiede qualcosa in più, poiché la sua preparazione viene affiancata alla capacità che ha di generare coinvolgimento con i presenti, all’accortezza nel modificare anche in corso d’opera la sua presentazione per aumentare l’empatia con il pubblico, per capire quali argomenti attirano maggiormente l’interesse, focalizzandosi maggiormente e più a lungo su questi, e riducendo il tempo per altri che capisce non essere così stimolanti.

Concludo ringraziandoti a nome di tutto lo staff di WebinarImmobiliare e MasterImmobiliare per l’opportunità di presentare questo progetto che ritengo di grande aiuto per gli agenti immobiliari, soprattutto in questo momento e auguro Buone Feste a te e a tutti i lettori di Blogimmobiliare.com.

A.R.

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