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Notizie d’agenzia Gennaio 2011 / 4

Conti pubblici: Confcommercio, no riproposizione vecchie patrimoniali

(ASCA) – Roma, 26 gen – Confcommercio boccia la proposta di istituire tassazioni patrimoniali per ridurre il debito pubblico. In una nota la Confcommercio indica, commentando la proposta avanzata oggi da Pellegrino Capaldo, che ”per il futuro del nostro Paese e’ necessario affrontare con determinazione il nodo del macigno storico del debito pubblico. Infatti, ridurre il costo del servizio del debito pubblico e’ essenziale per liberare risorse per gli investimenti. Ma la strada per cogliere questi obiettivi non e’ certo quella della riproposizione di vecchie o nuove ‘patrimoniali’ a carico dei privati. Per abbattere il debito pubblico c’e’, infatti, tanto patrimonio pubblico vendibile e ci sono privatizzazioni ancora praticabili, anche al livello degli enti locali”.

Fonte: Asca.it

http://www.asca.it/news-CONTI_PUBBLICI__CONFCOMMERCIO__NO_RIPROPOSIZIONE_VECCHIE_PATRIMONIALI-984751-ORA-.html

Conti pubblici: Marcegaglia, no a patrimoniale, cedere immobili

Roma, 26 gen. (Adnkronos) – No a una patrimoniale, si’ alla cessione degli immobili pubblici. ”In Giunta oggi abbiamo parlato molto del problema del fisco e del debito pubblico che e’ troppo alto. La proposta di Pellegrino Capaldo che ho letto oggi sul Corriere della Sera noi la condividiamo”, dice il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine della riunione della Giunta degli industriali.

Fonte: AdnKronos.com

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Conti-pubblici-Marcegaglia-no-a-patrimoniale-cedere-immobili_311596366199.html

Casa: a Milano riparte il mercato immobiliare, +1,1% nel secondo semestre 2010

Riparte il mercato immobiliare milanese nella seconda meta’ del 2010. I prezzi riprendono a salire per gli immobili residenziali nuovi o ristrutturati, con un incremento dell’1,1% in sei mesi, e piu’ lentamente anche in provincia, +0,4% le case nuove in centro. Secondo i dati della Camera di commercio di Milano, comprare casa nel capoluogo lombardo costa in media 4.679 euro al metro quadrato, per gli immobili residenziali nuovi o ristrutturati. La crescita maggiore e’ in centro, con un incremento dell’1,7%, ma i prezzi iniziano a risalire anche nei Bastioni (+1,3%), in circonvallazione (+1,1%) e in periferia (+0,8%).

Ripartono le compravendite, con un aumento del 19,7% nel terzo trimestre 2010 rispetto all’anno precedente, anche se rimangono ancora lunghi i tempi per la contrattazione: in media sei mesi. Rallentano i prezzi nella zona Lagosta-Stazione Garibaldi interessata dalle nuove trasformazioni urbanistiche di Porta Nuova, che aveva registrato una impennata nella prima parte dell’anno (-4,1% in sei mesi, +4,5% in un anno) e la zona di Porta Genova (-2,7%) e si abbassano i prezzi su via Padova (-1,7%).

Le case piu’ care sono nella zona Spiga-Montenapoleone con 13.100 euro al metro quadrato (+1,9%) e Vittorio Emanuele-San Babila con 10.050 euro al mq (+2%). Le piu’ convenienti in Salomone-Bonfadini con 2.600 euro al mq (+0%), e in Forlanini Mecenate (2.800 euro al mq, +1,8%).

Fonte: Libero.it

http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=657062

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Il Ministro parla di «un nuovo inizio» con gli Istituti. «Sul debito più tempo alle imprese»

Tremonti: dalle banche una moratoria sulle scadenze. Faissola apre

ROMA «Bisogna fare qual cosa in più. Banche, imprese e governo devono fare assieme uno sforzo ulteriore»: il ministro dell’Economia, Giulio Tre monti abbandona i toni duri della critica usati negli ultimi mesi e invita il presidente dell’ Abi, Corrado Faissola che ha ap pena concluso la sua relazione d’apertura dell’assemblea dell’ Associazione, ad «un nuovo inizio » nei rapporti comuni. E lo fa chiedendo alle banche una «moratoria sulle scadenze più pressanti dei crediti delle imprese » da fare subito, magari entro agosto, e ancora di un «rafforzamento del patrimonio netto delle aziende». Quanto al governo «si impegna a rivedere in meglio il regime fiscale di deduzione delle perdite su crediti ». Positiva la risposta di Faissola che «apprezza» il cambio di marcia del ministro: «La proposta va sicuramente verso la ricerca di soluzioni condivi se: deve essere approfondita e riempita di contenuti» dice mentre anche la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, commenta con favore: «Ottimo, è una cosa importante su cui lavorare subito», dice. Dal mondo delle banche, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, osserva di aver sentito con piacere Tremonti parlare di «voler finalmente lavorare assieme» e ricorda che Intesa ha annunciato da mesi una proposta simile che «è stata formalizzata venerdì scorso con i rappresentanti delle piccole e medie imprese». Anche il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che chiude l’assemblea si rivolge, e non sempre in modo soft, alle banche. Innanzitutto rileva il rallentamento del credito alle imprese, «particolarmente in tenso per le banche maggiori». E accompagnato da un aumento delle sofferenze, cioè dei prestiti non rimborsati, che prose guirà dice il governatore ricordando che nella recessione dei primi anni Novanta il picco del le perdite su crediti ci fu dopo due anni dalla fine della crisi.

Le banche sono comunque solide dice Draghi rivelando i risultati dell’ultimo stress test condotto sul sistema italiano ma si devono preparare fin da ora «ad operare con una dota zione di capitale, in prospetti va, più ampia di oggi». Rafforzare il patrimonio «è soprattutto indispensabile per affrontare il deterioramento del quadro macroeconomico senza far mancare il sostegno di cui ne cessitano imprese, famiglie ed economia».

E sulla crisi Draghi si limita ad osservare il segnale positivo della diminuzione in giugno delle ore di cassa integrazione. Potrebbe essere solo frutto del la stagionalità, «una rondine non fa primavera ma speriamo che arrivino altre rondini». Sulla disciplina dell’antiriciclaggio e sulle commissione per il massimo scoperto, il governatore è severo. «L’intervento del legi slatore sulla materia è stato necessario. Ora le banche devono risolvere la questione alla radice: sostituiscano una volta per tutte le commissioni complesse e opache con commissioni ragionevoli sui fondi messi a di sposizione. Per il resto, si riconduca tutto all’applicazione trasparente dei tassi di interesse».

autore:  Stefania Tamburello

Fonte: Corriere della Sera

http://www.corriere.it/economia/09_luglio_09/Sul_debito_piu_tempo_alle_imprese_Stefania_Tamburello_739e3850-6c50-11de-864b-00144f02aabc.shtml

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