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Il business delle relazioni

il business delle relazioniDa diverso tempo l’Italia langue in una palude (copyright Matteo Renzi) su cui continua a piovere, e il mercato immobiliare ne è esempio per eccellenza.

Per tirarsi fuori da questa situazione non serve agitarsi nè tantomeno disperarsi, ma occorre agire e fare presa sull’unico appiglio possibile, il mercato stesso, e pare che pian piano in molti lo stiano capendo.

Pian piano si sta prendendo coscienza che questa è la normalità.

Purtroppo molto tempo è stato speso per rendersi conto di cosa stava accadendo, altro è stato investito per accettare una realtà diversa da quella desiderata, e troppo viene sprecato per individuare le cause senza però affrontare gli effetti, come se si fosse scoperto di essere malati e non volerlo accettare.

Questa distanza tra operatori e mercato ha di certo contribuito ad allungare il percorso di riposizionamento, necessario quanto già avviato a prescindere dalla volontà delle parti ma voluto da soggetti terzi quali ad esempio gli istituti di credito.

Eppure il mercato immobiliare (parlo quello fatto delle transazioni tra privati, quello in cui opera oltre il 90% degli addetti ai lavori) non è altro che un business fondato sulle relazioni, sui rapporti, un’attività fatta di incontri e consulenza, di fiducia e trasparenza.

Per questo motivo, l’unica soluzione è ritrovare la via al mercato, ai clienti. Muoversi verso gli altri offre la possibilità di accorciare i tempi d’uscita dalla palude, di intercettare opportunità di crescita.

Si rivela utile e propedeutico imparare nuove strategie, migliorarsi e avere una comunicazione più efficace, ma tutto ciò non sarà mai sufficiente se non rimettiamo al centro della nostra attività le persone.

Le esigenze del mercato sono espresse e il compito degli operatori è quello di interpretarle e risolvere.

Guardare al proprio ombelico, alle proprie convinzioni, alle proprie certezze andate in frantumi ha distolto l’attenzione da ciò che accade nel mercato. Discussioni stucchevoli su elementi di disturbo che hanno eroso i redditi degli agenti immobiliari, che hanno ridotto l’attività di molti all’individuazione di quali fossero gli elementi della crisi che li ha colpiti, ha dilatato i tempi necessari al cambio di marcia.

Il mercato non attende, il mercato seleziona.

tutto è relazioneEcco che allora è necessario ripartire dalle relazioni, dal creare rapporto con il mercato che ha bisogno di uprofessionista nella misura in cui ne riesce a cogliere valore aggiunto. Un mercato che ha bisogno di imprenditori capaci di garantire alti livello di servizio, aziende rappresentate fin dal singolo operatore che deve accettare che per gestire il proprio business non si può prescindere dal guardare a bilanci e saldi, da investimenti e sinergie, da innovazione e sviluppo, e soprattutto dalla prossima relazione capace che sarà capace di creare con il proprio lavoro.

La vita stessa è il business delle relazioni, e non esiste business in cui si possa ignorare il proprio mercato.

A.R

Twitter @andrearussore

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Fondo Casa: Mutui anche per i Giovani Precari

Iniziativa per facilitare l’Accesso al Credito delle Coppie under 35

A partire da marzo, la voglia di casa delle giovani sara’ sostenuta da un fondo di garanzia (Fondo casa) pensato su misura per loro, nell’intento di facilitare l’accesso al credito anche a quella fascia di lavoratori precari cui altrimenti difficilmente i finanziatori concedono fiducia.

Il fondo di garanzia
L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto Diritto al Futuro, di cui fanno parte anche prestiti garantiti per i giovani meritevoli, posti di lavoro a tempo indeterminato per i giovani genitori con contratti atipci (tramite una dote di 5mila da assegnare alle azienda per ciascun lavoratore regolarizzato) e altre misure (vedi http://www.gioventu.gov.it/).

Il Fondo casa facilitera’ la vita delle coppie under 35 di lavoratori atipici fornendo una garanzia alle banche sui mutui erogati ai giovani. Con il sostegno dato loro dal fondo, i giovani dovrebbero trovare le banche più disponibili di quanto non siano oggi alla concessione del mutuo.

Nel dettaglio, il Fondo casa garantira’ una copertura di 75mila euro agli istituti di credito in caso di insolvenza del sottoscrittore – prospettiva che spesso impedisce alle banche di concedere un mutuo a un tasso definito anche a chi non avrebbe garanzie sufficienti per accedervi.

Gli stanziamenti destinati al Fondo casa – che è stato stimato potrebbe interessare circa 10mila famiglie – ammontano a 50 milioni di euro. A rivolgersi al Fondo potranno essere le giovani coppie (under 35) residenti in Italia coniugate (con o senza figli) o nuclei monogenitoriali con figli minori che intendono stipulare un mutuo destinato ad acquistare la prima casa.

Requisiti per accedere al Fondo Casa
Per accedere al Fondo casa, ovviamente, è necessario rispondere a determinati requisiti:

  • l’eta’ anagrafica dei componenti del nucleo familiare non deve essere superiore ai trentacinque anni;
  • più della meta’ del reddito complessivo imponibile ai fini Irpef deve derivare da un contratto di lavoro atipico;
  • il reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente sulla base di valori reddituali e patrimoniali) non deve superare i trentacinquemila euro;
  • la giovane coppia che desidera fare domanda per il fondo agevolato non deve essere intestataria di altri immobili ad uso abitativo;
  • l’immobile non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi) e deve avere una superficie inferiore a novanta metri quadrati.

Le agevolazioni previste dal Fondo casa saranno valide su mutui ipotecari fino a una soglia massima di 200mila euro. Se si tratta di mutui a tasso variabile (non è specificato se euribor a 1 o 3 mesi), il tasso massimo previsto è pari o equivalente a euribor +150 punti base per i mutui di durata superiore a 20 anni e a euribor +120 punti base per mutui di durata inferiore. Per i mutui a tasso fisso, il tasso massimo è pari o equivalente a I.R.S. + 150 punti base per mutui di durata superiore a venti anni ed a I.R.S. + 120 punti base per mutui di durata inferiore.

Fonte: LaStampa.it

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplSezioni/ECONOMIA/girata_economia.asp?ID_blog=208&ID_articolo=487

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