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La casa di Bel Air di Nicolas Cage venduta per appena 10,5milioni di dollari

La casa venduta all’asta per un terzo del prezzo di listino di appena un anno fa!

Che Nicolas Cage non navigasse in buone acqua è ormai cosa risaputa. Del resto non sono pochi i vip di Hollywood abituati a vivere ben oltre le loro già spropositate possibilità. Cage in particolare è proprietario di molti immobili ma è altrettanto esposto con le banche. Su questa proprietà in particolare gravavano 6 mutui per un importo complessivo di 18 milioni di dollari. Casa Cage comunque ha fatto ben penare gli agenti immobiliari impegnati nella vendita, con degli scenari degni di copione hollywoodiano. Basti pensare che il gusto molto ardito di arredi e corredi ha spinto qualcuno a definirla al pari di una confraternita-bordello! La villa degli anni Quaranta in stile Tudor, già appartenuta anche a Dean Martin, presenta dozzine di decorazioni in bronzo alle pareti, oltre che essere tappezzata da gigantografie di copertine di fumetti.

Citybank ha comunque ottenuto ampi riscontri appena messa in vendita la villa, soprattutto per il prezzo di partenza relativamente basso di 11,8 milioni. La proprietà, che conta anche di un complesso edilizio per l’intrattenimento di circa 250 mq aggiunto nel 1974 proprio da Dean Martin, è andata così aggiudicata ad una società immobiliare di cui non è stato reso noto granchè.

Cage, 46 anni, e vincitore del premio Oscar con il film Via da Las Vegas, nel 2009 è stato inserito da Forbes nellaclassifica degli attori più pagati di Hollywood con un totale di 40 milioni di dollari, non è riuscito a risolvere la sua situazione economica intricata, fatta di mutui e acquisti spericolati. Il suo vecchio agente accusa Cage di aver dilapidato il suo patrimonio nell’acquisto di 15 dimore storiche in giro per il mondo, di 4 yacht, un’isola delle Bahamas, un jet privato Gulfstream, e milioni di dollari in opere d’arte e gioielli: il tutto solo dal 2008 ad oggi. Cage dal canto suo accusa Lenvin, l’ex manager, di avergli fatto investire in maniera poco attenta milioni di dollari.

Tutto ciò si conclude con un no-comment del portavoce di Cage che nel frattempo è impegnato a girare un film in Romania.

Andrea Russo

Fonte: Los Angeles Times

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Va di nuovo all’asta Serpentara, l’isola sarda inedificabile

Terzo tentativo di vendita, si parte da 600mila € . Ma i vincoli di inedificabilità scoraggiano

Nessuno vuole Serpentara. L’isolotto davanti alle spiagge di Villasimius, nel sud-est della Sardegna, che deve al suo nome alle coste rocciose e alla sua forma, lunga e sinuosa, sarà messa all’asta martedì per la terza volta dal Tribunale civile di Cagliari. Paradiso granitico di 134 ettari, è però assolutamente inedificabile, in quanto fa parte di un’Area marina protetta. La base d’asta è di 600 mila euro. Troppo, evidentemente, perché un privato possa farsi avanti senza intravedere alcuna possibilità di business. Così le due aste precedenti sono andate deserte: nessun acquirente. Nemmeno il Comune di Villasimius, che pure nell’aprile scorso durante un affollato Consiglio comunale aveva affrontato l’argomento deliberando di essere interessato all’acquisizione. «A mio modo di vedere – commenta il sindaco Tore Sanna – la soluzione ideale è che l’isolotto, attualmente di proprietà di una società immobiliare romana dichiarata fallita, sia ceduto anche attraverso una trattativa diretta alla Regione Sardegna e che quest’ultima poi lo faccia gestire dallo stesso ente che gestisce il resto dell’area marina protetta. In questo modo si potrebbe tutelare al massimo il patrimonio avifaunistico, ma anche restaurare l’importante torre spagnola di San Luigi, risalente al 1700 e ormai fatiscente, e ancora il fortino-bunker della seconda guerra mondiale».
TERRA DI CONQUISTA – Intanto, alla vigilia dell’asta, Serpentara è diventata terra di conquista. L’indipendentista Doddore Meloni, dopo aver occupato un’altra isola della Sardegna messa recentemente in vendita, Mal di Ventre, ed essersi autoproclamato presidente della repubblica dell’isola, sabato, assieme a un gruppo di militanti, ha occupato anche Serpentara, annunciando che ci sarebbe una cordata di imprenditori locali pronta ad acquistarla con l’aiuto delle banche sarde o attraverso la creazione di una Spa ad azionariato diffuso. «A quel prezzo – sottolinea l’ambientalista Stefano Deliperi, del Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra – è difficile che acquisti un privato, visto che non si può mettere nemmeno un mattone. Ad acquisirla dovrebbe essere la Regione attraverso quell’Agenzia della Conservatoria delle coste sarde avviata dalla Giunta guidata da Renato Soru e oggi piuttosto sotto traccia con l’attuale Amministrazione regionale di Ugo Cappellacci»

Fonte: Corriere.it

http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_18/isola-serpentara-asta_fb6e4d7e-0462-11df-9eeb-00144f02aabe.shtml

Il sorpasso delle seconde case più acquisti all’estero che in Italia

ROMA – La crisi non ha risparmiato il mercato delle seconde case. Le difficoltà economiche delle famiglie italiane penalizzano gli acquisti. Quelli che possono ancora permetterselo, invece, vanno all’estero. Così le compravendite di immobili in territorio straniero mettono la freccia rispetto a quelle nei confini nazionali. Merito del calo dei prezzi delle case in molti Paesi e del rafforzamento dell’euro verso monete come dollaro e sterlina. Ecco quindi materializzarsi un sorpasso impensabile fino a qualche anno fa. Secondo i dati di Scenari immobiliari lo shopping del mattone oltre frontiera dovrebbe attestarsi a quota 35mila unità con un incremento rispetto al 2008 del 19%. Mentre le case al mare o in montagne acquistate in Italia dovrebbero risultare pari a 33.500 con una flessione del 9%.
Una conferma viene dagli Stati Uniti. Nel 2004 gli italiani hanno acquistato 1.160 case, quest’anno dovrebbero concludere 9.100 compravendite. “Le difficoltà economiche – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari – hanno modificato l’atteggiamento dei connazionali che acquistano case all’estero: sono diventati sempre più prudenti e selettivi”.
Il compratore di una seconda casa non punta all’investimento ma cerca, ad esempio, un immobile con giardino o con bella vista sul mare. In un’isola greca, si può acquistare un fabbricato con queste caratteristiche con poco più di 100mila euro. Lo stesso vale per la montagna. Chi vuole una baita o un casolare in pietra nelle migliori località italiane deve sborsare almeno 10mila euro al metro quadrato. In Francia o in Austria, si paga il 30-40% in meno e questi edifici si trovano più facilmente. Non è, quindi, solo il prezzo competitivo a spiegare il sorpasso ma anche l’offerta di prodotti immobiliari adeguati.
Ci sono, infine, altre ragioni. In Italia, a causa della crisi, nell’ultimo biennio le nuove costruzioni sono sensibilmente diminuite così come gli interventi di recupero delle strutture già esistenti. In pratica, si è ridotta l’offerta di immobili di buon livello. Comunque il rallentamento del comparto della seconda casa è risultato meno forte rispetto a quello degli immobili residenziali nelle grandi città. Questo perché si sceglie un taglio medio-piccolo e si sostiene, pertanto, un costo più abbordabile. Nel 2009, le compravendite di case al mare dovrebbero registrare una flessione del 10-12% con i prezzi in calo del 3-5%, mentre gli affari conclusi nelle località montane dovrebbero evidenziare un calo nell’ordine dell’8-10% con prezzi sostanzialmente stabili.
La crisi economica globale ha frenato anche le compravendite in Italia da parte di stranieri. Secondo Scenari immobiliari, si dovrebbe registrare un calo nell’ordine del 6,2% passando dalle 3.200 del 2008 alle 3.000 di quest’anno. Stabile la domanda inglese (diretta in particolare in Umbria e in Puglia) e quella svizzera. In aumento quella proveniente dagli Stati Uniti e dalla Germania. I tedeschi si rivolgono al mercato tradizionale del mare (riviera romagnola) e dei laghi (Garda). Dimezzate, invece, le richieste degli acquirenti russi. Sempre Scenari immobiliari segnala che, mediamente, lo straniero che acquista in Italia ha un budget di 370mila euro, che può arrivare anche a oltre un milione. Spesso, infatti, vengono acquistati casolari o immobili da ristrutturare. L’acquisto, così, è solo la prima parte della spesa che poi può anche raddoppiare.

La crisi frena il mercato immobiliare, ma tira quello oltreconfine. Calo del 9% per edifici al mare e in montagna nel nostro Paese. In aumento del 19% rispetto al 2008 lo shopping del mattone in territorio straniero.

ROMA – La crisi non ha risparmiato il mercato delle seconde case. Le difficoltà economiche delle famiglie italiane penalizzano gli acquisti. Quelli che possono ancora permetterselo, invece, vanno all’estero. Così le compravendite di immobili in territorio straniero mettono la freccia rispetto a quelle nei confini nazionali. Merito del calo dei prezzi delle case in molti Paesi e del rafforzamento dell’euro verso monete come dollaro e sterlina. Ecco quindi materializzarsi un sorpasso impensabile fino a qualche anno fa. Secondo i dati di Scenari immobiliari lo shopping del mattone oltre frontiera dovrebbe attestarsi a quota 35mila unità con un incremento rispetto al 2008 del 19%. Mentre le case al mare o in montagne acquistate in Italia dovrebbero risultare pari a 33.500 con una flessione del 9%.

Una conferma viene dagli Stati Uniti. Nel 2004 gli italiani hanno acquistato 1.160 case, quest’anno dovrebbero concludere 9.100 compravendite. “Le difficoltà economiche – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari – hanno modificato l’atteggiamento dei connazionali che acquistano case all’estero: sono diventati sempre più prudenti e selettivi”.

Il compratore di una seconda casa non punta all’investimento ma cerca, ad esempio, un immobile con giardino o con bella vista sul mare. In un’isola greca, si può acquistare un fabbricato con queste caratteristiche con poco più di 100mila euro. Lo stesso vale per la montagna. Chi vuole una baita o un casolare in pietra nelle migliori località italiane deve sborsare almeno 10mila euro al metro quadrato. In Francia o in Austria, si paga il 30-40% in meno e questi edifici si trovano più facilmente. Non è, quindi, solo il prezzo competitivo a spiegare il sorpasso ma anche l’offerta di prodotti immobiliari adeguati.

Ci sono, infine, altre ragioni. In Italia, a causa della crisi, nell’ultimo biennio le nuove costruzioni sono sensibilmente diminuite così come gli interventi di recupero delle strutture già esistenti. In pratica, si è ridotta l’offerta di immobili di buon livello. Comunque il rallentamento del comparto della seconda casa è risultato meno forte rispetto a quello degli immobili residenziali nelle grandi città. Questo perché si sceglie un taglio medio-piccolo e si sostiene, pertanto, un costo più abbordabile. Nel 2009, le compravendite di case al mare dovrebbero registrare una flessione del 10-12% con i prezzi in calo del 3-5%, mentre gli affari conclusi nelle località montane dovrebbero evidenziare un calo nell’ordine dell’8-10% con prezzi sostanzialmente stabili.

La crisi economica globale ha frenato anche le compravendite in Italia da parte di stranieri. Secondo Scenari immobiliari, si dovrebbe registrare un calo nell’ordine del 6,2% passando dalle 3.200 del 2008 alle 3.000 di quest’anno. Stabile la domanda inglese (diretta in particolare in Umbria e in Puglia) e quella svizzera. In aumento quella proveniente dagli Stati Uniti e dalla Germania. I tedeschi si rivolgono al mercato tradizionale del mare (riviera romagnola) e dei laghi (Garda). Dimezzate, invece, le richieste degli acquirenti russi. Sempre Scenari immobiliari segnala che, mediamente, lo straniero che acquista in Italia ha un budget di 370mila euro, che può arrivare anche a oltre un milione. Spesso, infatti, vengono acquistati casolari o immobili da ristrutturare. L’acquisto, così, è solo la prima parte della spesa che poi può anche raddoppiare.

Fonte: Repubblica.it

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/economia/mercato-immobiliare/mercato-immobiliare/mercato-immobiliare.html

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