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Notizie dal Mercato Immobiliare di Cina, Russia e Austria

Cina: Città limitano Acquisto Case per sgonfiare Bolla Immobiliare

Shangai

Shanghai, 19 feb. (Adnkronos/Xin) – Shanghai e altre citta’ cinesi hanno varato restrizioni all’acquisto di abitazioni, nel tentativo di sgonfiare le bolle che si vanno formando nel mercato immobiliare. Le regole, che sono state comunicate oggi dall’Ufficio di Garanzie e Registrazione delle Abitazioni di Shanghai, proibiscono gli acquisti di nuove case da parte delle famiglie registrate in loco che abbiano posseduto due o piu’ case e da parte delle famiglie non registrate in loco che abbiano posseduto almeno una casa.

In piu’, le famiglie che non siano registrate a Shanghai e siano prive dei documenti che certifichino il pagamento della previdenza sociale o dell’imposta sul reddito nella citta’ per un anno, non possono acquistare proprieta’ immobiliari. Le vendite di proprieta’ immobiliari sono cadute del 42,4% anno su anno a Shanghai nel 2010, per effetto delle misure varate per raffreddare la domanda sul mercato.

Malgrado la diminuzione in volume delle vendite, il prezzo medio delle nuove abitazioni e’ salito del 7,6% a 20.995 yuan (3.200 dollari) per metro quadrato l’anno scorso. Sempre oggi, le autorita’ della citta’ di Nanjing, nella Cina orientale, e di Harbing, nella parte nordorientale della Repubblica Popolare, hanno varato simili restrizioni agli acquisti.

Fonte: Libero.it

http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=673385

Austria, andamento del Mercato Immobiliare

Vienna

La crisi economica e finanziaria che hanno segnato il 2009 hanno prodotto una generale sfiducia nei mercati ed un ritorno in Austria al classico investimento nel “mattone”, ritenuto più sicuro.
La prosecuzione del trend anche nel 2010 ha significato un generale rincaro del prezzo di acquisto degli immobili nell’ordine del 2-3% con punte del 20% per le abitazioni di lusso. Per quest’anno si attende un ulteriore incremento del 3-5%.

Gli appartamenti maggiormente richiesti sono i bi e trilocali. Un quarto degli immobili acquistati viene successivamente affittato.

Fonte: Euroregion.net

http://euregion.net/index.php?option=com_content&task=view&id=10552&Itemid=35

In crescita il Mercato Immobiliare Russo

Mosca

Il managing director della società di gestione degli investimenti Origin Ltd, Pierfederico Lossa, specializzato nel settore dell’immobiliare russo, ha spiegato: “Prima della crisi i profitti del settore immobiliare erano strabilianti. Nel 2008 la crescita è stata del 30%, mentre nel 2007 era stata del 15“. Successivamente la recessione economica ha portato successivamente il settore ad un crollo del 40% lasciando “congelate” tutte le operazioni che erano in programma.

Oggi, grazie alla ripresa economica anche il tale mercato, sia commerciale che residenziale, gode di un significativo rilancio, particolarmente nel segmento medio-alto. Per la prima volta dal 2007 sono i russi, e non gli stranieri, a mostrare il proprio interesse per gli appartamenti di lusso nella capitale. Inoltre, secondo una ricerca effettuata dal centro sondaggi VTsIOM, l’acquisto di una seconda proprietà sta diventando una sorta di status symbol per la crescente classe media, la quale guarda prevalentemente a: Italia, Turchia, Bulgaria, Spagna e Francia.

Per quanto riguarda gli investimenti, è importante sottolineare che nel programma del Governo una significativa attenzione è riservata al finanziamento per la modernizzazione del paese e della cittadella dell’innovazione tecnologica a Skolkovo.

Pertanto non soltanto si sta assistendo ad un risveglio nel settore immobiliare ed edile, ma si prevedono anche alte prospettive di crescita che porteranno ad una richiesta sempre maggiore di prodotti e servizi Made in Italy.

Fonte: CorriereInformazione.it

http://www.corriereinformazione.it/201102187262/imprese/internazionalizzazione/in-crescita-il-mercato-immobiliare-russo.html

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Proroga al 30 aprile per la Sanatoria Catastale

Prorogato al 30 aprile 2011 il termine per la Regolarizzazione degli Immobili fantasma, cioè ignoti al Catasto.

L’ennesimo slittamento dopo quello contenuto nel decreto Milleproroghe varato dal Governo è stato votato oggi dalle Commissioni del Senato impegnate nella conversione in legge del decreto del 28 dicembre.

Slittamento di due mesi del termine
Viene così posticipato di ancora un mese (il testo varato dal Governo prevedeva come termine il 31 di marzo) il termine per presentare la dichiarazione di aggiornamento catastale, in precedenza fissato al 31 dicembre 2010 dalla manovra finanziaria di luglio (decreto-legge 78/2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010 n. 122). L’articolo 19 di questo provvedimento ha previsto infatti che dopo il rilevamento degli immobili, con l’indicazione della presunta data della mancata presentazione della denuncia, i proprietari sono tenuti a presentare una dichiarazione di aggiornamento, attraverso la procedura Docfa, pagando i tributi speciali catastali. In caso di mancata predisposizione della richiesta di regolarizzazione, l’Agenzia del Territorio provvede all’attribuzione di una rendita presunta, con oneri e sanzioni a carico dei proprietari.

Anagrafe Immobiliare Integrata
La manovra estiva ha inoltre istituito dal 1 gennaio 2011 l’anagrafe immobiliare integrata, gestita dall’Agenzia del Territorio, cioè una “banca dati” che raccoglie i dati del catasto e dei comuni, al fine di individuare il titolare dei diritti reali sugli immobili. I comuni potranno accedere a questo sistema sulla base di regole emanate dal Ministero dell’Economia.

Scovate 2 milioni di Case Fantasma
Tra il 2007 e il 2009 l’Agenzia del Territorio ha scoperto oltre 2 milioni di case fantasma, che dovrebbero produrre un gettito fiscale di 1 miliardo di euro, e ha individuato anche 800 mila fabbricati censiti come rurali ma che hanno perso i requisiti di ruralità. Il rilevamento, che ha visto la collaborazione tra Territorio e Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), è stato possibile attraverso l’utilizzo di ortofoto aeree (foto digitali telerilevate dall’alto), sovrapposte ai dati catastali e corrette al punto tale di essere considerate equivalenti a una mappa.

Denunciata dal Proprietario solo 1 Casa Fantasma su 4
Al 30 settembre 2010
(termine ultimo per la pubblicazione, da parte dell’Agenzia del Territorio, delle operazioni di rilevamento dei fabbricati nascosti al catasto, o modificati rispetto all’originale accatastamento, e di quelli che hanno perso i requisiti di ruralità), le abitazioni nascoste al catasto che sono state regolarizzate erano 560 mila. Questo significa che su quattro case non dichiarate al catasto, solo una è stata denunciata spontaneamente dal proprietario, quasi sempre su sollecito dell’Agenzia del Territorio. È quindi probabile che una buona parte dei 2 milioni di fabbricati fantasma riceverà nel 2011 una rendita catastale presunta, con oneri e sanzioni a carico dei proprietari. In questa operazione l’Agenzia del Territorio sarà affiancata e aiutata dai professionisti tecnici, in primo luogo i geometri. La verifica della regolarità urbanistica degli immobili emersi spetterà poi ai Comuni.

Fonte: CasaEClima.com

http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=6580:proroga-al-30-aprile-per-la-sanatoria-catastale&catid=1:latest-news&Itemid=50

 

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Piano Casa: Buzzetti, Riqualificare le Città anche con misure Prodi

Fare subito le semplificazioni necessarie per superare gli scogli incontrati nelle normative regionali e riprendere le misure sulle ristrutturazioni contenute nella finanziaria approvata dal Governo Prodi.

Paolo Buzzetti - Ance

Perche’ il Piano Casa, rilanciato dall’attuale Esecutivo, deve diventare innanzitutto un ”Piano Citta”’, che punti a riqualificare le aree degradate delle nostre metropoli.

In un’intervista all’ASCA Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance, l’Associazione Nazionale costruttori edili, spiega che il Piano Casa lanciato nel 2009 dal Governo Berlusconi di fatto ”ha fallito” perche’ ”si e’ infranto contro la sovrapposizione normativa” tra Stato e Regioni e ”perche’ non sono state realizzate le semplificazioni che tutti noi speravamo”. Il risultato e’ che ”i cittadini non lo conoscono e le imprese non sanno come fare”.

Pero’, adesso, dopo la serie di misure varate dal Consiglio dei Ministri per rilanciare l’economia del Paese, ”la sua attuazione e’ possibile”. Buzzetti, in particolare, auspica che il Cdm approvi subito le semplificazioni e che il Piano Casa, piu’ che all’aumento della cubatura delle villette private, punti soprattutto alla ”riqualificazione delle aree metropolitane”. Insomma, suggerisce il presidente dell’Ance, ”piu’ che un Piano Casa, deve diventare un Piano Citta”’.

Secondo Buzzetti, infatti, su questo l’Italia e’ indietro di ”60 anni” rispetto ai grandi Paesi dell’Unione Europea.

Bisognerebbe ”snellire le procedure e semplificare le norme per l’abbattimento dei vecchi edifici, per le ristutturazioni, per i cambi di destinazione d’uso”, incentivando al contempo ”il risparmio energetico” degli edifici.

Operazioni, queste, che ”non andrebbero a consumare territorio e non avrebbero un impatto su cio’ che ha un valore storico, culturale e paesagistico”. Per questo, Buzzetti sottolinea che l’Ance ”ha sempre sostenuto le misure contenute nella finanziaria di Prodi” come la detrazione Irpef del 36% sulle ristrutturazioni, l’Iva agevolata e gli sconti fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici.

Anche perche’, la ”frustata al cavallo dell’economia” che e’ nelle intenzioni del premier Silvio Berlusconi, ”non puo’ non passare per un rilancio dell’edilizia”. Un settore che ”in 3-4 anni potrebbe generare un valore pari a 50-60 miliardi di euro” e, dunque, essere volano di posti di lavoro. ”Si pensi solo – rileva Buzzetti – che un miliardo speso nell’edilizia equivale a circa 23mila occupati”.

Un settore che, pero’, sta soffocando tra ”i ritardi dei pagamenti alle aziende da parte delle amministrazioni” e il mancato sblocco dei fondi per le piccole (3,5 miliardi) e grandi opere (12 miliardi). Il presidente dell’Ance, a questo proposito, chiede chiarezza: ”il Governo ci dica se i soldi ci sono o no”. Anche perche’, aggiunge, ”senza garanzie pubbliche le imprese si trovano in difficolta’ nel chiedere credito alle banche”. Ma su quest’ultimo punto, precisa Buzzetti, l’Ance si sta muovendo attraverso una serie di tavoli con l’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, e coinvolgendo la Cassa Depositi e Prestiti.

Fonte: Asca.it

http://www.asca.it/news-PIANO_CASA__BUZZETTI__RIQUALIFICARE_LE_CITTA__ANCHE_CON_MISURE_PRODI-989861-ORA-.html

 

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