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Notizie d’agenzia Ottobre 2010 / 2

Immobili pubblici: accordo Demanio – Comune Bologna

(AGI) – Bologna, 7 ott. – Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Agenzia del Demanio e il Comune di Bologna hanno sottoscritto l’accordo integrativo del Programma Unitario di Valorizzazione (PUV) di Bologna, che prevede la riqualificazione, la valorizzazione e la razionalizzazione di un consistente portafoglio di immobili pubblici, che verranno così restituiti alla città per nuovi usi e servizi.

L’accordo, firmato dal Sottosegretario di Stato Luigi Casero per il MEF, dal Direttore dell’Agenzia del Demanio Maurizio Prato e dal Commissario straordinario del Comune di Bologna, Anna Maria Cancellieri, sancisce la conclusione dell’iter di valorizzazione per 10 dei 19 immobili presenti nel PUV: Ex Direzione Lavori; Compendio Monte Paterno; Ex Batteria Dat Alemanni; Ex Infermeria Quadrupedi di S. Vittore; Ex Polveriera Val D’Aposa; Caserma Mameli  Locali ex Birreria (aliquota); Postazione CPB S. Pancrazio; Caserma Masini; Ex Teatro della Caserma Minghetti (aliquota); Caserma Sani. Si tratta di un importante portafoglio immobiliare che, grazie a questo accordo, è pronto per essere immesso sul mercato. In caso di alienazione l’accordo riconosce al Comune di Bologna una quota pari al 15% del ricavato attribuibile alla rivendita degli immobili valorizzati. E’ stato inoltre condiviso che la Caserma Chiarini e la Caserma S. Mamolo, compresi nel PUV Bologna, vengano interamente destinate ad usi governativi ed assegnate rispettivamente al Ministero dell’Interno e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In particolare, la Caserma S.
Mamolo diventerà un polo unico di servizi ed attività istituzionali del MIBAC, concentrando al suo interno tutti gli uffici, con un conseguente risparmio in locazioni passive. Per quanto concerne i restanti immobili del PUV l’accordo prevede che il processo di valorizzazione sia portato a compimento dalla prossima Amministrazione ordinaria attraverso un piano operativo dedicato.

Fonte: Agi.it

http://www.agi.it/bologna/notizie/201010071741-…-rt10281-immobili_pubblici_accordo_demanio_comune_bologna

Immobiliare: C&W, Milano esce da top 10 delle citta’ per fare business

Roma perde sei posizioni e scende al 28esimo posto

(Il Sole 24 Ore Radiocor) Milano, 06 ott – Milano perde una posizione, esce dalla top ten e scende all’undicesimo posto delle citta’ europee dove fare business. Peggio ancora fa Roma che passa dal 22esimo al 28esimo posto. E’ quanto emerge dallo studio della societa’ di consulenza immobiliare Cushman & Wakefield. Al primo posto si confermano LondraParigiFrancoforte. Il report prende in considerazione 36 capitali classificate in base a numerosi parametri fra cui qualita’ della vita’, inquinamento, accesso ai mercati, disponibilita’ di personale qualificato e costo degli spazi ad uso ufficio. A penalizzare Milano sono in particolare inquinamento (33esima su 36 citta’), agevolazioni finanziarie (29esima) e la disponibilita’ di uffici (27esima). Discorso simile anche per Roma che si colloca all’ultimo posto sia per la disponibilita’ di uffici sia per le agevolazioni finanziarie. Tuttavia le societa’ che intendono aprire nel capoluogo lombardo nei prossimi cinque anni sono 16 e quelle nella capitale sono 13.

Fonte: IlSole24Ore.it

http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-855317/immobiliare-c-w-milano-esce-top-10/

Tasse immobiliari, la Cina sembra avere fretta

Il governo cinese ha reso noto di avere intenzione di accellerare l’iter che dovrebbe condurre all’introduzione di una nuova imposta sulle proprietà immobiliari. L’obiettivo è quello stabilito da tempo: frenare l’impetuosa crescita dei prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nel Paese asiatico, che anche durante il mese di agosto ha conseguito un ritmo di incremento vicino alla doppia cifra (+ 9,3%), soprattutto nelle aree metropolitane di maggiori dimensioni.

Fonte: IVostriSoldi.it

http://mutui.vostrisoldi.it/articolo/tasse-immobiliari-la-cina-sembra-avere-fretta/7869/

L’Europa precipita insieme alle vendite di case in Usa

I listini europei allargano le perdite sulla scia delle indicazioni provenienti dal mercato immobiliare negli Stati Uniti, dove le vendite di case esistenti sono precipitate del 27,2% a luglio, al livello più basso da 15 anni. Piazza Affari perde ora il 2,43% sul Ftse All Share e il 2,53% sul Ftse Mib.

Male anche Francoforte (-2,26%) e Parigi (-2,52%). A New York, intanto, il Dow Jones cede l’1,44% e il Nasdaq l’1,77%. Secondo i dati resi noti dalla National Association of Realtors, le vendite hanno raggiunto un ritmo annuo di 3,83 milioni di unità, il più basso da maggio 1995.

Le attese degli economisti, invece, erano per un calo del 12% a un ritmo annuo di 4,7 milioni di unità. Il prezzo medio, invece, è salito dello 0,7% annuo a 182.600 dollari. Al contempo l’indice della Federal Reserve di Richmond per il mese di luglio ha mostrato un peggioramento ad agosto a -10 dagli 8 punti di luglio per i ricavi del settore servizi.

E’ sceso a -8 dai zero punti di luglio per i ricavi dell’attività di vendita al dettaglio, a 11 dai 16 punti del mese precedente per l’attività manifatturiera e, infine, l’indice sulle consegne di manifatture è sceso a 11 da 22 punti. E mentre l’euro è in ripresa dopo la pubblicazione dei dati americani: ha varcato quota 1,26 dollari arrampicandosi fino a 1,2665 dopo aver segnato un minimo di seduta a 1,2584, sul listino milanese soloCampari (-0,62%) e Parmalat (-0,42%) limitano i danni.

Si confermano molto deboli le banche con Unicredit che guida i ribassi accusando un calo del 3,33%. Giù Ubi Banca (-2,54%), Intesa Sanpaolo (-0,99%), Mps (-2,64%),Banco Popolare (-2,65%) e Bpm (-2,82%). Oggi gli analisti di Goldman Sachs hanno raccomandato cautela sul comparto bancario italiano, ritenendo che per adesso sia “troppo presto esprimere previsioni positive per il sistema, considerando l’incertezza della ripresa e il basso livello dei tassi di mercato”.

Nei prossimi mesi saranno le indicazioni dei vertici delle banche, e in particolare quelle sulla qualità del credito, a imprimere la tendenza ai titoli del settore. Gli analisti della banca Usa ritengono che i numeri del secondo trimestre, in pubblicazione questa settimana, mostreranno una crescita dei prestiti molto moderata, un miglioramento poco significativo sul fronte dei margini, un impatto negativo sui ricavi dal debole trading, accantonamenti ancora elevati e utili sostenuti da guadagni non ricorrenti.

Quindi, nonostante i titoli delle banche italiane abbiano registrato una performance peggiore rispetto a quelli delle banche europee del 16% circa, è meglio per adesso essere cauti. In particolare gli esperti, che hanno tagliato i target price di tutti i titoli, hanno una raccomandazione sell sul Credem (-3,4%), di ci hanno rivisto il target price da 5 euro a 4,85 euro, e sul Banco Popolare (target tagliato da 4,95 euro a 4,80 euro), mentre hanno reiterato il giudizio neutral sugli altri istituti italiani, fatta eccezione per Unicredit su cui resta il giudizio buy con un target price rivisto però da 2,85 euro a 2,80 euro.

Unicredit ha già annunciato i risultati del secondo trimestre, mentre giovedì sono in agenda quelli di Mps, la Popolare di Milano e Creval e venerdì il calendario comprendeIntesa Sanpaolo, Ubi Banca, Banco Popolare e Credem. Nel caso del Banco PopolareGoldman Sachs si aspetta che il margine di interesse si attesti a 545 milioni di euro, pressoché piatto rispetto ai livelli del primo trimestre 2010 (547 milioni), i ricavi dovrebbero salire di poco a 1.048 milioni di euro da 1.002 milioni del primo trimestre con un utile operativo atteso a 429 milioni, in rialzo dai 391 milioni.

Autore: Francesca Gerosa

Fonte: MilanoFinanza.it

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201008241612417264&chkAgenzie=TMFI&sez=news&testo=&titolo=L’Europa%20precipita%20insieme%20alle%20vendite%20di%20case%20in%20Usa

Dubai in grave crisi, tremano le Borse

Dubai World, la holding finanziaria dello stato del Golfo, ha chiesto una moratoria di sei mesi nei pagamenti

Giù tutte le piazze europee, Milano ha perso il 3,41%. Bancari a picco

Grattacieli a Dubai (Ap)
Grattacieli a Dubai (Ap)

MILANO – La grave crisi finanziaria del Dubai fa tremare le Borse che oggi sono prive del riferimento di Wall Street, chiusa per il giorno del ringraziamento. Milano alla fine cede oltre il 3% con il Ftse Mib che arretra del 3,60% e il Ftse All Share del 3,41%. Male in particolare il settore bancario (l’indice europeo del settore perde il 4,5%). Mercoledì infatti Dubai World, la holding finanziaria dello stato del Golfo, appesantita da 59 miliardi di dollari di debiti, ha fatto la richiesta di una moratoria di sei mesi nei pagamenti. Male come Milano anche le altre piazze europee con Londra, Parigi e Francoforte che alla fine hanno ceduto oltre il 3%. Alla fine l’indice Dj stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio Continente, ha perso il 3,27%, che equivale a 152 miliardi di euro di capitalizzazione bruciati in una sola seduta.

ISTITUTI INDEBITATI – Secondo l’agenzia Bloomberg, gli istituti con crediti maggiori nei confronti di Dubai World sono Royal Bank of Scotland, che a Londra ha ceduto il 7,61%, Barclays (-7,07% sempre sul listino inglese), Hsbc (-4,57%) e Lloyds (-4,17%) e Credit Suisse (-4,32%). Nel frattempo Standard & Poor’s ha messo sotto osservazione con implicazioni negative il rating di lungo periodo delle banche locali Emirates Bank International, National Bank of Dubai, Mashreqbank e Dubai Islamic Bank, vista la loro esposizione su Dubai World. Il governo dell’Emirato arabo ha comunicato che Dubai World e la controllata Nakheel intendono chiedere a tutti ai finanziatori una moratoria e di estendere le scadenze almeno fino al 30 maggio 2010. La holding statale sta cercando di rinegoziare un «bond islamico» da 3,52 miliardi di dollari emesso da Nakheel, l’operatore immobiliare famoso per aver realizzato le isole a forma di palma, in scadenza il 14 dicembre prossimo.

Fonte: Corriere.it

http://www.corriere.it/economia/09_novembre_26/dubai-rischio-fallimento-borse-picco_7fc615f8-daa5-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml

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