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Fondo immobiliare, novità del Piano Casa

Il Piano Nazionale di Edilizia Abitativa, operativo con la prima disponibilità di 350 milioni di euro per la realizzazione di abitazioni per le fasce deboli e il cosiddetto sistema dei Fondi immobiliari, può rappresentare una concreta svolta per la realizzazione di abitazioni da offrire a famiglie in difficoltà e giovani coppie, ma anche ad anziani e studenti. La spesa rapida delle risorse integrate pubblico-private per programmi di edilizia sociale può determinare, nelle condizioni di crisi, una risposta al problema abitativo e la ripresa dei processi produttivi. L’Agci ritiene che la vera grande novità del Piano per l’Edilizia Residenziale Pubblica sia la creazione di un Fondo Immobiliare che con la prima tranche di 150 milioni di euro dovrà sostenere i vari fondi locali con la partecipazione di imprese, cooperative di abitazione ed enti locali e territoriali, unitamente alle Fondazioni bancarie. Tale strumentazione finanziaria si allinea a quella europea nell’edilizia sociale, con particolare riferimento al sostegno della casa in locazione. Nel Sud, dove è più forte la domanda abitativa, le Regioni e gli Enti locali, nell’utilizzo delle risorse finanziarie da assegnare dovrebbero prestare particolare attenzione ai giovani per favorire loro l’accesso alla casa. La rilevante e continua emigrazione degli ultimi anni dal Sud per mancanza di lavoro è aggravata dall’esclusione dal mercato della casa per i prezzi inaccessibili della locazione e dell’acquisto. E’ necessario e auspicabile iniziare ad eliminare ambiti di precarietà in cui si ritrovano i giovani oggi, cominciando ad offrire una casa a prezzi sostenibili.

Aldo Carbone

Presidenza nazionale Agci Abitazione con delega per il Mezzogiorno

Fonte: Denaro.it

http://www.denaro.it/VisArticolo.aspx?IdArt=571907

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Moratoria per mutui e leasing

Per un anno le imprese pagheranno solo gli interessi

MILANO. Prende forma la moratoria di un anno per mutui e leasing: le aziende potranno pagare solo gli interessi e le banche usufruiranno di un bonus fiscale sulle perdite. L’incontro di ieri a Palazzo Chigi, allargato a tutti i rappresentanti del settore e alla presenza del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ha messo alcuni paletti sull’intesa, primo fra tutti quello del tempo. Confindustria teme gli effetti dirompenti della crisi e insiste perchè il provvedimento veda la luce il più presto possibile. Una posizione condivisa dal Ministro che ha sottolineato che per le aziende l’obiettivo primario è primum vivere’.

Il Presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, assieme a quelli di Confesercenti Marco Venturi e Confartigianato Giorgio Guerrini ha auspicato <<risposte nel più breve tempo possibile>> perchè <<l’asfissia del credito delle PMI è un passaggio fondamentale per l’uscita dalla crisi>>. Mercoledì prossimo ci sarà un tavolo tecnico e poi una nuova riunione politica. L’obiettivo è quello di creare un ‘ponte’ alle aziende, in specie le PMI, verso la ripresa economica, riscadenzando il debito e facendo pagare solo gli interessi e non il capitale. Ancora da stabilire se la moratoria riguarderà anche lo scoperto sui conti correnti e lo smobilizzo delle fatture. L’accordo quadro avrà un respiro nazionale dopo le intese siglate dal credito cooperativo e da alcune banche con le PMI di Confindustria. In cambio gli istituti di credito dovrebbero vedere aumentata la deducibilità delle perdite, fin qui limitata. Gli istituti di credito, infatti, ha spiegato Faissola,  sono i primi interessati a non far mandare in sofferenza le aziende e faranno la loro parte, a prescindere dal meccanismo di sgravio che è <<ancora tutto da definire>>. I crediti riscadenzati andrebbero in una voce in bilancio diversa, senza pesare sui bilanci delle stesse banche, già sotto pressione. Confindustria ha registrato un’apertura del Ministro dell’Economia sulla patrimonializzazione delle imprese con il via libera alla detassazione sugli aumenti di capitale delle imprese: l’ipotesi è che <<se l’impresa mette un capitale di 100, la banca aggiunga un credito di 300-400. E, infine, a un fondo di investimento che possa finanziare le imprese>>.

autore: Andrea Di Stefano

fonte: Gazzetta di Modena

Ocse: “Ripresa in Italia e Francia”

Crisi,” Miglioramento dei Paesi membri”

Segnali di ottimismo sul dopo-crisi dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Il Leading Indicator composito calcolato dall’Ocse, cioè l’indice che anticipa la tendenza del ciclo economico, “dà tangibili segni di miglioramento nelle prospettive della maggior parte dei paesi membri”. “Stanno emergendo – si legge nella nota – segnali di potenziale ripresa in Italia e Francia”, dove la crisi sembra aver toccato il “fondo”.

Il quadro economico dei 30 paesi membri dell’Ocse è migliorato anche per Canada, Gran Bretagna, Stati Uniti, Cina e India.

Numeri alla mano, il leading indicator composito dell’Ocse (CLI) per l’area dei paesi aderenti all’organizzazione a maggio è salito a 94 da 93,2 di aprile, ma presenta ancora 7,3 punti inferiori a un anno prima.

L’indice per le maggiori economie che formano il gruppo dei Sette è balzato a 93,3 da 92,5 di aprile, tranne che per il Giappone dove si è registrata una flessione a 88,4 a maggio da 88,7.

“Il leading indicator composito dell’Ocse per maggio 2009 indica segnali tangibili di miglioramento del quadro nella maggior parte dei paesi Ocse”, è scritto nello studio. “Segnali di potenziale ripresa stanno emergendo in Italia e in Francia, con indicazioni di punto di minimo in Canada, Regno Unito, Usa, Cina e India”. “I segnali di punto di minimo sono più incerti in Russia”.

 


Fonte: Tgcom.it

http://www.tgcom.mediaset.it/economia/articoli/articolo454852.shtml

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