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Balla il Mattone, ma è una danza della morte

Le compravendite di abitazioni, uffici e spazi commerciali calano eppure si continua a costruire. Il caso di Bologna visto dalla società di studi Nomisma: “Fra un paio d’anni inizierà una stagnazione del mercato lunga un quinquennio”

BOLOGNA, 9 FEB. 2011 Nel settore immobiliare le leggi dell’economia sono un’opinione. Da anni il mercato del mattone non tira, eppure si continua a costruire a rotta di collo. Prendiamo il caso di Bologna: le compravendite di case e di spazi commerciali sono fermi da un po’ di tempo a questa parte, ma la città è un pullulare di cantieri aperti. In corso c’è la costruzione di 320 mila metri quadri di abitazioni e quasi altrettanti destinati a uffici e commercio. Chi comprerà tutti questi spazi?

Un dilemma di non poco conto, perché la probabilità di trovarsi di fronte, fra un paio d’anni, a una montagna di invenduto è molto alta. Ad esserne convinti sono gli analisti della società di studi Nomisma. “Ci sarà una stagnazione del mercato per almeno un quinquennio”, spiega intervistato dal Tg3 dell’Emilia Romagna Luca Dondi, esperto Nomisma per il settore immobiliare.

La ragione della contraddizione tra il numero di compravendite di immobili che calano e le costruzioni che invece aumentano ha un nome. Si chiamano Oneri di urbanizzazione, ovvero gli introiti ricevuti dal Comune per ogni metro quadro di costruito. Un flusso di denaro che in questi anni è stato utilizzato per far fronte alla mancanza di trasferimenti da parte dello Stato. Così che per ragioni di cassa la pianificazione urbanistica è andata a farsi benedire.

Ora, visto che il settore immobiliare e quello edile non si parlano, a intervenire dev’essere la politica. Secondo Dondi politici e costruttori devono sedersi attorno a un tavolo con un obiettivo comune: evitare che fra qualche mese il settore entri in stagnazione e che resti in stallo per un periodo piuttosto lungo. Sarà dunque questo uno dei grattacapi più grossi per il prossimo sindaco.

Uno dei fronti dove può avere uno sbocco sicuro l’edilizia è quello della riqualificazione degli edifici già esistenti. Un ambito dove i margini di guadagno sono inferiori e dove i livelli di competenze richiesti sono più alti. Ma a beneficiarne sarebbero il colpo d’occhio sulla città e soprattutto l’ambiente, con uno stop al consumo inutile di territorio.

Autore: A. B.

Fonte: ViaEmiliaNet.it

http://www.viaemilianet.it/notizia.php?id=5700

 

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In Italia oltre 100mila immobili hanno un impianto fotovoltaico

(Teleborsa) – Roma, 9 nov – Alla fine di quest’anno entrerà in vigore il nuovo decreto interministeriale sugli incentivi per l’installazione degli impianti fotovoltaici, ma secondo un’analisi condotta da Gruppo Immobiliare.it, leader del settore immobiliare online, attraverso i dati raccolti dal proprio sito NuoveCostruzioni.it, sono già oltre 100.000 gli immobili italiani dotati di un impianto fotovoltaico, soprattutto case di nuova costruzione.

I costi dell’installazione di un impianto possono essere influenzati da tanti fattori (vincoli urbanistici, strutturali…) ma l’analisi dell’Ufficio Studi di Gruppo Immobiliare.it ha stimato il costo di un sistema fotovoltaico in circa 20.000 euro.

Il tempo di rientro dell’investimento dipende da due variabili: orientamento dei pannelli e posizione geografica. Mediamente si può considerare che al Nord l’investimento verrà ripagato in 10-11 anni, mentre al Centro-Sud in 7-8 anni. Secondo Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, “Installare un impianto fotovoltaico permette di azzerare in tempi relativamente brevi i costi delle bollette energetiche che, in media, ammontano a 700 euro per ogni famiglia. In questo momento poi” prosegue Giordano ” non si devono trascurare i benefici derivanti dagli incentivi che consentono di ammortizzare in breve tempo i costi sostenuti.”

Sulla base dei dati forniti da NuoveCostruzioni.it, è stato possibile anche rilevare il numero degli impianti fotovoltaici presenti in Italia che varia molto tra regione e regione; sia per quantità che per potenza installata. La Lombardia con i suoi oltre 15.000 impianti si colloca al primo posto per numerosità, seguita dal Veneto (10.700 impianti) e dall’Emilia Romagna (9100 impianti); mentre la Puglia è al primo posto per la potenza installata, 319 MW, seguita ancora una volta da Lombardia ed Emilia Romagna.

Secondo l’analisi effettuata da NuoveCostruzioni.it, la regione con la più alta percentuale di impianti fotovoltaici sui nuovi immobili è il Trentino (10%), seguita dal Friuli Venezia Giulia (8%).

Fonte: Repubblica.it

http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=634&dt=2010-11-09&src=TLB

 

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Case al mare la crisi non c’è. Milano Marittima è la più cara

Secondo i dati degli agenti immobiliare anche i prezzi non calano

Milano Marittima si conferma la perla della Riviera, la località più “in” e più costosa della costa romagnola. Lo dicono i dati sull’andamento del mercato turistico raccolti dalla FIAIP, la federazione che raccoglie gli agenti immobiliari della regione. Per un trilocale vicino al mare si arrivano a spendere mediamente quasi 9000 euro al metro quadrato (ma in alcuni siti di particolare pregio i prezzi lievitano fino a 12000 euro al metro quadrato). Per chi si accontenta di una casa un pò più distante dagli ombrelloni il costo minimo per un buon usato è 3350 euro al metro quadrato. Prezzi leggermente più bassi sulla costa di Rimini, dove si va da un minimo di 1900 euro al metro quadrato per un trilocale non nuovo e distante dal mare a Bellaria, ai 6500 euro al metro quadrato per una casa vista spiaggia a Riccione.

Gli acquirenti alla ricerca di occasioni più a buon mercato è meglio che si indirizzino sui Lidi di Ferrara, dove al massimo si spendono 4000 euro al metro quadrato per un appartamento vicino al mare (le località più care sono Lido degli Estensi e Lido di Spina). In generale la FIAIP, che ha monitorato 25 località, restituisce un quadro piuttosto positivo dell’andamento del mercato immobiliare nelle località della riviera.

“Non ha subito i decrementi registrati in altre città”, conferma il presidente Libero Calamosca. Per il 78% degli agenti intervistati le compravendite sono stabili

(40%) o in aumento (38%), solo per il 22% sono in diminuzione, un trend che si dovrebbe ulteriormente rafforzare il prossimo anno, per quanto si prevede un allungamento dei tempi di vendita a 6-7 mesi. LA quasi totalità degli acquirenti si concentra in Emilia-Romagna e Lombardia, ma aumenta l’interesse da Toscana e Umbria

Gli immobili più richiesti nei luoghi di vacanza dice la FIAIP, sono i trilocali e i bilocali con spazio giorno di buona metratura, soprattutto quelli con terrazza vista mare o giardino privato. I prezzi restano stabili rispetto al 2009, con una leggera tendenza alla crescita.

Fonte: Il Resto Del Carlino edizione del 6 novembre 2010

 

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