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Google si regala un Palazzo

550mila metri quadrati per 1,9 miliardi di dollari: è uno degli edifici più connessi al mondo. E anche Facebook si muove sul mercato immobiliare di New York

Roma – Da ottobre Google stava tentando di acquistare uno dei più grandi carrier hotel del mondo, un immobile di 550mila metri quadrati, situato a Manhattan (New York), sull’ottava strada. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal BigG è riuscita ad aggiudicarsil’immobile al prezzo di 1,9 miliardi di dollari.

Il palazzo, situato al civico 111, ospita al suo interno alcune delle più grandi aziende che si occupano di data center e telecomunicazioni tra le quali Digital Realty TrustTelxAT&T,Equinix, ed è per tale motivo da considerarsi uno degli edifici più connessi al mondo grazie al numero di provider e ISP che passano nei cavidotti della struttura.

L’importo speso dalla società è il più alto pagato per un singolo edificio negli Stati Uniti nel corrente anno.

 

Il nuovo palazzo di Google

Non sorprende che BigG abbia deciso di spendere tale cifra per acquistare il palazzo, se si considera che dal terzo trimestre di quest’anno Google ha fatturato circa 33 miliardi di dollari, cifra con la quale si potrebbero acquistare un intero blocco di edifici della stessa dimensione e di ugual prestigio senza di fatto modificare l’andamento economico della società.

Autore: Raffaela Gargiulo

Fonte: Punto-Informatico.it

http://punto-informatico.it/3051421/PI/News/google-si-regala-un-palazzo.aspx

 

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Curiosando nelle Proprietà Immobiliari dei magnati dell’informatica

Zillow.com questa volta si è decisa di fare le pulci a tutti grandi miliardari dell’informatica e di internet degli USA: e il risultato è tutto da leggere.

Si parte con Bill Gates che oltre a essere il co-fondatore di Microsoft è anche il secondo uomo più ricco del Pianeta. Ciò lascia intendere che possa vivere dovunque voglia: lui ha deciso di vivere in una proprietà vicino Seattle, una villa che conta 8 camere da letto e 25 bagni per un estensione di circa 5’500 mq e un valore stimato di 145milioni di dollari!

Proseguendo ci imbattiamo nella residenza dell’uomo della mela, Steve Jobs cofondatore e volto di Apple. Lui attualmente risiede con la famiglia, a Palo Alto in California in una casa in stile Tudor che si sviluppa su circa 550 mq con 7 camere da letto e 5 bagni. Ma il fiore all’occhiello di Mr Jobs è una casa in stile Spagnolo del 1929 che ha appena deciso di demolire per ricostruirla totalmente. Una cosuccia da 30 camere.

A ruota, troviamo lo strano caso di Mark Zuckerberg. Il 26enne co-fondatore di Facebook e più giovane miliardario d’America secondo Forbes abita in una casa in affitto mensile a Palo Alto, California, nei pressi degli uffici di Facebook e  vicino ad un altro pezzo pregiato del tech americano, Jawed Karim co-fondatore di Youtube. Insomma come avere 6,9miliardi di dollari di patrimonio personale e non sapere come spenderli.

Nella lista di certo non sfigura Michael Dell, fondatore e proprietario di Dell.inc secondo produttore al mondo di personal computer, vive in una casa dal nome già emblematico: Il Castello. Pare sia la proprietà più costosa mai esistita nel Texas. Oltre 3000 mq su un terreno di 8 ettari che comprende 8 camere da letto, 8 bagni completi e 13 di servizio, un cucina da ristorante di qualità, sala conferenze coperta e piscine coperte e scoperte. Tutto da dividere tra lui, la moglie Susan e 4 i figli. C’è da scommetterci che non dovranno litigare per il bagno la mattina.

Poi troviamo la casa di Mark Cuban,  che dopo aver venduto la sua web-company Broadcast.com a Yahoo e incassato 5,9 miliardi di dollari nel 1999 è diventato proprietario dei Dallas Mavericks franchigia NBA. Ha così preso residenza a Dallas in Texas in una proprietà di oltre 2200 mq con 10 camere da letto e 13 bagni per lui, la moglie Tiffany, e i loro 3 figli.

Altro enfant-prodige dell’era di internet è Evan Williams, già dietro molti prodotti del web è di certo ben noto quale co-fondatore ed ex amministratore di Twitter, che si è trasferito dal suo attico a SoMa, in una proprietà a Noe Valley sempre nell’area di San Francisco. Acquistata per 2,4milioni di dollari ha una superficie di 280 mq dispone di 5 camere da letto, 5 bagni e una affascinante guest-house.

Il fondatore di Oracle, Lawrence “Larry” Allison, parte da lontano. Dal 1977 anno della sua entrata nel mercato dell’informatica. Oggi è l’amministratore più pagato d’America: 1,87 miliardi di dollari di stipendio annui. Oltre a fare molta beneficenza, non si vergogna di spendere per se i propri denari: yacht, jet privati e auto staniere si aggiungono alle sue proprietà immobiliari. Spicca la sua proprietà di Woodside, in California, ispirata all’architettura giapponese antica: oltre 9 ettari di estensione, su cui sorge la costruzione principale che misura oltre 700 mq, più altri 9 fabbricati e un lago artificiale grande 1000 mq. Non soddisfatto, Allison è anche proprietario di un attico a Manhattan di oltre 450 mq, una villa ad Atherton di quasi 750 mq e, e di un patrimonio di 12 proprietà immobiliari a Malibù che sommano solo queste 180milioni di dollari un valore complessivo. Inoltre a gennaio 2010 ha acquistato a Rhode Island la storica Astor’s Beechwood di Newport: costo dell’operazione 10,5milioni di dollari!

Fonte: Zillow.com

http://www.zillow.com/blog/homes-of-titans-who-rule-the-tech-world/2010/11/03/

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Il mercato immobiliare USA

Disintermediazione del mercato del credito e “bolla del credito”

Negli ultimi anni il mercato immobiliare statunitense ha vissuto una profonda crisi.
A trasformare il “boom” di questo mercato in quella che è stata chiamata “bolla del credito” è stata la disintermediazione del mercato del credito.

Secondo l’ex governatore della Federal Reserve Alan Greenspan, la “bolla immobiliare” era già presente tra il 2001 e il 2005, in più di 20 nazioni, accomunate dal fatto che i tassi di interesse erano scesi contemporaneamente. Negli Stati Uniti questa situazione è stata esacerbata dal larghissimo uso che si è fatto della cartolarizzazione dei mutui (soprattutto di quelli subprime).

Stando alle analisi degli esperti, il crac immobiliare che ha fatto seguito dello scoppio della bolla dei mutui subprime ha distrutto tanto di quel valore e di quella ricchezza che ci vorranno 20 anni prima che quanto perso possa essere recuperato. Negli ultimi 5 anni negli Stati Uniti si stima che la crisi immobiliare abbia bruciato ricchezza per ben seimila miliardi di dollari.

Nei mesi scorsi, il settore è stato parzialmente rivitalizzato dagli incentivi statali che ne hanno ampiamente influenzato le dinamiche di mercato. Questi prevedevano un incentivo di 8000 dollari per chi acquistasse una casa per la prima volta e uno di 6500 per chi invece fosse già in possesso di altre abitazioni. In vigore dall’inizio del 2009, questo contributo è scaduto il 30 aprile 2010.

E’ stata invece prevista un’estensione per coloro che stanno svolgendo o hanno svolto attività per il governo fuori dal territorio statunitense per un minimo di 90 giorni. A coloro che hanno già sottoscritto un contratto entro il 30 aprile 2010, è stato dato tempo fino al 30 giugno 2010 per completare l’acquisizione. Pertanto, a partire da quella data  possibile apprezzare a pieno gli effetti della crisi.

Fonte: BorsaItaliana.it

http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/mercato-immobiliare-usa123.htm

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