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L’Amministratore può chiedere i Debiti solo al Proprietario della Casa

Nel Condominio il pagamento degli Oneri di Gestione delle Parti Comuni grava solo sul Proprietario dell’Appartamento.

Se c’è un’azione di recupero della quota di spese di competenza dell’immobile, è “passivamente legittimato” solo il vero proprietario della casa e non anche chi possa apparire tale.

La Corte Suprema (sentenza n. 574/11) ha annullato il decreto ingiuntivo emesso da un Giudice di pace nell’ambito di un giudizio secondo equità (inferiore a 1100 euro) contro chi si era sempre comportato come proprietario per moltissimi anni malgrado l’appartamento fosse della moglie. Il comportamento era apparso tale da giustificare la tutela dell’apparenza del diritto e quindi del terzo di buona fede, ossia, nel caso concreto dell’amministratore del condominio.

L’esigenza di individuare con certezza chi é tenuto al pagamento nasce dal carattere reale delle obbligazioni nel condominio. La ripartizione delle spese comuni (art. 1123, comma 1 c.c.) grava, salvo diversa convenzione, su ciascun condomino in base a un criterio che come prescinde dal godimento effettivo della porzione di proprietà particolare, così non considera rilevante che altri, piuttosto che il proprietario, utilizzi l’unità immobiliare singola, fruendo delle cose e dei servizi comuni e concorrendo di fatto ai relativi oneri.

Fonte: LaStampa.it

http://www3.lastampa.it/i-tuoi-diritti/sezioni/casa-condominio/news/articolo/lstp/388918/

 

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Ciclone Dubai World fa ancora sentire i suoi strascichi

Dubai, il governo molla la holding:«Nessuna garanzia di Stato sui debiti». Ko la Borsa dell’Emirato -7,3%. Giù anche Abu Dhabi -8,3%. Chiudono in flessione i principali listini europei

Un'immagine di Dubai (Marka)
Un’immagine di Dubai (Marka)

MILANO – La crisi finanziaria di Dubai World la holding finanziaria dell’emirato del Dubai fa ancora sentire i suoi strascichi. Soprattutto alla luce dell’annuncio fatto da Abddulrahman al-Saleh, direttore generale del ministero delle Finanze di Dubai, che il governo di Dubai non intende garantire i debiti di Dubai World e i suoi creditori subiranno «a breve termine» le conseguenze della ristrutturazione del debito della conglomerata. «I creditori – spiega Abdulrahman al-Saleh alla tv di Dubai – dovranno assumersi la loro parte di responsabilità per la loro decisione di prestare soldi alle compagnie». «Essi pensano – aggiunge – che Dubai World faccia parte del governo, il che non è corretto». «Il governo – spiega ancora – è il proprietario della compagnia, ma fin dalla sua fondazione è stato stabilito che la compagnia non è garantita dal governo». Dubai World, precisa il direttore generale «fa accordi con tutti su quest base e i suoi prestiti si basano sui suoi progetti e non sulle garanzie del governo». Secondo Saleh la reazione dei mercati, che ha mandato a picco le Borse di Dubai e di Abu Dhabi, è esagerata. «La ristrutturazione del debito – dice ancora – è una decisione che è nell’interesse di tutte le parti nel lungo termine, ma potrebbe infastidire i creditori nel breve termine». La ristrutturazione dovrebbe riguardare 5,7 miliardi di debiti, con scadenza prima del prossimo maggio. La banca centrale degli Emirati arabi uniti ha assicurato che fornirà liquidità extra al sistema bancario, ma Saleh dubita che ce ne sarà bisogno. «Penso – spiega – che le banche a questo stadio non abbiamo bisogno di liquidità extra da parte della banca centrale».

IN PICCHIATA LA BORSA DELL’EMIRATO – Chiusura di conseguenza in profondo rosso per le borse di Dubai e Abu Dhabi. Il listino di Dubai ha perso il 7,3% con tutti i gruppi bancari ed edilizi in picchiata. Giù anche la borsa di Abu Dhabi, che ha fatto registrare un -8,3%. Prima del terremoto finanziario, la borsa di Dubai aveva chiuso in rialzo del 28% dall’inizio dell’anno. In perdita anche la borsa dell’Egitto (-6,86%) mentre la borsa dell’Arabia Saudita è chiusa fino a sabato, e nemmeno è aperta quella del Kuwait.
Direzione opposta per le borse dell’Asia, dove Tokyo ha concluso gli scambi con un balzo del 2,91% e Hong Kong del 3,25%.

BORSE EUROPEEE WALL STREET – Il ciclone Dubai fa sentire i suoi riflessi anche in Europa. Dopo un avvio in rialzo il listino milanese frenava. Giravano in calo il Ftse All Share (-0,75% ) e il Ftse Mib (-0,74%). In calo anche le altre principali borse europee con Parigi che cede l’1,05%, Francoforte l’1,03%, Londra lo 0,88%. Poi c’era una lieve ripresa. Alla fine le principale Borse europee chiudevano tutte al ribasso. A Francoforte il Dax terminava a 5.625,95 punti (-1,05%). Il Ftse 100 di Londra concludeva a 5.190,68 punti (-1,05%). Il Cac 40 di Parigi chiudeva a 3.680,15 (-1,11%). Lo Swiss Market di Zurigo terminava a 6.273,43 punti (-1%). A Milano l’indice Ftse Mib concludeva invece a 21.928,16 punti (-1,25%).
Anche la borsa di New York apriva in negativo (Dow Jones -0,29%) poi successivamente si portava in territorio positivo (Dow Jones +0,13%) dopo il rialzo inatteso dell’indice Pmi che sintetizza l’andamento del comparto manifatturiero nel distretto industriale di Chicago.

ESPOSIZIONE – Le banche inglesi sono quelle che rischiano di pagare il prezzo più caro per le ripercussioni della ristrutturazione del debito del Dubai. Lo scrive Morgan Stanley in una nota basata sui dati della Banca dei regolamenti internazionali, secondo i quali gli istituti del Regno Unito, tra cui Hsbc e Standard Chartered, hanno investito 50 miliardi di dollari nella regione. «Le banche inglesi sono quelle potenzialmente più colpite dalle ampie ripercussioni della ristrutturazione del debito del Dubai», sostengono gli analisti di Morgan Stanley, e questo anche se «l’impatto diretto di Dubai World sulle banche europee è modesto, e il rischio è stato fin troppo scontato».

Fonte: Corriere.it

http://www.corriere.it/economia/09_novembre_30/dubai-borse_3d928c58-dd9c-11de-a61b-00144f02aabc.shtml

A Roma e Lodi record di debiti

L’analisi della CGIA di Mestre

Proprio così, a Roma e a Lodi ci sarebbe il record nazionale per quanto riguarda le famiglie più indebitate. Lo dice la Cgia di Mestre. In termini di indebitamento medio per nucleo familiare, parametro usato per l’analisi, Lodi sarebbe in testa con un dato di 20.960 euro. Segue Roma con 20.954 euro e Milano con 20.857 euro. Dall’introduzione dell’euro ad oggi l’indebitamento medio delle famiglie italiane è cresciuto del’81%. Alla base soprattutto ovviamente l’accensione di mutui per l’acquisto della casa, ma anche prestiti per l’acquisto di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili. Una lievitazione che ha toccato nel dicembre del 2008 i 15.000 euro (precisamente 15.067,6 euro). A livello provinciale al quarto posto troviamo Trento (20.750,8 euro), di seguito Reggio Emilia (20.105,4 euro), Prato (19.902,06 euro).

”Questi dati vanno interpretati – dice Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – perche’ le province piu’ indebitate sono quelle che presentano anche i livelli di reddito piu’ elevati. E’ chiaro che tra queste famiglie in difficolta’ vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali piu’ deboli. Tuttavia, appare evidente che la forte esposizione di queste realta’, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa – prosegue Bortolussi – e’ quando analizziamo la variazione di crescita dell’indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2008. Al di sopra del dato medio nazionale troviamo molte realta’ provinciali della Puglia, della Campania e dell’Abruzzo. Cio’ sta a significare che questo aumento e’ probabilmente legato all’aggravarsi della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione”.

Fonte: Tgcom.it

http://www.tgcom.mediaset.it/economia/articoli/articolo457645.shtml

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