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Crisi dell’edilizia, Cresme: ci salveranno le riqualificazioni residenziali

Nel quadriennio 2007-2010 il settore ha perso il 20%. Nel 2011 la ripresa solo da Piano Casa e riqualificazioni residenziali

Passato e presente nero, anzi nerissimo, per il mercato delle costruzioni che, secondo il 18° Rapporto Congiunturale realizzato dal Cresme, nel quadriennio 2007-2010 ha subito una perdita complessiva intorno al 20%.

L’anno peggiore? Sicuramente il 2009 che, come già riportato precedentemente da uno studio Federcostruzioni, per il mercato mondiale è stato uno dei peggiori, tanto da far registrare un calo degli investimenti del 3,56%. Dello stesso parere anche Ance che già a giugno aveva denunciato un calo del 7,7% degli investimenti nel settore rispetto al 2008.

Mai registrato una tale contrazione
Preoccupato dell’attuale situazione il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, il quale ha esaminato le principali fasi critiche del settore costruzioni dal secondo dopoguerra, rilevando la gravità dell’attuale congiuntura. “Nel primo periodo (triennio 1975-1977) – ha dichiarato Bellicini –  la contrazione del mercato fu dell’11,7%, nel secondo periodo (biennio 1982-1983) del 7,5%, nel terzo (1993-1994) del 9,1%, oggi siamo di fronte ad una crisi innanzitutto più lunga e soprattutto dagli effetti ben più rilevanti con una erosione di circa un quinto del mercato”.

Calo del 6%
In termini di analisi delle stime sull’andamento e sulle prospettive del settore sono due i dati più rilevanti. Il primo riguarda il peggioramento della stima relativa all’anno 2010 rispetto a quanto previsto alla fine del 2009, passata da un meno 2,8% a meno 5,9%, mentre il secondo concerne la contrazione della crescita preventivata nel 2011 da un 1,6% a un +0,9%.

”Nella nostra previsione – ha sottolineato Bellicini – peggiorano i dati delle nuove costruzioni residenziali e, non residenziali, mentre migliora e torna positiva la stima degli investimenti in riqualificazione residenziale, ma in misura assai più contenuta rispetto alla perdita del nuovo. Il risultato è che nel 2010 il mercato delle costruzioni complessivamente registrerà un ulteriore calo intorno al 6%”.

Prospettive per il 2011
Le speranze per la ripresa dell’anno 2011 vengono affidate al Piano Casa 2 e all’ampliamento del patrimonio esistente, iniziative che dovrebbero, sempre secondo Bellicini, iniziare a produrre i primi effetti sul mercato residenziale. Il risultato sarà la ripartenza di un nuovo ciclo edilizio con una crescita comunque inferiore all’1%.

“In caso contrario – conclude il direttore del Cresme –  anche il 2011 avrà un andamento in perdita e l’avvio del nuovo ciclo verrà rimandato al 2012. Ciò anche come conseguenza del trend ancora negativo del mercato pubblico dovuto allo ‘slittamento’ dei programmi delle grandi opere e alla contrazione della spesa degli enti locali, che nel 2010 tocca anche le Aziende Speciali. Più dinamica del previsto dovrebbe invece essere nel 2011 la domanda di riqualificazione residenziale che dovrebbe caratterizzare il prossimo ciclo edilizio”.

Fonte: CasaeClima.com

http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=5636:cresme-crisi-nera-per-il-settore-delle-costruzioni&catid=1:latest-news&Itemid=50

 

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Le ultime previsioni sull’andamento dell’immobiliare provengono dal IV Rapporto Ancab Cresme sul mercato della casa in Italia, presentando una dinamica articolata in crisi-ripresa-frenata per il periodo 2009-2012. Negativo il giudizio per tutto il 2009, anno in cui – secondo i dati – saranno compravendute 695mila abitazioni rispetto a 1milione e 44mila del 2006, un netto calo che allinea il mercato ai dati registrati nel ’97, quando le compravendite toccarono le 665 mila unità.  Altro segno negativo è rappresentato dalla frenata dei prezzi, destinati a calare del 9%. Una flessione del mercato alla cui base il rapporto individua la forte contrazione della domanda da parte delle famiglie e la difficoltà di vendere la propria casa per acquistarne un’altra.

Ciò che è singolare nelle conclusioni del Rapporto presentato a Roma nei giorni scorsi da Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, nel corso dell’Assemblea nazionale delle cooperative di abitanti aderenti alla Legacoop, è che la situazione non potrà migliorare facilmente nemmeno in presenza delle iniziative a favore dell’edilizia. Infatti, le stime prevedono che se solo il 12% degli aventi diritto utilizzasse la possibilità di ampliamento dei fabbricati residenziali mono/bifamiliari, sarebbero messi in moto 61miliardi di euro per 153milioni di metri cubi e attivando 765mila occupati diretti e 265mila indiretti. La manovra di sostegno dell’edilizia “che si sta completando in forme diverse attraverso le leggi regionali mostra un eccezionale potenziale di impatto sulla filiera delle costruzioni e sul mercato immobiliare. Nel primo caso si tratta di una azione che agisce sulla filiera dei medio piccoli interventi, investendo le piccole imprese, le industrie produttrici di materiali, i distributori di materiali e i progettisti”. L’effetto, conclude il rapporto, sarebbe un rilancio eccezionale per il 2010-2011 e un’ulteriore frenata immobiliare nel 2012.

Tuttavia l’intervento avrebbe un effetto importante sul mercato immobiliare e sulla domanda primaria. Ipotizzando che il 30% del 12% di aventi diritto utilizzasse la possibilità di realizzare un miniappartamento di 50/70 mq, invece delle semplici 2 stanze, si immetterebbero sul mercato 346 mila abitazioni che messe in relazione con la frenata delle compravendite contribuirebbero al deperimento, pur parziale, del mercato immobiliare, rimandandone la ripresa.

Altro aspetto positivo consiste nel fatto che il Piano Casa per l’edilizia sociale, che stanzia una prima tranche di 350 milioni di euro, introduce sul mercato un modello di intervento innovativo, “basato su strette partnership di interventi pubblici e interventi privati che possono dare il via ad una nuova stagione in termini di risposta ai fabbisogni abitativi, in particolare per la fascia di famiglie che sta affrontando con maggiore difficoltà la crisi”.
La ricerca mette in evidenza, inoltre, la ‘riconfigurazione della domanda”, ovvero una mutata considerazioni dei principali criteri che orientano la scelta nell’acquisto della casa, dove adesso primeggia al primo posto la qualità ambientale. Per il 15,3% dei nuovi acquirenti risulta più importante avere una casa indipendente con giardino, mentre il 14,5% delle famiglie punta all’ampiezza, seguita dal pregio della zona e dalla vicinanza al centro. La crisi, conclude lo studio Ancab-Cresme, disegna un nuovo scenario: insieme alla riduzione del mercato si profila un profonda riconfigurazione della domanda a cui deve seguire una profonda riconfigurazione dell’offerta.

 

Fonte: EdilOne.it

http://www.edilone.it/Ancab-Cresme-cosa-attendersi-dal-mercato-immobiliare-fino-al-0-_attualita__x_2919.html

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