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Casa: da inizio anno +78% ipoteche legali su immobili

Milano, 1 set. (Adnkronos) – Aumenta nella prima parte del 2009 il numero delle ipoteche legali sugli immobili, quelle connesse al recupero di crediti in sofferenza e non alla sottoscrizione di mutui. In Italia nei primi cinque mesi del 2009, le ipoteche legali sono risultate pari a 83.025, a fronte delle 46.764 iscritte nello stesso periodo del 2008, in aumento del 78% e per un valore medio di circa 90 mila euro. E’ quanto emerge da un’analisi di Experian, societa’ attiva nei servizi informativi per la prevenzione dei rischi di credito e di frode.
Per la societa’ l’aumento e’ dovuto a “un deterioramento della situazione finanziaria degli italiani, unito al maggiore ricorso a strumenti di esecuzione immobiliare da parte delle Concessionarie della Riscossione, ai fini del recupero coattivo dei crediti tributari”.
In ogni caso nel 2008, con 143.647 iscrizioni nell’intero anno di 12 mesi, si era registrato un crollo generalizzato delle iscrizioni sugli immobili a causa dell’innalzamento a 8 mila euro della soglia di credito minima da tutelare con l’ipoteca legale. Nel 2007 erano state 295.889, delle quali 166.786 nei primi cinque mesi dell’anno.
Contrastanti gli andamenti nelle varie regioni. A far segnare gli incrementi piu’ decisi sono il Lazio, dove le ipoteche nei primi cinque mesi dell’anno sono aumentate di sei volte rispetto all’anno precedente (+575%), la Sicilia (+134%) e il Veneto (+93%), mentre crescite consistenti ma meno marcate si hanno in Campania (+42%), Lombardia (+39%), Friuli-Venezia Giulia e Piemonte (per entrambi +37%), Puglia (+36%) e Trentino Alto-Adige (+35%). La situazione e’ invece relativamente stabile rispetto ai primi cinque mesi dello scorso anno in Emilia-Romagna (+20%), nelle Marche (+10%) e in Calabria (+3%), mentre migliora sensibilmente in Basilicata (-83%), Molise (-66%), Umbria (-37%), Liguria (-27%), Valle d’Aosta (-18%), Sardegna (-17%) e Toscana (-16%).

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/?id=3.0.3722789090

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Non solo Zunino. Tempi duri per gli immobiliaristi

MILANO – Tempi duri per gli immobiliaristi. Lo sgonfiamento della bolla immobiliare, come uno degli effetti negativi della crisi che da due anni investe tutte le economie mondiali, mette a dura prova un business che vive praticamente di due aspetti: il valore degli immobili e il livello dei debiti a questi correlati. È così che, anche in Italia, il rallentamento delle quotazioni di case e palazzi, unito alle difficoltà a vendere cespiti per onorare i debiti e i loro interessi, porta sempre più gli operatori e le loro banche di riferimento a piani di ristrutturazione del patrimonio.

Il caso sotto i riflettori è quello di Risanamento, dopo l’istanza di fallimento chiesta settimana scorsa dalla magistratura milanese, e che sarà discussa mercoledì. I contorni del piano di riassetto si fanno più nitidi: le banche dovrebbero sottoscrivere un aumento di capitale da 250 milioni, 100 in contanti, il resto convertendo crediti; in tal modo Luigi Zunino si diluirà dal 73% al 20%. Le speranze di mantenere in bonis il gruppo hanno spinto il suo titolo (+4,8%), reduce da sedute da crepacuore.

Ma Zunino non è l’unico immobiliarista a dovere affrontare criticità. Oggi Consob ha rilasciato l’autorizzazione al prospetto della ricapitalizzazione di Aedes da 150 milioni, con diritti negoziabili tra il 27 luglio e il 12 agosto. Operazione di sopravvivenza, e molto travagliata, tanto più che l’azionista Amenduni e gli altri soci forti si sono impegnati a sottoscrivere solo circa metà dei titoli, mentre un composito consorzio bancario si è fatto carico di garantire i restanti 67 milioni. Il nulla osta dell’autorità di mercato ha messo le ali al titolo Aedes (+14,35%).

E oggi è stata una giornata positiva anche per Gabetti property solutions. È infatti passato in giudicato il decreto di omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti sottoscritto tre mesi fa tra la società immobiliare, altre affiliate e le rispettive banche creditrici. L’operazione prevede il riscadenziamento dei debiti, la riduzione dei tassi di interesse, il rinvio del loro pagamento e la conversione in capitale di una parte delle spettanze delle banche. Il titolo, dopo un andamento ondivago, ha chiuso in calo del 2,45%.

Autore: Andrea Greco

Fonte: Repubblica.it

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/caso11/lu24/lu24.html


Moratoria per mutui e leasing

Per un anno le imprese pagheranno solo gli interessi

MILANO. Prende forma la moratoria di un anno per mutui e leasing: le aziende potranno pagare solo gli interessi e le banche usufruiranno di un bonus fiscale sulle perdite. L’incontro di ieri a Palazzo Chigi, allargato a tutti i rappresentanti del settore e alla presenza del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ha messo alcuni paletti sull’intesa, primo fra tutti quello del tempo. Confindustria teme gli effetti dirompenti della crisi e insiste perchè il provvedimento veda la luce il più presto possibile. Una posizione condivisa dal Ministro che ha sottolineato che per le aziende l’obiettivo primario è primum vivere’.

Il Presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, assieme a quelli di Confesercenti Marco Venturi e Confartigianato Giorgio Guerrini ha auspicato <<risposte nel più breve tempo possibile>> perchè <<l’asfissia del credito delle PMI è un passaggio fondamentale per l’uscita dalla crisi>>. Mercoledì prossimo ci sarà un tavolo tecnico e poi una nuova riunione politica. L’obiettivo è quello di creare un ‘ponte’ alle aziende, in specie le PMI, verso la ripresa economica, riscadenzando il debito e facendo pagare solo gli interessi e non il capitale. Ancora da stabilire se la moratoria riguarderà anche lo scoperto sui conti correnti e lo smobilizzo delle fatture. L’accordo quadro avrà un respiro nazionale dopo le intese siglate dal credito cooperativo e da alcune banche con le PMI di Confindustria. In cambio gli istituti di credito dovrebbero vedere aumentata la deducibilità delle perdite, fin qui limitata. Gli istituti di credito, infatti, ha spiegato Faissola,  sono i primi interessati a non far mandare in sofferenza le aziende e faranno la loro parte, a prescindere dal meccanismo di sgravio che è <<ancora tutto da definire>>. I crediti riscadenzati andrebbero in una voce in bilancio diversa, senza pesare sui bilanci delle stesse banche, già sotto pressione. Confindustria ha registrato un’apertura del Ministro dell’Economia sulla patrimonializzazione delle imprese con il via libera alla detassazione sugli aumenti di capitale delle imprese: l’ipotesi è che <<se l’impresa mette un capitale di 100, la banca aggiunga un credito di 300-400. E, infine, a un fondo di investimento che possa finanziare le imprese>>.

autore: Andrea Di Stefano

fonte: Gazzetta di Modena

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