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Casa: Confedilizia, Ripresa del Mercato Immobiliare

La Confedilizia ritiene che nel 2011 si consolidera’ la ripresa registrata, dopo anni di prezzi in calo, nell’ultima parte del 2010.

Ripresa prevista dal Borsino Confedilizia l’anno scorso e che si e’ concretizzata in aumenti dell’1-1,5% nelle grandi citta’, in un periodo che ha visto crescere anche il numero delle compravendite (tanto che il saldo finale dovrebbe vedere un aumento di circa il 3% rispetto agli scambi registratisi nel 2009, quando al 31 dicembre si contavano 609.000 transazioni).

La Confedilizia ha presentato oggi i risultati di ”Un anno di quotazioni del Borsino immobiliare”, raccolti in una apposita pubblicazione. Il Borsino immobiliare Confedilizia rileva, ogni semestre, i valori dicompravendita degli immobili adibiti ad uso abitativo di 105 province (47 citta’ del Nord, 25 del Centro e 33 del Sud). La sesta edizione della pubblicazione riporta i dati che emergono dalla media della rilevazione dei due semestri del 2010. I valori minimi sono riferiti adimmobili da ristrutturare completamente. I valori massimi sono riferiti ad immobili nuovi o ristrutturati.

Fra i valori massimi di compravendita registrati si segnalano – per le zone centrali – Venezia (con una media di 9.400 euro al metro quadro), Roma (8.900 euro mq) e Milano (7.600 euro mq); per le zone semicentrali, Venezia (6.380 euro mq), Milano (5.140 euro mq) e Roma (5.000 euro mq); per le zone periferiche, Roma e Venezia (4.000 euro mq), Siena (3.520 euro mq) e Milano (3.350 euro mq).

Con riferimento alle aree geografiche, i valori medi piu’ elevati, in zone centrali, si registrano al Nord (3.372 euro al metro quadro); seguono il Centro (3.191 euro mq) e il Sud con le isole (2.332 euro mq). Per i valori minimi, in zone periferiche, e’ il Centro a registrare il prezzo medio piu’ alto (1.046 euro mq), seguito dal Nord (988 euro mq) e dal Sud ed isole (758 euro mq).

Fonte: Asca.it

http://www.asca.it/regioni-CASA__CONFEDILIZIA__RIPRESA_DEL_MERCATO_IMMOBILIARE-576964-lazio-8.html

 

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Cedolare Secca, la nuova Bozza Calderoli abbassa le Aliquote

Cedolare al 21 e 19%, niente fondo di 400 mln per gli affitti, aliquota Imu a 0,76%, imposta di scopo per finanziare opere pubbliche

Si abbassano le aliquote previste per la cedolare secca sugli affitti: per i contratti a canone concordato l’imposta sarà del 19% mentre per quelli a canone libero l’aliquota scende al 21%.

La novità è contenuta nel nuovo testo sul federalismo municipale che il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli ha presentato ieri alla Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale.

Compartecipazione dei Comuni alla cedolare

Nella precedente bozza (leggi qui) le aliquote per la cedolare secca erano fissate al 23% sui canoni liberi e al 20% su quelli concordati. Nel nuovo testo dello schema di decreto è inoltre previsto che la compartecipazione alla cedolare secca dei Comuni localizzati nelle Regioni a statuto ordinario è pari al 21,7% per il 2011 e al 21,6% per il 2012.

Niente quoziente familiare ma blocco degli affitti

Nella nuova bozza è stato anche cancellato il fondo da 400 milioni di euro come sostegno alle famiglie con figli che vivono in una casa in affitto (quoziente familiare). Al posto di questa misura viene introdotto il blocco dell’affitto se il proprietario dell’immobile sceglie di pagare le tasse adottando la cedolare secca. In pratica, il proprietario di immobili che opta per la cedolare secca rinuncia, per il periodo corrispondente alla durata dell’opzione, a chiedere aumenti del canone, compreso l’adeguamento all’indice Istat. La scelta per la cedolare secca non avrà comunque effetto nel caso in cui il locatore non comunichi all’inquilino la sua opzione mediante lettera raccomandata con la quale rinuncia a chiedere aumenti a qualsiasi titolo.

Aliquota IMU a 0,76%

Il provvedimento prevede inoltre l’avvio, a partire dal 2014, dell’Imu, l’imposta municipale che si applica sugli immobili diversi dalla prima casa e sostituisce la componente immobiliare dell’Irpef e delle relative addizionali e l’Ici. L’Imu non si applicherà agli immobili del Vaticano e a scuole, ospedali, alberghi e oratori legati alla Chiesa. La nuova bozza stabilisce che l’aliquota per tale imposta sarà dello 0,76%, che si riduce della metà qualora l’immobile sia affittato. L’aliquota dell’Imu potrà essere aumentata dal Governo.

Imposta di scopo per finanziare le opere pubbliche

La bozza di decreto introduce anche una nuova imposta di scopo – la cui applicazione può durare fino a 10 anni – finalizzata a finanziare le opere pubbliche. Le opere finanziabili con il gettito dell’imposta andranno individuate rivedendo la disciplina della Finanziaria 2007 entro il 31 ottobre.

Critiche da Confedilizia

Le nuove modifiche al testo del decreto sul federalismo municipale hanno sollevato le critiche di Confedilizia. “Bisogna salvare la cedolare da ipotesi frutto di fantasie incomprensibili”, ha dichiarato il presidente Corrado Sforza Fogliani.

Fonte: CasaClima.com

http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=6431:cedolare-secca-la-nuova-bozza-calderoli-abbassa-le-aliquote&catid=1:latest-news&Itemid=50

 

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Vantaggi e svantaggi del Contratto a “canone concordato” detto anche a “canone calmierato” o “secondo canale” della Legge n. 431/98

Accordi territoriali: non decolla il canone agevolato.

Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo – Legge 9 dicembre 1998, n. 431

Disciplina delle locazioni di immobili urbani – Legge 27 luglio 1978, n°392

 

 

Notizie d’agenzia Dicembre 2010 / 1

Roma: – “Occorre che il Governo chiarisca con precisione che cosa significhi perseguire, per la riforma fiscale, l’obiettivo della “tassazione sulla proprieta’”. Se si pensa ad una patrimoniale, lo si dica”.
Lo ha affermato il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, parlando stamane ai quadri dirigenti dell’Organizzazione della proprieta’ immobiliare riuniti a Roma per la decima Conferenza organizzativa nazionale.
Il riferimento e’ alla bozza del Programma Nazionale di Riforma (PNR) – approvata dal Consiglio dei ministri e trasmessa alla Commissione europea – che indica, fra gli elementi chiave della strategia dell’Esecutivo in materia fiscale, il passaggio “dalla tassazione sui redditi personali alla tassazione sulla proprieta’ e sui consumi”.
“La frase messa nero su bianco dal Governo in un documento ufficiale – ha rilevato il Presidente della Confedilizia – ci preoccupa seriamente, soprattutto perche’ si inserisce in un quadro che vede da alcuni mesi esponenti politici, economisti, rappresentanti sindacali, giornalisti, lobbisti del business delle rendite finanziarie, fornire – con significativa insistenza – la piu’ semplice delle ricette per far fronte all’enorme e crescente debito pubblico che affligge l’Italia: l’introduzione di una tassazione di tipo patrimoniale”.
“Una tassazione di questo tipo – ha sottolineato Sforza Fogliani – avrebbe un effetto devastante, sul piano psicologico anzitutto, ma anche su quello della credibilita’ dello Stato, e chi vive tra la gente lo sa bene. Ogni tassazione di tipo patrimoniale da’ il sigillo dell’ufficialita’ all’incapacita’ di un sistema tributario di tassare la ricchezza dove essa e’ veramente, per colpire invece i beni in se’ solo perche’ facili da individuare, indipendentemente dal fatto che diano o no un reddito (o siano addirittura – come spesso si verifica – un costo). Ma non si risanano le pubbliche finanze inventando ricchezza solo per fare cassa, com’e’ tipico di ogni Stato in bolletta anche dal punto di vista morale oltre che da quello dell’equita’ tributaria. Una tassazione di questo tipo, poi, nasconde un esproprio surrettizio. E’ – nonostante si faccia finta di non saperlo – il caso dell’Ici (abolita – ma non del tutto – per gli immobili urbani, e viva e vegeta per le aree, anche pretesemente “edificabili”)”.
“Non e’ certo con la tassazione (tantomeno, con quella patrimoniale) – ha concluso il Presidente della Confedilizia – che si puo’ credere di risolvere i nostri problemi. Il futuro e’ nei Paesi che hanno saputo, o sapranno, “affamare la bestia” della spesa pubblica. E in Italia ce n’e’ tanta, pure di questi tempi, di pubblica spesa, anche per finanziare l’inutile, l’effimero, sprechi enormi e assurdi costi della politica”.

Fonte: Agi.it

http://www.agi.it/roma/notizie/201012161103-cro-rt10070-immobili_confedilizia_governo_chiarisca_tassazione_proprieta

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