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Certificato di destinazione urbanistica

Il Certificato di Destinazione Urbanistica (spesso chiamato semplicemente C.D.U.) consiste in un documento rilasciato dalla pubblica amministrazione (tipicamente gli Uffici Tecnici Comunali) che contiene le indicazioni urbanistiche che riguardano gli immobili, più precisamente il fabbricato od il terreno interessato dal certificato. Le indicazioni urbanistiche riportate in esso vengono estrapolate dal Piano Urbanistico Comunale oppure dal Piano Regolatore Generale, dalle cartine tecniche regionali più precisamente.

Il certificato indica i dati del fabbricato o del terreno (Foglio e Mappale), la destinazione urbanistica ( es. se in zona residenziale o agricola), parametri urbanistici come l’indice di fabbricabilità (se possibile edificare), l’indice del dissesto dei versanti e l’indice di inondabilità.

Tale certificato è a titolo oneroso; inoltre è un documento ufficiale utilizzato nella maggior parte dei casi nelle compravenite immobiliari e nei compromessi d’acquisto di fabbricati e di terreni in quanto, come detto sopra, rappresenta una sorta di “Libretto di istruzioni”, perché ne indica le zone di piano in cui ricade e da quelle indicazioni, con l’ausilio dei piani urbanistici, ne descrive le possibilità edilizie sull’immobile. Questo certificato è una garanzia per l’aquirente, che può visionare le possibilita di intervento sull’immobile. Qualunque atto notarile avente ad oggetto trasferimento di terreno, chiede obbligatoriamente (pena nullità dell’atto stesso) l’allegazione del CDU. Se il trasferimento immobiliare riguarda un terreno di pertinenza inferiore a 5000 metri quadrati, non è obbligatoria l’allegazione all’atto notarile.

Fonte: Wikipedia.it

http://it.wikipedia.org/wiki/Certificato_di_destinazione_urbanistica

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Agente immobiliare corretto e professionale cercasi

Chi cerca o vende casa spesso decide di rivolgersi all’assistenza di un’agenzia immobiliare. Nella Provincia di Monza e Brianza sono centinaia e centinaia le persone che esercitano questa attività in grandi franchising o singole agenzie più o meno grandi. Quali i consigli per il consumatore che deve orientarsi e per l’agente immobiliare che deve distinguersi per professionalità?

Per prima cosa il “vero” agente immobiliare è regolarmente iscritto al relativo ruolo presso la Camera di Commercio ed è in grado di esibire il relativo tesserino di iscrizione, inoltre ha stipulato una polizza a copertura dei rischi professionali e a tutela dei clienti (per verificare l’iscrizione dei singoli agenti è disponibile un servizio di consultazione degli Albi e Ruoli presso la Camera di Commercio di Monza e Brianza, Monza, Piazza Cambiaghi 9, tel. 039.28071, emailalbi@mb.camcom.it ).

Secondariamente il vero professionista sarà attento a reperire e consegnare al cliente la documentazione inerente la proprietà e la regolarità dell’immobile in vendita ovvero le planimetrie catastali, le visure ipotecarie, la copia del rogito precedente o dell’atto di donazione con cui è stato acquistato, il certificato di conformità degli impianti, l’estratto conto condominiale e così via.

Tutti i formulari utilizzati dagli agenti (incarico di mediazione, proposta d’acquisto) inoltre dovranno rispettare le linee guida di chiarezza e trasparenza dettate dalla Camera di Commercio (cfr.http://www.mb.camcom.it/upload/file/419/209740/FILENAME/linee-guida-dep-formulari.pdf), che in caso contrario avrà potere di irrogare sanzioni disciplinari, oltre che di agire giudizialmente nei confronti di quegli agenti che hanno inserito nei loro formulari condizioni c.d. abusive onde ottenerne l’inibizione.

Com’è noto l’importo della provvigione non è predeterminato dalla legge e l’unico riferimento è dato dagli usi delle Camere di Commercio, oltre che naturalmente dall’accordo delle parti. Per tali ragioni è previsto che l’agente indichi nel contratto l’entità della provvigione dovuta, ciò anche per evitare il comportamento assolutamente poco professionale, di chi chiede una provvigione più alta nel caso in cui l’immobile venga venduto ad un prezzo differente a quello preventivato. Nel contratto, inoltre, dovrà essere indicato l’importo delle eventuali spese che debbono essere corrisposte dal cliente in caso di mancata conclusione dell’affare.

Mentre chi cerca casa può rivolgersi a diverse agenzie e visitare gli appartamenti proposti senza alcun impegno, chi vende dovrà scegliere se affidare l’incarico al mediatore con o senza esclusiva. In quest’ultimo caso, il venditore potrà affidare l’incarico ad altri mediatori ed adoperarsi egli stesso per la vendita. Il c.d. mandato a vendere deve essere conferito per iscritto.

Infine, è bene ricordare che il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, quando l’affare viene concluso per effetto del suo intervento (art. 1755 c.c.). Quindi, quando acquirente e venditore decidono di “scavalcare” il mediatore per risparmiare sulla provvigione, non fanno venir meno il diritto dell’agente al pagamento di quanto di sua competenza.

Chi desidera maggiori informazioni sull’attività di agente immobiliare potrà visitare i siti della Camera di Commercio di Monza e Brianza http://www.mb.camcom.it e delle associazioni di categoria http://www.fimaa.it o http://www.fiaip.it per citarne alcune; chi ha invece dei quesiti potrà contattare la redazione di Mbnews oppure scrivermi all’indirizzo email info@studiolegalemonza.it

Autore: Avv. Antonella Cavaiuolo

Fonte: Mbnews.it

http://www.mbnews.it/cavaiuolo/11671-agente-immobiliare-corretto-e-professionale-cercasi.html

Edifici sostenibili, arriva l’eco-patentino

Il vocabolario dell’eco nomia torna a parole gradite: finisce la re cessione, inizia la ri presa, il peggio è passato. Dal dicembre 2006, quan do, quasi inosservato, si ar restò un principale motore dell’espansione economi ca mondiale (la bolla im mobiliare, ossia l’ascesa ir ragionevole dei prezzi del le case in America), non è la prima volta che si parla di «uscita dalla crisi». Ma che significato dare a una tale espressione?
Affermare che si è pros simi al punto in cui l’eco nomia riprende a crescere è nello stesso tempo azzar dato e fuori luogo. Azzar dato perché i cosiddetti punti di svolta sono sem pre difficili da individuare, e lo sono soprattutto quan do il convalescente organi smo economico è talmen te debole da poter ricadere in catalessi anche per fatti irrilevanti in circostanze normali: le perdite di una banca, la chiusura di un’im presa, un nuovo scandalo finanziario. Fuori luogo perché interpretando gli at tuali movimenti dell’eco nomia come fasi di un ci clo economico, parlando perciò di recessione e di ri presa, si fraintende il signi ficato di ciò che sta avve nendo. La crisi riguarda la crescita, il debito e la strut tura dell’economia, non il suo andamento ondoso.
Non possiamo capire il dopo- crisi se non capiamo il prima , che conviene dun que ricapitolare. La bolla immobiliare aveva spinto l’intero mondo in una cor sa che pareva senza fine. I proprietari di case credeva no, soprattutto in Ameri ca, che i prezzi sarebbero saliti sempre e, credendosi in possesso di una vena au rifera, s’indebitavano e spendevano. Spendevano per beni fabbricati da ope­rai istruiti e poco pagati di Paesi asiatici, i quali accu mulavano — in cambio — titoli in dollari emessi in abbondanza dal governo Usa. La finanza si arricchi va in un giro di denaro in cui i Paesi poveri prestava no ai ricchi. La percezione del pericolo era offuscata dall’insensata credenza che potesse continuare co sì, dal mito della razionali tà del mercato e da inge gneri finanziari che inven tavano prodotti e circuiti nei quali il rischio sembra va scomparire dal sistema come la donna dall’arma dio del prestigiatore.
Più di una volta, nei pas sati vent’anni, simili bolle speculative si erano forma te ed erano poi scoppiate: prima delle case, i titoli hi gh tech ; prima ancora, il debito dei Paesi emergen ti. Ma il buio creato dallo spegnersi di un botto veni va illuminato poco dopo dall’accendersi del succes sivo e ogni volta si ripren deva l’andazzo, passando da una bolla a un’altra.
Sarà così anche ora? Commetterebbe un errore chi lo ritenesse possibile o l’auspicasse: sia esso gover no, banca centrale, impre sa o famiglia. Uscire dalla crisi significa arrestare la caduta, non però tornare sulla strada che ha portato al baratro.
Quello immobiliare è, dovrebbe essere, il gran bengala, il botto finale. La crisi pone al centro delle preoccupazioni la riduzio ne del debito, non più la ri presa del consumo. Certo, la produzione dei Paesi ric chi cesserà di precipitare e per ciò stesso riprenderà a crescere. Certo, l’econo mia mondiale dispone di altri motori, dei quali pure converrà parlare. Ma sarà crescita lenta, frenata dalla riluttanza a fare nuovi debi ti e dalla necessità di ridur re quelli vecchi. Ci vorran no anni per smaltire il pas sato. E tutta l’economia mondiale risentirà del bas so regime a cui girerà il motore dei Paesi ricchi.
Per la politica economi ca la vera sfida inizia nel momento della ripresa. Il difficile viene adesso.

In autunno il debutto delle nuove norme. Il certificato energetico cambierà il mercato immobiliare

TORINO

Conto alla rovescia per l’entrata in vigore del certificato energetico piemontese, il «patentino» obbligatorio che dall’autunno – tra fine settembre e inizio ottobre – attesterà il rendimento degli edifici e permetterà di classificare tanto le nuove costruzioni quanto le compravendite (incidendo sul mercato immobiliare anche in termini di costi). Entro quella data è atteso il via libera dell’Unione europea, incaricata di verificare che il provvedimento non ponga vincoli alla libera concorrenza. Martedì la giunta regionale, su proposta degli assessori Andrea Bairati (Industria) e Nicola de Ruggiero (Ambiente), approverà il regolamento attuativo destinato ad archiviare l’attuale fase transitoria e a caratterizzarsi come unico punto di riferimento per costruttori, venditori e locatori. Fine degli equivoci e delle confusioni. Ecco un breve vademecum per non farsi cogliere impreparati.

La validità. L’attestato vale al massimo dieci anni dal rilascio e va aggiornato ad ogni intervento che modifica le prestazioni energetiche dell’edificio o dell’impianto.

Quando scatta. L’obbligo della certificazione, redatta secondo lo schema regionale, scatta dall’entrata in vigore del regolamento: dovendo essere prodotta automaticamente in tutti i casi di compravendita o di semplice rinnovo del contratto, finirà per interessare negli anni tutto il patrimonio immobiliare.

La classificazione. E’ adottato un parametro di valutazione, costituito dalla somma degli indici di prestazione energetica per la climatizzazione invernale e per la preparazione di acqua calda sanitaria. A seconda del livello di fabbisogno viene attribuita una lettera che, riportata nel «patentino», indica la classe energetica dell’edificio.

Edifici interessati. L’attestato è necessario in quattro casi: nuova costruzione di edifici, ristrutturazione edilizia, compravendita di un intero immobile o di singole unità immobiliari, locazione di un intero immobile o di singole unità immobiliari.

I tempi. Per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni la redazione dell’attestato avviene all’atto di chiusura-lavori. Spetta al costruttore far produrre ad un certificatore il documento e comunicare al Comune competente il nome dell’incaricato: il tutto, entro la data di inizio lavori. In caso di compravendita o di locazione degli edifici, deve essere preparato in tempo utile per essere fornito al momento della stipula dell’atto di compravendita o locazione. E’ a cura del venditore e del locatore.

Edifici esclusi. Sono esonerate le unità immobiliari prive di impianto termico con le seguenti destinazioni d’uso: box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, strutture temporanee (per un massimo di sei mesi), altre strutture o edifici assimilabili. Idem per gli edifici concessi in locazione abitativa a canone vincolato o convenzionato. E’ il caso, tra gli altri, degli edifici di proprietà di Atc.

Chi certifica cosa. La Regione prevede un elenco dei professionisti abilitati (l’iscrizione costerà 100 euro l’anno). Sono ammessi: ingegneri, architetti, geometri, periti. Idem per laureati e diplomati in Scienze Ambientali, Chimica, Scienze e Tecnologie Agrarie, Scienze e Tecnologie Forestali e Ambientali, con diploma di geometra, perito industriale o agrario: a condizione che abbiano superato il corso di formazione previsto dalla Regione.

I corsi. Sono articolati in due moduli, prevista una verifica finale. L’organizzazione, d’intesa con la Regione, spetta a soggetti diversi: Ordini professionali, Agenzie per l’energia in Piemonte, Agenzie formative, Università di Torino, Politecnico, Università del Piemonte Orientale.

Sanzioni. Amministrative, la cifra varia a seconda dell’irregolarità accertata.

Sistema informativo. La Regione si impegna a realizzare un Sistema informativo per la certificazione energetica degli edifici (SICEE) contenente l’elenco dei certificatori e la raccolta degli attestati. Nell’ambito del SICEE è previsto un vero e proprio «Catasto energetico degli edifici» con tutte le indicazioni sulle prestazioni energetiche degli edifici esistenti e di nuova costruzione.

Info. Numero verde della Regione: 800-333444.

Fonte: Alessandro Mondo

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/38021/

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