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Notizie d’agenzia Gennaio 2011 / 1

Fisco: SOLO AFFITTI, con cedolare secca Italia paese UE più conveniente

Con l’introduzione della ”cedolare secca” al 20% sui redditi da locazione l’Italia diventa il paese europeo piu’ conveniente per la tassazione in materia.

E’ quanto emerge da uno studio comparativo di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato nelle locazioni.

L’Italia sorpassa cosi’ Ungheria, Finlandia e Olanda, dove si pagano delle imposte con aliquota fissa, rispettivamente pari al 25%, 28% e 30%. Per le altre nazioni il metodo di tassazione e’ uguale a ancora in vigore fino a quest’anno nella Penisola: i redditi da locazione si sommano a quelli personali e a questi si applicano le varie aliquote previste dal fisco di ciascun paese. Nella maggior parte dei casi, fanno notare da Solo Affitti, queste aliquote erano piu’ basse di quelle attuali del sistema fiscale italiano. ”La maggior parte delle altre nazioni europee – spiega Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – prevede la possibilita’ per i proprietari di portare in deduzione al reddito complessivo della locazione dell’immobile, una quota, spesso forfettaria, di rimborso per la gestione dell’immobile, le tasse municipali e/o l’ammortamento”.

In particolare, per un proprietario che guadagna meno di 30 mila euro e che concede in locazione il suo immobile ad un canone di 10 mila euro l’anno, spiegano da Solo Affitti, si passera’ da una tassazione di 3.230 euro a 1.700 euro. Per proprietari con redditi piu’ alti il vantaggio, naturalmente, aumenta: lo stesso proprietario che guadagnasse complessivamente sotto i 60 mila euro, avrebbe pagato 3.485 euro contro i 1.700 euro della cedolare secca.

Fonte: Asca.it

http://www.asca.it/news-FISCO__SOLO_AFFITTI__CON_CEDOLARE_SECCA_ITALIA_PAESE_UE_PIU__CONVENIENTE-979525-ORA-.html

Usa: piu’ di un milione di sequestri immobiliari, record nel 2010

RealtyTrac ha individuato un numero record di quasi 2,9 milioni di procedure di sequestri immobiliari nel 2010, il 2% in piu’ che nel 2009. Tutte queste procedure, che hanno avuto inizio con una semplice lettera di notifica del pagamento tardivo, non portano necessariamente a una privazione degli alloggi a favore dei creditori del mutuatario. La banca centrale americana (Fed) aveva indicato nel mese di novembre di non prevedere alcuna riduzione delle procedure di pignoramenti negli Stati Uniti prima del 2012. I suoi dati, pero’, sono diversi da quelli di RealtyTrac, perche’ la Fed ha detto allora di puntare su 2,25 milioni di procedure eseguite nel 2010 e altrettante per l’anno successivo. La moltiplicazione delle procedure di sequestro immobiliare testimonia le difficolta’ finanziarie incontrate da milioni di famiglie americane colpite dalla disoccupazione o sottoccupazione, nonostante il miglioramento dell’economia e l’uso diffuso degli americani dei prestiti a tasso variabile (che tendono ad aumentare nel tempo). Il calo nel settore immobiliare e’ stato devastante. Uno dei dirigenti della Fed, Dennis Lockhart, ha detto lunedi’ che il 22% delle famiglie che devono ripagare un prestito, devono ai loro creditori piu’ del valore delle loro case, a volte dopo anni di rimborsi.

Fonte: Radiocor.it

http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-889622/usa-piu-milione-sequestri/

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Economia: nuova legge sugli affitti

In aumento i contatti per le locazioni

MILANO (MF-DJ)–La nuova norma piace a inquilini e locatari. Ma non solo. La “cedolare secca”, la legge che introduce la tassazione unica sui contratti di locazione, aiutera’ la ripresa del mercato immobiliare.

Ne sono certi, si legge in una nota, gli addetti ai lavori che, a due mesi dall’entrata in vigore della legge 42/09 (primo gennaio 2011) avvertono un interessante fermento nel mercato immobiliare. Anche se, come precisa Paolo Righi, presidente della Fiaip (Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali) “bisognera’ attendere l’entrata in vigore del cosiddetto federalismo fiscale per capire realmente se la cedolare portera’ i benefici per cui ci battiamo da tempo”.

In attesa di verificare quanto e come il mercato immobiliare cambiera’ con la nuova legge, un elemento e’ certo: attorno al mondo degli affitti si sta avvertendo un determinato cambio di rotta. “Dal mese di agosto a oggi”, spiega Claudio De Angelis, responsabile di Affitto Assicurato, leader nella distribuzione di garanzie sugli affitti attraverso le agenzie immobiliari, “tutte le nostre sedi operative in Italia hanno aumentato i loro contatti in vista di possibili affitti. Certo, e’ ancora presto per dire se effettivamente la cedolare servira’ allo scopo di far emergere il nero e di garantire piu’ flessibilita’ nella stipula di contratti d’affitto, ma non si puo’ nemmeno sottovalutare il forte interesse che sta dimostrando”.

Un dato su tutti: circa il 7% delle case sfitte in Italia e’ di proprieta’ di pensionati che non mettono a reddito il proprio immobile perche’ andrebbe a inficiare la loro dichiarazione dei redditi: “E’ un dato davvero importante”, spiega il presidente della Fiaip, Righi, “e che viene colpevolmente ignorato. Ma stiamo parlando di una fetta di mercato davvero ampia che porterebbe giovamento sia al mercato sia alle casse statali”. Perche’, di fatto, i pensionati italiani che hanno una casa da affittare e, dunque, da mettere a reddito o non lo fanno o la cedono ai propri figli in attesa di momenti economici migliori che permettano loro di potersi permettere un’abitazione di proprieta’. “Una situazione di questo genere”, continua De Angelis, “non permette al mercato di decollare come si vorrebbe. Stando ai dati della Cisl, in Italia ci sono circa 5 milioni di case sfitte. Con la nuova legge, aggiunta alle nuove sicurezze che contratti come quello di Affitto Assicurato garantiscono, possiamo facilmente affermare che il giro d’affari quadruplicherebbe, con vantaggi evidenti per tutti: proprietari, affittuari, mercato, casse statali”.

L’incognita, dunque, sta tutta nell’attuazione del federalismo fiscale che dipendera’ dagli enti locali (Regioni, Province e Comuni): “una situazione non propriamente ottimale”, precisa ancora Righi, “perche’ in alcune zone d’Italia potrebbe portare dei grandi vantaggi, dall’altro potrebbe essere addirittura negativa”. Secondo Valerio Angeletti, presidente della Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d’affari) la nuova legge avra’ un effetto immediato “sull’emersione del nero. E’ stata voluta soprattutto per evitare spiacevoli e continui raggiri della legge che, nel breve tempo, portera’ chi e’ titolare di un’abitazione a intuire che e’ meglio dichiarare che non farlo. Si tratta di un primo passo importante che aiutera’ un mercato con immense potenzialita’ non sfruttate appieno. Staremo a vedere. Certo e’ che il fermento si avverte giorno dopo giorno e che chi ha interesse ha cominciato a informarsi sulle grandi possibilita’ che entreranno in vigore dal primo di gennaio del prossimo anno”.

Autore: Alberto Chimenti

Fonte: BorsaItaliana.it

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=793292&lang=it

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– Di tutti i figli era il più bello. Ed anche il più coraggioso: non solo faceva piazza pulita di una dozzina di gabelle, sostituite da due sole imposte municipali sugli immobili e l’occupazione di aree pubbliche, ma si spingeva più in là, fino a ridurre il carico fiscale sugli affitti con una cedolare secca che sfuggiva ai criteri di progressività dell’imposta sul reddito.

A differenza dei suoi fratelli più grandi (il federalismo demaniale e Roma capitale), il federalismo municipale aveva di buono il fatto di promettere benefici immediati per i cittadini. Certo, anche dopo l’approvazione dello schema di decreto da parte del Consiglio dei Ministri del 5 agosto non era chiara la portata di questa piccola rivoluzione. Il balletto dei numeri faceva oscillare l’asticella della cedolare secca sugli affitti tra il 20 e il 25%.

Lo schema di decreto sul federalismo municipale deve essere sottoposto all’esame della Conferenza unificata, ossia del consesso che riunisce rappresentanti del Governo, delle regioni e degli enti locali, nonché della commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo. La Conferenza unificata ha esaminato lo schema di decreto sia nella seduta del 23 settembre che in quella del 7 ottobre, senza tuttavia venirne a capo. La Commissione parlamentare, dal canto suo, non ha mai trattato l’argomento.

I comuni non accettano che la stretta decisa con i tagli in manovra diventi una misura irreversibile. Temono quindi che la cedolare secca e le imposte sugli immobili e sull’occupazione degli spazi pubblici previste dal decreto non bastino a compensare l’abolizione dei trasferimenti statali. Questa diffidenza mina la possibilità di un accordo.

Non tengono conto, però, degli effetti che una cedolare al 20% sugli affitti avrebbe sul mercato immobiliare. Molti proprietari oggi non considerano un buon affare mettere i loro immobili a disposizione di estranei, perché a fronte degli ordinari rischi che si corrono ad affittare una casa (in primis la cattiva manutenzione degli interni e la morosità dell’affittuario) vedono il reddito derivante dall’affitto tassato per quasi la metà dell’importo (l’aliquota IRPEF più alta è del 43%). Il gioco non vale la candela, insomma, se a rischiare sono io e a guadagnarci lo Stato.

Molti proprietari ritengono poi che l’evasione fiscale consenta una remunerazione tale da giustificare il rischio di esser beccato dalla Guardia di Finanza.
La cedolare secca al 20% conterrebbe l’evasione fiscale e condurrebbe ad un aumento dell’offerta di immobili in affitto. È quindi plausibile che le entrare erariali non subirebbero una riduzione, anzi un recupero di gettito.

I benefici per chi cerca casa in affitto sarebbero, invece, evidenti e non di poco conto. Oggi il proprietario tende a scaricare sull’affittuario l’onere fiscale. Il proprietario stabilisce l’importo che ritiene sufficiente a giustificare il rischio; esempio: il proprietario di un appartamento a Roma si dice disposto ad affittare il suo appartamento solo se riesce a ricavarne 1000 euro. Per poter ricevere tanto, deve esigere un affitto di 1600 euro. Di fatto, quei 600 euro di tasse sono a carico sia del proprietario che dell’affittuario. Il giorno dopo l’entrata in vigore della cedolare secca, l’inquilino potrà chiedere una riduzione dell’affitto di 300 euro al mese, perché il proprietario vedrebbe comunque garantito un aumento del reddito di 40 euro al mese.

Paradossalmente lo Stato, mediante una tassazione elevata, è il principale responsabile delle difficoltà economiche che incontrano le famiglie che vivono in affitto. La cedolare secca sugli affitti probabilmente non suona bene quanto gli slogan che fanno appello all’edilizia popolare e al mutuo sociale, ma sarebbe più efficace e darebbe sollievo alle tasche di un numero maggiore di famiglie.

Autore: Diego Mengon

Fonte: Libertiamo.it

http://www.libertiamo.it/2010/10/22/a-proposito-ma-che-fine-ha-fatto-la-cedolare-sugli-affitti/

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