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Compravendite immobiliari, la ripresa del real estate è ancora in salita

Si muove il mercato immobiliare, ma a piccoli passi. Dalla nota del secondo trimestre 2010 a cura dell’Agenzia del Territorio emerge un andamento del mercato immobiliare ancora con molte ombre, molti passi avanti ed altrettanti all’indietro, un quadro che merita un approfondimento.

Compravendite immobiliari

Prosegue nel secondo trimestre dell’anno la crescita del volume delle compravendite immobiliari rispetto al medesimo periodo del 2009, attestandosi 2,3%, dato in decremento se confrontato con il medesimo valore associato al primo trimestre, dove la crescita si è assestata al 3,4%.

Mercato immobili residenziali – A trainare il comparto immobiliare è il settore delle abitazioni e delle pertinenze, al quale è associabile una quota dell’80% dell’intero mercato. La crescita delle transazioni di immobili residenziali sale dal 4,2% del primo trimestre dell’anno al 4,5% dell’ultimo trimestre rilevato, segno tangibile di un attivismo del segmento retail. Come location il trend positivo prevale nel Centro Italia dove si attesta all’11,6%, segue il Sud con un incremento del 6,9% ed il Nord con un modestissimo più 0,5%. I capoluoghi si confermano il vero motore del processo di compravendita immobiliare, molto bene anche le città con Roma (+23%), Genova (+13,3%) e Firenze (+9,6%) a fare la parte del leone. Calmo il mercato milanese che registra un 3,3% ed in controtendenza Bologna (-7%).

Mercato immobili strumentali – La nota dolente deriva dal comparto degli immobili ad uso diverso da quello abitativo, in cui le operazioni si sono contratte e il trend degli investimenti mostra ancora una lenta ripresa, nonostante il rinvigorito interesse, scarseggiano i compratori, segno evidente di una fiducia da ritrovare. Nonostante l’arresto del trend negativo in corso registrato nel primo trimestre dell’anno, il secondo trimestre riserva risultati inattesi, il terziario chiude con un rallentamento del 14,1%, meglio il commerciale fermo sul -4,5% ed il produttivo (-4,2%).

Autore: Alessio Iotti

Fonte: http://www.professionefinanza.com/Articoli/ViewArticolo.php?idArticolo=2281&idcategoria=51

Immobili le case

Dalle rilevazioni dell’agenzia del territorio il valore medio al metro quadro, a livello nazionale, nel primo semestre del 2010 è fermo a 1.574 euro. Prezzi stabili sia nei capoluoghi sia nei piccoli centri, con ovviamente enormi differenze di valore tra città e quartieri della stessa città.

COMPRAVENDITE IMMOBILIARII: Leggeri movimenti si registrano per la seconda metà dell’anno in corso che ha registrato un aumento nel numero delle compravendite residenziali intorno al 4,5% mentre restano in calo il terziario, il commerciale e il produttivo. La nota dell’Osservatorio del mercato immobiliare che fa capo all’Agenzia delle Entrate fotografa egregiamente una tendenza che affonda le radici negli anni ante crisi.

INVESTIMENTO NEL “MATTONE”: La casa, per gli Italiani, resta e sarà sempre il primo investimento cui s’indirizza il massimo del risparmio e dello sforzo. La casa come bene rifugio, come riparo, come cassaforte, come paracadute per il futuro. Tutto questo incarna la CASA ed è per questo che l’immobile residenziale riesce a superare i periodi di crisi mentre gli immobili destinati alle attività produttive vengono, evidentemente presi meno in considerazione.

DECLINO? Questo è, però un segnale di scarsa vitalità economica e indica un declino da cui bisogna uscire immediatamente. Se non c’è lo stimolo a investire in attività che producano reddito impegnando il lavoro, il Paese intero s’impoverirà, a quel punto non ci saranno in molti a potersi comprare la casa e anche quest’ultima, al venir meno della richiesta, diminuirà di valore.

VIA D’USCITA: La via d’uscita passa per l’investimento pubblico cui agganciare una ripresa delle attività produttive e di servizio. Se poi, però, è “immobile” anche lo Stato.  Amen.

Autore: Alessandro Di Napoli

http://www.professionefinanza.com/Articoli/ViewArticolo.php?idArticolo=2252&idcategoria=51

Modena, Bologna e Parma nella “top ten” dei Comuni con più proprietà immobiliari

Secondo un’indagine del Sole-24 Ore ben tre Comuni dell’Emilia Romagna rientrano nella classifica dei primi dieci in Italia per consistenza del loro patrimonio immobiliare, ovvero per il valore degli immobili di proprietà comunale messi a bilancio (valore che fra l’altro, di solito, è un terzo delle effettive quotazioni di mercato), ovviamente in rapporto anche alla popolazione.
L’indagine del Sole-24 Ore si riferisce a dati del 2007. Fra i Comuni della “top ten” immobiliare, Modena figura al terzo posto assoluto fra i capoluoghi di provincia (alle spalle di Cosenza e Genova), con un valore degli immobili comunali di 3.680 euro per abitante (rispetto ad una media nazionale di 1700 euro per cittadino). Bologna è al quarto posto (3.680 euro per residente). Parma al settimo posto (con 3149 euro).
Al di fuori della “top ten”, nella classifica complessiva di ben 103 capoluoghi italiani, Reggio Emilia si piazza al 35simo posto con 1.845 euro, subito seguito da Forlì (36sima con 1842 euro); al 38simo posto c’è Ravenna (1834 euro); poi un balzo fino ai Comuni sotto la media nazionale: Rimini (62sima con 1348 euro), Cesena (74sima con 1177 euro), Ferrara quasi in fondo alla classifica: 101sima (su 103) con 603 euro di patrimonio immobiliare per abitante.
Dall’elenco del Sole-24 Ore mancano i dati di Piacenza, perché non disponibili.

Con una lettura diciamo così “populista” di questa classifica, si potrebbe quindi dire che ogni cittadino di Modena, Parma e Bologna è “proprietario” di più di 3000 euro a testa di “mattoni” comunali (diciamo un metro quadrato abbondante di immobile, alle tariffe reali di mercato)… e così via, fino ai “poveri” ferraresi, che invece ne posseggono poco più di 500 euro (occhio e croce 25 centimetri quadrati, alle attuali quotazioni degli immobili nella città estense).

Fonte: Telesanterno.com

http://www.telesanterno.com/modena-bologna-e-parma-nella-“top-ten”-dei-comuni-con-piu-proprieta-immobiliari-0817.html


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