Archivi Blog

Dai salotti di casa ai salotti TV il passo è breve

10_DSC6595aDa qualche anno assistiamo ad una escalation di programmi televisivi incentrati sul tema casa. I palinsesti dei canali tv tematici prima e quelli delle generaliste dopo sono popolati sempre più da agenti immobiliari. E dopo Paola Marella, e Damiano Gallo è giunto il momento di Marco Ramberti e della sua nuova trasmissione a breve in onda su Fine Living Italia. Ecco cosa ci ha raccontato di questa esperienza.

Leggi il resto di questa voce

Annunci

Focus sul Mercato Immobiliare: Russia, Usa, Cina, Inghilterra, Canada

Russia, mercato immobiliare commerciale solido ma emergono le incertezze

L’accelerazione dell’inflazione e le prospettive di un aumento dei tassi di interesse gettano ombre sullo scenario. Analisi settimanale sul mercato immobiliare di Rics

Mosca

Giovedì 3 marzo è prevista la pubblicazione del rapporto PMI per il settore servizi della Russia e il CPI di febbraio il giorno successivo. A gennaio, i dati del PMI headline dei servizi hanno mostrato un calo da 56,4 a 54,2 , segnando il quinto mese consecutivo di espansione, ma a un ritmo più debole rispetto al passato. Nel frattempo l’headline CPI è accelerato ulteriormente a gennaio, dall’ 8,8% al 9,6%, il livello più elevato da ottobre 2009. Nel complesso, il quadro sull’attività è stato positivo sebbene non eccezionale – il PMI manifatturiero di gennaio è rimasto invariato a 53,5. Il tasso monetario non ha subito variazioni, rimanendo al 2,75% nel corso dell’ultimo incontro della Banca Centrale, contro le generali previsioni di rialzo.

In questo contesto di attività economica moderatamente sostenuta, ma con inflazione in aumento, il mercato immobiliare commerciale russo sembra trarre beneficio, come mostrato dal recente Studio sull’Immobiliare Commerciale Globale di Rics (GCPS). I risultati dello studio difatti indicano che le aspettative sugli affitti e sul valore capitale si sono riprese notevolmente nel quarto trimestre e al momento si attestano su livelli particolarmente elevati. Per certi versi, tale miglioramento del sentiment è guidato anche dalle condizioni favorevoli in termini di offerta all’interno del mercato immobiliare commerciale stesso, con una domanda sostenuta a fronte di una disponibilità solo moderatamente crescente.

Per il futuro, permangono le incertezze che potrebbero offuscare lo scenario del mercato immobiliare commerciale russo, vale a dire la prospettiva di un aumento dei tassi di interesse e l’accelerazione dell’inflazione. E’ probabile che l’inflazione continuerà ad accelerare nel breve termine, sostenuta da un’ulteriore aumento dei prezzi di generi alimentari ed energia, ma la Banca Centrale non sembra intenzionata ad adottare una politica monetaria aggressivamente restrittiva. Pertanto, in un contesto di tassi di interesse reali in calo, il valore capitale dovrebbe trovare ulteriore supporto dagli investitori. Il quadro non è tuttavia chiaro, dato che i risultati di GCPS indicano che la domanda per l’immobiliare commerciale è ampiamente guidata dagli affittuari. Non è chiaro al momento quanto impatterà l’accelerazione dell’inflazione sul mercato degli affittuari; potrebbe anche colpire il settore retail, schiacciando il reddito reale.

Autore: Stefania Basso

Fonte: FondiOnLine.it

http://www.fondionline.it/indicecms.php?idpagina=art&idart=35298

Il mattone ha perso la bussola

Il comparto dà segni di nervosismo per la situazione della disoccupazione in Usa e per il pericolo bolla in Cina.

New York

Il mattone sembra indeciso sulla strada da prendere. L’indice Msci del settore immobiliare a livello mondiale nell’ultimo mese (fino al 25 febbraio e calcolato in euro) è rimasto praticamente immobile mentre, da inizio anno, ha guadagnato lo 0,17%.

“Il settore immobiliare sembra pagare la buona performance messa a segno nel 2010”, spiega una nota di Morningstar. Il paniere relativo al real estate l’anno scorso ha guadagnato più del 25% e sembrava essersi lasciato definitivamente alle spalle il periodo iniziato negli Stati Uniti con la crisi dei subprime. “Gli investitori, tuttavia, non sono sicuri della direzione che prenderà il comparto del mattone”, continua lo studio. “Gli Stati Uniti ad esempio, sembrano aver imboccato la strada della ripresa. Ma il tasso di disoccupazione è ancora alto e le famiglie potrebbero non avere voglia di investire nella casa. Sulla Cina, invece, continua a incombere la paura dello scoppio della bolla speculativa del mattone. E i tentativi del governo di frenare l’economia stringendo anche i rubinetti dei mutui, per il momento non stanno dando i risultati sperati”.

Chi si sta preparando a fare buoni affari sono le società immobiliari, soprattutto americane, che sono riuscite a superare la tempesta scoppiata nel 2007 e che, nel corso di questi anni, hanno comprato a prezzi di saldo gli immobili che venivano venduti da chi non ce la faceva a onorare le rate del mutuo. “Alcune, nel pieno della tempesta, sono anche riuscite a portare a casa delle acquisizioni, aumentando così il loro catalogo di offerte”, continua lo studio. “Non appena ci sarà una nuova ripresa saranno le prime ad approfittarne”.

Meno mutui in Inghilterra
Nel Vecchio continente, gli operatori del comparto continuano a guardare quello che succede nel Regno Unito che, di solito, anticipa di circa un anno le tendenze che si registreranno nel resto d’Europa. Lo scenario non è dei più rosei. Royal Bank of Scotland, Lloyds Banking Group, Hsbc e Barclays (le principali banche di Sua Maestà) insieme ai bilanci trimestrali hanno anche annunciato di aver ridotto l’ammontare dei prestiti immobiliari, soprattutto quelli dedicati agli edifici commerciali. In tutto i mutui si sono ridotti di 17 miliardi di sterline, arrivando a quasi 200 miliardi.

E, secondo alcuni osservatori, nei prossimi tre-cinque anni, l’ammontare potrebbe scendere al di sotto dei 100 miliardi. “Se questa previsione si dovesse verificare, si potrebbe assistere a un nuovo crollo dei valori immobiliari, soprattutto di quegli stabili che non sono nelle aree più glamour d’Inghilterra”, spiega uno studio presentato dalla Property Industry Alliance (una delle associazioni che raccolgono i proprietari di immobili) alla Bank of England nelle settimane scorse.

Autore: Marco Caprotti

Fonte: MorningStar.it

http://www.morningstar.it/it/markets/article.aspx?articleid=96181&categoryid=673

Mercato Immobiliare: Le Previsioni del 2011 per il Canada

 

Montreal

Sono state recen­te­mente pub­bli­cate le pre­vi­sioni per il mer­cato immo­bil­iare canadese per l’anno 2011, che preve­dono un rialzo dei prezzi nel set­tore residenziale.

 

Ci si aspetta infatti che i prezzi sali­ranno dell’1,3% negli anni 2011 e 2012, arrivando ad una media di prezzo per una casa di rispet­ti­va­mente 343.000$ e 347.900$, un rialzo a con­ferma dell’equilibrio tra domanda ed offerta che si sta ver­i­f­i­cando nel paese.

Per quello che riguarda gli acquirenti, i bassi tassi dei mutui rap­p­re­sen­tano un’opportunità unica per l’acquisto di una nuova casa, da sfruttare prima che i tassi pos­sano ripren­dere ad alzarsi.

Per quello che riguarda le transazioni, si prevede che il loro numero nel 2011 possa calare dell’1,6%, rag­giun­gendo le 439.900 unità, men­tre per il 2011 si preve­dono 453.000 transazioni.

Le nuove rego­la­men­tazioni sui mutui in Canada, inoltre, assi­cur­eranno che gli acquirenti pos­sano effet­ti­va­mente pagare anche in pre­vi­sione delle oscil­lazioni dei tassi di inter­esse, antic­i­pando alcuni acquisti che in assenza delle nuove rego­la­men­tazioni sareb­bero slit­tati più in avanti nel corso dell’anno.

Fonte: Attico.it

http://news.attico.it/2011/02/28/mercato-immobiliare-previsioni-canada/

 

Leggi anche

Notizie immobiliari dal Medio Oriente: Qatar e Abu Dhabi

 

Notizie immobiliari da Brasile, Regno Unito e USA

I Russi cercano un tetto in Italia

Il Mutuo a stelle e strisce

Notizie dal Mercato Immobiliare di Cina, Russia e Austria

Dopo il gelo torna a fare Notizia il Mercato Immobiliare di New York

New York: il Mercato Immobiliare del Lusso scalda i motori.

A Beirut si sgonfia la Bolla Immobiliare ma non i Prezzi

In Thailandia aumentano i Condomini di Lusso

Acquisti Immobili: ecco la Città Europea preferita per gli Investimenti

Francia: I Permessi per Costruire sono aumentati del 15% nel 2010

Notizie dal Mercato Immobiliare dal Brasile, Regno Unito, Slovacchia e Australia

Polonia, i Prezzi delle Case iniziano a crescere

Cina, arriva la Tassa sulla Casa

Notizie Immobiliari dagli USA

Emirati Arabi, nuove Norme sulla Proprietà Immobiliare

Investimenti Immobiliari, Londra si mantiene ai vertici europei

Comprare a Parigi? Si, ma solo a prezzi folli!

Focus sul Mercato Immobiliare Internazionale

Real Estate: segnali positivi da Manhattan

San Paolo-Rio, Rivoluzione Immobili

Prezzi Case, forti cali nell’Immobiliare spagnolo

A New York il primo Grattacielo Italiano

Hotel Armani, a Dubai prezzi giù per la crisi

Hong Kong: boom dell’Immobiliare di Lusso

Cinesi alla conquista del mondo. È l’ora degli Immobili di lusso

Crescono continuamente gli investimenti nelle grandi metropoli occidentali: piacciono le case di pregio a Tokyo, Londra, New York

Arrivano i cinesi. Che non solo stanno muovendo tutte le loro pedine per assicurarsi materie prime indispensabili ai quattro angoli del mondo, senza guardare la faccia di chi gliele vende troppo per il sottile, soprattutto nel Terzo Mondo; non solo stanno riarmandosi sempre più potentemente inducendo vicini tranquilli da decenni come il Giappone a preoccuparsene e a reagire; non solo “arrivano” fisicamente, gonfiando (beneficamente) le cifre del turismo internazionale. Adesso arrivano anche, con le loro valigette piene di dollari, nelle più grandi e più belle città dell’Occidente per comprar casa: senza badare a spese, naturalmente, e anzi con pretese adeguate al loro florido portafogli.
I ricchi cinesi, racconta un reportage del quotidiano britannico Daily Telegraph, amano entrare in possesso di case prestigiose in aree residenziali esclusive, possibilmente vicine a luoghi simbolici del benessere occidentale, come i grandi magazzini Harrods a Londra. Se hanno figli piccoli, preferiscono abitare nelle vicinanze delle loro scuole. Se comprano a scopo d’investimento, sono pronti ad acquistare interi isolati destinati al restauro in aree centrali, oppure appartamenti nuovi in zone dove i costi del mantenimento siano bassi.

Sidney

Una cosa è certa: da Londra a Parigi, da New York a Tokio, da Sydney a Hong Kong, la mappa delle aree residenziali di lusso si tinge sempre più del rosso cinese. Soprattutto in Estremo Oriente la crescita degli acquirenti del Dragone è impressionante: a Tokio nei primi nove mesi di questo 2010 hanno messo a segno il 10 per cento degli acquisti di immobili di valore superiore al milione di dollari (l’anno scorso l’8 per cento), a Sydney il 20 per cento contro il 14 per cento del 2009, a Hong Kong addirittura il 35 per cento contro il 30 per cento dell’anno precedente. In Europa e in America le percentuali sono molto più ridotte, ma comunque orientate verso l’alto: a Londra è stato superato l’uno per cento degli acquisti immobiliari di lusso, a New York si è arrivati allo 0,75 per cento e a Parigi allo 0,50.
La Cina è ormai un Paese pieno di ricchi. I cinesi con patrimoni di oltre un milione di dollari sarebbero ormai, secondo dati di analisti del settore, prossimi al mezzo milione. E questi nuovi paperoni mediamente investono un quinto dei loro soldi nel cosiddetto mattone. Non è facile, spiega il reportage del Daily Telegraph, individuare quanti siano gli acquirenti cinesi e quanto spendano: non foss’altro perché la legge del loro Paese impedirebbe di esportare più di 50mila dollari a testa l’anno. In realtà sono moltissimi quelli che aggirano questo limite, soprattutto attraverso Hong Kong che dopo il ritorno alla madrepatria nel 1997 gode ancora di una parziale autonomia. E non è un caso se proprio a Hong Kong la presenza cinese nell’immobiliare è più evidente: qui nell’ultimo anno i prezzi delle case di super-lusso sono quasi raddoppiati, con i cinesi che se ne sono aggiudicati un terzo suscitando la preoccupazione delle autorità politiche locali che temono una colonizzazione di fatto e pensano a nuove leggi per frenarla.
A Londra si assiste al fenomeno di ricchi acquirenti cinesi che comprano per sé ma pensando anche ai figli, che vogliono educati nelle università inglesi, alcune delle quali (come la celebre Eton) tengono durante l’estate corsi di lingua e cultura inglese riservati a studenti cinesi. Negli Stati Uniti e in Canada, invece, sono sempre più numerosi i ricchi cinesi che acquistano proprietà immobiliari per ottenere il diritto alla residenza. Gli arrondissements centrali di Parigi piacciono per il loro fascino, mentre in Giappone i ricchi cinesi sembrano soprattutto alla ricerca di case per vacanza o per la tranquilla vita di benestanti pensionati. E per il futuro? Il boom a Taiwan, incoraggiato dalle nuove aperture concesse dal pragmatico presidente Ma, è già cominciato. Per gli esperti, cinesi in arrivo anche a Singapore e in Malesia.

Autore: Roberto Fabbri

Fonte: IlGiornale.it

http://www.ilgiornale.it/esteri/cinesi_conquista_mondo__lora_immobili_lusso/19-12-2010/articolo-id=494600-page=0-comments=1

Leggi anche

Mercato immobiliare: è il momento giusto per comprare negli USA?

Emirati Arabi, nuove norme sulla proprietà immobiliare

Il mercato immobiliare punta su Milano: è meglio di New York

La rinascita di Times Square

Investimenti immobiliari, Londra si mantiene ai vertici europei

Comprare a Parigi? Si, ma solo a prezzi folli! 

Ecco chi è lo straniero che compra casa in Italia

Focus sul mercato immobiliare internazionale

Real estate: segnali positivi da Manhattan

San Paolo-Rio, rivoluzione immobili

Prezzi case, forti cali nell’immobiliare spagnolo

Case al mare la crisi non c’è. Milano Marittima è la più cara

A New York il primo grattacielo italiano

Hotel Armani, a Dubai prezzi giù per la crisi

Hong Kong: boom dell’immobiliare di lusso

Una casa all’estero, il nuovo ‘sogno russo’ della classe media

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: