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Risoluzione Agenzia delle Entrate del 5.10.2010: La “prima casa” si estende ad una sola pertinenza

La cessione della seconda pertinenza di un immobile abitativo oggetto di agevolazione prima casa sconta l’IVA con aliquota al 10%: la pertinenza acquista per attrazione la natura di immobile abitativo ma, data la normativa sulla prima casa, che consente di agevolare una sola pertinenza per ciascuna categoria catastale tra C2, C6 e C7, alla cessione della seconda pertinenza non può applicarsi l’aliquota del 4%.
Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 94/E/2010, che illustra il corretto trattamento fiscale da riservare, ai fini IVA, alla cessione della seconda pertinenza di un immobile abitativo, oggetto di agevolazione prima casa, al cui servizio è già posto un altro immobile della medesima categoria catastale (nella specie, si tratta di autorimesse – categoria catastale C6).
La pertinenza acquista per attrazione la natura di immobile abitativo ma – data la normativa sulla prima casa, che consente di agevolare una sola pertinenza per ciascuna categoria catastale tra C2 (magazzini e locali di deposito), C6 (autorimesse, stalle, scuderie) e C7 (tettoie chiuse o aperte) – alla cessione della seconda pertinenza non può applicarsi l’aliquota del 4%.
La seconda pertinenza, pertanto, deve essere trattata come un fabbricato abitativo diverso dalla prima casa e la relativa cessione in regime di imponibilità IVA comporta l’applicazione dell’aliquota agevolata del 10%.

Autore: Avv. Massimo Chimienti

Ici, comuni esosi sui box

I Comuni tendono a essere piuttosto restrittivi in materia di Ici. Nel caso prospettato, è evidente la rigidità, eccessiva della norma regolamentare adottata dal Comune sulle pertinenze del l’abitazione principale. La disposizione regolamentare prevede, infatti, non solo una discutibile disciplina di dettaglio delle pertinenze, concernente sia la quantità che la qualità, ma anche un’arbitraria specifica condizione di ubicazione dell’eventuale pertinenza rispetto all’abitazione principale. Condizione che rappresenta un’altra forte limitazione, in particolare, all’estensione del regime di esenzione Ici, sancito a decorrere dal 2008 per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo (articolo 1 del decreto legge 93/2008 convertito dalla legge 126/2008). Ricordiamo che, in ogni caso, sono escluse dal regime di favore le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) ed eventuali pertinenze, per le quali continua comunque a essere riconosciuta la detrazione d’imposta (articolo 8, commi 2 e 3, del Dlgs 504/92). Come rimarcato in una recente risposta al quesito 2736 («Ici non dovuta se il box è in uno stabile adiacente»), pubblicata sull’Esperto risponde 59/2009, sul trattamento Ici delle pertinenze il nostro pensiero non si raccorda con l’operato di innumerevoli amministrazioni comunali, secondo cui le pertinenze oggetto di agevolazione sono solamente quelle che il regolamento Ici considera come tali (ad esempio, esenzione estesa a una sola pertinenza che, ancorché distintamente iscritta in catasto, risulti classificata nella categoria C/2, C/6 o C/7). A nostro parere, invece, la disciplina di dettaglio delle pertinenze e quindi le limitazioni di ordine numerico, tipologico e ubicazionale non potrebbero che essere considerate, formalmente e sostanzialmente, illegittime. Questo perché anche ai fini dell’Ici si rende applicabile la nozione di “pertinenza” in senso civilistico (articolo 817, Codice civile), in virtù della quale la qualifica di pertinenza poggia essenzialmente su un criterio fattuale che quindi, nella fattispecie, è la sussistenza della destinazione effettiva e concreta di uno o più beni immobili (cantina, soffitta, box) al servizio od ornamento di un bene immobile principale (abitazione). Tale impostazione risulta ora avvalorata dalla Commissione tributaria provinciale di Bologna (sezione XII) che, con sentenza n. 76 del 1° luglio 2009, ha disapplicato, in quanto illegittima, la norma regolamentare che prevedeva l’estensione del regime di esenzione Ici a una sola pertinenza (box), mentre il soggetto passivo possedeva e utilizzava concretamente due autorimesse (categoria catastale C/6). Sicché, come la nozione di “abitazione principale” non risulta necessariamente legata a quella di “unità immobiliare”, ben potendo l’abitazione stessa essere composta anche da due o più unità immobiliari (Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 25902 del 29 ottobre 2008), così il concetto di “pertinenza” (in senso civilistico) non potrebbe che comprendere una serie di unità immobiliari, ancorché distintamente iscritte in catasto. Ma vediamo perché non ci appare completamente convincente la tesi secondo cui le pertinenze sono soltanto quelle considerate nel regolamento comunale (si veda la risoluzione n. 12/DF del 5 giugno 2008, paragrafo 3). La disciplina dell’Ici non contempla alcuna esplicita nozione di “pertinenza”. Solo l’articolo 2, comma 1, lettera a), del Dlgs 504/92 ne menziona potenzialmente il concetto, ma relativamente alle aree pertinenziali, con esclusione quindi dei fabbricati pertinenziali. Né, a tal fine, può essere di aiuto l’articolo 59, comma 1, lettera d), del Dlgs 446/97, la cui disposizione si limita a sancire che i Comuni possono «considerare parti integranti dell’abitazione principale le sue pertinenze, ancorché distintamente iscritte in catasto» (rimarchiamo comunque l’uso del sostantivo al plurale). Al contrario, proprio l’operatività di quest’ultima previsione, stabilita dal legislatore al fine di semplificare la gestione del tributo e di introdurre elementi di maggiore equità fiscale, ha dato luogo alle incertezze interpretative dal momento che il ministero delle Finanze, a seguito del parere espresso dal Consiglio di Stato (sezione III, adunanza del 24 novembre 1998), ha attribuito ai Comuni la possibilità di introdurre la disciplina di dettaglio delle pertinenze (circolare n. 114/E del 25 maggio 1999). Come ribadito successivamente dalle Finanze, la possibilità per i Comuni di introdurre norme integrative o anche eventualmente derogatorie rispetto alle previsioni del Codice civile non si pone in contraddizione con le stesse, dato che l’articolo 818 del medesimo Codice civile, nello stabilire al primo comma che «gli atti e i rapporti giuridici che hanno per oggetto la cosa principale comprendono anche le pertinenze, se non è diversamente disposto», lascia spazio a una specifica deroga al criterio generale a opera di una norma positiva (risoluzione n. 1/DPF del 31 gennaio 2008). Tale deroga, in virtù della norma primaria di cui alla citata lettera d) dell’articolo 59 del Dlgs 446/97, ben poteva essere rappresentata dalla norma regolamentare (si veda la risoluzione n. 1/DF del 4 marzo 2009). Senonché questa norma primaria sarebbe stata implicitamente abrogata già dalla Finanziaria 2000 (legge 488/99) che, con il comma 12 dell’articolo 30, ha disposto fra l’altro che l’aliquota ridotta si applica soltanto ai fabbricati adibiti ad abitazione principale, con esclusione quindi «di quelli qualificabili come pertinenze, ai sensi dell’articolo 817 del Codice civile» (vedi articolo 18, comma 2, della legge 388/2000; circolare n. 3/FL del 7 marzo 2001). In definitiva, a nostro parere, la nozione di pertinenza in senso civilistico si applica anche all’Ici non solo perché in mancanza della norma tributaria soccorre quella del diritto comune (Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 3516 del 17 febbraio 2006), ma soprattutto perché tale sarebbe stata la voluntas legis.

Fonte: IlSole24Ore.it

http://www.casa24.ilsole24ore.com/norme-fisco/news/2009/09/06/46_P.php?uuid=6b5b934c-9aa7-11de-9df1-96595c27ea05&DocRulesView=Libero

Tabella delle categorie catastali

I – IMMOBILI A DESTINAZIONE ORDINARIA
GRUPPO A
A/1 Abitazioni di tipo signorile
A/2 Abitazioni di tipo civile
A/3 Abitazioni di tipo economico
A/4 Abitazioni di tipo popolare
A/5 Abitazioni di tipo ultrapopolare
A/6 Abitazioni di tipo rurale
A/7 Abitazioni in villini
A/8 Abitazioni in ville
A/9 Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici
A/10 Uffici e studi privati
A/11 Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi
GRUPPO B
B/1 Collegi e convitti, educandati; ricoveri; orfanotrofi; ospizi; conventi;
seminari; caserme
B/2 Case di cura ed ospedali (senza fine di lucro)
B/3 Prigioni e riformatori
B/4 Uffici pubblici
B/5 Scuole e laboratori scientifici
B/6 Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie, accademie che non hanno sede in
edifici della categoria A/9
B/7 Cappelle ed oratori non destinati all’esercizio pubblico del culto
B/8 Magazzini sotterranei per depositi di derrate
GRUPPO C
C/1 Negozi e botteghe
C/2 Magazzini e locali di deposito
C/3 Laboratori per arti e mestieri
C/4 Fabbricati e locali per esercizi sportivi (senza fine di lucro)
C/5 Stabilimenti balneari e di acque curative (senza fine di lucro)
C/6 Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse (senza fine di lucro)
C/7 Tettoie chiuse od aperte
II – IMMOBILI A DESTINAZIONE SPECIALE
GRUPPO D
D/1 Opifici
D/2 Alberghi e pensioni (con fine di lucro)
D/3 Teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili (con fine di
2
lucro)
D/4 Case di cura ed ospedali (con fine di lucro)
D/5 Istituto di credito, cambio e assicurazione (con fine di lucro)
D/6 Fabbricati e locali per esercizi sportivi (con fine di lucro)
D/7 Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività
industriale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali
trasformazioni.
D/8 Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività
commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali
trasformazioni.
D/9 Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo, ponti privati
soggetti a pedaggio.
D/10 Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole.
III – IMMOBILI A DESTINAZIONE PARTICOLARE
GRUPPO E
E/1 Stazioni per servizi di trasporto, terrestri, marittimi ed aerei.
E/2 Ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggio.
E/3 Costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche
E/4 Recinti chiusi per speciali esigenze pubbliche.
E/5 Fabbricati costituenti fortificazioni e loro dipendenze.
E/6 Fari, semafori, torri per rendere d’uso pubblico l’orologio comunale
E/7 Fabbricati destinati all’esercizio pubblico dei culti.
E/8 Fabbricati e costruzioni nei cimiteri, esclusi i colombari, i sepolcri e le tombe
di famiglia.
E/9 Edifici a destinazione particolare non compresi nelle categorie precedenti del
gruppo E.
NOTE ESPLICATIVE SUL GRUPPO A
Il prospetto di qualificazione che riporta le categorie esistenti è relativo e
variabile da luogo a luogo, ed avrà un corrispondente significato locale.
A/1 – Abitazioni di tipo signorile.
Unità immobiliari appartenenti a fabbricati ubicati in zone di pregio con caratteristiche
costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello superiore a quello dei fabbricati di
tipo residenziale.
A/2 – Abitazioni di tipo civile.
Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive,
tecnologiche e di rifiniture di livello rispondente alle locali richieste di mercato per
fabbricati di tipo residenziale.
A/3 – Abitazioni di tipo economico.
3
Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche di economia sia per i
materiali impiegati che per la rifinitura, e con impianti tecnologici limitati ai soli
indispensabili.
A/4 – Abitazioni di tipo popolare.
Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e di
rifiniture di modesto livello. Dotazione limitata di impianti quantunque indispensabili.
A/5 – Abitazioni di tipo ultrapopolare.
Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e di
rifiniture di bassissimo livello. Di norma non dotate di servizi igienico-sanitari
esclusivi.
A/6 – Abitazioni di tipo rurale.
A/7 – Abitazioni in villini.
Per villino deve intendersi un fabbricato, anche se suddiviso in unità immobiliari,
avente caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture proprie di un fabbricato
di tipo civile o economico ed essere dotato, per tutte o parte delle unità immobiliari,
di aree esterne ad uso esclusivo.
A/8 – Abitazioni in ville.
Per ville devono intendersi quegli immobili caratterizzati essenzialmente dalla
presenza di parco e/o giardino, edificate in zone urbanistiche destinate a tali
costruzioni o in zone di pregio con caratteristiche costruttive e di rifiniture, di livello
superiore all’ordinario.
A/9 – Castelli, palazzi eminenti.
Rientrano in questa categoria i castelli ed i palazzi eminenti che per la loro struttura,
la ripartizione degli spazi interni e dei volumi edificati non sono comparabili con le
Unità tipo delle altre categorie; costituiscono ordinariamente una sola unità
immobiliare. E’ compatibile con l’attribuzione della categoria A/9 la presenza di altre
unità, funzionalmente indipendenti, censibili nelle altre categorie.
A/10 – Uffici e studi privati.
Rientrano in questa categoria quelle unità immobiliari che per tipologia, dotazione di
impianti e finiture sono destinate all’attività professionale.
A/11 – Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi
Rifugi di montagna, baite, trulli, sassi, ecc…
I – IMMOBILI A DESTINAZIONE ORDINARIA
GRUPPO A
A/1 Abitazioni di tipo signorile
A/2 Abitazioni di tipo civile
A/3 Abitazioni di tipo economico
A/4 Abitazioni di tipo popolare
A/5 Abitazioni di tipo ultrapopolare
A/6 Abitazioni di tipo rurale
A/7 Abitazioni in villini
A/8 Abitazioni in ville
A/9 Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici
A/10 Uffici e studi privati
A/11 Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi
GRUPPO B
B/1 Collegi e convitti, educandati; ricoveri; orfanotrofi; ospizi; conventi; seminari; caserme
B/2 Case di cura ed ospedali (senza fine di lucro)
B/3 Prigioni e riformatori
B/4 Uffici pubblici
B/5 Scuole e laboratori scientifici
B/6 Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie, accademie che non hanno sede in edifici della categoria A/9
B/7 Cappelle ed oratori non destinati all’esercizio pubblico del culto
B/8 Magazzini sotterranei per depositi di derrate
GRUPPO C
C/1 Negozi e botteghe
C/2 Magazzini e locali di deposito
C/3 Laboratori per arti e mestieri
C/4 Fabbricati e locali per esercizi sportivi (senza fine di lucro)
C/5 Stabilimenti balneari e di acque curative (senza fine di lucro)
C/6 Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse (senza fine di lucro)
C/7 Tettoie chiuse od aperte
II – IMMOBILI A DESTINAZIONE SPECIALE
GRUPPO D
D/1 Opifici
D/2 Alberghi e pensioni (con fine di lucro)
D/3 Teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili (con fine di lucro)
D/4 Case di cura ed ospedali (con fine di lucro)
D/5 Istituto di credito, cambio e assicurazione (con fine di lucro)
D/6 Fabbricati e locali per esercizi sportivi (con fine di lucro)
D/7 Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività industriale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni.
D/8 Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni.
D/9 Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo, ponti privati soggetti a pedaggio.
D/10 Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole.
III – IMMOBILI A DESTINAZIONE PARTICOLARE
GRUPPO E
E/1 Stazioni per servizi di trasporto, terrestri, marittimi ed aerei.
E/2 Ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggio.
E/3 Costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche
E/4 Recinti chiusi per speciali esigenze pubbliche.
E/5 Fabbricati costituenti fortificazioni e loro dipendenze.
E/6 Fari, semafori, torri per rendere d’uso pubblico l’orologio comunale
E/7 Fabbricati destinati all’esercizio pubblico dei culti.
E/8 Fabbricati e costruzioni nei cimiteri, esclusi i colombari, i sepolcri e le tombe di famiglia.
E/9 Edifici a destinazione particolare non compresi nelle categorie precedenti del gruppo E.
NOTE ESPLICATIVE SUL GRUPPO A
Il prospetto di qualificazione che riporta le categorie esistenti è relativo e
variabile da luogo a luogo, ed avrà un corrispondente significato locale.
A/1 – Abitazioni di tipo signorile.
Unità immobiliari appartenenti a fabbricati ubicati in zone di pregio con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello superiore a quello dei fabbricati di tipo residenziale.
A/2 – Abitazioni di tipo civile.
Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello rispondente alle locali richieste di mercato per fabbricati di tipo residenziale.
A/3 – Abitazioni di tipo economico.
Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche di economia sia per i materiali impiegati che per la rifinitura, e con impianti tecnologici limitati ai soli indispensabili.
A/4 – Abitazioni di tipo popolare.
Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e di rifiniture di modesto livello. Dotazione limitata di impianti quantunque indispensabili.
A/5 – Abitazioni di tipo ultrapopolare.
Unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive e di rifiniture di bassissimo livello. Di norma non dotate di servizi igienico-sanitari esclusivi.
A/6 – Abitazioni di tipo rurale.
A/7 – Abitazioni in villini.
Per villino deve intendersi un fabbricato, anche se suddiviso in unità immobiliari, avente caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture proprie di un fabbricato di tipo civile o economico ed essere dotato, per tutte o parte delle unità immobiliari, di aree esterne ad uso esclusivo.
A/8 – Abitazioni in ville.
Per ville devono intendersi quegli immobili caratterizzati essenzialmente dalla presenza di parco e/o giardino, edificate in zone urbanistiche destinate a tali costruzioni o in zone di pregio con caratteristiche costruttive e di rifiniture, di livello superiore all’ordinario.
A/9 – Castelli, palazzi eminenti.
Rientrano in questa categoria i castelli ed i palazzi eminenti che per la loro struttura, la ripartizione degli spazi interni e dei volumi edificati non sono comparabili con le unità tipo delle altre categorie; costituiscono ordinariamente una sola unità immobiliare. E’ compatibile con l’attribuzione della categoria A/9 la presenza di altre unità, funzionalmente indipendenti, censibili nelle altre categorie.
A/10 – Uffici e studi privati.
Rientrano in questa categoria quelle unità immobiliari che per tipologia, dotazione di impianti e finiture sono destinate all’attività professionale.
A/11 – Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi (Rifugi di montagna, baite, trulli, sassi, ecc…)
Fonte: Agenzia del territorio
http://www.agenziaterritorio.it/sites/territorio/files/agenzia/chi%20siamo/tabella_categorie_catastali.pdf
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