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Essere agente immobiliare nel 2014. Intervista a Stefano Filastò

Stefano Filastò

Ciao Stefano, grazie di aver accettato questa chiacchierata. Una delle domande più frequenti che riceviamo è legata alle caratteristiche che dovrebbe avere oggi un agente immobiliare. Argomento molto interessante che proveremo ad affrontare ascoltando più voci di operatori del settore, e tu sei la prima persona che mi è venuta in mente per intraprendere questo percorso.

Quindi, dato che io ti conosco ormai da un pò e potrei dire tante cose di te, mi farebbe piacere che ti presentassi con parole tue.

r. Grazie Andrea, proverò ad essere sintetico. Dunque, ho 46 anni, nel mondo delle vendite dal 1989, dal 1991 nel settore immobiliare, con RE/MAX dal 1997. In RE/MAX l’esperienza più significativa, oltre a quella da Broker, è sicuramente stata quella di aver ricoperto il ruolo di Responsabile della Formazione per circa 7 anni. Per farlo ho esplorato molto il mercato americano, studiando le modalità operative dei colleghi americani, partecipando a diverse sessioni di formazione formatori e poi erogando i corsi così acquisiti agli Agenti Immobiliari italiani. Leggi il resto di questa voce

Il customer care creativo degli Agenti Immobiliari made in USA

Quando si dice trovare nuove formule di customer satisfaction. Cosa fanno per far ripartire il mercato immobiliare americano gli operatori più innovati.

Come risolvere in positivo l’equazione meno acquirenti + meno vendita= meno guadagni? La risposta in campo immobiliare potrebbe, come spesso accade, arrivare dagli USA. Pagine Facebook, pubblicità con video su YouTube, utilizzo di codici QR e via così, sono la chiave per rimettere in moto un settore importante dell’economia, l’immobiliare.

Del resto, si son chiesti i broker americani, se i clienti non ci contattano, allora bisognerà contattarli! Con questo motto oggi si sta cercando di ripartire.

I clienti, dunque, si ricercano tra le madri dei compagni di scuola e di gioco dei figli, in palestra, ai corsi di yoga e perché no in chiesa. Come si suol dire: ogni piccolo gesto può divenire importante. In questo caso il gesto è il singolo individuo che può avere dei desideri latenti di cambiar casa ed aspetta soltanto qualcuno che li faccia emergere.

Quindi, se in un momento euforico delle compravendite si andava avanti di quantità, oggi è la qualità a farla da padrone e ciò a vantaggio dei clienti.

I casi sono tanti e si moltiplicano. Molti gli agenti immobiliari che devolvono parte delle proprie commissioni ad associazioni di veterani di guerra, poliziotti, insegnanti e professionisti che prestino servizi utili alla comunità. C’è addirittura chi si è dotato di un furgoncino da fornire gratis ai propri clienti per i traslochi.

Il ruolo sociale dell’agente immobiliare viene così riscoperto e rivalutato. Il profitto si sostituisce almeno in parte con gesti concreti a favore del cliente e con la consapevolezza di essere parte di una comunità che, se aiutata,permette a tutti di vivere meglio.

Così gli agenti immobiliari tolta la naftalina dagli abiti seri e grigi, cercano di recuperare con sorriso la motivazione per continuare seriamente nella propria professione.

Andrea Russo

 

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Il mercato immobiliare soffre ancora e la ripresa e’ rinviata alla seconda meta’ del 2011, ma nonostante questa congiuntura economica il mattone resta sempre la passione degli italiani che continuano ad indebitarsi per comprare casa. Una propensione ora certificata anche dall’indagine condotta da Tecnoborsa su “Le famiglie italiane e il mercato immobiliare”.

In particolare, dallo studio – che ha preso in considerazione 2.200 casi – emerge che il 69,7% delle famiglie che hanno acquistato un bene immobile nel biennio 2008-2009 hanno acceso un mutuo o un finanziamento.

Un indebitamento che, tuttavia, non viene preso con tanta leggerezza. Gli italiani, infatti, anche se preferiscono ancora il mutuo, restano comunque prudenti. Tanto che l’80% degli intervistati ha dichiarato di non spendere piu’ del 40% del reddito disponibile. 6 famiglie su dieci hanno, invece, impegnato in media fino al 30% del proprio budget per il pagamento delle rate, il 20,8% utilizza dal 30% al 40% del proprio reddito, il 13,2% dal 40% al 50% e solo il 5,7% impiega oltre il 50%.

Quanto ai canali utilizzati per reperire la fonte del finanziamento, il 69,8% si e’ recato presso la propria banca di fiducia e il 30,2% ha ottenuto il mutuo tramite canali specializzati, tipo altri istituti di credito, canali on-line, broker, finanziarie.

Capitolo a parte per l’importo. Il 17% delle famiglie ha richiesto solo un prestito fino al 20% del prezzo pagato, percentuale decisamente piu’ elevata se confrontata agli anni scorsi. Mentre i finanziamenti che vanno dal 21% al 40% dell’importo dell’immobile rappresentano il 15,1% delle domande totali. Ed ancora. Il 34% dei mutui accesi ha richiesto un finanziamento tra il 41% e il 60% del prezzo dell’immobile e continua a rappresentare la quota piu’ consistente. Si e’ registrato un vero e proprio crollo per quanto riguarda, invece, i prestiti oltre il 61%, in quanto piu’ costosi per le famiglie e piu’ a rischio per le banche, dunque, indice diretto della stretta creditizia verificatasi a partire dal settembre 2008, fase acuta della crisi finanziaria internazionale.

Relativamente veloci anche i tempi di erogazione. Circa il 50% delle famiglie che hanno dichiarato di aver acceso un mutuo per acquistare un immobile hanno impiegato – dal momento della richiesta – dai 20 ai 30 giorni per la fase istruttoria del finanziamento. Mentre il 15,1% ha impiegato meno di 20 giorni e un ulteriore 15,1% piu’ di 60 giorni. Il restante 20,8% ha impiegato dai 30 ai 60 giorni.

Ma c’e’ anche un’altra nota che emerge con chiarezza dall’indagine: per la prima volta, si e’ verificato un elevato ricorso al mutuo anche per l’acquisto di una seconda casa per le vacanze. Le richieste sono, infatti, aumentate del 73,35. Il che significa che nel passato l’acquisto di una seconda casa vacanze avveniva prevalentemente mediante la liquidita’ disponibile, mentre oggi si assiste a un maggior ricorso al mutuo.

Infine, va sottolineato che nonostante il costo del denaro abbia toccato dei minimi storici, le famiglie continuano a preferire il tasso variabile per poter sfruttare appieno il minor tasso ottenibile in questa fase, anche se per il medio-lungo periodo vi sono probabilita’ di crescita dei tassi.

Dalle parole ai numeri. Nel biennio preso in esame ben il 62,3% dei soggetti ha fatto richiesta per questa tipologia di mutuo, mentre il 34% ha preferito il tasso fisso che, pur essendo piu’ elevato, rimane invariato negli anni e tutela da eventuali rischi. Solo il 3,8% ha scelto il tasso misto che prevede la possibilita’ di rinegoziare nel tempo passando da una modalita’ all’altra.

Fonte: MiaEconomia.it

http://miaeconomia.leonardo.it/economia/banca_e_mutui/mutui/7_famiglie_su_10_compra_casa_grazie_al_mutuo_126834

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