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Notizie d’agenzia Ottobre 2010 / 3

Negli Usa cresce scandalo-pignoramenti e spuntano casi clamorosi

New York, 14 ott. (Apcom) – Gli anni del boom immobiliare hanno prodotto una cultura di irresponsabilità e di leggerezza tra le grandi banche americane nel gestire le pratiche di mutui e di pignoramento di abitazioni. Secondo il New York Times, che ha intervistato dipendenti di istituti come JpMorgan Chase, Citigroup, Gmac e Goldman Sachs, l’indagine lanciata dagli stati americani su questi comportamenti non hanno per nulla sorpreso gli esperti del settore. C’erano i “Burger King kids” di JpMorgan, impiegati con talmente poca esperienza del settore da sapere a malapena cosa fosse un mutuo; Citigroup e Gmac affidavano i controlli sull’esattezza dei documenti di pignoramento a società i cui dipendenti spesso buttavano i fascicoli nella spazzatura; a Litton Loan Servicing, una divisione di Goldman Sachs, le pratiche di pignoramento venivano espletate talmente in fretta che gli impiegati non avevano nemmeno il tempo di esaminare cosa stessero firmando. La notizia di queste e altre pratiche è alla base dell’indagine lanciata dai procuratori generali di tutti e 50 gli stati americani sulle procedure di pignoramento delle banche, annunciata ieri. Le radici della situazione attuale affondano negli anni del boom immobiliare, quando i prezzi delle case sembravano destinati ad un aumento perpetuo e le banche prestavano attenzione solo alla sottoscrizione di mutui e alla loro cartolarizzazione, tralasciando la normale diligenza in tutte le altre formalità.

Fonte: Apcom.it

http://www.apcom.it/news/rss/20101014_230022_30ecabc_100102.html

Cina: accelerano investimenti esteri +6%

Corrono vendite e prezzi mercato immobiliare

Accelerano gli investimenti diretti esteri in Cina: a settembre si e’ registrato un +6,1% a 8,4 mld di dollari rispetto a settembre 2009. Ad agosto si e’ registrato un +1,4%. Lo comunica il ministero del Commercio cinese. Nei primi 9 mesi, gli investimenti sono aumentati del 16,6% a 74,3 mld. Continua a surriscaldarsi anche il mercato immobiliare: i prezzi in 70 citta’ sono aumentati a settembre dello 0,5% rispetto ad agosto e il valore delle vendite immobiliari e’ balzato del 56%.

Fonte: Ansa.it

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/10/15/visualizza_new.html_1732567381.html

Immobiliare: Milano, rendimento stabile al 5,3% per gli uffici

MILANO (MF-DJ)–Nel 1* sem. 2010, i rendimenti prime su Milano risultano stabili al 5,3% nel cbd (central business district), mentre il mercato delle locazioni di uffici ha mostrato un aumento nel volume delle transazioni, con un livello di assorbimento intorno ai 112.000 mq.

Lo sottolinea un report del dipartimento di ricerca di Bnp Paribas Real Estate. Secondo lo studio, i canoni di locazione sia prime che medi si sono stabilizzati a un livello inferiore rispetto a quelli di qualche anno fa. Per quanto concerne gli immobili di grado A, invece, si prevede un aumento dei canoni dovuto ai nuovi progetti in fase di ultimazione, pronti a essere immessi sul mercato nel 2011.

Il volume totale dei nuovi sviluppi completati e’ stato di 125.000 mq e ulteriori 147.000 mq sono attesi per la fine dell’anno. Il mercato degli investimenti ha raggiunto i 480 mln euro, con gli investitori principalmente concentrati su investimenti di tipo core, mentre i value-added e soprattutto i distressed soffrono ancora di una mancanza di interesse.

Fonte: BorsaItaliana.it

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=785431&lang=it

Russia/ A Mosca e’ boom immobiliare

Nella capitale russa a dicembre il numero delle transazioni immobiliari, sono state 8498, e’ aumentato del 72% rispetto al mese precedente quando ne sono state firmate 4941. Si tratta della maggiore crescita dal dicembre 2008. Alla base delle decisioni di acquisto vi sarebbe la convinzione che sia finita la fase calante dei prezzi degli appartamenti di Mosca. Nella capitale russa il prezzo medio di un immobile si aggira attorno ai 4mila dollari per metro quadro.

Fonte: Affaritaliani.it

http://www.affaritaliani.it/ultimissime/flash.asp?ticker=190110085836

Cina, continua il boom edilizio (sperando che non scoppi la bolla)

I prezzi delle case in 70 grandi e medie (per gli standard cinesi) città della Cina sono aumentati de 7,8% su base annuale nel dicembre 2009, e dell’ 1,5% in solo un mese. Il dato è fornito dall’Ufficio di Stato delle statistiche e confermato tra il soddisfatto e il preoccupato dall’agenzia ufficiale Xinhua.

I prezzi delle nuove abitazioni crescono ancora più velocemente: «Sono aumentati del 9,1% nello scorso dicembre  in rapporto allo stesso periodo del 2008, e dell’ 1,9% in un mese. I prezzi degli appartamenti “di occasione” in 70 città importanti sono in rialzo del 6,8% in un anno e dell’ 1% in rapporto al mese di novembre». La febbre del cemento non cala in Cina, non l’ha fatta scendere nemmeno la crisi economica, e il governo comunista, che l’ha sostenuta per rilanciare i consumi interni, ha ora l’incubo di una bolla immobiliare di tipo americano.  Intanto però sogna la China Vanke, la più grande società immobiliare cinese, con sede a Shenzhen, che ha annunciato un aumento di vendite del 32,5% ed il raggiungimento di un giro d’affari di 9,3 miliardi di dollari nel 2009.

I metri quadri venduti dalla Vanke sono però aumentati “solo” del 19,1% rispetto al 2008, arrivando a 6,63 milioni. A dicembre la mega-immobiliare aveva incassato 5,5 miliardi di yuan, il 3% in più rispetto allo stesso periodo del 2008, per vendendo il 38,7% di superficie edificata in meno.

I segnali di una bolla finanziaria ci sono tutti, ma la Vanke vola alla borsa di Shanghai ed è in testa alla classifica delle vendite delle società immobiliari pubblicata dall’E-house China R&D Institute. Nei primi 11 mesi del 2009 gli investimenti cinesi nel settore immobiliare sono arrivati a 3.130 miliardi di yuan, con una crescita del 17,8%.

Manca addirittura la terra per costruire e la municipalità di Pechino ha deciso di fornire 6.000 ettari di terreno nel 2010 «Per lottare contro il forte aumento dei prezzi immobiliari».

Peccato che i prezzi siano schizzati alle stelle anche dopo che nel 2009 l’amministrazione della capitale cinese aveva messo a disposizione dei costruttori più di 1300 ettari e che tra il 2007 e il 2008, circa 150 particelle pubbliche siano state vendute all’asta per un valore di 96 miliardi di yuan. Gli obiettivi di crescita urbanistica di Pechino vengono tutti tranquillamente raggiunti e superati.

Lei Lei, il Capo dei Centro per la gestione del territorio di Pechino, spiega che il totale delle offerte dei terreni nel 2009 ha superato l’obiettivo della municipalità   di 1.300 ettari, «Le autorità vogliono mettere sul mercato ancora più  terreni nel 2010. Offriremo almeno 6.000 ettari di terreno nel 2010, dei quali 4.500 ettari per la realizzazione di edifici residenziali».

La mitica pianificazione comunista lascia il passo ad un’urbanistica “annuale”, a richiesta sollecitata dal pubblico, che fa impallidire la fantasiosa pianificazione urbanistica italiana.   Eppure  il municipio di Pechino assicura di far questo (tutto il mondo è paese) per tenere bassi  i prezzi delle case, che salirebbero proprio per l’accaparramento dei terreni da parte dei promotori immobiliari. Peccato che gli agganci di quest’ultimi con le amministrazioni locali e nazionali siano spesso più che evidenti e spesso di tipo familiare.

Ma Lei assicura abbastanza spericolatamente che «L’aumento dell’offerta dei terreni da parte del governo non significa che il numero dei progetti immobiliari crescerà». La realtà è che nel settembre 2009 i prezzi dei nuovi alloggi avevano raggiunto già una media di 18 000 yuan al m2 (2.635 dollari) all’interno della “quarta periferica” di Pechino. Un prezzo proibitivo per un cinese medio, ma le famiglie si stanno indebitando perché la tradizione cinese prevede che i genitori debbano regalare la casa ai loro figli quando si sposano. L’aumento dei prezzi sta facendo svanire i risparmi di intere e parsimoniose vite che non basteranno: le formichine maoiste stanno adottando forzatamente un livello di indebitamento che si pensava appartenesse alle cicale imperialiste americane.

La stessa Xinhua lanciava qualche settimana fa l’allarme: «Il prezzo elevato dell’immobiliare in Cina è insopportabile non solo per i colletti blu, ma anche per i colletti bianchi che, benché abbiano entrate superiori, si ritrovano bloccati davanti alla situazione immobiliare del Paese».

Secondo i risultati di una recente inchiesta, in Cina il 62,27% dei giovani ha bisogno del sostegno finanziario dei loro parenti per pagare la prima rata di acquisto della casa e il 10,67% di questi dipendono totalmente dai genitori. Come accade spesso, anche nella Cina comunista e turbo-capitalista, il tasso di crescita degli stipendi è molto inferiore al balzo verso l’alto del prezzo delle abitazioni. Fortunatamente sta nascendo un mercato degli affitti, ma anche i compagni cinesi sognano la casa di proprietà… e la bolla si gonfia insieme all’urbanizzazione galoppante… Sembra un (brutto) film già visto su altri schermi euro-americani, una replica che evidentemente è funzionale agli alti e bassi di un’economia schizofrenica diventata regola planetaria.

Autore: Umberto Mazzantini

Fonte: Greenreport.it

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=2844

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