Archivi Blog

Casa, Mutuo Prima Casa si chiede poco prima degli “anta”

Ha in media 36 anni chi chiede un mutuo per la prima casa.

Secondo i dati diffusi oggi da Mutui.it l’indipendenza economica in Italia si raggiunge molto tardi. Chi vuole sottoscrivere un mutuo per la sua prima abitazione ha mediamente 36 anni, richiede un finanziamento di 160.000 euro (pari al 75% del valore dell’immobile che intende acquistare), è disposto ad impegnarsi per 25 anni e preferisce un tasso fisso (47% del campione).

L’indagine, che ha preso in considerazione oltre 1.000.0000 di richieste arrivate a Mutui.it negli ultimi mesi, ha anche messo in evidenza le notevoli differenze tra Nord e Sud che si registrano nella sottoscrizione dei finanziamenti per l’acquisto della prima casa: in primis la durata media del mutuo, che nelle regioni settentrionali cresce di 10 anni rispetto alla media, arrivando a 35 anni.

Si registra, invece, una sostanziale uniformità nella richiesta di finanziamenti a rata costante (circa il 12% del totale in tutta la Penisola), al Sud oltre il 54% di chi richiede un preventivo di mutuo lo fa per un finanziamento a tasso fisso.

Inoltre, è emerso che gli importi più alti per l’acquisto della prima casa vengono richiesti in Trentino Alto Adige, Lazio e Valle d’Aosta.
Decisamente più economici, per le banche, i finanziamenti in Basilicata, Calabria e Molise.

Fonte: Repubblica.it

http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=635&dt=2010-11-23&src=TLB

 

Leggi anche

Immobili: ISTAT, nel secondo trimestre più compravendite al Sud

Mercato immobiliare, calano i prezzi e aumenta la domanda

Mercato immobiliare italiano: continua il ballo del mattone

Economia: nuova legge sugli affitti

Mercato immobiliare: 2 consigli per fare buoni investimenti

In Italia torna la voglia di mutuo

7 famiglie su 10 comprano casa grazie al mutuo

Mutuo Casa, è boom di richieste

Casa, acquisto agevolato: prezzi più bassi e grande scelta

 

Annunci

Immobili: oltre 80% dei proprietari ha reddito da lavoro dipendente

(ASCA)- Roma, 6 lug – Il 55% dei contribuenti Irpef dichiara redditi da fabbricati e quindi e’ proprietario di quote di immobili, e’ quanto emerge dal volume ”Gli immobili in Italia” presentato dall’Agenzia del Territorio. I dati si riferiscono all’anno di imposta 2008.

Mediamente i proprietari hanno un reddito complessivo superiore a quello degli altri contribuenti. Dei 23,1 milioni di proprietari, oltre l’80% ha reddito prevalente da lavoro dipendente o da pensione; 2,6 milioni hanno reddito prevalente da lavoro autonomo, di impresa e di partecipazione; 1,9 milioni hanno reddito prevalente da redditi di immobili di proprieta’. Nel complesso emerge che il 35,4% del patrimonio imponibile immobiliare e’ detenuto dai pensionati, il 32,6% dai lavoratori dipendenti, 13,7% dai lavoratori autonomi e dagli imprenditori, e il 18,3% dai possessori di reddito da fabbricati.

Dal rapporto emerge anche il confronto tra i valori medi del valore patrimoniale delle abitazioni e dei reddditi delle famiglie. Una elaborazione che serve per stimare il numero di annualita’ di reddito familiare che si deve impegnare per l’acquisto di un’abitazione media nelle diverse regioni.

”Il numero di annualita’ risulta piuttosto diversificato alivello regionale. Si va dalle 9,6 annualita’ della Liguria e dalle 9,2 annualita’ del Lazio, alle 3,4 annualita’ del Molise, 3,5 della Calabria e 3,6 della Basilicata. Cio’ implica che il differenziale territoriale dei valori patrimoniali e’ assai piu’ pronunciato di quello dei redditi” spiega il rapporto.

Fonte: Asca.it

http://www.asca.it/news-IMMOBILI__OLTRE_80_PERCENTO__DEI_PROPRIETARI_HA_REDDITO_DA_LAVORO_DIPENDENTE-928921-ORA-.html

Casa: da inizio anno +78% ipoteche legali su immobili

Milano, 1 set. (Adnkronos) – Aumenta nella prima parte del 2009 il numero delle ipoteche legali sugli immobili, quelle connesse al recupero di crediti in sofferenza e non alla sottoscrizione di mutui. In Italia nei primi cinque mesi del 2009, le ipoteche legali sono risultate pari a 83.025, a fronte delle 46.764 iscritte nello stesso periodo del 2008, in aumento del 78% e per un valore medio di circa 90 mila euro. E’ quanto emerge da un’analisi di Experian, societa’ attiva nei servizi informativi per la prevenzione dei rischi di credito e di frode.
Per la societa’ l’aumento e’ dovuto a “un deterioramento della situazione finanziaria degli italiani, unito al maggiore ricorso a strumenti di esecuzione immobiliare da parte delle Concessionarie della Riscossione, ai fini del recupero coattivo dei crediti tributari”.
In ogni caso nel 2008, con 143.647 iscrizioni nell’intero anno di 12 mesi, si era registrato un crollo generalizzato delle iscrizioni sugli immobili a causa dell’innalzamento a 8 mila euro della soglia di credito minima da tutelare con l’ipoteca legale. Nel 2007 erano state 295.889, delle quali 166.786 nei primi cinque mesi dell’anno.
Contrastanti gli andamenti nelle varie regioni. A far segnare gli incrementi piu’ decisi sono il Lazio, dove le ipoteche nei primi cinque mesi dell’anno sono aumentate di sei volte rispetto all’anno precedente (+575%), la Sicilia (+134%) e il Veneto (+93%), mentre crescite consistenti ma meno marcate si hanno in Campania (+42%), Lombardia (+39%), Friuli-Venezia Giulia e Piemonte (per entrambi +37%), Puglia (+36%) e Trentino Alto-Adige (+35%). La situazione e’ invece relativamente stabile rispetto ai primi cinque mesi dello scorso anno in Emilia-Romagna (+20%), nelle Marche (+10%) e in Calabria (+3%), mentre migliora sensibilmente in Basilicata (-83%), Molise (-66%), Umbria (-37%), Liguria (-27%), Valle d’Aosta (-18%), Sardegna (-17%) e Toscana (-16%).

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/?id=3.0.3722789090

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: