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Comprare a Parigi? Si, ma solo a prezzi folli!

Ne avevo avuto contezza nei 10 giorni trascorsi quest’anno a Parigi, ma a confortare le mie impressioni sono  i dati pubblicati sul Sole24Ore a firma di Leonardo Mantinelli: comprare casa all’ombra della Tour Eiffel è davvero un investimento oneroso.

Tutti conosciamo Parigi, per averla visitata o per averla sognata e immaginata tra film e letteratura. In fondo è il desiderio nascosto di tutti viverla. Questo ha spinto negli anni tanti stranieri a comprare un appartamento nella Ville Lumiére: che sia investimento o uso privato, val bene il sacrificio. I dati, in un momento di crisi globale dell’immobiliare, stridono tanto con quelli del resto del mondo: basti pensare che nell’Ile-de-France, cuore di Parigi, sono state compravendute 182 mila unità immobiliari nel terzo trimestre, come nel periodo d’oro del mattone 2000-2007.

Anche il mercato parigino langueva fino a qualche mese fa, poi il balzo: + 13,8% nel terzo trimestre e prezzi dentro le mura di Parigi (ovvero entro la tangenziale) a 7’000 euro/mq. Si va dai 10.640 euro/mq del 6° arrondissement ai micro quartieri “popolari” dove si viaggia sui 5.000 euro/mq. Si stima che il rialzo si attesterà  al + 20% su base annua.  Ovvio immaginare che si tratti di una bolla. Ad innescarla, fattori contingenti: i tassi d’interesse molto bassi, 2 punti percentuali in meno tra il 2008 e il 2010; poca offerta di nuovo, nessun nuovo grattacielo come Londra e Barcellona, con uno stock di usato che non teme concorrenza; ampia fetta di acquirenti residenti fuori Parigi e tanti stranieri, tutti in ricerca dell’investimento con cornice il Louvre e il Sacre Coeur. E nella classifica degli stranieri che hanno acquistato casa a parigi al giugno 2010 in testa spiccano gli italiani con il 24% delle compravendite, seguiti a grande distanza da cittadini USA con il 6%, e britannici al 5%. Privilegiate, ovviamente, le soluzioni di piccolo taglio attorno ai 50 mq allo scopo di affittarli con contratti a breve termine.

Insomma Parigi come New York, e a distanza sempre ridotta da Londra, nella classifica delle città del mondo dal maggior appeal immobiliare.

Andrea Russo

 

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Ibra mette in vendita la sua casa di Cernobbio

L’immobile costa 4,8 milioni di euro e ha un parco di 3.630 metri quadrati


È ufficiale: la villa cernobbiese acquistata da Zlatan Ibrahimovic soltanto qualche anno fa è in vendita. L’annuncio, assieme alla dettagliata descrizione della prestigiosa dimora, campeggia in bella vista sul sito dell’agenzia Engel & Volkers.
Chi fosse interessato alla bella dimora si prepari a sborsare una cifra considerevole, perché il fuoriclasse svedese del Milan chiede 4,8 milioni di euro per cedere l’immobile di via Monte Grappa.
Si tratta, però, di una casa assolutamente degna di un vip qual è il formidabile calciatore rossonero, il quale peraltro non vi ha mai dimorato: 700 metri di superficie abitabile disposti su tre piani, 4 camere da letto con soffitti affrescati, altrettanti bagni, decorazioni di stucco, attico e terrazza con vista lago. Non può mancare, poi, un grande salone al pianterreno, mentre sala da pranzo e cucina sono al primo piano.
A tutto ciò si aggiungono un grande parco (3.630 metri quadrati), la casa dei custodi, il garage e la serra. Il tutto, appunto, in pieno centro a Cernobbio e acquistabile con poco meno di 5 milioni di euro.
Il dettaglio non trascurabile è che la villa, come dice il sindaco della cittadina lariana, Simona Saladini, «è da sistemare».
Dall’agenzia fanno sapere che «è disponibile un progetto dettagliato per la ristrutturazione».
Quando il calciatore acquistò la casa, un paio di anni fa, si pensava che sarebbe stato egli stesso a provvedere a rimodernarla ma, nota il sindaco, «poi non si è più sentito nessuno. E non mi risulta che siano stati fatti lavori». Anche perché nel frattempo il fuoriclasse svedese, acquistato dalla Juventus nel 2004 e poi passato all’Inter nel 2006, si era trasferito al Barcellona, squadra in cui ha giocato la scorsa stagione. Poi, a fine agosto, il clamoroso ritorno in Italia sull’altra sponda del Naviglio, nella squadra più titolata in Europa dopo il Real Madrid.
In attesa di sapere quale sarà – se ci sarà – il vip che prenderà il posto di Zlatan Ibrahimovic in quel di Cernobbio, il sindaco Saladini fa presente che, a causa della crisi, «di fatto si registra un rallentamento negli investimenti di fascia alta». Per la serie: anche i più ricchi, qualche volta, tirano un po’ la cinghia.
In questo periodo, comunque, sembra che «gli stranieri che richiedono maggiormente dimore sul lago di Como siano soprattutto i russi».
Sempre in tema di vip legati al mondo del calcio che si trasferiscono a Como, la nostra provincia è stata scelta anche dal nuovo allenatore dell’Inter, lo spagnolo Rafael Benitez.
Il successore di Mourinho avrebbe acquistato la villa già di proprietà di Hernan Crespo e, a quanto pare, avrebbe iscritto le due figlie all’International School of Como.

Autore: Federico Trombetta

Fonte: CorrierediComo.it

http://www.corrierecomo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=20963&catid=21&Itemid=28

 

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Roma e Milano ko su innovazione, fuori dalle 20 città “del futuro”

Il ‘Global City Report’ boccia l’Italia anche sulla sostenibilità. Ma 10° e 11° posto per l’offerta culturale

Roma, 12 ott (Il Velino) – Roma e Milano non entrano nelle classifiche delle prime venti città del mondo per innovazione e tecnologia e per sostenibilità. Troppo arretrate in ricerca e sviluppo e nel fornire accesso a internet tramite banda larga, troppo indietro sul fronte dell’eco-compatibilità, del risparmio energetico e della riduzione delle emissione di Co2. L’unica graduatoria che vede ‘vincenti’ la capitale d’Italia e il capoluogo lombardo è quella sull’offerta culturale, dove si trovano rispettivamente al 10° e 12° posto. E’ quanto emerge dal “Global city report 2010”, terzo rapporto internazionale sul futuro delle città promosso da Generali immobiliare e Scenari immobiliari. Secondo lo studio, sul podio delle città più tecnologiche ci sono Stoccolma, Seul e Chicago. Seguite da Boston, Singapore, Hong Kong, ma anche Tokio, Tel Aviv, New York, San Francisco e l’indiana Bangalore. Per l’Europa ci sono anche Londra, Vienna, Parigi, Berlino, Copenhagen e Amsterdam. Ma non l’Italia. “Nonostante i progressi compiuti da alcune città” dello Stivale, si legge nel report, per esempio “il tasso di penetrazione della banda larga nel paese è scarsamente competitivo con il resto del mondo”. Eppure “la domanda è destinata ad aumentare” esponenzialmente, basta pensare che “i dati circolanti su Internet nel 2010 sono superiori di due terzi rispetto a quelli dell’anno precedente, mentre si stima che la capacità della rete mondiale di fibre ottiche, che sostiene tale traffico, raddoppi ogni 18 mesi”.

Altro ‘calice amaro’ riguarda la sostenibilità: prime nella classifica stilata da Scenari Immobiliari sono Toronto, Stoccolma e San Francisco. Poi Copenhagen, Chicago, Friburgo, Helsinki, Melbourne e Oslo. Ma anche Barcellona, Parigi, Londra, Berlino e persino Abu Dhabi. Tutte impegnate a ridurre l’uso delle auto e quello dell’emissione di anidride carbonica, a sviluppare progetti eco-sostenibili nell’edilizia ricorrendo per esempio ai pannelli solari ma anche incentivando la raccolta differenziata. Un settore dove l’Italia invece ha ancora tanta strada da percorrere. Diversa la situazione nella classifica sulle città con la migliore offerta culturale: sul podio spiccano Parigi, Berlino e Bilbao. Seguite da Londra, Francoforte, Chicago, Vienna, New York, Dublino. E poi finalmente Roma, Copenhagen e Milano. Fanalino di coda Mosca e Abu Dhabi, dopo Madrid, Oslo, Barcellona, San Francisco. “Un asse forte dello sviluppo di una grande città è la dotazione di infrastrutture a servizio della cultura, nella quale le città europee sono sempre state vincenti – spiega il report –. Parigi e Londra, ma anche Roma e Milano, mostrano una buona offerta di musei, teatri, multisale cinematografiche, sale per concerti, oltre che una forte propensione alla valorizzazione del proprio patrimonio storico e artistico”. Ma “le infrastrutture – avverte Scenari Immobiliari – devono essere sostenute da un’adeguata politica culturale, che prevede il costante ammodernamento e l’adeguamento degli spazi alla progressiva trasformazione della città e delle esigenze dei cittadini” coniugando “l’innovazione con la tradizione”.

Fonte: IlVelino.it

http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1218115&t=Roma_e_Milano_ko_su_innovazione_fuori_dalle_20_citt%E0_del_futuro

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