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L’Agenzia del Territorio ha pubblicato le “Note territoriali sul mercato immobiliare residenziale locale relative al 2008”.

Analizzata in alcune città italiane la distribuzione dele compravendite per zone omogenee

«Le Note territoriali dell’OMI sui mercati immobiliari residenziali locali» relative al 2008 sono state elaborate dagli Uffici Provinciali di Roma, Milano, Napoli, Torino, Catania, Perugia, Bari, Venezia, Padova, Modena e Crotone.

Le Note dell’Agenzia del Territorio costituiscono uno strumento di conoscenza per il mercato immobiliare nelle sue dimensioni globali ma con riferimento anche alle specifiche realtà territoriali.

Vengono presi in considerazione:

Il numero di transazioni normalizzate (NTN) nel 2008agenzia del territorio
La variazione percentuale del NTN rispetto al 2007
L’indice delle quotazioni del secondo semestre 2008 in rapporto al primo semestre 2004
Il
differenziale delle quotazioni medie
rispetto alla quotazione più bassa, sia per i Comuni della provincia sia per singola zona OMI all’interno delle città.

I dati si riferiscono all’andamento del mercato relativamente alle diverse tipologie territoriali, a seconda che siano cioè più o meno appetibili dal punto di vista commerciale.

Dal punto di vista metodoligico l’Agenzia del Territorio, attraverso l’Osservatorio del mercato immobiliare, ha analizzato i il mercato delle abitazioni nelle varie città e province prese in considerazione, attraverso un’indagine sulla distribuzione territoriale delle compravendite tra le diverse zone omogenee.

Fonte: Quotidianocasa.it

http://www.quotidianocasa.it/2009/07/11/7189/mercato-immobiliare-disponibili-le-note-dellagenzia-del-territorio-relative-al-2008.html

Annunci

Annunci immobiliari, il mercato è variegato, ma Roma batte ogni record

Carissima Roma, in frenata Milano, solo apparentemente in ripresa Torino. E’ l’andamento del mercato immobiliare così lasciano intravedere gli annunci immobiliari per vendere o comprare casa

 

RomaCi vogliono in media 4.391 euro/m2 a Roma per acquistare una casa non nuova.

E’ quanto risulta da un’indagine condotta da idealista.it, il portale di annunci immobiliari.

Il rapporto relativo al secondo trimestre 2009 riguardante il mercato degli immobili in vendita a Roma è basato su un campione di circa 2mila abitazioni inserite nel database del portale, depurate da distorsioni del campione derivanti da variabili come le case con giardino, da ristrutturare o quegli immobili i cui prezzi indicati dagli utenti risultano chiaramente sproporzionati rispetto al valore di mercato di una determinata zona della città.

Milano

“Roma risulta la città più cara con quasi ottocento euro di scarto rispetto ai valori medi di Milano – ha dichiarato Paolo Zanetti, amministratore delegato di idealista.it”.

Situazione sostanzialmente in frenata a Milano dove dopo un primo trimestre promettente, con i prezzi in crescita del 2%, le quotazioni sono rimaste pressoché invariate tra aprile e giugno (+0,3%).

In media 3.613 euro al metro quadro su un campione di oltre 2.500 immobili tenuti sotto osservazione dal portale immobiliare.

TorinoPrezzi in salita nel periodo aprile-giugno 2009 a Torino: in media +3,5%(2.347 euro/m2).

Secondo Paolo Zanetti però il dato di Torino non deve trarre in inganno: il rialzo sarebbe infatti da attribuire alla “rivalutazione dei quartieri periferici di Aurora–Rebaudengo. Una performance sulla quale incide la nuova domanda di case sostenuta da cittadini extracomunitari attratti da prezzi più accessibili e la prospettiva di un miglioramento della vivibilità dell’area grazie al progetto della metropolitana che avvicinerà la periferia al centro cittadino.”

A Torino la ricerca ha preso in considerazione un campione di 715 immobili non di nuova costruzione inseriti nel portale.

Fonte: Quotidianocasa.it

http://www.quotidianocasa.it/2009/07/07/7172/annunci-immobiliari-il-mercato-e-variegato-ma-roma-batte-ogni-record.html

Ancab-Cresme: cosa attendersi dal mercato immobiliare fino al 2012

Le ultime previsioni sull’andamento dell’immobiliare provengono dal IV Rapporto Ancab Cresme sul mercato della casa in Italia, presentando una dinamica articolata in crisi-ripresa-frenata per il periodo 2009-2012. Negativo il giudizio per tutto il 2009, anno in cui – secondo i dati – saranno compravendute 695mila abitazioni rispetto a 1milione e 44mila del 2006, un netto calo che allinea il mercato ai dati registrati nel ’97, quando le compravendite toccarono le 665 mila unità.  Altro segno negativo è rappresentato dalla frenata dei prezzi, destinati a calare del 9%. Una flessione del mercato alla cui base il rapporto individua la forte contrazione della domanda da parte delle famiglie e la difficoltà di vendere la propria casa per acquistarne un’altra.

Ciò che è singolare nelle conclusioni del Rapporto presentato a Roma nei giorni scorsi da Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, nel corso dell’Assemblea nazionale delle cooperative di abitanti aderenti alla Legacoop, è che la situazione non potrà migliorare facilmente nemmeno in presenza delle iniziative a favore dell’edilizia. Infatti, le stime prevedono che se solo il 12% degli aventi diritto utilizzasse la possibilità di ampliamento dei fabbricati residenziali mono/bifamiliari, sarebbero messi in moto 61miliardi di euro per 153milioni di metri cubi e attivando 765mila occupati diretti e 265mila indiretti. La manovra di sostegno dell’edilizia “che si sta completando in forme diverse attraverso le leggi regionali mostra un eccezionale potenziale di impatto sulla filiera delle costruzioni e sul mercato immobiliare. Nel primo caso si tratta di una azione che agisce sulla filiera dei medio piccoli interventi, investendo le piccole imprese, le industrie produttrici di materiali, i distributori di materiali e i progettisti”. L’effetto, conclude il rapporto, sarebbe un rilancio eccezionale per il 2010-2011 e un’ulteriore frenata immobiliare nel 2012.

Tuttavia l’intervento avrebbe un effetto importante sul mercato immobiliare e sulla domanda primaria. Ipotizzando che il 30% del 12% di aventi diritto utilizzasse la possibilità di realizzare un miniappartamento di 50/70 mq, invece delle semplici 2 stanze, si immetterebbero sul mercato 346 mila abitazioni che messe in relazione con la frenata delle compravendite contribuirebbero al deperimento, pur parziale, del mercato immobiliare, rimandandone la ripresa.

Altro aspetto positivo consiste nel fatto che il Piano Casa per l’edilizia sociale, che stanzia una prima tranche di 350 milioni di euro, introduce sul mercato un modello di intervento innovativo, “basato su strette partnership di interventi pubblici e interventi privati che possono dare il via ad una nuova stagione in termini di risposta ai fabbisogni abitativi, in particolare per la fascia di famiglie che sta affrontando con maggiore difficoltà la crisi”.
La ricerca mette in evidenza, inoltre, la ‘riconfigurazione della domanda”, ovvero una mutata considerazioni dei principali criteri che orientano la scelta nell’acquisto della casa, dove adesso primeggia al primo posto la qualità ambientale. Per il 15,3% dei nuovi acquirenti risulta più importante avere una casa indipendente con giardino, mentre il 14,5% delle famiglie punta all’ampiezza, seguita dal pregio della zona e dalla vicinanza al centro. La crisi, conclude lo studio Ancab-Cresme, disegna un nuovo scenario: insieme alla riduzione del mercato si profila un profonda riconfigurazione della domanda a cui deve seguire una profonda riconfigurazione dell’offerta.

 

Fonte: EdilOne.it

http://www.edilone.it/Ancab-Cresme-cosa-attendersi-dal-mercato-immobiliare-fino-al-0-_attualita__x_2919.html

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