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L’immobilismo immobiliare

Quando invece ci sarebbe bisogno di una scossa

La mia grande fortuna è che trascorro le mie giornate a confrontarmi con operatori sul mercato, sulle opportunità che questo offre e su come loro si siano attrezzati per affrontarlo. La maggioranza di essi arriva alla conclusione per cui questo momento così complicato potrebbe essere un bene per il mercato perché probabilmente andrà a fondo in un repulisti tra gli addetti ai lavori. Pochi però hanno le idee chiare su cosa accadrà, su quale sarà la forma che assumerà la professione e il modo di fare attività immobiliare da qui ai prossimi anni. La situazione attuale viene letta dai più quale momento difficile e da altri quale momento di crescita. Ecco la somma di queste risposte potrebbe identificare lo scenario attuale: da una parte un consistente numero di agenti immobiliari alle prese con una situazione che gestisce nell’emergenza, e dall’altra uno zoccolo duro di professionisti che si rimbocca le maniche, accetta la sfida e mette in campo ogni arma utile per vincerla.

Sarebbe facile per me elencare una serie di attività, e quindi non mi trattengo dal farlo, che stanno determinando il successo di alcune agenzie, come ad esempio l’aumento delle collaborazioni strutturate e organizzate, il miglioramento della qualità dei servizi offerti, la ridefinizione dei rapporti con i venditori, una più attenta qualificazione degli acquirenti, e di certo maggiore attenzione ad una formazione che non può essere tralasciata quale aspetto residuale dell’attività. Inoltre, l’utilizzo appropriato di campagne marketing innovative e accattivanti e degli strumenti tecnologici sono di certo valore aggiunto che può fare la differenza. Ma non basta farne un elenco quando poi la volontà di applicare queste poche ma fondamentali attenzioni verso l’attività viene prevaricata dall’emergenza.

C’è da portare a casa il risultato, è chiaro, ma non si può proseguire a braccio, cercando il successo nell’inseguire gli eventi e non determinarli. Alla fine, spesso, il risultato che ottiene chi va avanti senza grande organizzazione ma correndo a destra e a manca, è pari a quello di chi sta in ufficio ad attendere che il cliente entri con una bella cifra cash e la volontà di comprare il primo immobile che vede, in tutti i sensi.

Fortunatamente vedo anche segnali incoraggianti, e professionisti che stanno sul mercato con discreto successo, anche se tutti rimpiangono le performance di ieri l’altro. Ma cos’è cambiato davvero? Se in Italia si vendono ancora oltre 500’000 pezzi l’anno, e il numero di operatori si è sensibilmente ridotto tanto che ci sarebbe ancora tanto da mediare pro quota (per non parlare di quell’altissima percentuale di mercato che non transita dalle agenzie) cos’è che ci fa diversi rispetto a pochi anni fa? Io credo sia l’approccio. Manca il sorriso e la positività, manca l’ottimismo come atteggiamento mentale e la determinazione nel risultato. Il motivo per cui molti mi guardano e mi dicono con un sorriso stanco “lei è giovane fa bene ad essere ottimista e positivo”.

Vedo troppa remissione, troppa stanchezza che determina calo dell’attenzione. Voi avrete da dirmi che non è così, che si va in giro, ci si impegna, si fa di tutto per chiudere le trattative. Ne sono certo, lo si percepisce da come molti si arrabbino per il mancato risultato. Mi chiedo ancora, siamo certi che si stia facendo di tutto e di meglio per stare con forza sul mercato? La disaffezione della clientela verso la categoria, e la difficoltà oggettiva nell’ottenere la fiducia delle parti, dovrebbero farci riflettere e la domanda da porsi dovrebbe essere: stiamo davvero facendo di tutto perché la crisi non ci pesi più di quanto non abbia fatto fin qui?

Un’osservazione su tutte, la maggior parte delle agenzie immobiliari ha trovato soluzione alle proprie difficoltà di cassa, dedicandosi ad un mercato che prima snobbava quasi a pieno, ovvero quello delle locazioni. Ora, premesso che oggi chiudere un affitto non è più una passeggiata, quale imprenditore accorto si sposta in un mercato più debole proprio quando quello principale, ovvero le compravendite, oggi potrebbe dare grandi soddisfazioni? A ciò si è legato un modo di approcciarsi al cliente meno cerimonioso, se vogliamo definirlo così, perché il leit-motiv è quello per cui il cliente è stanco dell’agente immobiliare in giacca e cravatta. E allora evviva le polo e magari il jeans che tanto è un passepartout tra l’elegante e il casual. Evviva i toni colloquiali e il fare amichevole. Evviva la stretta di mano, che tanto gli incarichi non li firma mica più nessuno e tra poco neanche le proposte d’acquisto. Evviva le raccomandate all’inseguimento delle provvigioni che i clienti non vogliono riconoscerci. Evviva tutto, ma siamo sicuri che così la soluzione l’abbiamo trovata?

Che poi sento anche chi lamenta la scarsa professionalità dei colleghi, che di certo non si misura con l’apparire, ma se vogliamo trovarla nel fare, siamo certi che non ci sia troppo immobilismo nell’immobiliare?

Andrea Russo

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Notizie d’Agenzia Febbraio 2011/2

Casa: l’indagine, romani maggiori utilizzatori del Web per ricerca Affitti

Secondo l’analisi dei dati di ‘Solo Affitti.it’, il sito del franchising immobiliare, sono i romani ad utilizzare sempre piu’ internet per la ricerca delle case, seguiti da milanesi, catanesi e torinesi.Tra i navigatori piu’ evoluti crescono coloro che utilizzano lo smartphone. La tendenza e’ stata illustrata oggi da ‘Solo Affitti’ che durante il workshop ‘Real estate refresh’ organizzato a Roma dal portale web Idealista.it, ha fornito un’analisi delle ricerche effettuate dai 250 mila visitatori che ogni mese navigano sul sito web. I navigatori della provincia di Roma, che rappresentano il 16,4% del totale degli utenti del sito, sono piu’ del doppio rispetto a milanesi (7,8%), catanesi (7,5%) e torinesi (6,8%).

Fonte: AdnKronos.com

http://www.adnkronos.com/IGN/News/CyberNews/Casa-lindagine-romani-maggiori-utilizzatori-del-web-per-ricerca-affitti_311686355929.html

Casa: Osservatorio Liguria, 70% Acquisti tramite Mutuo

Circa il 70% dei liguri acquista la casa tramite un mutuo, pari al 72% del valore dell’immobile, con una durata media di 23 anni. Il tempo medio di vendita e’ attorno ai sei mesi. Sono i dati della quarta edizione dell’Osservatorio Immobiliare della Liguria presentati stamani a Genova dalla Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali. Pressoche’ inalterati i prezzi di vendita, l’11% degli acquirenti di una casa a Genova e’ extracomunitario.

Fonte: Ansa.it

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/liguria/2011/02/16/visualizza_new.html_1586829649.html

Gabetti: acquisito controllo Tree Real Estate, ridotta quota Tree Finance

Gabetti Property Solutions ha risolto gli accordi di joint venture sottoscritti con Ubh nel 2008 e acquisito il pieno controllo di Tree Real Estate. Tree Real Estate e’ la holding che governa oltre 1.600 agenzie attive nel franchising immobiliare, presenti su tutto il territorio nazionale alla quale fanno capo le attivita’ svolte con i marchi Gabetti Franchising, Professionecasa e Grimaldi. L’operazione si inquadra “nel processo di crescita” del gruppo Gabetti volto a “consolidare la presenza territoriale per sviluppare il core business storico e implementare il modello dei servizi immobiliari”, spiega il gruppo. L’operazione comprende l’acquisizione della governance piena delle tre reti immobiliari in franchising e l’incremento della partecipazione in Tree Real Estate dal 51% al 65%. Contestualmente Gabetti ha ritenuto di ridurre la propria partecipazione in Tree Finance dal 49% al 35% “al fine di concentrare tutte le energie sul business dei servizi immobiliari”. L’accordo di risoluzione delle due joint venture prevede la concessione di un’opzione put a favore di Gabetti Property Solutions sulla residua partecipazione del 35% in Tree Finance esercitabile a partire dal 31 luglio 2014 al fair market value riferito alla data del 31 dicembre 2010 e simmetricamente la concessione di un’opzione put a favore di Ubh sulla residua partecipazione del 35% in Tree Real Estate esercitabile a partire dal 31 luglio 2014 al fair market value riferito alla data del 31 dicembre 2010. L’acquisizione della maggior partecipazione in Tree Real Estate, pari al 14%, e la cessione della partecipazione in Tree Finance, pari al 14%, sono “sospensivamente condizionate al passaggio in giudicato dell’omologa dell’accordo di ristrutturazione dei debiti di Ubh”.

Fonte: AdnKronos.com

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Finanza/Gabetti-acquisito-controllo-Tree-Real-Estate-ridotta-quota-Tree-Finance_311694356552.html

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Il mercato Immobiliare punta su Milano: è meglio di New York

Corso Venezia - Milano

Buone notizie per il mercato immobiliare milanese, che nell’ultimo quadrimestre si attesta su livelli di sostanziale stabilità, sia per il numero di compravendite che per l’andamento dei prezzi. E’ quanto emerge dai dati raccolti nel capoluogo lombardo da RE/MAX Italia, che fa parte del più diffuso network di franchising immobiliare internazionale, e che a Milano conta 142 consulenti immobiliari in 12 agenzie affiliate.

Positive inoltre le previsioni per il 2011, per il quale si continua a parlare di una sostanziale stabilità dei prezzi e dell’offerta, mentre si preannunciano lievi aumenti in termini di domanda e di numero di compravendite.

Decisamente meglio di quanto sta invece avvenendo Oltreoceano, dove i dati raccolti dal network RE/MAX in differenti aree metropolitane parlano invece di prezzi stabili ma di un calo delle transazioni di oltre il 30% rispetto al 2009. Un calo sicuramente influenzato dalla fine degli incentivi federali della Tax Credit, ma comunque preoccupante, se si ripensa alle previsioni negative pubblicate non più tardi di un paio di mesi fa da autorevoli testate come il Time o il New York Times.

Ben diversa sembra essere invece la situazione italiana – come già aveva avuto modo di commentare Dario Castiglia, Presidente di RE/MAX Italia – dove, per tradizione e cultura, il mattone continua e continuerà ad essere considerato il miglior investimento, caposaldo e fondamento del risparmio familiare, come dimostrano i dati del mercato milanese.

Qui, come nel resto d’Italia, l’acquisto dell’abitazione rispetto all’affitto, continua infatti ad essere la scelta privilegiata degli over 35, con una percentuale che si attesta intorno all’86% di coloro che hanno un’età compresa fra i 35 e i 50 anni, e che sale addirittura al 95% nel caso degli over 50, soprattutto se si tratta di coppie (71%) e famiglie (100%). Optano invece per la locazione il 75% dei giovani tra i 20 e i 35 anni e il 90% dei single, prediligendo in particolare le zone centrali della città, più vicine alla “movida milanese”.

Ricercano il centro anche gli over 50 (86%), mentre coppie e famiglie di età media, spesso alla ricerca della prima casa, sembrano più disponibili a valutare soluzioni semi-periferiche (57%), a volte più economiche, purché ben servite dai mezzi di trasporto. E’ infatti questo – insieme alla disponibilità di terrazzo o giardino, alla tranquillità della zona e alla, soprattutto in centro, storicità dell’edificio – uno dei fattori chiave che guida le scelte dei milanesi.

In linea con il valore culturale dell’investimento immobiliare, non stupisce che in testa alle preferenze di famiglie e coppie vi siano soluzioni abitative da tre o più locali, con investimenti medi che vanno dai 200 ai 400 mila euro a seconda delle zone per le coppie e arrivano fino ai 600 mila euro per le famiglie. Si attesta invece intorno ai 220 mila euro l’investimento medio dei single milanesi per l’acquisto di un immobile. Cifre che variano sensibilmente, fino a raddoppiarsi e triplicarsi, a seconda delle zone della città prese in considerazione.

Dai dati RE/MAX emerge infine come siano in fase di rivalutazione le zone centrali come la Fiera, Ripamonti, Città Studi e Isola, interessate dagli interventi comunali in vista dell’Expo 2015, mentre la svalutazione colpisce progressivamente la periferia più o meno estrema, da Maciachini a Corvetto, fino a Quartoggiaro, Zona Padova e Barona.

Fonte: AffarItaliani.it

http://www.affaritaliani.it/milano/il_mercato_immobiliare_punta_081210.html

 

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