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Investire sulla seconda casa: uno sguardo ai Lidi Ferraresi

lidi-ferraresi-spiaggiaA causa della crisi, negli anni 2010-2014 , il valore degli immobili è drasticamente calato, con punte al ribasso sul prezzo di vendita pari anche al 40%. La crisi ha colpito dunque il valore assoluto degli immobili ma anche le compravendite hanno risentito di un calo a doppia cifra. Trascorso il quadriennio di forte crisi, finalmente i prezzi hanno iniziato a stabilizzarsi e dal biennio 2014-2015, ogni anno si assiste ad un aumento del numero di compravendite.

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Le novità introdotte dal Decreto Sblocca Italia per l’acquisto di una casa

sblocca-italia-detrazione-irpefCon il decreto Sblocca Italia sono state introdotte delle agevolazioni per coloro che decidono di acquistare una casa, da destinare all’affitto per almeno 8 anni.

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In media il 38% del reddito degli italiani serve a pagare l’ affitto, ma ci sono categorie di lavoratori per cui il discorso è leggermente diverso…

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L’occupazione è una delle variabili che più influisce sul reddito e di conseguenza sulla scelta della tipologia di casa in base ovviamente al prezzo. Basandosi sugli ultimi dati Istat, Mioaffitto.it ha scovato quali sono le professioni maggiormente retribuite in Italia ed il nesso che intercorre con la scelta del tipo di casa in affitto.

 

Quasi il 38% del reddito degli italiani serve a pagare l’affitto

Il prezzo medio di una mensilità di affitto, aggiornato ad Aprile 2014 corrisponde a 745 euro, che moltiplicati per 12 mensilità diventano 9,420 euro annui.

Tenendo in conto che, dalle ultime statistiche risulta che gli italiani guadagnano in media 24,879 in un anno, abbiamo calcolato che circa il 37,86% di questo reddito si trasforma in soldi per pagare l’affitto di un appartamento con una metratura compresa tra i 60 ed i 90 metri quadrati.

Ovviamente esistono professioni in cui il guadagno e quindi il cui reddito annuo sono più alti e la percentuale destinata all’affitto è quindi in proporzione minore di quella qui sopra indicata.

D’altro canto, molte di più sono le occupazioni meno redditizie, esaminiamo allora la situazione, facendo attenzione alla percentuale dello stipendio destinata all’affitto, in base alla professione svolta.

 

Secondo l’Istat chi lavora come agricoltore guadagna meno di tutti

Gli agricoltori sono, secondo queste ultime statistiche Istat, la categoria di lavoratori il cui stipendio (che corrisponde circa a 16,961 euro all’anno) viene maggiormente destinato all’affitto (55,54%).

La categoria che segue è quella degli addetti alle pulizie, che dichiarano un redditto annuale pari a 18,084 euro e che si vedono costretti a riservare più del 52% del loro stipendio per poter permettersi una casa in affitto.

Seguono i vigilianti privati, con un reddito di 18,901 annui e che destinano all’affitto circa il 49,84%, gli assistenti socio assistenziali il cui guadagno in 12 mesi corrisponderebbe a 19,394 euro e ben il 48,57% andrebbe a coprire le spese della locazione ed i maestri privati.

Ecco la tabella, con i dati Istat di tutte le professioni  con i relativi dati: http://blog.mioaffitto.it/files/2014/05/stipendio-destinato-ad-affitto-in-base-alle-professioni.pdf

 

I giornalisti sono i lavoratori più ricchi d’Italia

Sempre gli stessi dati Istat, ci informano che chi lavora nel mondo del giornalismo dispone di un reddito annuo di circa 53,718 euro di cui solo il 17,54% finisce nelle tasche dei proprietari di casa in concetto di affitto.

Coloro che per lavoro hanno a che fare con estrazione di petrolio o con minerali naturali hanno dichiarato un reddito annuo di 38,279 euro e di destinare il 24% per pagare la locazione.

Gli assicuratori sono un’altra categoria che potremmo definire ricca, difatti il loro guadagno pari a 37,110 euro all’anno gli permette di spendere solo il 25,38% per l’affitto.

Altra categoria che non potrebbe che stare da nessun’altra parte se non da questo lato della lista sono i politici. Secondo le statistiche infatti il loro reddito annuo si aggira attorno ai 35,352 euro, di cui il 26,65% coagula in affitto. (…)

Un consiglio: non spendere in affitto più del 30% di quanto si guadagna.

Questa percentuale è stata calcolata tenendo in conto delle spese ordinarie per vivere (cibo, bollette, vestiti ecc) e pensando di dovere far fronte a spese extra, che possono capitare durante l’arco dell’anno.

Affittare una casa e non comprarla, è utile per un inquilino dal momento che è possibile calcolare in modo specifico quali siano le spese a cui far fronte, evitando possibili e sempre più frequenti alterazioni dei tassi di interesse a danno dei mutuatari.

Il costo di un affitto, non dovrebbe essere superiore al 25-30% delle entrate dell’intero nucleo familiare.

 

Dati ISTAT

 

 

 

 

 

 

 

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